Ariete (carro armato)

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Ariete
C1 Ariete.
Esemplare di Ariete
Descrizione
Tipo Carro armato da combattimento
Equipaggio 4
Utilizzatore principale Italia Italia
Dimensioni e peso
Lunghezza 9,67 m
Larghezza 3,61 m
Altezza 2,50 m
Peso 54-62 t (il peso aumenta con l'aggiunta di corazzature addizionali)
Propulsione e tecnica
Motore Fiat V-12 MTCA
Potenza 1.270 CV
Rapporto peso/potenza 23,1 cv/t
Trazione idromeccanica con retarder secondario
Sospensioni a barra di torsione con ammortizzatori idraulici
Prestazioni
Velocità max 65 km/h
Autonomia 550 km
Pendenza max 60 %
Armamento e corazzatura
Apparati di tiro calcolatori di tiro digitali, stabilizzatori, telemetro laser, controllo automatico del cannone
Armamento primario cannone 120 mm OTO Melara ad anima liscia con 42 proiettili
Armamento secondario due mitragliatrici da 7,62 mm, una coassiale e l'altra antiaerea
Corazzatura composita, con spessore maggiore sul lato frontale più corazza passiva addizionale
Corazzatura frontale 500mm KE - 1100mm CE (Torretta) 470mm KE - 780mm CE (Scafo) (Ariete C1)[1]
Note protezione NBC, attivazione allarme in caso di nemico con armi a guida laser

[senza fonte]

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L'Ariete è il carro armato da combattimento standard delle formazioni corazzate dell'Esercito Italiano. Lo sviluppo di questo progetto ha visto la collaborazione fra OTO Melara e Fiat-Iveco nell'intento di creare da zero un mezzo con potenza di fuoco, mobilità e moderne tecnologie di protezione al pari della concorrenza.

Informazioni ufficiali[modifica | modifica sorgente]

L'MBT Ariete è stato sviluppato dal Consorzio Fiat-Iveco - OTO Melara con sede a Roma. La divisione difesa di Fiat-Iveco ha effettuato lo sviluppo principale del carro e la OTO Melara si è incaricata dello sviluppo dei sistemi d'arma e della torretta. L'Ariete è in servizio nell'Esercito Italiano cui il primo carro è stato consegnato nel 1995 e l'ultimo, dei 200 MBT ordinati, nell'agosto 2002. Il carro è distribuito ai due reggimenti carri della Brigata corazzata "Ariete": il 32º Reggimento ed il 132º; dal 2008 il carro è in dotazione anche al 131º Reggimento carri della 8ª Brigata bersaglieri "Garibaldi"; i rimanenti carri sono in carico alle scuole o tenuti in riserva strategica. Nel 2004 l'MBT Ariete è stato impiegato, per la prima volta, dall'Esercito Italiano in Iraq all'interno della missione "Antica Babilonia".

Storia del progetto[modifica | modifica sorgente]

Il progetto che avrebbe portato alla realizzazione del primo carro armato italiano dal dopoguerra mosse i primi passi negli anni ottanta.

C1 ariete visto di fronte, da notare la corazza aggiuntiva di tipo PSO laterale sulla torretta e sullo scafo.

Il programma fu rallentato dalla decisione di dare la precedenza al progetto di un mezzo di cavalleria ruotato (l'attuale Centauro) poiché in quegli anni i carri armati da battaglia (Leopard) non mancavano nelle file dell'EI, mentre non era presente nessun mezzo pesante da combattimento ruotato. Di conseguenza al termine della guerra fredda il programma di sviluppo del Ariete aveva accumulato notevoli ritardi. I corposi tagli al bilancio della difesa derivanti dalla fine della Guerra Fredda rallentarono successivamente il progetto.

Quando i primi Ariete prodotti in serie lasciarono le catene d'assemblaggio era ormai il 1997 e le loro caratteristiche tecniche, che negli anni 1980 li avrebbero resi paragonabili al livello dei principali carri europei, erano ormai superate. Infatti contrariamente a quanto fatto con l'Eurofighter Typhoon, l'Ariete non ha beneficiato di migliorie che lo tenessero al passo con i tempi, sia perché i costi gravavano sulle casse di una sola nazione, sia perché si prevedeva che negli scenari futuri i cingolati avrebbero avuto minore importanza per via del diverso contesto internazionale.

Inizialmente l'esercito italiano aveva deciso l'acquisto di 700 Ariete. Questi 700 veicoli sarebbero dovuti essere prodotti in due lotti, di cui un primo lotto da 300 veicoli e successivamente un secondo da 400 nel quale erano incluse le cosiddette versioni speciali (genio, gettaponte, ecc.).

La fine della Guerra Fredda però determinò una riduzione del primo lotto da 300 a 200 veicoli, provocò la cancellazione del secondo lotto e, a causa della svendita di centinaia di Leopard 1 e 2 di seconda mano da parte della Germania, la possibilità di trovare acquirenti esteri divenne veramente scarsa.

Carro Ariete in addestramento nel poligono di Nassiriya in Iraq.

La drastica riduzione del numero di esemplari fece di conseguenza aumentare il prezzo a causa del ridotto ammortamento dei costi pluriennali derivanti dalla progettazione, dagli studi di sviluppo e dai costi dei macchinari (i "costi fissi" di ogni produzione). Inoltre la realizzazione di un'unica serie ha impedito che vi fossero i continui miglioramenti che hanno contribuito al successo di alcuni altri carri quali ad esempio il Leopard.

Armamento[modifica | modifica sorgente]

L'Ariete può ingaggiare obiettivi fissi o in movimento sia di giorno che di notte, che il carro sia fermo o in movimento. L'armamento principale è un cannone calibro 120 mm ad anima liscia prodotto dalla OTO Melara. Il cannone è monitorato da sensori termici e dispone di un sistema per il recupero dei gas e di smorzamento di fiamma; è inoltre stabilizzato idraulicamente e può utilizzare quasi tutti i tipi di munizioni disponibili, compresi i proiettili APFSDS (armour-piercing fin-stabilised discarding sabot) e HEAT (high explosive anti-tank, i cosiddetti carica cava).

Il carro trasporta 42 proiettili, di cui 15 all'interno della torretta e gli altri nello scafo. L'Ariete inoltre è munito di una mitragliatrice standard NATO da 7.62 mm coassiale al cannone principale e di una mitragliatrice per la difesa antiaerea da 7.62 mm montata sul tetto della torretta e manovrata dal capocarro. La riserva di munizioni per le due armi leggere è di 2.500 cartucce.

Sistemi di protezione[modifica | modifica sorgente]

Su entrambi i lati della torretta in posizione anteriore sono montati dei lanciatori di granate fumogene alimentati elettricamente. Il carro è dotato del sistema RALM, prodotto dalla Selex Communications (ex Marconi Italiana S.p.A.), che rileva i raggi laser dei sistemi di puntamento avversari; il sensore RALM è montato nella parte anteriore della torretta e copre un arco di 360 gradi.

L'Ariete, come tutti i carri armati occidentali dell'ultima generazione, ha una torretta protetta in materiali compositi, con un frontale assai inclinato, ma come nel caso del Leopard 2 i lati sono verticali. Le gonne laterali sono fatte pure in materiali compositi, prodotti dalla Lasar. Il carro ha una protezione maggiorata sull'arco frontale e vi è l'opzione di rinforzare i fianchi mediante corazzature aggiuntive laterali. In ogni caso il livello di protezione, in particolar modo contro i proiettili APFSDS, rimane il tallone d'achille del mezzo, raggiungendo appena i 500 mm nell'arco frontale della torretta (Ariete C1), spessore paragonabile a quello di un non certo modernissimo T-72B sovietico.[1] Il carro è inoltre protetto da minacce nucleari, biologiche e chimiche (NBC) da un sistema sviluppato dalla Sekur S.p.A. di Roma.

Sistemi di tiro ed osservazione[modifica | modifica sorgente]

Ariete esposto al Circo Massimo, Roma

Il sistema di controllo del tiro è il TURMS FCS prodotto da Galileo Avionica S.p.A. (ex Officine Galileo ed ora parte di Selex Galileo) di Firenze. Comprende un visore periscopico stabilizzato diurno/notturno per il comandante, un visore stabilizzato con vista termica e telemetro laser per il cannoniere, oltre ad un computer di controllo del fuoco. Quest'ultimo riceve dati dai sensori meteorologici e dall'anemometro del carro, insieme a dati circa la posizione del carro stesso, le condizioni della canna, il tipo di munizioni ed il bersaglio; grazie al computer balistico e al telemetro laser c'è la possibilità di far fuoco anche quando il mezzo è in movimento con un'altissima precisione: la stabilizzazione dell'armamento e le sospensioni consentono il tiro in movimento: ma mentre un mezzo come il Leclerc spara con precisione anche sui 30–40 km/h, l'Ariete è costretto a rallentare a 15–20 km/h a seconda del terreno. La postazione del comandante, sulla destra della torretta, è equipaggiata con il visore panoramico ed un monitor che mostra l'immagine termica dal punto di vista del cannoniere. Il visore, montato sul tetto della torretta, ha una rotazione di 360 gradi, ed un'elevazione da -10 a +60 gradi. La postazione del pilota, sulla destra nella parte frontale dello scafo, è equipaggiata con tre periscopi, uno dei quali dà la possibilità della visione notturna passiva.

Propulsione e prestazioni velocistiche[modifica | modifica sorgente]

Un Ariete in esposizione

L'Ariete monta un motore turbodiesel Fiat V-12 MTCA da 12 cilindri, in grado di generare 937 kW (1247 CV). Il sistema di trasmissione automatica, prodotto su licenza della compagnia tedesca ZF, ha quattro marce avanti e due indietro, e incorpora il sistema di sterzata e il ritardatore idraulico.
Il sistema di trazione è concepito su sette doppie ruote stradali a profili gommati, più quattro rulli di richiamo su ogni lato, con cingoli a doppio perno disegnati dalla tedesca Diehl. Il sistema di sospensioni consiste in una barra di torsione e un ammortizzatore idraulico su ogni braccio.
L'Ariete è in grado di raggiungere una velocità massima di 65 km/h e superare una pendenza massima del 60%. La profondità di guado massima è di 3 metri con la preparazione, e 1 metro e 25 centimetri senza preparazione. La versione corrente del motore eroga 1247 CV, pochi in confronto ai carri più moderni. L'IVECO ha risposto a questa grave mancanza con un motore potenziato a 1600 CV.[2], la cui installazione sui mezzi è ancora tutta da delineare, viste le difficoltà di budget della difesa e in particolare dell'EI. Attorno alla fine del'92 l'Ariete su di un percorso di 10 km, venne confrontato con altri 2 carri armati di vecchia concezione, ovvero il Leopard 1 e l'M60A1. In appena 10 km di percorso cross-country l'Ariete non solo staccò in media di ben 7 minuti l'M60, ma riuscì anche a dare 3 minuti e mezzo di distacco al Leopard, nonostante questo fosse rinomato per l'alta mobilità e che fosse in una versione ancora piuttosto 'scarica' rispetto a quella di un carro armato come il Leopard 1A5. La ragione era, nonostante tutto, un rapporto potenza-peso di circa 24 hp/t contro 20-21, ovvero circa il 15-20% in più, il che dava una migliore accelerazione e ripresa, e anche una leggermente superiore velocità di punta con un picco di oltre 70 km/h (nominalmente erano 65, ma i carri moderni riescono spesso a superare, differentemente dai loro avi, la velocità 'ufficiale', persino con picchi dell'ordine dei 100 km/h), ma anche un sistema di sospensioni capace di mantenere meglio le curve ad alta velocità rispetto a quanto possibile al più delicato Leopard 1. L'M60, invece, con i suoi 13-14 hp/ton venne irrimediabilmente surclassato. Tutto questo venne ottenuto nonostante il peso dell'Ariete fosse stato aggravato da una zavorra che lo fece passare dalle 52 ton originarie a 55, anche se il motore era stato a sua volta potenziato da 1.200 hp a 1.270. Il rapporto potenza-peso, così, è passato da 24 a 23,1 hp/ton, ancora di quasi il 10% migliore del Leopard e quasi il doppio rispetto all'M60. Detto questo l'Ariete, con i suoi 70 km/h di velocità massima, può competere con i 72.5 km/h dell'M1A2 SEP Abrams e i 72 km/h del Leopard 2A6, che raggiungono questa velocità con rapporti peso/potenza similari, visto la maggior potenza del motore (1500 hp) ma anche il maggior peso (superiore alle 60 t).

Sviluppi futuri[modifica | modifica sorgente]

Vista frontale di un carro Ariete esposto al Circo Massimo, Roma

È in previsione da tempo, rimandata costantemente per mancanza di fondi, una profonda revisione del carro per avvicinarsi agli standard qualitativi degli altri MBT occidentali. L'Ariete infatti presenta un peso inferiore a qualsiasi altro modello di carro di ultima generazione, per via dell'insufficiente potenza erogata dal motore. Quasi tutti gli altri MBT occidentali montano invece un ben più potente propulsore da 1500 CV che permette loro di mantenere una buona mobilità anche con corazzature maggiori. Nuove corazzature aggiuntive sono state prodotte e consegnate all'Esercito (viste su alcuni carri nell'operazione Antica Babilonia in Iraq), così come è disponibile il nuovo propulsore IVECO V12 di 27 litri di cilindrata capace di sviluppare 1600 CV, tuttavia sembra che gli aggiornamenti al motore siano stati bloccati per problemi tecnici ed economici. Sono previsti inoltre aggiornamenti per rendere compatibile l'Ariete al suo uso nelle cosiddette "forze NEC", come l'introduzione del sistema Siccona [3], ma anche questi aggiornamenti sono per ora rimasti solo su carta.

Utilizzatori[modifica | modifica sorgente]

  • Italia Italia: 200
    • 3º Battaglione carri "M.O. Galas", 32º Reggimento carri di Tauriano (PN), 41 Ariete
    • 31º Battaglione carri "M.O. Andreani", 131º Reggimento carri di Persano (SA), 41 Ariete
    • 8º Battaglione carri "M.O. Secchiaroli", 132º Reggimento carri di Cordenons (PN), 41 Ariete
    • Scuola trasporti e materiali
    • Scuola truppe corazzate di Lecce

Note[modifica | modifica sorgente]

  1. ^ a b Tank Protection Levels
  2. ^ http://www.ferreamole.it/images/mbt_ariete/mbtariete02.htm Sviluppi futuri
  3. ^ La trasformazione delle Forze Armate: il programma Forza NEC

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