Challenger 2

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FV 4034 Challenger 2
Challenger II.jpg
Challenger 2 durante un'esercitazione
Descrizione
Equipaggio 4 (capocarro, autista, tiratore, caricatore)
Dimensioni e peso
Lunghezza 8.3 m
Larghezza 3,5 m
Altezza 2,5 m
Peso 62,5 t
Propulsione e tecnica
Motore Diesel Perkins CV12
Potenza 1200 hp
Rapporto peso/potenza 19,2
Sospensioni Idropneumatiche
Prestazioni
Velocità strada 59 km/h
fuori strada 40
Autonomia 450
Armamento e corazzatura
Apparati di tiro Visore VS 580-10 per il comandante, visore termico TOGS II
Armamento primario Un cannone L30A1 a canna rigata da 120 mm con 52 colpi
Armamento secondario 1 mitragliatrice a catena coassiale L94A1 EX-34 da 7,62 mm, 1 mitragliatrice antiaerea L37A2 da 7,62 mm; disponibilità di 4000 colpi
Corazzatura Composita di tipo Chobham

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L'FV 4034 Challenger 2 è il carro armato attualmente in dotazione all'esercito britannico ed è una diretta evoluzione del Challenger 1. Questo mezzo è stato concepito come iniziativa privata dalla Vickers, venendo poi adottato dal British Army, alla ricerca di un mezzo simile al diretto predecessore, con componenti in comune, come il propulsore, ma alcuni apparati più avanzati, in modo da poter sostituire gradualmente i Chieftain, affiancando i Challenger 1.

Il contratto iniziale, del 1991, prevedeva 127 MBT e 13 mezzi scuola guida. Lo scafo e il gruppo motopropulsore sono praticamente identici a quelli del Challenger 1, mentre la trasmissione e le sospensioni idropneumatiche sono state migliorate, insieme ad altre componenti tra cui le ruote motrici. Completamente ridisegnata risulta la torretta, con una corazzatura Chobham di seconda generazione, con caratteristiche avanzate.

Il cannone è il 120mm rigato L30 Charm 1 che spara anche i nuovi proiettili APFSDS-T Charm 3 KE, con penetratore in uranio impoverito. Decisamente migliori risultano i sistemi per la condotta del tiro, con l'adozione di un computer per la gestione della missione, con un mirino telescopico rotante per 360° sul cielo della cupola, abbinato a un telemetro laser, utilizzabile sia dal capocarro che dal puntatore, realizzato dalla francese SFIM e praticamente identico a quello utilizzato sull'MBT francese Leclerc.

Inoltre un'avanzata camera termica, per il tiro in tutte le condizioni di visibilità, si trova in una postazione protetta subito sopra la canna. Questo apparato fornisce immagini sia al capocarro che al puntatore, in modo che entrambi possano condurre il tiro, oppure operando con il capocarro che passa al puntatore il bersaglio dopo averlo acquisito.

Il peso complessivo di questo mezzo è praticamente identico a quello del Challenger 1, vale a dire intorno alle 62t. Il propulsore è sempre un diesel Perkins con sovralimentazione, 12 cilindri a V da 1200HP. Le consegne di questo mezzo iniziarono nel 1993 ma solo due anni dopo i primi mezzi divennero operativi. Un ulteriore ordine per 259 carri di questo tipo fu posto nel 1994. Il battesimo del fuoco avvenne nella Seconda guerra del golfo, dove il Challenger 2 si dimostrò superiore a tutti i carri incontrati.

L'Oman ne ha chiesti 32 per sostituire i suoi Chieftain, mentre altri ordini sono giunti dall'Arabia Saudita. Nel complesso si tratta di un mezzo moderno, con la tipica impronta britannica nel settore MBT, vale a dire armato con un pezzo rigato di grande potenza, con forte protezione ma mobilità non particolarmente spinta.

Voci correlate[modifica | modifica sorgente]

Bibliografia[modifica | modifica sorgente]

«One of the British Army's Challenger 2 tanks was pierced by an Iraqi insurgent missile more than eight months earlier than the Government has previously admitted».

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