OF-40

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OF-40
Descrizione
Equipaggio 4
Dimensioni e peso
Lunghezza 6,89 (9,222 con il cannone) m
Larghezza 3,51 m
Altezza 2,68 m
Peso 43 t
Propulsione e tecnica
Motore diesel
Potenza 840 hp
Rapporto peso/potenza 20
Trazione cingoli
Prestazioni
Velocità 65
Autonomia 600
Pendenza max 60 %
Armamento e corazzatura
Apparati di tiro computer, telemetro laser, dispositivi aggiuntivi in optional
Armamento primario 1 cannone da 105 mm
Armamento secondario 2 mtg. da 7,62 mm MG3 e 8 lancianebbiogeni
Corazzatura acciaio saldato, probabilmente spessori simili a quelli del Leopard 1

[senza fonte]

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L'OF-40 è un carro da combattimento italiano apparso nel 1980. Esso fu costruito sulla base del Leopard 1 tedesco già in dotazione all'Esercito italiano.

Confronto con il Leopard[modifica | modifica wikitesto]

Esso è simile al Lion, il modello per climi desertici (es. con aria condizionata, raffreddamento motore potenziato ecc.) del Leopard 1 base.

Ha una struttura migliorata per certi aspetti, con le innovazioni comparabili a quelle dei Leopard 1A4 o similari. Le ragioni per ritenere il OF-40 una sorta di clone del Leopard/Lion sono molteplici:

  • Esso somiglia moltissimo al carro tedesco, anche nelle masse, armamento, apparato motore ecc.
  • Esperti e giornalisti specializzati hanno da lungo tempo sostenuto questo[1].
  • Il carro Leopard 1 è stato prodotto su licenza proprio dalla OTO negli anni precedenti allo sviluppo "autonomo" dell'OF-40.

Il mezzo, pur valutato dalla Scuola Truppe Corazzate dell'Esercito italiano, non venne preso in seria considerazione, in quanto essenzialmente una rielaborazione del Lion tedesco. Ora, avendo l'Esercito Italiano già l'originale Leopard 1, si reputò che il nuovo OF-40 non valeva il denaro speso rispetto a:

  • aggiornare i carri Leopard 1 a standard come l'A4 e l'A5 (a quest'ultimo standard sono stati portati 126 carri durante gli anni novanta);
  • comprare un carro decisamente più aggiornato, soprattutto nella protezione, rispetto al Leopard e immediati successori (Ariete).

Il confronto con il Leopard 1, possibilmente del tipo A3/A4, evidenzia anche alcune significative differenze, anche se più formali che sostanziali. La differenza in termini di lunghezza (6,89/9,22 m contro 7,09/9,54), larghezza (3,51 contro 3,41), altezza (2,68 contro 2,76), peso (45 contro 42,5t) è leggera ma non trascurabile.

Questo tipo di scafo dell'OF-40 (la torretta è davvero molto simile a quella del Leopard 1 A3/A4, probabilmente con struttura spaziata) è quindi leggermente più corto, leggermente più largo, di pochi centimetri più basso. La maggiore differenza riguarda la struttura dei fianchi, inclinata sul Leopard di circa 30 gradi mentre l'OF-40 si riconosce facilmente per avere pareti verticali, che danno maggior volume interno al prezzo di una maggiore vulnerabilità o una maggiore protezione richiesta. Anche la parte posteriore è verticale anziché inclinata in avanti. La parte anteriore ha una maggiore inclinazione che nel caso del Leopard, ed è più raccordato con i parafanghi, forse per via dello scafo più basso di alcuni centimetri. Anche le gonne laterali sono diverse, pentagonali sul Leopard, rettangolari sull'OF-40.

D'altro canto, essendo apparso nel 1980, 20 anni dopo il Leopard, è logico che non si limitasse ad esserne la riproduzione fedele. Di fatto, lo scafo è stato riprogettato un poco più basso, largo e corto, scatolato e semplificato, ma con la stessa superficie (21,18 m²). Forse il maggior peso è relativo ad una maggiore massa dedicata alla corazzatura protettiva, ma non dev'essere una grande differenza, a meno che non esista una protezione di tipo composito, forse nella torretta e parte anteriore dello scafo.

Le somiglianze, oltre che nella torre, si notano nella meccanica, con un motore diesel a 10 cilindri, da 840 hp, che sarebbe lo stesso MTU previsto del Leopard 1. Idem per la trasmissione. Le ruote e le sospensioni sono praticamente le stesse, 7 per parte, simili o uguali i cingoli, mentre il cannone da 105 mm sebbene di costruzione OTO, è praticamente un clone dell'originario L7 britannico. Lo scudo protettivo è praticamente uguale. Anche i proiettili sono lo stesso numero, 61 anziché 60, che spiega bene il progresso "modico" dell'OF-40 rispetto al Leopard.

Le munizioni sono le stesse su entrambi i tipi, le mitragliatrici e forse anche i lanciagranate nebbiogeni.

Il sistema di controllo del tiro, invece, è diverso, di progettazione italiana e francese.

Tecnica[modifica | modifica wikitesto]

Essendo tanto simile al Leopard, è facile descriverlo seguendo questo schema. La torretta sembra dotata di corazza ad intercapedine, che aiuta a sopportare i colpi avversari, ma non di molto visto che è di spessore ridotto. Potrebbe anche essere che tale torretta sia dotata di materiali speciali, piuttosto che corazze a doppio strato di acciaio cavo, in ogni caso essa è di tipo saldato anziché fuso come nei primi Leopard. La corazza è in acciaio saldato anche nello scafo, con delle skirt di protezione laterale dello scafo per ridurre l'efficacia di armi HEAT leggere, come i razzi RPG usati dalla fanteria.

Il motore è di tipo diesel, da circa 840 hp, come nel Leopard, ma il peso è di 43-45 t, leggermente maggiore. Il motore ha una trasmissione semiautomatica dello stesso tipo del Leopard, e secondo alcune fonti, l'equipaggio è di 4 uomini, 3 in torre (capocarro, cannoniere, servente), e il pilota sul davanti.

L'apparato di tiro è migliorato rispetto ai primi Leopard 1, coerentemente alle tecnologie disponibili 20 anni dopo, e ha un quindi un telemetro laser al posto di quello ottico, computer, sistemi IL per la visione notturna. Nel modello Mk 2 si è probabilmente aggiunto un sistema a camera termica del tipo TURMS, il periscopio SFIM di produzione francese per il capocarro. Si tratta dello stesso tipo di equipaggiamento di Centauro e Ariete.

L'armamento si compone di un cannone OTO da 105 mm rigato, verosimilmente derivato direttamente dall'L7 inglese, e come questo è un sistema da 51 calibri. Almeno 60 colpi sono sistemati in torre e parte anteriore dello scafo, a destra del pilota.

Carriera[modifica | modifica wikitesto]

Il veicolo rimase legato all'esportazione, con l'unica commessa per 36 macchine, che vennero fornite ad Abu Dhabi. Si trattava di 18 Mk 1 e 18 Mk 2, con sistema di tiro migliorato, forse comprendente anche il periscopio SFIM. In seguito anche l'Mk1 è stato aggiornato a tale standard. Molto più congrua la produzione di un mezzo derivato, con motore meno potente, 750 hp, chiamato Palmaria, semovente di artiglieria da 155 mm, che era inteso, come molto in voga negli anni settanta-ottanta, con uno scafo di carro come base per una torretta speciale con artiglieria pesante. Benché tali mezzi abbiano più che altro suscitato perplessità per via dello scafo, con un vano motore che restava posteriore e il costo di gestione molto elevato (per esempio, motori da 800 hp contro 500), 200 vennero acquistati dalla Libia.

Un modello, l'OF-40 120-Mk 2, è stato costruito con un cannone da 120 mm, in base al fatto che i carri capaci di portare un cannone da 105/51mm della famiglia L7/M68 possono essere aggiornati con cannoni del tipo Rheinmetall da 120/44mm. L'apparato di tiro previsto era il TURMS. Il motore è stato portato a ben 1000 hp, e la forma della torretta è stata progettata in maniera simile a quella dell'Ariete, segno probabile dell'adozione di una corazza composita, sia pure non di livello elevato, date le masse disponibili.

Questo carro, però, è molto probabilmente apparso dopo l'Ariete, quindi non è in termini evolutivi un suo antenato, ma piuttosto un aggiornamento dell'OF-40 con le tecnologie dell'Ariete specie in termini di armi e sistema di tiro.

Carri di marketing[modifica | modifica wikitesto]

In questa forma aggiornata, però, pur essendo un carro relativamente economico e leggero, non ha trovato nessun acquirente, come del resto anche altri progetti analoghi di carri per "marketing": (Osorio, AMX-32 e AMX-40).

La ragione apparentemente è data dal fatto che i carri di penultima generazione, una volta aggiornati con armi e sensori migliorati, sono sufficientemente efficaci da non richiedere un nuovo mezzo che non è potente quanto la generazione successiva (specie per la corazzatura) e costa molto più che un aggiornamento dei mezzi della precedente, già disponibili.

Così mezzi come gli Osorio e gli OF-40 hanno trovato poco o nessun successo, a causa della difficoltà di piazzare carri che si potessero insinuare tra i veicoli di seconda generazione (aggiornati o aggiornabili) e quelli di terza generazione, e in particolare modo se non adottati dalla nazione di origine.

Il carro OF-40 è stato in definitiva una realizzazione importante soprattutto da punto di vista industriale come esperienza utile alla futura costruzione del MBT Ariete, sebbene solo in maniera marginale: motore, armi, sistema di tiro, corazzatura sono del tutto diversi, ma è opinione di molti che l'Ariete sia l'estrema evoluzione del concetto originale del Leopard 1. Se così è, allora anche l'OF-40 fa parte del filone evolutivo, visto che ha attualizzato il progetto tedesco alle tecnologie disponibili negli anni settanta.

Note[modifica | modifica wikitesto]

  1. ^ JP 4 - Mensile di aeronautica, speciale MBT, giugno 1990

Voci correlate[modifica | modifica wikitesto]