EE-T1 Osório

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EE-T1 Osório
Descrizione
Tipo Carro da combattimento
Equipaggio 4 (Comandante, artigliere, servente e pilota)
Progettista ENGESA
Costruttore ENGESA
Data impostazione 1982
Data primo collaudo 1985
Esemplari 2 prototipi
Costo unitario $ 6'855'859,20 BRL,
($3'840'261,00 USD)
Dimensioni e peso
Lunghezza 7,13 m (Scafo)
10,1 m (Con il pezzo principale)
Larghezza 3,26 m
Altezza 2,37 m
Peso 43,7 t
Propulsione e tecnica
Motore MWM TBD 234 diesel 12 cilindri
Potenza 1'100 hp [1]
Rapporto peso/potenza 26 hp/t
Trazione a cingoli
Sospensioni Idropneumatiche
Prestazioni
Velocità su strada 70 km/h
Autonomia 550 km [1]
Pendenza max 60%
Armamento e corazzatura
Armamento primario 1 cannone L/52 L7 a canna rigata
1 cannone GIAT 120 mm ad anima liscia (prototipo 2)
Armamento secondario 1 mitragliatrice M2HB da 12,7 mm
1 mitragliatrice coassiale Hughes X34 da 7,62 mm
Corazzatura Composita
Capacità 40 colpi (105 mm/120 mm)
600 colpi (12,7 mm)
5'000 colpi (7,62 mm)

[senza fonte]

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L'Engesa EE-T1 Osório era un prototipo brasiliano di carro da combattimento. Fu sviluppato dall'impresa privata ENGESA, con un piccolo supporto del governo. Al momento della messa in produzione, era destinato ad essere venduto all'Arabia Saudita e ad altri Paesi del Terzo Mondo. Eventi politici, come la Guerra del Golfo, e la pressione politica del Nord America portarono all'annullamento della produzione del carro, che non fu mai acquistato dall'Exército Brasileiro.

Sviluppo[modifica | modifica sorgente]

Lo sviluppo iniziò nel 1982 e il primo prototipo fu completato nel 1985.[1]

L'EE-T1 fu costruito per servire nella Reale Forza Terrestre saudita. Fu testato contro l'AMX 40 francese, l'M1 Abrams statunitense e il Challenger 1 inglese, emergendo come vincitore, Nel settembre del 1989, l'Arabia Saudita decise invece per l'M1 Abrams, ma annunciò la sua nuova decisione poco dopo che l'Iraq aveva invaso il Kuwait, scatenando la Guerra del Golfo.[2] I due prototipi prodotti fino a quel momento furono donati all'esercito brasiliano, poiché l'ENGESA aveva dichiarato bancarotta.

Note[modifica | modifica sorgente]

  1. ^ a b c Marsh Gelbart, Tanks main battle and light tanks, Brassey’s UK Ltd, 1996, pp. 13–14. ISBN 185753168X.
  2. ^ (EN) Forças Terrestres Traduttore di Google

Collegamenti esterni[modifica | modifica sorgente]