Autorità di pubblica sicurezza

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L'autorità di pubblica sicurezza, nell'ordinamento giuridico italiano, è una entità che si occupa di ordine pubblico e di pubblica sicurezza.

Compiti dell'autorità di pubblica sicurezza è dunque quella di garantire le condizioni di pace sociale, prevenendo i fattori che potenzialmente la minacciano ed eliminando gli stati di turbativa già in atto.

Caratteristiche[modifica | modifica wikitesto]

Exquisite-kfind.png Per approfondire, vedi Testo unico delle leggi di pubblica sicurezza.

L'autorità di pubblica sicurezza si articola a livello nazionale, provinciale e locale.

  • Le attribuzioni dell'autorità nazionale di pubblica sicurezza sono esercitate dal Ministro dell'interno, al quale l'art. 1 della legge 1º aprile 1981, n. 121 ha attribuito la responsabilità della tutela dell'ordine e della sicurezza pubblica.

Ai sensi del regio decreto 6 maggio 1940, n. 635 (Regolamento per l'esecuzione del Testo Unico 18 giugno 1931, n. 773 delle Leggi di Pubblica Sicurezza") essa è provinciale e locale:

  • Le attribuzioni dell'autorità provinciale di pubblica sicurezza sono esercitate dal prefetto e dal questore.

Competenze e funzioni[modifica | modifica wikitesto]

Ai sensi dell'art. 1 del R.D. 18 giugno 1931, n. 773 (Testo unico delle leggi di pubblica sicurezza) essa:

« veglia al mantenimento dell'ordine pubblico, alla sicurezza dei cittadini, alla loro incolumità e alla tutela della proprietà; cura l'osservanza delle leggi e dei regolamenti generali e speciali dello Stato, delle province e dei comuni,[2] nonché delle ordinanze delle autorità; presta soccorso nel caso di pubblici e privati infortuni"; "per mezzo dei suoi ufficiali, e a richiesta delle parti, provvede alla bonaria composizione dei dissidi privati. »

Assetto organizzativo[modifica | modifica wikitesto]

L'art. 2 della legge n. 121/1981 prevede che il Ministro dell'interno espleti i propri compiti in materia di tutela dell'ordine e della sicurezza pubblica avvalendosi dell'Amministrazione della pubblica sicurezza.

Struttura[modifica | modifica wikitesto]

Secondo l'art. 3 della legge 121/1981, l'Amministrazione della pubblica sicurezza è costituita:

  • dal personale del Dipartimento della pubblica sicurezza e degli altri uffici, istituti e reparti in cui lo stesso si articola;
  • dalle autorità provinciali di pubblica sicurezza e dal personale da esse dipendente;
  • dalle autorità locali di pubblica sicurezza;
  • dagli ufficiali e agenti di pubblica sicurezza che operano sotto la direzione delle autorità centrali e provinciali di pubblica sicurezza.

Il prefetto dipende gerarchicamente dal Ministro dell'interno, in via diretta, mentre il questore dipende funzionalmente dal prefetto (quale autorità di pubblica sicurezza) e gerarchicamente dal Capo della polizia - direttore generale della pubblica sicurezza, il quale è preposto al Dipartimento della pubblica sicurezza e dipende dal Ministro.

Il sindaco, quando opera come autorità locale di pubblica sicurezza, dipende funzionalmente dal prefetto e dal questore. Quando eccezionali esigenze di servizio lo richiedono, il prefetto, o il questore su autorizzazione del prefetto, può inviare funzionari della Polizia di Stato nei comuni dove non vi è un commissariato, sospendendo la competenza del sindaco come autorità locale di pubblica sicurezza.

Ufficiali e agenti di pubblica sicurezza[modifica | modifica wikitesto]

La qualifiche di ufficiale e di agente di pubblica sicurezza sono contemplate nel regio decreto 31 agosto 1907, n. 690 (Testo unico legge sugli ufficiali ed agenti di pubblica sicurezza) che, per quanto tuttora vigente, va letto alla luce delle rilevanti modifiche nel frattempo apportate all'ordinamento delle varie forze di polizia.

È attribuita la qualifica di ufficiale di pubblica sicurezza:

  • agli appartenenti ai ruoli dei commissari e dei dirigenti della Polizia di Stato (art. 39, comma 3, della legge 121/1981);
  • agli ufficiali dell'Arma dei Carabinieri;
  • ai sostituti commissari e agli ispettori superiori della Polizia di Stato, nonché ai luogotenenti e marescialli aiutanti dell'Arma dei Carabinieri. Costoro, tuttavia, in quanto sostituti ufficiali di pubblica sicurezza (SUPS), esercitano le funzioni dell'ufficiale di pubblica sicurezza solo in caso di temporanea assenza del medesimo.

È attribuita la qualifica di agente di pubblica sicurezza:

  • agli agenti, sovrintendenti e ispettori, fino alla qualifica di sostituto commissario, della Polizia di Stato (art. 17 del r.d. 690/1907, che parla di "guardie di città", e art. 39, comma 2, della legge 121/1981);
  • ai militari, brigadieri e marescialli, fino al grado di luogotenente, dell'Arma dei Carabinieri;
  • a tutti gli appartamenti alla Guardia di Finanza, al Corpo Forestale dello Stato e alla Polizia Penitenziaria (art. 18 del r.d. 690/1907).

Al personale del Corpo Nazionale dei Vigili del Fuoco, nell'esercizio delle sue funzioni, è riconosciuta qualifica di agente di pubblica sicurezza (art. 8, 1° comma, della legge 27 dicembre 1941, n. 1570, mantenuto in vigore dall'art. 35 del decreto legge 8 marzo 2006, n. 139, sul riassetto del Corpo).

Ai sensi dell'art. 5 della legge 7 marzo 1986, n. 65, al personale della polizia municipale e della polizia provinciale può essere attribuita ad personam la qualifica di agente di pubblica sicurezza, con compiti ausiliari alle forze di polizia, mediante decreto del prefetto, su richiesta del sindaco o, rispettivamente, del presidente della provincia e previo accertamento del possesso dei requisiti di legge.

Nelle regioni a statuto speciale[modifica | modifica wikitesto]

Nelle regioni a statuto speciale il sistema delle autorità di pubblica sicurezza sopra illustrato presenta delle variazioni, in relazioni alle particolari competenze degli organi regionali.

In Trentino-Alto Adige, dove non vi sono i prefetti, i presidenti delle province esercitano le attribuzioni spettanti all'autorità di pubblica sicurezza in materia di industrie pericolose, di mestieri rumorosi ed incomodi, esercizi pubblici, agenzie, tipografie, mestieri girovaghi, operai e domestici, malati di mente, intossicati e mendicanti, minori di anni diciotto. Le altre competenze che le leggi di pubblica sicurezza devolvono al prefetto sono affidate ai questori (art. 20 dello Statuto regionale).

Nella Valle d'Aosta, dove la provincia è stata soppressa e non vi è quindi un prefetto, il Presidente della Regione per delegazione del Governo provvede al mantenimento dell'ordine pubblico, secondo le disposizioni del Governo, verso il quale è responsabile, mediante reparti di polizia dello Stato e di polizia locale. In casi eccezionali, quando la sicurezza dello Stato lo richieda, il Governo assume direttamente la tutela dell'ordine pubblico (art. 44 dello Statuto regionale).

In Sicilia al mantenimento dell'ordine pubblico provvede il Presidente della Regione a mezzo della polizia dello Stato, la quale nella Regione dipende disciplinarmente, per l'impiego e l'utilizzazione, dal Governo regionale. Il Presidente della Regione può anche chiedere l'impiego delle forze armate dello Stato. Tuttavia il Governo può assumere la direzione dei servizi di pubblica sicurezza, a richiesta del Governo regionale congiuntamente al Presidente dell'Assemblea e, in casi eccezionali, di propria iniziativa, quando siano compromessi l'interesse generale dello Stato e la sua sicurezza (art. 31 dello Statuto regionale).

In Sardegna il Governo può delegare alla Regione le funzioni di tutela dell'ordine pubblico. In tal caso, queste sono esercitate, nell'ambito delle direttive fissate dal Governo, dal Presidente della Regione, che, a tale scopo, può richiedere l'impiego delle forze armate (art. 49 dello Statuto regionale)

Nessuna attribuzione in ordine alla pubblica sicurezza spetta invece alla Regione Friuli-Venezia Giulia.

Note[modifica | modifica wikitesto]

  1. ^ art. 54 d.lgs.18 agosto 2000 n. 267
  2. ^ Ora anche delle regioni

Voci correlate[modifica | modifica wikitesto]