Antonio Azzollini
| sen. Antonio Azzollini | |
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| Parlamento italiano Senato della Repubblica |
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| Luogo nascita | Molfetta |
| Data nascita | 30 maggio 1953 |
| Professione | avvocato |
| Partito | Popolo della Libertà |
| Legislatura | Senato XIII;XIV;XV;XVI |
| Gruppo | Popolo della Libertà |
| Circoscrizione | Puglia |
| Incarichi parlamentari | |
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Antonio Azzollini (Molfetta, 30 maggio 1953) è un politico italiano.
[modifica] Biografia
Politico originario di Molfetta. Ha all'attivo la militanza prima nel PDUP Partito di Unità Proletaria, quindi nei Verdi per poi approdare al PCI - PDS dal quale viene espulso per la sua partecipazione alla Giunta comunale (definita "di unità") guidata da Annalisa Altomare (ex-DC) a seguito della tragica uccisione (avvenuta il 7 luglio 1992) dell'allora sindaco di Molfetta Gianni Carnicella per futili motivi[1].
Successivamente viene candidato a sindaco dal Partito Popolare Italiano e da liste civiche collegate ottenendo un notevole successo che, pur non conferendogli la poltrona di sindaco, lo pone all'attenzione delle forze moderate e cattoliche della città per la sua opera d'opposizione in consiglio comunale al Sindaco Guglielmo Minervini.
Successivamente, dopo la scesa in campo di Berlusconi con Forza Italia diviene organico agli Azzurri. Viene eletto Senatore della Repubblica nella XIII Legislatura nelle liste di Forza Italia, nel recupero con i "resti" della quota proporzionale, pur risultando sconfitto dal Sen. Giuseppe Ayala. Celebre rimane la sua frase, a chi gli contestava il passato da comunista estremista: "...con la caduta del muro di Berlino tutti noi abbiamo aperto gli occhi e...non potevo rimanere ucciso ideologicamente sotto le macerie del muro".
Nel 2001 viene rieletto con il 45,7% dei voti [2] contrapposto proprio all'ex-sindaco Guglielmo Minervini, allora candidato dell'Ulivo, eletto in seguito consigliere regionale (del PD) e nominato nel 2005 Assessore Regionale alla Trasparenza e Cittadinanza Attiva da Nichi Vendola durante il suo primo mandato come presidente della regione Puglia . È stato Presidente della 5ª Commissione Permanente del Senato (Bilancio), fino al 27 aprile 2006. Alle elezioni politiche del 9 - 10 aprile (XV Legislatura) nominato candidato alla carica senatoriale dai vertici di Forza Italia riesce a farsi eleggere per la terza volta consecutiva Senatore divendando tesoriere del gruppo al Senato. Non assume cariche di sorta al Senato perché si candida e vince al secondo turno quale sindaco di Molfetta contro il candidato sindaco dell'Udeur Di Gioia[3]. Tra gli atti parlamentari degli ultimi anni spicca il voto favorevole all'Indulto (Legge 31 luglio 2006, n. 241).
In qualità di sindaco di Molfetta, invece, avvia la procedura per dotare la città di un nuovo porto commerciale. In seguito alla caduta del governo Prodi (febbraio 2008) si dimette dalla carica di sindaco di Molfetta per ricandidarsi a Senatore, e contemporaneamente si ricandida a Sindaco di Molfetta. Potendo fruire della seconda posizione dietro la Adriana Poli Bortone nella lista del Popolo delle Libertà, Azzollini viene riconfermato Senatore della Repubblica; viene inoltre riconfermato sindaco contro Salvemini, candidato del PD che poteva fruire anche dell'appoggio dell'UDC, nonché dell'ex andreottiano di ferro Enzo De Cosmo.
Azzollini diventa quindi uno dei pochissimi - se non l'unico - politico italiano che è sindaco di una città con più di 60.000 abitanti, Senatore della Repubblica in carica e inoltre Presidente di Commissione al Senato della Repubblica.
Dal 2008 è Presidente della V Commissione Bilancio del Senato.
Nel settembre 2008, in seguito ad un ricorso della Commissione femminile della Regione Puglia, il T.A.R. "impone" la presenza femminile (le cosiddette "quote rosa") in Giunta non ritenendo sufficiente l'elezione in Consiglio Comunale di sole quattro donne.[4].
È avvocato dal 1984 e cassazionista dal 1999, specialista in diritto civile, fiscale, tributario, societario, commerciale. Il fratello Niccolò, dottore commercialista ed a sua volta consigliere comunale socialista di Molfetta per molti anni, è Presidente della Cooperativa Cattolica-Popolare (oltre 10.000 soci) dopo essere stato Presidente della locale Banca Cattolica prima che fosse assorbita dal Gruppo Banca Antonveneta di cui è stato consigliere d'amministrazione fino allo scioglimento del cda stesso in seguito alla fusione con l'istituto bancario Monte dei Paschi di Siena.
Il 29 ottobre 2009 ha presentato due emendamenti alla legge finanziaria 2010.[5] Il primo prevedeva l'innalzamento dell'età pensionabile per i magistrati della Cassazione da 75 a 78 anni; il secondo emendamento era la "definizione agevolata delle liti tributarie". Solo il primo dei due è stato allora approvato.
Nel 2010 ha depositato in commissione Bilancio al Senato un emendamento che prevede la riduzione delle tredicesime per le forze di polizia, i vigili del fuoco, i magistrati, i professori universitari e i diplomatici.
Nel Agosto 2011 è relatore del ddl Anticrisi 2011 sulla manovra-bis. Azzollini inoltre è relatore di diversi emendamenti come quello che prevede il carcere per chi evade più di 3 milioni al Fisco e sulla possibilta di pubblicare ogni reddito in rete.[1].La Manovra è approvata dal Senato il 7 settembre 2011 attraverso il voto di fiducia con 165 si, 141 no e 3 astenuti.
[modifica] Note
- ^ Carnicella morì ad opera di una fucilata a pallettoni esplosagli contro da Cristoforo Brattoli per una vicenda legata alla negazione dell'autorizzazione ad un concerto (in città) del cantante Nino D'Angelo per motivi di sicurezza.
- ^ Archivio storico delle elezioni. Ministero dell'Interno
- ^ che nel frattempo aveva vinto le primarie indette dalla coalizione di centro sinistra.
- ^ Brattoli e Latino in maggioranza, Minuto e Claudio in minoranza.
- ^ Mondadori salvata dal Fisco scandalo "ad aziendam" per il Cavaliere - Repubblica.it
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| Predecessore: | Sindaco di Molfetta | Successore: | |
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| Tommaso Minervini | 13 maggio 2001-6 febbraio 2008 | Antonio Azzolini | I |
| Antonio Azzolini | dal 14 aprile 2008 | in carica | II |