Sergio De Gregorio

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sen. Sergio De Gregorio
Bandiera italiana
Parlamento italiano
Senato della Repubblica
Luogo nascita Napoli
Data nascita 16 settembre 1960
Professione giornalista
Partito IdV (2006), Italiani nel Mondo (2006-2009), Popolo della Libertà (dal 2009)
Legislatura XV, XVI
Circoscrizione Campania
Incarichi parlamentari
  • Presidente della 4ª Commissione permanente (Difesa) (7 giugno 2006 - 28 aprile 2008)
  • Comitato parlamentare Schengen, Europol e immigrazione (3 novembre 2006 - 28 aprile 2008)
  • Membro della 4ª Commissione permanente (Difesa)
  • Presidente della Delegazione parlamentare italiana presso l'Assemblea parlamentare della NATO
Pagina istituzionale

Sergio De Gregorio (Napoli, 16 settembre 1960) è un giornalista e politico italiano, ex senatore del Popolo della Libertà.

Carriera giornalistica[modifica | modifica wikitesto]

De Gregorio inizia la sua carriera di giornalista a 17 anni, nel 1977, collaborando fino al 1980 con la Redazione cronaca di Napoli di Paese Sera. Nello stesso periodo è autore, conduttore ed inviato di Al rogo, al rogo, trasmissione radiofonica di Radiouno, ed inviato di Chiamate Roma 3131, in onda su Radiodue.

Nel 1980, abbandona Paese Sera e fonda una propria agenzia fotogiornalistica, la Alfa Press Service. Inizia poi varie collaborazioni con L'Espresso (occupandosi prevalentemente di cronaca nera, interrotta nel 1983), con Tg2 Dossier (fino al 1985) e soprattutto con Oggi, con la quale è stato collaboratore fisso fino al 1998 nelle vesti di corrispondente da vari teatri di crisi (Ruanda, Iraq, Nicaragua, ex-Jugoslavia, Libano). In tale ambito ebbe il suo maggiore scoop - il riconoscimento del pentito Tommaso Buscetta in crociera con la famiglia nel Mediterraneo orientale, scoop a cui fecero seguito polemiche sui privilegi concessi ai pentiti di mafia[1].

Durante gli anni ottanta, continua inoltre la sua collaborazione con la RAI come autore, conduttore e inviato di numerosi programmi come Droga che fare (Raitre), Giallo con Enzo Tortora, Dario Argento ed Alba Parietti (Rai 2), Domenica In (Raiuno, come consulente per la parte giornalistica), Linea diretta con Enzo Biagi (Raiuno). Collabora anche con la Fininvest come inviato di Linea Continua con Rita Dalla Chiesa (Retequattro) e de L'istruttoria con Giuliano Ferrara (Italia Uno).

La sua carriera giornalistica lo porta negli anni novanta dapprima alla direzione di vari periodici e quotidiani campani (tra cui Dossier Magazine, di cui mantiene la direzione editoriale ancora oggi) e poi dal dicembre 1996 diventa il primo direttore de L'Avanti! di Valter Lavitola, (da non confondersi con lo storico quotidiano socialista Avanti!).

Carriera politica[modifica | modifica wikitesto]

Negli anni novanta De Gregorio si iscrive al PSI.[senza fonte] Nel 1994 passa a Forza Italia. In quegli anni entra anche a far parte del consiglio d'amministrazione della Edi City srl, editrice de Il Giornale nuovo del Sud, inserto regionale campano de Il Giornale, da poco diretto da Vittorio Feltri. Nel 2000, fonda l'associazione Italiani nel Mondo con l'obiettivo di diffondere e promuovere l'immagine dell'Italia e degli italiani nel mondo, anche attraverso un proprio canale televisivo satellitare, Italiani nel Mondo Channel.

De Gregorio è inoltre assistente parlamentare presso il Parlamento Europeo fino al 2004[2] Nel 2005, dopo il naufragio di un primo accordo con Forza Italia (erano già stati affissi numerosi manifesti con la foto di de Gregorio e il simbolo del partito, di cui ricopriva il ruolo di responsabile del dipartimento Mezzogiorno)[3][4] si candida per le elezioni regionali in Campania nella lista di Gianfranco Rotondi, Democrazia Cristiana per le Autonomie e successivamente lo stesso Rotondi lo vorrà come vicepresidente nazionale del suo partito.[senza fonte]

Sempre nel 2005, l'associazione si trasforma in un movimento politico che raggiunge un accordo con l'Italia dei Valori per le elezioni politiche del 2006. Nello stesso anno, De Gregorio abbandona la direzione de L'Avanti! per assumere quella di direttore editoriale di Italia dei valori, organo ufficiale del partito di Antonio Di Pietro. Nell'aprile 2006, viene eletto al Senato nella Circoscrizione Campania nella lista dell'IdV. Il 7 giugno viene eletto Presidente della Commissione Difesa grazie ad un accordo con la Casa delle Libertà raggiunto con la mediazione di Renato Schifani, in contrapposizione alla candidata de L'Unione, l'ex-partigiana Lidia Menapace. La vicenda viene duramente stigmatizzata da Di Pietro, che costringe inoltre De Gregorio alle dimissioni dalla carica di direttore editoriale di Italia dei Valori.

Il 25 settembre 2006, dopo ulteriori polemiche seguite alla sua astensione durante la votazione di un provvedimento di indulto, annuncia la sua definitiva fuoriuscita dall'Italia dei Valori e dalla maggioranza di centrosinistra, votando in seguito contro la fiducia al Governo Prodi II durante la crisi del febbraio 2007. Da Senatore, ha presentato un DDL per l'istituzione dell'"Ordine del Tricolore"[5]

Nella primavera 2007 De Gregorio si candida per le elezioni a sindaco di Genova per la lista Movimento Italiani nel mondo, ma la lista viene esclusa dalla competizione elettorale per la mancata certificazione di alcune delle firme raccolte (su 680 firme presentate la commissione elettorale ne ha considerate valide circa 400 rispetto alle 500 necessarie).[6][7]

Nel settembre 2007 il senatore De Gregorio rientra ufficialmente nello schieramento di centro destra, siglando un patto federativo tra il suo movimento e Forza Italia. Vota la sfiducia contro il Governo Prodi II il 24 gennaio 2008, contribuendo alla sua caduta. Alle politiche del 2008 De Gregorio è eletto senatore della Repubblica per il PdL. Membro della Commissione Difesa e anche presidente della Delegazione parlamentare italiana presso l'Assemblea parlamentare della NATO, incarico da cui si autosospenderà il 17 aprile 2012 in riferimento all'indagine che lo vede indagato sull'appropriazione indebita di 20 milioni di euro di finanziamenti al quotidiano L'Avanti!

Procedimenti giudiziari[modifica | modifica wikitesto]

  • Dal giugno 2007 è indagato dalla Procura antimafia di Napoli per i reati di riciclaggio e favoreggiamento della camorra.[8]
  • Il 25 febbraio 2008 è stato iscritto nel registro degli indagati della Procura di Roma per il reato di corruzione.[9]

Entrambe le indagini nascono in Campania, dove la Guardia di finanza scopre, durante una perquisizione a carico di Rocco Cafiero detto «'o Capriariello», ritenuto un componente del clan Nuvoletta, una serie di assegni firmati o girati proprio da De Gregorio.[10]

  • L'8 aprile 2008 è stato iscritto nel registro degli indagati della Procura distrettuale antimafia di Reggio Calabria per concorso esterno in associazione a delinquere di stampo mafioso finalizzata al riciclaggio.[11][12][13][14] L'8 maggio 2009 il gip di Reggio Calabria, Arena, ha emesso il decreto di archiviazione relativo alla vicenda.[15]
  • Il 15 febbraio 2012 De Gregorio è indagato per truffa e false fatturazioni nell'ambito dell'inchiesta sui finanziamenti al quotidiano L'Avanti! insieme all'attuale direttore Valter Lavitola. Secondo l'accusa, Lavitola "quale proprietario e coamministratore di fatto della International Press" società che gestisce il giornale, e De Gregorio "quale socio effettivo dal 1997 e coamministratore occulto" della stessa società, hanno fatto risultare che l'editrice del L'Avanti!, possedesse i requisiti di legge per ottenere i contributi previsti dalla legge per l'editoria: in tutto 23 milioni e 200mila euro ricevuti dal 1997 al 2009 tra cui anche false assunzioni. Il 16 aprile 2012 viene emesso un ordine di custodia cautelare agli arresti domiciliari nei suoi confronti dalla procura della Repubblica di Napoli sempre in riferimento all'appropriazione indebita di 20 milioni di euro di finanziamenti al quotidiano L'Avanti!.
  • De Gregorio è accusato di essere stato corrotto con 3 milioni di euro per il suo passaggio al centrodestra nel 2007.[16][17][18]. Per questo motivo nel febbraio 2013 viene indagato Silvio Berlusconi per concussione[19]. L'11 marzo 2013, parlando con i giornalisti del suo coinvolgimento nell'inchiesta sulla presunta compravendita dei senatori, De Gregorio ammette pubblicamente di aver preso due milioni di euro in nero e di aver commesso pertanto un reato.[20] Il 9 maggio 2013 la Procura di Napoli chiede il rinvio a giudizio di Silvio Berlusconi per la vicenda della presunta compravendita dei senatori. Analoga richiesta è stata formulata per l'ex senatore Sergio De Gregorio e l'ex direttore de L'Avanti! Valter Lavitola.[21]

Gli arresti domiciliari[modifica | modifica wikitesto]

Il 9 maggio 2012 la Giunta per le autorizzazioni a procedere e le immunità del Senato boccia con 10 sì 11 no 0 astenuti e 2 assenti (Terzo Polo) la relazione Saro (PdL) contraria a concedere gli arresti domiciliari del senatore coinvolto nell'inchiesta "Lavitola". Hanno votato contro Lega Nord, IdV e PD (a cui si è aggiunto il voto del Presidente della Giunta Marco Follini). A favore della relazione e contro gli arresti ha votato solo il partito di appartenenza di De Gregorio, il Pdl, oltre a Coesione Nazionale (ex Responsabili). Sì unanime alla richiesta dei pm di Napoli di autorizzare la perquisizione di due container appartenenti al senatore De Gregorio ubicati nei pressi del porto di Napoli. Nuovo relatore sarà Francesco Sanna, capogruppo del Pd in Giunta per le Autorizzazioni.[22]

Il 6 giugno 2012 il Senato vota la nuova relazione Sanna (Pd) favorevole a concedere gli arresti domiciliari nei confronti del senatore De Gregorio. I gruppi che si dichiarano favorevoli sono Pd, IdV, Udc, Svp e Autonomie (Unione Valdôtaine, Verso Nord, Movimento Repubblicani Europei, Partito Liberale Italiano), per il Terzo Polo (ApI-FLI), Mpa, Partecipazione Democratica e Lega Nord. Contro si schierano soltanto Pdl, Coesione Nazionale (Grande Sud-Sì Sindaci-Il Buongoverno-Fare Italia), Partito Repubblicano Italiano, il Movimento dei Socialisti Autonomisti e Siamo Gente Comune Movimento Territoriale. Grazie al voto segreto richiesto dal PdL, l'Aula ribalta il verdetto della Giunta e con 109 si 169 no e 16 astenuti (in Senato l'astensione è voto contrario) su 294 senatori presenti nega l'arresto di De Gregorio.

Secondo le stime essendo 124 i senatori del Pdl e 10 i senatori di Coesione Nazionale, gli unici contrari all'arresto, se ne ricava che dei 169 totali ben 51 senatori provengano da gruppi favorevoli all'arresto tra cui Pd, Lega Nord e UdC che dopo l'esito del voto si sono accusati tra loro sulla provenienza di quei voti determinanti. Sì unanime invece alla richiesta dei pm di Napoli di autorizzare la perquisizione di due container appartenenti al senatore De Gregorio ubicati nei pressi del porto di Napoli[23]. Il 15 marzo 2013, terminato il suo mandato da parlamentare e decaduta la relativa immunità, si è costituito a Roma per la vicenda dei finanziamenti all’Avanti. Andrà agli arresti domiciliari nel suo appartamento ai Parioli[24].

Opere[modifica | modifica wikitesto]

  • AA.VV. Guida di Napoli vera, Napoli, Ed. Procaccini, 1976,
  • Camorra, Napoli, Ed. Società Editrice Napoletana, 1981,
  • I nemici di Cutolo, Napoli, Ed. Pironti, 1983,
  • Tortora: morire d'ingiustizia, Napoli, Ed. De Dominicis, 1988,
  • Diete dimagranti, diete ingrassanti, Imola, Ed. Sarva, 1993, ISBN 88-85220-76-2

Note[modifica | modifica wikitesto]

  1. ^ Roberto Fuccillo, De Gregorio: dallo scoop su Buscetta al "vagabondaggio" tra i partiti, La Repubblica, 7 giugno 2006
  2. ^ Biografia ufficiale
  3. ^ Italiani nel fondo, articolo de "La Voce della Campania", maggio 2006
  4. ^ Elezioni in Campania, il flop di Forza Italia", lettera di de Gregorio al leader di Forza Italia dopo le Elezioni regionali del 2005
  5. ^ Parlamento Italiano - Disegno di legge S. 1605 - 15ª Legislatura
  6. ^ Esclusi De Gregorio e Panarello: rischio rinvio sulle elezioni, articolo de "Il Secolo XIX" del 1º maggio 2007
  7. ^ Niente urne per Dc e Italiani nel mondo, articolo de "Il Secolo XIX" dell'8 maggio 2007
  8. ^ De Gregorio sotto accusa per riciclaggio, articolo de "Il Corriere della Sera", del 06 giugno 2007
  9. ^ Roma, indagato il senatore De Gregorio, articolo de "Il Corriere della Sera", del 25 febbraio 2008
  10. ^ De Gregorio sotto accusa per riciclaggio - Corriere della Sera
  11. ^ 'Ndrangheta, indagato De Gregorio Crotone, arrestato killer di Papanice, articolo Repubblica, 8 aprile 2008
  12. ^ «Favori alle cosche mafiose» Indagato il senatore De Gregorio, articolo Corriere della sera, 9 aprile 2008
  13. ^ Mafia, indagato De Gregorio, articolo La Stampa, 9 aprile 2008
  14. ^ DE GREGORIO INDAGATO PER CONCORSO ESTERNO IN ASSOCIAZIONE MAFIOSA, video La7.it, 9 aprile 2008
  15. ^ (ANSA) Mafia: De Gregorio, archiviazione
  16. ^ Redazione Online, Ordine di arresto per il senatore Pdl De Gregorio «Mi difenderò con unghie e denti» in Corriere della Sera, 16 aprile 2012. URL consultato il 16 aprile 2012.
  17. ^ Carlo Bonini, Concita Sannino e Dario Del Porto, Lavitola in Italia, si è costituito Ordine di custodia per senatore Pdl De Gregorio in La Repubblica, 16 aprile 2012. URL consultato il 16 aprile 2012.
  18. ^ Fondi neri, truffe e servizi segreti: il sistema De Gregorio raccontato dal commercialista – Il Fatto Quotidiano
  19. ^ Berlusconi indagato, De Gregorio: “Mi diede tre milioni per passare con lui” - Il Fatto Quotidiano
  20. ^ Redazione Online, De Gregorio: «Ho commesso un reato Mi hanno dato due milioni in nero» in Corriere della Sera, 11 marzo 2013. URL consultato il 12 marzo 2013.
  21. ^ Redazione Online, Compravendita senatori, a Napoli chiesto il rinvio a giudizio di Berlusconi in Corriere della Sera, 9 maggio 2013. URL consultato il 9 maggio 2013.
  22. ^ Giunta Senato: sì ai domiciliari per Sergio De Gregorio in Le Novae, 10 maggio 2012. URL consultato l'11 maggio 2012.
  23. ^ http://news.centrodiascolto.it/video/tg3/2012-06-07/politica/no-allarresto-di-de-gregorio-scambio-di-accuse-tra-i-partiti-polemiche
  24. ^ Agli arresti Cosentino, Tedesco e De Gregorio: ex onorevoli, via l’immunità - Il Fatto Quotidiano

Collegamenti esterni[modifica | modifica wikitesto]