Piergiorgio Bellocchio

Da Wikipedia, l'enciclopedia libera.
bussola Disambiguazione – Se stai cercando il nipote, attore e figlio di Marco Bellocchio, vedi Pier Giorgio Bellocchio.

Piergiorgio Bellocchio (Piacenza, 15 dicembre 1931) è un critico letterario e scrittore italiano.

Biografia[modifica | modifica wikitesto]

Fondatore nel 1962 della rivista Quaderni Piacentini, che ha animato fino alla chiusura, ha vinto con i racconti I piacevoli servi (Mondadori, Milano 1966) il premio Pozzale di Empoli.

Nel 1969 è stato il primo direttore responsabile di Lotta Continua, organo ufficiale dell'omonima formazione extraparlamentare, non seguendone però l'evoluzione redazionale; come direttore del giornale venne denunciato e fece tre mesi di carcere prima di essere scarcerato, annunciando la sua scarcerazione, un editoriale non firmato sul giornale spiegava che le accuse contro Bellocchio erano dovute al fatto che avrebbe tradito la "corporazione degli iscritti all'Albo [dei giornalisti]" non avendo controllato chi voleva scrivere sul giornale e nell'essersi, lui intellettuale, immischiato con una "azione politica rivoluzionaria" che stampava un giornale che finiva nelle mani di operai e proletari [1].

Dal 1977 al 1980 ha diretto la casa editrice Gulliver di Milano; nel 1985 ha fondato, con Alfonso Berardinelli, la rivista letteraria Diario. Nel 1995 fu perito di Susanna Tamaro nella causa intentata contro Daniele Luttazzi, la cui parodia, Va dove ti porta il clito, era accusata di essere un plagio. Il ricorso fu respinto dai giudici.[2]

Le sue prose critiche sono raccolte in Dalla parte del torto (Einaudi, Torino 1989); in epoca successiva ha prodotto i volumi Oggetti smarriti (Baldini Castoldi Dalai, Milano 1996), Al di sotto della mischia. Satire e saggi (Scheiwiller, Milano 2007) e Diario 1985-1993 (con Alfonso Berardinelli), Macerata, Quodlibet, 2010.

Fratello del più noto Marco Bellocchio, vive a Piacenza.

Opere (elenco parziale)[modifica | modifica wikitesto]

  • Dalla parte del torto,  Einaudi, Torino 1989
  • Oggetti smarriti, Baldini Castoldi Dalai, Milano 1996;
  • AA VV. Dal grande fiume al mare, Pendragon, 2003, pp. 320;
  • Al di sotto della mischia. Satire e saggi, Scheiwiller, Milano 2007;

Note[modifica | modifica wikitesto]

  1. ^ Lotta Continua Anno II, n.5, 21 febbraio 1970
  2. ^ Giulia Borgese, Luttazzi Tamaro: parodia non è reato in Corriere della Sera, 16 novembre 1995. URL consultato il 2 febbraio 2011.

Altri progetti[modifica | modifica wikitesto]