Massimo Fini

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Massimo Fini (Cremeno19 novembre 1943) è un giornalista, scrittore, drammaturgo e attore italiano. Nel 2005 ha fondato il movimento politico Movimento Zero.

Indice

[modifica] Giornalismo

Arriva al giornalismo nel 1970 all'Avanti!, dove segue come cronista i fatti di criminalità politica. Dal 1972 a 1979 è inviato all'Europeo. Nei primi anni '80 è animatore del mensile di politica e cultura Pagina. Dal 1982 al 1992 è inviato estero ed editorialista al Giorno. Nel 1985 rientra all'Europeo come inviato ed editorialista e vi tiene per 10 anni la principale rubrica del giornale. Attualmente lavora per Il Gazzettino, Il Giorno, La Nazione, Il Resto del Carlino. Ha partecipato alla rifondazione del Borghese ed era editorialista di punta de L'Indipendente dei primi anni '90.

[modifica] Lo scrittore

Massimo Fini nel 1985 pubblica il suo primo saggio, La Ragione aveva Torto?, edito dalla Camunia. Da quel momento Fini, conosciuto come giornalista di cronaca ed editorialista di spicco de L'Europeo e de Il Giorno assume una posizione di dura critica verso alcuni valori essenziali del mondo moderno, come l'industrialismo, l'ottimismo, l'attenzione spasmodica nei confronti della crescita economica fino a giungere al j'accuse contro la democrazia di Sudditi. Tutta l'opera saggistica di Fini si fonda sulla critica sferzante verso caratteristiche del mondo moderno e della globalizzazione, figli del pensiero liberale e anche del marxismo, anch'esso prodotto dalla rivoluzione industriale e dalllo stesso liberalismo, e causa degli stessi mali: l'alienazione dell'individuo schiacciato dal produttivismo, la distruzione dell'ambiente, l'idea di una scienza e dell'uomo come sovvertitori delle leggi naturali, la globalizzazione che omologa tutto ad un unica cultura dominante. Molti, negli anni, hanno tentato di assegnare a Fini appellativi vari, cercando di inserirlo in una corrente politica di destra piuttosto che di sinistra: in realtà egli ritiene che questi due concetti, destra e sinistra, siano obsoleti, vecchi di due secoli in cui le trasformazioni sociali e culturali hanno reso inutilizzabili queste divisioni, anche alla luce di una sempre maggiore somiglianza programmatica tra le diverse forze politiche. Massimo Fini pensa che la dicotomia che sta emergendo con sempre più forza e che esploderà drammaticamente nel futuro sia quella tra coloro che, figli del pensiero liberale, vogliono imporre un'unica visione del mondo che unifichi il tutto in principi (culturali, giuridici ed economici) universali e chi, invece, vuole difendere i propri valori e la propria diversità seppur in contrasto con il cosiddetto pensiero unico, democratico e liberista. Da ciò si deduce come Fini abbia come uno dei suoi massimi principi quello dell'autodeterminazione dei popoli, sotto attacco, a suo giudizio, da coloro che, sotto varie forme (partendo da certe forme di cooperazione internazionale fino alle guerre umanitarie) vogliono imporre lo stile di vita occidentale. L'opera di Fini, soprattutto nella sua trilogia La Ragione aveva Torto?, Elogio della guerra e Il denaro, presenta costantemente una comparazione tra il mondo nato dalle Rivoluzioni Industriale e Francese e quello medievale e dell'ancient regime ponendosi l'obiettivo di evidenziare come il mondo moderno abbia smarrito tanti elementi, materiali e spirituali, che davano a quelle società caratteri di equilibrio sociale e stabilità. Accusato da alcuni ambienti di sinistra di essere vicino alle posizioni dell'estrema destra sociale, Fini in realtà fa suo il principio del relativismo culturale di Levi-Strauss e costruisce una sintesi di concetti propri di intellettuali di diversa matrice politica, come Alain De Benoist, Serge Latouche e Danilo Zolo.

[modifica] Movimento Zero

Nel 2005 Fini ha fondato un movimento politico-culturale di ispirazione antimodernista, chiamato Movimento Zero (abbreviato in MZ o M0). Il movimento dichiara di non riconoscersi in nessuna collocazione politica tradizionale, disconosce le vecchie e inservibili categorie di Destra e di Sinistra e si propone al di là di esse.

L’attività di MZ, sospesa momentaneamente per motivi operativi nell'ottobre 2006, è ripresa nel gennaio 2007. Ad ottobre 2007 si è costituito il primo Direttivo Nazionale.

MZ è attualmente attivo in undici regioni, (Lazio, Veneto, Lombardia, Liguria, Toscana, Emilia Romagna, Piemonte, Sardegna, Marche, Campania, Puglia, Basilicata), nell'ambito delle quali coordinamenti dotati di ampia autonomia operano in conformità alle finalità contenute nel suo manifesto politico, di sotto riassunto.

[modifica] Manifesto

(detto Manifesto dell'antimodernità)

  • Sì alla autodeterminazione dei popoli
  • Sì alle piccole patrie
  • Sì al ritorno graduale, limitato e ragionato, a forme di autoproduzione e autoconsumo
  • Sì alla democrazia diretta in ambiti limitati e controllabili
  • Sì al diritto dei popoli di filarsi da sé la propria storia, senza pelose supervisioni umanitarie
  • Sì alla disobbedienza civile globale. Se dall'alto non si riconosce più l'intangibilità della sovranità degli stati, allora è un diritto di ciascuno di non riconoscersi più in uno stato

[modifica] Bibliografia

  • La Ragione aveva Torto? (Camunia 1985, ripubblicato da Marsilio Editore in edizione tascabile nel 2004)
  • Elogio della guerra (Mondadori 1989 e Marsilio 1999)
  • Il Conformista (Mondadori 1990)
  • Nerone, 2000 anni di calunnie (Mondadori 1993)
  • Catilina, ritratto di un uomo in rivolta (Mondadori 1996)
  • Il denaro, "sterco del demonio" (Marsilio 1998)
  • Dizionario erotico, manuale contro la donna a favore della femmina, (Marsilio 2000)
  • Nietzsche, L'apolide dell'esistenza (Marsilio 2002)
  • Il vizio oscuro dell’Occidente (Marsilio 2003)
  • Sudditi (Marsilio 2004)
  • Il Ribelle (Marsilio 2006)
  • Ragazzo storia di una vecchiaia (Marsilio 2007)

[modifica] Teatro

È attore nonché autore dell'opera teatrale Cyrano, se vi pare..., il cui regista è Eduardo Fiorillo.

[modifica] La censura Rai di Cyrano

Cyrano è anche il nome di un programma televisivo, in cui Massimo Fini è co-autore, che sarebbe dovuto andare in onda per 15 puntate su Rai2 a partire dal 30 settembre 2003. Ad un giorno dalla prima, il programma è stato bloccato dal direttore Antonio Marano (in quota Lega Nord) perché, a suo dire (l'episodio fu segretamente registrato dallo stesso giornalista), la persona di Massimo Fini non era gradita ad un personaggio molto influente della politica.


[modifica] Critiche

Gli scritti di Fini spesso si configurano come mera critica distruttiva. Perciò molti accusano Fini di essere un semplice nichilista o un bastian contrario perennemente voglioso di smarcarsi da tutto e da tutti[citazione necessaria]. La peculiarità dei suoi scritti, cosa che si vede soprattutto nei saggi, è però la ricerca di strade non battute da altri. I più critici lo accusano di spianare le strade senza costruirci niente, per i suoi sostenitori questo è invece il suo punto di forza: essere una coscienza libera e uno studioso non condizionabile.

[modifica] Collegamenti esterni

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