Pancho Pardi

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sen. Francesco Pardi
Monogramma del Senato della Repubblica Italiana Parlamento italiano
Senato della Repubblica
Luogo nascita Pisa
Data nascita 25 aprile 1945
Titolo di studio laurea in filosofia
Professione professore universitario
Partito Italia dei Valori
Legislatura XVI
Gruppo Partito Democratico - Italia dei Valori
Coalizione con PD
Circoscrizione Toscana
Incarichi parlamentari
  • Componente della I Commissione (Affari Costituzionali)

Francesco Pardi detto Pancho (Pisa, 25 aprile 1945) è un politico e attivista italiano.

Figlio dell'etologo Leo, visse a Torino dal 1951 al 1961 mentre nel 1962 si trasferì definitivamente a Firenze. Laureato in filosofia, è stato ricercatore nella facoltà di architettura e attualmente è professore associato di urbanistica.

Ha partecipato attivamente al movimento studentesco del '68 fiorentino e fino al 1972 all'attività politica di Potere Operaio. Negli anni Settanta e Ottanta si è ritirato dall'attività politica dedicandosi allo studio e alla vita universitaria. Il suo interesse scientifico prevalente si è rivolto prima ai processi di trasformazione territoriale; in una seconda fase ai temi di tipo ambientale e paesistico. Soprattutto su questi argomenti ha pubblicato numerosi articoli e saggi.

Questi si trovano ad esempio in Paesaggi dell'Appennino toscano, Paesaggi delle colline toscane, Paesaggi della costa toscana, a cura di Claudio Greppi, Marsilio Editori; Rappresentare i luoghi, a cura di Alberto Magnaghi, Alinea, Firenze 2001; "Le trasformazioni del paesaggio storico nelle colline toscane" in Storia del territorio, storia dell'ambiente, la Toscana contemporanea a cura di Simone Neri Serneri, Franco Angeli, Milano 2002; "Quadro geografico del Montalbano", contributo al CD per il convegno su "I paesaggi dell'identità toscana" a cura di Paolo Baldeschi, Passigli, 2002; "L'Amiata e il magmatismo toscano" in Archeologia industriale in Amiata, a cura di Massimo Preite, Gabriella Maciocco, Sauro Mambrini, Stelvio Mambrini, Alinea, Firenze 2002; ha scritto l'introduzione geografica a Toscana, guida rossa del Touring Club Italiano. A partire dal 2002, ha collaborato con i quotidiani l'Unità, il Manifesto ed Il Tirreno, e con le riviste Micromega e Rinascita,, la rivista del Manifesto e Carta. Ha pubblicato La spina nel fianco. I movimenti e l'anomalia italiana (2004, edito da Garzanti).

Nel gennaio del 2002 è stato tra i promotori, a Firenze, insieme a molti colleghi universitari, tra cui Paul Ginsborg e Ornella De Zordo, della prima manifestazione italiana per la libertà d’informazione e l’autonomia della giustizia. Nello stesso anno fu tra gli oratori dell'assemblea del Palavobis di Milano [1] ed insieme a Paul Ginsborg partecipò all'incontro con Massimo D'Alema, al Palazzo dei Congressi di Firenze in cui fu duramente criticato l'atteggiamento cedevole del centro-sinistra verso il governo di centrodestra a partire dalla Bicamerale. Ma le risposte di D'Alema altrettanto dure, finirono per indebolire l'area politica che quelle tesi interpretative sosteneva. A breve Pardi, Ginsborg e la De Zordo presero strade differenti, ed i girotondi si spensero nell'indifferenza generale.

Il 25 febbraio 2002 ammise in un'intervista rilasciata al Corriere della Sera "di aver tirato molotov", e di aver fatto un mese di carcere. È tra i fondatori dell'associazione politica Laboratorio per la Democrazia e negli anni successivi dell'associazione Libera Cittadinanza.

Candidato come capolista nella circoscrizione Toscana per l'Italia dei Valori di Antonio Di Pietro, alle elezioni politiche italiane del 2008, Pardi è stato eletto senatore della XVI Legislatura. È stato uno dei principali promotori della manifestazione nazionale contro le cosiddette Leggi canaglia, tenutasi l'8 luglio 2008 in Piazza Navona e denominata No Cav Day.

[modifica] Note

  1. ^ Dal sito de La Repubblica

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