Mario Giordano

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Mario Giordano

Mario Giordano (Alessandria, 19 giugno 1966) è un giornalista e scrittore italiano, direttore del Tg4 dal 24 gennaio 2014.

Carriera[modifica | modifica wikitesto]

La sua carriera inizia a Il nostro tempo[1] settimanale cattolico di Torino, per poi proseguire nel 1994 a L'Informazione e nel 1996 al quotidiano Il Giornale diretto da Vittorio Feltri[2]. Dopo varie apparizioni al Maurizio Costanzo Show in qualità di ospite, il debutto in televisione avviene in RAI nel 1997 con la trasmissione di Gad Lerner, Pinocchio dove veste i panni del Grillo Parlante. Dopo aver condotto su Raitre Dalle venti alle venti, è tornato a lavorare con Lerner alla seconda edizione di Pinocchio, in cui, armato di bicicletta, presenta cifre e scandali sui temi caldi d'attualità.

Dopo una breve parentesi al Tg1 diretto da Gad Lerner, dal quale si dimetterà contestualmente alle dimissioni del direttore, torna a Il Giornale fino al dicembre del 2000. Dal 4 aprile del 2000[3] fino alla fine di settembre del 2007 è stato direttore di Studio Aperto, spazio televisivo che negli anni ha contribuito a fargli acquisire una certa notorietà. Giordano ha anche diretto altre due trasmissioni televisive sulle reti Mediaset, Lucignolo e l'Alieno.

Il 10 ottobre 2007 lascia il telegiornale Studio Aperto per dirigere Il Giornale, con il quale continuava a collaborare in veste di editorialista, in sostituzione di Maurizio Belpietro, passato alla guida del settimanale Panorama[4]. L'insediamento nel quotidiano di via Negri avviene l'11 ottobre 2007. È coinvolto in un caso politico per una nota di redazione apparsa su Il Giornale del 30 aprile 2009, "Lambertow premiato dai giapponesi",[5] nella quale ci si riferisce al popolo giapponese come "musi gialli", suscitando una richiesta di scuse ufficiali da parte del ministro e vice capo missione giapponese, Shinsuke Shimizu[6].

Il 20 agosto 2009 lascia la direzione de Il Giornale per riapprodare a Mediaset come direttore delle Nuove Iniziative News e, dal 1º settembre 2009, torna direttore di Studio Aperto, il tg di Italia 1. Il 1º marzo 2010 lascia nuovamente Studio Aperto, che passa sotto la direzione di Giovanni Toti (già condirettore di Studio Aperto), e viene nominato direttore di NewsMediaset, testata d'informazione del gruppo di Cologno Monzese. Contestualmente diventa editorialista del quotidiano Libero. Il 29 dicembre 2010 lascia la collaborazione con il quotidiano Libero e torna a scrivere per Il Giornale, in veste di editorialista.

Nel settembre 2012 lascia ancora una volta il quotidiano diretto da Alessandro Sallusti per far ritorno al quotidiano Libero, sempre come editorialista. Dal 28 novembre 2011 è anche il direttore del nuovo canale Mediaset all-news TGcom24. Il 10 giugno 2013 lascia la direzione di TGcom24 per quella di Videonews,[7][8] salvo essere nominato, il 24 gennaio 2014, direttore del Tg4 in seguito alla discesa in politica di Giovanni Toti. A Videonews lo sostituisce Claudio Brachino.[9]

Parodie[modifica | modifica wikitesto]

Mario Giordano è stato spesso vittima di parodie, soprattutto facendo leva sulla sua voce acuta. Nel 2004, in Mai dire Domenica, il comico Fabio De Luigi ne fece uno dei personaggi del suo repertorio, ironizzando sul suo programma L'Alieno. Nel 2006 è stato vittima di Scherzi a parte: durante una finta intervista con una radio, i dj hanno "dimenticato" il loro microfono aperto, iniziando a parlare male del giornalista e prendendolo in giro per la sua voce.

Durante gli anni della sua direzione di Studio Aperto, Lo Zoo di 105 proponeva una parodia di Studio Aperto, in cui spesso compariva la figura di Giordanino. Dopo il suo ritorno alla direzione di Studio Aperto nel settembre 2009, La carica di 101 ha introdotto la parodia dei titoli di Studio Aperto a cura dello stesso Mario Giordano. Le frasi di aperture più frequenti sono "Allarme meteo" ed "Eccezionale a Lugano".

Opere[modifica | modifica wikitesto]

  • Silenzio, si ruba. Le troppe verità che ci nascondono per continuare a svuotarci le tasche, Milano, Mondadori, 1997. ISBN 88-04-43400-7.
  • Chi comanda davvero in Italia. I clan del potere che decidono per tutti noi, Milano, Mondadori, 1998. ISBN 88-04-45688-4.
  • Waterloo! Il disastro italiano. Ultime notizie dall'Italia che non funziona, Milano, Mondadori, 1999. ISBN 88-04-46915-3.
  • L'Unione fa la truffa. Tutto quello che vi hanno nascosto sull'Europa, Milano, Mondadori, 2001. ISBN 88-04-48176-5.
  • Attenti ai buoni. Truffe e bugie nascoste dietro la solidarietà, Milano, Mondadori, 2003. ISBN 88-04-51229-6.
  • Siamo fritti. Truffe, inganni e altri veleni nel piatto, Milano, Mondadori, 2005. ISBN 88-04-54389-2.
  • Senti chi parla. Viaggio nell'Italia che predica bene e razzola male, Milano, Mondadori, 2007. ISBN 978-88-04-56775-2.
  • 5 in condotta. Tutto quello che bisogna sapere sul disastro della scuola, Milano, Mondadori, 2009. ISBN 978-88-04-59009-5.
  • Sanguisughe. Le pensioni d'oro che ci prosciugano le tasche, Milano, Mondadori, 2011. ISBN 978-88-04-61003-8; 2012. ISBN 978-88-04-62376-2.
  • Spudorati. La grande beffa dei costi della politica. False promesse e verità nascoste, Milano, Mondadori, 2012. ISBN 978-88-04-62081-5.
  • Tutti a casa! Noi paghiamo il mutuo, loro si prendono i palazzi, Milano, Mondadori, 2013. ISBN 978-88-04-62943-6.
  • Non vale una lira. Euro, sprechi, follie: così l'Europa ci affama, Milano, Mondadori, 2014. ISBN 978-88-04-63979-4.

Note[modifica | modifica wikitesto]

  1. ^ Scheda biografica
  2. ^ www.melba.it/csf/articolo.asp?articolo=153
  3. ^ [1] articolo del Corriere della Sera
  4. ^ [2] articolo del Corriere della Sera
  5. ^ [3] "Lambertow premiato dai giapponesi", nota di redazione su Il Giornale"
  6. ^ [4] richiesta di scuse ufficiali apparsa sul sito dell'ambasciata del Giappone in Italia
  7. ^ Mediaset: riordino ai vertici dell’informazione in parlandodi.it, 05 giugno 2013. URL consultato il 05 giugno 2013.
  8. ^ Mediaset: cambi ai vertici delle news - Televisione - Tgcom24
  9. ^ Mediaset, cambio ai vertici Al posto di Giovanni Toti arrivano Giordano e Broggiato ilgiornale.it, 24 gennaio 2014

Altri progetti[modifica | modifica wikitesto]

Collegamenti esterni[modifica | modifica wikitesto]

Predecessore Direttore di Studio Aperto Successore
Paolo Liguori 2000 - 2007 Giorgio Mulé I
Giorgio Mulé 2009 - 2010 Giovanni Toti II
Predecessore Direttore de Il Giornale Successore
Maurizio Belpietro 8 ottobre 2007 - 23 agosto 2009 Vittorio Feltri
Predecessore Direttore di News Mediaset Successore
- 1º marzo 2010 - 10 giugno 2013 Rosanna Ragusa
Predecessore Direttore di TGcom24 Successore
- 28 novembre 2011 - 10 giugno 2013 Alessandro Banfi
Predecessore Direttore di Videonews Successore
Claudio Brachino 10 giugno 2013 - 23 gennaio 2014 Claudio Brachino
Predecessore Direttore del Tg4 Successore
Giovanni Toti dal 24 gennaio 2014 in carica

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