Gioia Tauro
| Gioia Tauro comune |
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| Dati amministrativi | |||||
| Stato | |||||
| Regione | |||||
| Provincia | |||||
| Sindaco | avv. Renato Bellofiore (PD) dal 12/04/2010 | ||||
| Territorio | |||||
| Coordinate | 38°26′0″N 15°54′0″E / 38.43333°N 15.9°ECoordinate: 38°26′0″N 15°54′0″E / 38.43333°N 15.9°E | ||||
| Altitudine | 29 m s.l.m. | ||||
| Superficie | 38,99 km² | ||||
| Abitanti | 19 227[1] (30-11-2012) | ||||
| Densità | 493,13 ab./km² | ||||
| Comuni confinanti | Palmi, Rizziconi, Rosarno, San Ferdinando, Seminara | ||||
| Altre informazioni | |||||
| Cod. postale | 89013 | ||||
| Prefisso | 0966 | ||||
| Fuso orario | UTC+1 | ||||
| Codice ISTAT | 080038 | ||||
| Cod. catastale | E041 | ||||
| Targa | RC | ||||
| Cl. sismica | zona 1 (sismicità alta) | ||||
| Nome abitanti | gioiesi | ||||
| Patrono | sant'Ippolito | ||||
| Giorno festivo | 13 agosto | ||||
| Localizzazione | |||||
Posizione del comune di Gioia Tauro nella provincia di Reggio Calabria |
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| Sito istituzionale | |||||
Gioia Tauro è un comune italiano di 19.227 abitanti[2] della provincia di Reggio Calabria, in Calabria.
È il secondo comune per popolazione della provincia, centro agricolo, commerciale e industriale più importante e primo della Calabria per il mercato dell'olio[3], si affaccia nel mar Tirreno e dà il nome al golfo (da Capo Vaticano a Punta Pezzo) ed alla omonima piana.
La città, di aspetto moderno, sorge nell'antica area di Metauros fondata dai Calcidesi di Zancle nel VII a.C. e colonizzata in seguito dall'espansione tirrenica di Locri Epizefiri. Verso il 450 a.C. entra nell'orbita di Reggio divenendone l'avamposto tirrenico al confine col territorio locrese. Metauros fu abitata anche in epoca romana e si estese, nel II - IV secolo d.C., oltre l'altopiano che oggi caratterizza il centro cittadino. Si sono succeduti vari saccheggi e terremoti, che non lasciano alcuna traccia visibile della vecchia civiltà. In contrada Pietra è stata portata alla luce la più vasta necropoli del meridione d'Italia con la scoperta di migliaia di tombe risalenti al VII-IV secolo a.C. i cui corredi funerari di un certo valore sono custoditi nel Museo Archeologico cittadino Metauros, nel Museo Archeologico Nazionale di Reggio Calabria e presso il Metropolitan Museum di New York.
Centro di pesca del basso Tirreno vi si esercita una discreta attività peschereccia.
La città, servita da una stazione delle Ferrovie dello Stato, capolinea delle linee taurensi delle Ferrovie della Calabria che la uniscono a gran parte dei centri della Piana, possiede un porto per scambio container (il secondo d'Europa)[4].
Si estende in parte lungo la costa con direzione nord-sud e presenta una struttura pressoché regolare a scacchiera con lunghe vie rettilinee e ortogonali. L'espansione edilizia degli ultimi decenni ha provocato il formarsi di un continuum urbanizzato di oltre dodici km. che la salda a nord con San Ferdinando e ad est con Rizziconi.
Il medievale centro storico occupa uno scoglio roccioso denominato “Piano delle Fosse” (per gli antichi granai che custodiva) dal caratteristico contorno a losanga, un tempo delineato da una cinta di mura con torri quadre di guardia del XIV-XV sec., alcune ancor'oggi visibili.
Indice |
Geografia fisica [modifica]
Territorio [modifica]
La Piana di Gioia Tauro è, grazie alle bonifiche del XIX e XX secolo, la più fertile della regione. Intorno agli anni settanta del secolo scorso questa grande risorsa fu per alcuni anni quasi dimenticata, per favorire un progetto di un grande polo siderurgico, mai realizzato. Di questo progetto rimase solo il grande bacino portuale che, dopo anni di inattività, polemiche e derisioni, è divenuto il porto più rilevante del Mediterraneo ed uno dei più importanti del mondo[senza fonte].
Storia [modifica]
Età antica [modifica]
Gioia Tauro ha origine dalla magno-greca Metauros, sorta intorno al VII secolo a.C. sull'altopiano coincidente con l'attuale centro cittadino, la cui esistenza è stata confermata in numerose campagne di scavi. I reperti archeologici rinvenuti sono custoditi presso il Museo Archeologico Nazionale di Reggio Calabria e presso il Metropolitan Museum di New York qui giunti, probabilmente, a causa della dispersione nel mercato antiquario americano sul finire dell'Ottocento con l'arrivo di un'ondata imponente di migranti da ogni parte della Calabria.
La città vantava una vivace produzione artigianale di ceramiche, bronzi, anfore attiche e corinzie e si distingueva anche per una fervida attività culturale: nel 630 a.C. vi nacque il più grande lirico greco, Tisia (detto Stesicoro).
Nel 445 a.C. viene invasa dai Bruzi ed essendo posta al confine tra la Repubbliche di Locri e Reggio è continuamente devastata. Intorno al III secolo a.C. si notano contatti con Roma. Nei cantieri navali di Metauros, come in quelli di Ipponio (Vibo Valentia) e Rhegium (Reggio Calabria), si approntano le navi che serviranno nelle guerre puniche ai Romani. Questi, nel 201 a.C., si insediano sul territorio e, oltre a mutare il nome in Metauria, provvedono nel 130 a.C. a far passare da qui la via Popilia (pressoché l'attuale tracciato dell'autostrada A3) ed a realizzare nuovi impianti urbani con sistema ortogonale. Col passare dei secoli, però, la città diviene una semplice stazione navale identificata col nome del vicino fiume Metauros (oggi Petrace) e così viene ricordata durante il regno di Tiberio (14-37 d.C.).
Nel 69 d.C. pare rianimarsi fino a quando due ondate di pestilenza, nel 166 e nel 189, non ne provocano il quasi totale spopolamento.
Età medievale [modifica]
Nel 568, è preda dei Longobardi che la devastano e costringono i pochi abitanti a riparare nella Piana ove vi rimangono fino al Mille. I superstiti, nell'883, subiscono anche le prime scorrerie dei pirati.
La città riappare, con la denominazione di Johe, nel 1271 in un registro di Carlo I d'Angiò. Per l'importanza strategica lungo la costa ospita, il 30 marzo 1283, il primo parlamento della storia ove il pontefice Onorio IV, con dignitari, ecclesiastici, feudatari e rappresentanti della Piana discutono ed approvano dei “capitula” per fermare l'imminente invasione degli aragonesi che, attestatisi a Johe nel giugno 1284, vengono colpiti invece dalla malaria.
Nel 1305 è possedimento di Ruggiero di Lauria e segue le vicende del casale di Terranova ma, non molto tempo dopo, passa a Nicolò Joinville. La moglie di questi, Margherita di Laurìa, la dona in eredità al proprio nipote Roberto Sanseverino nel 1341 e successivamente ereditata dai figli di questi, Ruggiero e Roberto, e poi da Enrico Sanseverino, detto il Ribelle, conte di Terranova e signore di Gioja che verrà ucciso nel 1422 dal re Ladislao.
Intorno al 1425 le famiglie Borgese e Caracciolo ne sono feudatarie e sono tra i dignitari che prendono parte alla “Congiura dei Baroni”. Quando, nel 1444, Antonio Centelles riconquista la Calabria per il re Alfonso I, i capitani Grimaldi e Baldassino incendiano la città.
Età moderna [modifica]
Nel 1479 viene acquistata per 80.000 ducati dal barone Aniello Arcomone ed ha una notevole parte nel successivo periodo delle guerre fra gli spagnoli ed i francesi per il predominio sul regno di Napoli. Il 21 aprile 1503, infatti, la battaglia di Gioja (passata alla storia come la seconda “battaglia di Seminara”) determinerà la vittoria di Ferdinando il Cattolico sul francese monsignor d'Aubigny.
Nel 1535, ancora un 21 aprile, si registra un'invasione di pirati che si scontrano con gli 80 soldati della locale guarnigione costiera del capitano Francesco Ruiz che erano riusciti ad avvistarli. Il viceré don Pedro de Toledo, quindi, dispone la costruzione (nel 1565) di nove torri di guardia lungo tutto il golfo dove, in ognuna di esse, vi avrebbero stazionato i Cavallari (guardie a cavallo) in comunicazione visiva tra loro. Ma, la domenica delle palme del 1568, vi è un nuovo sbarco di pirati con il rapimento di numerosi cittadini.
Il 10 marzo 1574 la città, per 280.000 ducati, diviene possedimento della famiglia Grimaldi (che la terrà in feudo fino al 1806).
La notte del 24 giugno 1625 Gioja viene assaltata dai corsari sbarcati da cinque galee. I Cavallari segnalano il pericolo, ma non vengono creduti. Nell'occasione si registrano 10 persone rapite che verranno successivamente riscattate. Un nuovo assalto di pirati si verifica il 20 giugno 1638, malgrado il vicario generale Giovan Tommaso Blanch avesse informato i sindaci delle terre di Rosarno e Gioja del pericolo imminente.
Nel 1653, in seguito alla riforma operata dal papa Innocenzo X, viene soppresso il convento basiliano.
La fine del secolo XVII e l'immediato inizio del XVIII vede realizzate le vecchie aspirazioni da Elisabetta Farnese a cui viene riconosciuto ed assegnato il Regno. Don Carlo, infatti, suo primogenito, nel suo viaggio per Palermo (dove verrà incoronato Re il 3 giugno 1735) viene ospitato a Gioja dal principe Gian Francesco Grimaldi.
Il 5 febbraio 1783 la città è interessata dal “Flagello della Calabria”, un terribile terremoto. Nel borgo “Piano delle Fosse” fuoriescono dal suolo enormi correnti di fango che in un attimo distruggono i granai e provocano la totale perdita del vino e dell'olio. Si registrano pure 18 morti (fra i quali 7 bambini) ed i danni ammontano a 100.000 ducati.
È protagonista nell'impresa dei Sanfedisti in Calabria ove il cardinale Ruffo è presente il 21 febbraio 1799 allorquando l'uditore Angelo di Fiore chiede, da Gioja, a Francesco Prestia e Antonio Romano in Mileto di procurare alloggi necessari per 10.000 persone.
Appena tre anni dopo si registrano nuovi invasioni di algerini e tunisini ma costoro fanno naufragio e vengono catturati. Nel 1805 Napoleone, accusando i Borbone di tramare contro di lui, pone termine alla dinastia. Ma nel 1807 la propaganda borbonica è particolarmente attiva tanto che, sui muri cittadini, appaiono i manifesti per incitare la gente alla rivolta. Viene distaccato così il IV reggimento di linea al comando del generale Gallone.
Età contemporanea [modifica]
Riconquistato il Regno, nel 1814, i Borbone aprono Gioja ai commerci con Napoli istituendo poi un regolare servizio marittimo nel 1844 e facilitando l'arrivo di moltissimi amalfitani che diverranno la spina dorsale del commercio cittadino. Ma anche dei Borbone la popolazione è stanca e comincia a manifestare sempre più apertamente per la causa italiana. I patrioti gioiesi Francesco Gullace e Carmelo Silipigni vengono catturati nel 1848 e condannati al confino. Il 24 agosto 1860 Garibaldi conquista la città anche se deve contrastare le ormai esauste armate borboniche. Il 17 marzo 1861 viene proclamato il regno d'Italia. Due anni più tardi, il 26 marzo, viene concesso a Gioja di fregiarsi dell'appellativo “Tauro”.
Gli impianti industriali sorti subito dopo l'Unità (1864), le migliorate condizioni economiche generali, l'imminente arrivo della ferrovia (1887) portano il Comune a proporre, nel 1874, a quello di Rosarno la costruzione di un porto. Gli amministratori rosarnesi, malcelando l'invidia per il ricco commercio gioiese, rispondono negativamente ben due anni dopo. Ma ormai il dado è tratto. Viene decisa (1911-1924) anche la costruzione di due linee ferroviarie a scartamento ridotto (le odierne Ferrovie della Calabria).
Pagine gloriose le scrivono i combattenti gioiesi nella guerra italo-turca, nella prima guerra mondiale, nella guerra d'Africa, nella guerra di Spagna e nella seconda guerra mondiale. Quest'ultima guerra recherà gravi lutti alla popolazione che subisce ben tre bombardamenti (1943).
Ma altrettanti pagine gloriose le scrive la marineria gioiese facendo registrare negli anni cinquanta un imponente traffico marittimo che portano la città ad emergere nel meridione d'Italia per il dinamismo commerciale. Fioriscono così molte industrie ed opifici.
Nei successivi anni settanta, in seguito anche ad un'imponente rivolta di popolo passata alla storia come i "moti di Reggio" viene deciso di costruire un gigantesco porto al servizio di un fantomatico V centro siderurgico (che non verrà mai costruito). Il porto, aperto al traffico dal 25 luglio 1991, è oggi utilizzato soprattutto come terminal containers ed è divenuto in pochissimo tempo il primo porto italiano e del Mediterraneo tanto che alla città è stato dato il nome di “Porta dell'Europa”[senza fonte].
| Per approfondire, vedi Strage di Gioia Tauro. |
Alle 17.10 del 22 luglio 1970 il treno direttissimo Palermo - Torino venne fatto deragliare da un ordigno esplosivo nei pressi della città, in uno degli attentati correlati ai Moti di Reggio.
Nel 1991 e nel 2008 il comune viene sciolto per 'Ndrangheta.[senza fonte]
Monumenti e luoghi d'interesse [modifica]
Dell'antica Metauros si è presunta l'acropoli e sono stati scoperti i ruderi di una casa romana del II secolo d.C. come pure quelli di un tempio greco, di un acroterio rappresentante un gruppo equestre fittile databile 490-480 a.C., di alcuni skyphos calcidesi nonché numerose monete, anfore, coppe, lucerne, vasi corinzi, ionici, attici e romani. Di grande rilievo è stata la scoperta della necropoli durante le campagne di scavi: 1850 tombe, la più vasta del meridione d'Italia. Pochi i monumenti antichi visibili: il borgo medievale "Piano delle Fosse" ove spiccano il Palazzo Municipale, il Palazzo Baldari (oggi biblioteca/mediateca e centro conferenze), il Palazzo della Principessa di Gerace (oggi Tripodi), la Chiesa-Cattedrale di Sant'Antonio e la prima e minuscola chiesa del borgo del sec. XI; in piazza Municipio v'è la tipica fontana settecentesca detta 'U tri canali; in piazza Duomo spicca la figura neoclassica della chiesa matrice (il Duomo, appunto) al cui interno vi sono pregevoli opere d'arte dell'Ottocento e recenti vetrate artistiche policrome; i palazzi (sec. XVII-XVIII) di via del Commercio, di via Roma e lungo la Piazza dell'Incontro (pal. Maurigoffe, 1786).
Architetture religiose [modifica]
| Chiesa | Località | Festeggiamenti |
|---|---|---|
| Duomo consacrato a Sant'Ippolito | Centro | 13 agosto |
| Chiesa di Sant'Antonio | Piano delle Fosse | 13 giugno |
| Chiesa di Maria SS. di Porto Salvo | Quartiere Marina | 8 settembre |
| Chiesa dell'Immacolata | Quartiere Stazione | 8 dicembre |
| Chiesa di San Francesco di Paola | Quartiere Monacelli | 2 aprile |
| Chiesa della Sacra Famiglia | Quartiere Eranova | |
| Chiesa di San Gaetano Catanoso | SS. 111 | 20 settembre |
Altro [modifica]
- il borgo medievale (sec. X) denominato “Piano delle Fosse” con la coeva chiesetta di piazza Carmelo Silipigni;
- la torre di don Giacomo (sec. XV);
- la chiesa di Sant'Antonio, allora chiesa parrocchiale, risalente al XVII secolo, subì gravissimi danni alle navate esterne (che furono demolite) a causa del terremoto del 7 marzo 1928. Venne ricostruita solo la navata centrale e la nuova chiesa venne consacrata e dedicata a S. Antonio di Padova il 4 aprile 1930. L'orologio, che sormontava il campanile, venne spostato sul frontone dell'attuale palazzo di città ove è in bella mostra sulla piazza G. Matteotti.
- la fontana artistica 'U tri canali (sec. XVII);
- il palazzo Maurigoffe (1786) che si affaccia su Piazza dell'Incontro;
- il palazzo Sant'Ippolito (sec. XVIII), sede di rappresentanza municipale;
- il palazzo della Principessa di Gerace (sec. XVIII), oggi palazzo Tripodi;
- il palazzo Baldari (sec. XVIII), oggi biblioteca-mediateca, centro conferenze e sede del museo archeologico "Metauros";
- il neoclassico Duomo (1933), consacrato a Sant'Ippolito, al cui interno vi sono pregevoli opere d'arte dell'Ottocento;
- i palazzi (sec. XVII-XVIII) lungo l'antica via del Commercio, oggi via Roma (il tratto iniziale) e via G. Lomoro (il tratto finale fino alla moderna rotatoria del Quadrivio Sbaglia).
Società [modifica]
Evoluzione demografica [modifica]
Abitanti censiti[5] 
Qualità della vita [modifica]
Gioia Tauro, come molti paesi della Calabria, è afflitta dal problema della 'Ndrangheta. Due volte il comune è stato sciolto per infiltrazioni mafiose.
Le 'ndrine di Gioia Tauro, i Piromalli ed i Molè, influiscono anche sulle varie attività economiche del paese taglieggiando le imprese e controllando il porto di Gioia Tauro e gestendo gli appalti come quello per l'ammodernamento dell'autostrada Salerno-Reggio Calabria.
Cultura [modifica]
Personalità legate a Gioia Tauro [modifica]
- Stesicoro, poeta e filosofo dell'antichità
- Franco Costa, ammiraglio
- Antonio Orso, poeta e scrittore
- Rossella Priolo Poeta e scrittrice
- Carmelo Lomoro, compositore
- Giovanni Scaramozzino, scienziato
- Pino Arlacchi, sociologo e politico
- Mimmo Morogallo, pittore e scultore
- Umberto Pirilli, avvocato e politico
- Xante Battaglia, pittore e scultore[6]
- Lorenzo Infantino, economista e filosofo[7]
- Luigi Ioculano, medico
- Domenico Stivala, pittore
- Girolamo Ventra, pittore e scenografo
- Claudia Trieste, Miss Italia 1997
- Marianna Rombolà, attivista impegnata nella lotta alla Mafia
- Cosimo Allera, artista scultore
- Francesco Verderami, giornalista
- Anna Luana Tallarita, artista e antropologa
- Giuseppe Giofrè, vincitore della 11ª edizione di Amici di Maria De Filippi sezione ballo.
- Cittadini onorari
- Benito Mussolini, dal 14 maggio 1924[8]
- Madre Teresa di Calcutta, dal 1994[9]
- Filippo Marino, dal 24 novembre 2007[10]
Infrastrutture e trasporti [modifica]
Porti [modifica]
| Per approfondire, vedi Porto di Gioia Tauro. |
Gioia Tauro è il porto italiano che movimenta più merci in container, prima di Genova e La Spezia; occupa il terzo posto in Europa nella classifica dei porti contenitori (dopo Rotterdam ed Amburgo) ed il primo nel Mediterraneo.
Il porto di Gioia Tauro, con i suoi 3.500.000 Teu imbarcati e sbarcati nel 2008, rappresenta da solo più di un terzo dell'intero traffico nazionale ed è specializzato nel transhipment, per cui ha sostituito Malta come nodo di distribuzione dei traffici in partenza dal Nord America e dall'Estremo Oriente verso il Mediterraneo centrale ed orientale ed è in grado di svolgere un ruolo di rilancio dell'economia meridionale.
Nonostante la sua relativa giovinezza, il porto di Gioia Tauro, hub a vocazione di puro transhipment, continua ad espandere la propria attività. Il Medcenter Terminal Container (MCT) è - ad oggi - l'unica infrastruttura di riferimento per lo smistamento container in esso operante.
Vi lavorano direttamente 1030 dipendenti e 1800 sono i lavoratori dell'indotto. La superficie destinata alla lavorazione dei container è pari a 1,5 milioni di metri quadrati.
I lavori per la costruzione di questa enorme struttura portuale, collocata perfettamente al centro del Mediterraneo, iniziarono nel lontano 1975 e durarono circa dieci anni. L'idea originaria era quella di farla diventare un terminal di supporto al mai costruito V centro siderurgico e successivamente, sfumata "l'idea" della industrializzazione dell'area circostante (il famoso "pacchetto Colombo"), si pensò di utilizzarla come terminal di supporto alla centrale a carbone dell'Enel i cui lavori si sarebbero arenati a seguito di un'inchiesta della magistratura.
Nel 1993 bastò un semplice sorvolo all'armatore genovese Angelo Ravano per intuire che il porto di Gioia Tauro poteva essere utilizzato come hub di transhipment: il passaggio di contaniner dalle grandi navi transoceaniche alle navi di più modeste dimensioni per la distribuzione nel corto raggio.
Dal 13 settembre 1995, data del primo ingresso della nave CMBT Concord, è stato un susseguirsi di successi che ha permesso al porto di Gioia Tauro di scalare fulmineamente la classifica dei porti europei e mondiali fino a consolidarsi attualmente come il più grande scalo terminal del Mediterraneo per la movimentazione di container.
Ferrovia [modifica]
| Per approfondire, vedi stazione di Gioia Tauro. |
Amministrazione [modifica]
- Il comune è compreso nel circondario di Palmi[11].
Sport [modifica]
Calcio [modifica]
- 20px Libero Calcio Nuova Gioiese (Eccellenza)
A.S.D. Real Gioia
Note [modifica]
- ^ Dato Istat - Popolazione residente al 30 novembre 2012
- ^ Dato Istat al 30/11/2012
- ^ Giovanni Aliberti, Economia e società a Napoli dal Settecento al Novecento, Editori Meridionali Riuniti, 1974
- ^ Vittorio Daniele, Ritardo e crescita in Calabria: un'analisi economica, ed. Rubbettino, 2005
- ^ Statistiche I.Stat - ISTAT; URL consultato in data 28-12-2012.
- ^ Sito Arcadja
- ^ Sito LUISS di Roma
- ^ Estratto dal volume "Gioia Tauro, storia, cultura, economia; ed. Rubbettino 2004"
- ^ Biografia ufficiale
- ^ Sito ufficiale di Filippo Marino
- ^ Circondario di Palmi sul sito della provincia. URL consultato in data 27-04-2012.
Bibliografia [modifica]
- Antonio De Salvo, Notizie storiche e topografiche intorno a Metauria e Tauriana, ed. De Angelis, 1886;
- Antonio De Salvo, Ricerche e studi storici intorno a Palmi, Seminara e Gioia Tauro, ed. Lopresti, 1889;
- Rocco Liberti, Gioia Tauro spigolature storiche, ed. Barbaro, 1963;
- Antonio Orso, Gioia Tauro, ed. Barbaro, 1977;
- Rocco Liberti, Gli antichi casali scomparsi di Terranova, ed. Barbaro, 1980;
- Pietro P. Vissicchio, Gioja Tauro - Vicende storiche cittadine da Metauros ad oggi, ed. Ausonia, 1995;
- AA.VV., Gioia Tauro - storia, cultura, economia, ed. Rubbettino, 2004;
- Vittorio Savoia, Vita religiosa a Gioia Tauro, ed. Barbaro, 2005.
Altri progetti [modifica]
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