Liga Veneta Repubblica

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Liga Veneta Repubblica
Segretario Fabrizio Comencini
Presidente Gian Pietro Piotto
Vicesegretario nessuno
Stato Italia Italia
Fondazione 1998
Sede Via Catania, 11
37138 Verona
Ideologia Venetismo, autonomismo, federalismo
Collocazione Centro-sinistra
Partito europeo Alleanza Libera Europea
Seggi Camera
0 / 630
 (2013)
Seggi Senato
0 / 315
 (2013)
Seggi Europarlamento
0 / 73
 (2009)
Seggi Consiglio regionale
0 / 60
 (2010)
Sito web www.ligavenetarepubblica.org

La Liga Veneta Repubblica è un partito politico regionalista italiano attivo nella Regione Veneto.

Affermatosi nel 1998 in seguito ad una scissione dalla Liga Veneta (quale sezione della Lega Nord), nel 1999 ha assunto la denominazione di Veneti d'Europa. Nel 2000 si è fuso con il movimento Veneto Autonomo e nel 2001 ha preso il nome di Liga Fronte Veneto. Nel 2007 ha ripreso a chiamarsi Liga Veneta Repubblica.

Si propone l'autonomia/indipendenza del popolo veneto, il quale - sostiene - attraverso lo strumento dell'autodeterminazione, intenderebbe disporre pienamente della propria originaria sovranità statuale, attraverso metodi democratici, non violenti ed elettorali, in conformità alle norme del diritto internazionale.

Il partito fa parte, dal 1999, dell'Alleanza Libera Europea, partito politico europeo che riunisce i movimenti autonomisti, indipendentisti, federalisti e regionalisti democratici dell'Unione Europea.

Storia[modifica | modifica wikitesto]

La nascita della Liga[modifica | modifica wikitesto]

Nel settembre del 1998 gli organi elettivi della Lega Nord-Liga Veneta vennero commissariati ed il segretario nazionale Fabrizio Comencini fu destituito. Comencini era da tempo in rotta con Umberto Bossi, al quale contestava lo squilibrio tra lombardi e veneti all'interno del partito, e una strategia politica fallimentare, che prevedeva la messa da parte delle iniziative secessioniste più esplicite e accenni di collaborazione con l'UDR di Francesco Cossiga (di cui il massimo esponente in Veneto era l'ex ministro democristiano Carlo Bernini) mentre Comencini avrebbe preferito collaborare col presidente della Giunta regionale Giancarlo Galan. Il Consiglio nazionale della Liga Veneta stilò allora un documento in cui rivendicava libertà d'azione, sottoscritto da molti militanti e dirigenti tra cui Comencini, ma non accettato dai vertici della Lega Nord. Si arrivò così, il 4 ottobre 1998, alla nascita della Liga Veneta Repubblica, di cui fu eletto segretario Comencini e presidente il consigliere regionale Mariangelo Foggiato. Al nuovo movimento aderirono tutti i consiglieri regionali tranne uno e alcuni parlamentari, tra cui i senatori Antonio Serena e Donato Manfroi.[1]

Veneti d'Europa[modifica | modifica wikitesto]

Alle elezioni europee del 1999 la Liga Veneta Repubblica si presentò assieme ad altri movimenti autonomisti dell'Italia nordorientale, tra cui l'Union für Südtirol e Friûl, ottenendo il 3,5% in Veneto, ma nessun eletto; ebbe però un certo numero di consiglieri comunali e alcuni sindaci.[1] Nel mese di ottobre si svolse un congresso che deliberò il cambio di nome in Veneti d'Europa (dopo la fusione col movimento Veneto Futuro di Giuseppe Ceccato, ex leghista che aveva aderito all'ApE di Comino e Gnutti) e aprì la possibilità di un'alleanza con Forza Italia alle successive elezioni regionali sulla base della condivisione di alcuni punti programmatici di stampo autonomista e federalista.[1]

La successiva alleanza della Lega Nord col Polo per le Libertà chiuse ogni ipotesi di appoggio a Galan, e alle regionali del 2000 i Veneti d'Europa candidarono Comencini alla carica di presidente della regione. La lista ottenne circa 56.000 voti pari al 2,46% e non riuscì a confermare i consiglieri uscenti. All'insuccesso contribuì probabilmente la presenza di un'altra lista autonomista in corsa solitaria, il Fronte Marco Polo di Giorgio Vido, caratterizzato da un programma di forte rifiuto del centralismo statale e dell'immigrazione indiscriminata, che ebbe l'1,25%.

Liga Fronte Veneto[modifica | modifica wikitesto]

Nell'aprile del 2001 i Veneti d'Europa e il Fronte Marco Polo si unirono nella Liga Fronte Veneto, che partecipò alle elezioni politiche di maggio al di fuori dei poli. Il risultato nei collegi uninominali di Camera e Senato fu attorno al 5%, insufficiente per l'elezione. Tra i candidati il più votato fu Giuseppe Segato, uno dei cosiddetti "serenissimi del campanile di Venezia del 1997", che per soli mille voti non divenne senatore. Nel proporzionale della Camera ottenne il 2,5% su base regionale.

Nel 2004 la Liga Fronte Veneto partecipò alle elezioni europee con una lista comune con la Lega per l'Autonomia Alleanza Lombarda (che, essendo presente in parlamento col suo leader De Paoli, era esentata dalla raccolta delle firme), il Partito Sardo d'Azione e, ancora una volta, con l'Union für Südtirol. Tale lista ottenne in Veneto appena lo 0,64% dei voti. Lo stesso anno vide la nascita di un altro partito autonomista in Veneto, il Progetto Nordest di Giorgio Panto: nonostante l'interesse di una parte della dirigenza per un percorso comune, Comencini avversò tale possibilità, che a suo modo di vedere avrebbe minato l'autonomia del partito. Come risultato, diversi esponenti di spicco della Liga, tra cui Beggiato, Foggiato e Michele Munaretto, aderirono al movimento di Panto. Negli anni successivi ci sarebbero comunque state diverse collaborazioni tra i due partiti a livello di elezioni amministrative.

Dal centro-sinistra all'UDC[modifica | modifica wikitesto]

Alle elezioni regionali del 2005 la Liga Fronte Veneto appoggiò il candidato del centrosinistra Massimo Carraro, ma con l'1,19% e circa 27.500 voti non riuscì a rientrare nel Consiglio regionale. Continuò la collaborazione col centrosinistra anche alle elezioni politiche dell'anno successivo, ottenendo mediamente 23.000 voti (circa lo 0,8% a livello regionale). Ad essa sembrò essersi avvicinato idealmente anche il fondatore della Liga Veneta Franco Rocchetta.

Nel 2007 Comencini annunciò l'adesione della Liga Veneta Repubblica al progetto della nuova Democrazia Cristiana di Giuseppe Pizza: l'alleanza portò all'elezione di un consigliere provinciale a Vicenza.[2] Il percorso comune fu però di breve durata perché già alle elezioni del 2008 la Liga Veneta Repubblica ritornò al di fuori dalle coalizioni (mentre Pizza aveva siglato un accordo con Il Popolo della Libertà), con l'obiettivo di diventare il punto di aggregazione di tutte le forze autonomiste-indipendentiste venete. Il partito, che candidava a Presidente del Consiglio Giorgio Vido, vide incrementare i propri consensi, arrivando all'1,7% al Senato in Veneto.

La Liga Veneta Repubblica partecipò alle elezioni amministrative del 2009 appoggiando spesso i candidati dell'UdC o del centrosinistra.

La Liga alle regionali venete del 2010 ha appoggiato il candidato dell'Udc Antonio De Poli, insieme ad altri movimenti autonomisti e venetisti quali Progetto NordEst, L'Intesa Veneta e Unione Nord Est, in una lista comune sotto le insegne di quest'ultima.[3] Questa scelta ha però provocato due scissioni: la corrente di centro-sinistra capeggiata da Bortolino Sartore ha formato la Liga Veneto Autonomo, che ha appoggiato il candidato del PD Giuseppe Bortolussi, con un simbolo molto simile a quello della Liga Veneta Repubblica; la corrente più autonomista capeggiata da Silvano Polo è confluita nella coalizione del Partito dei Veneti, che lo candida alla regione. La lista comune con la dicitura dell'Unione Nord Est ha ottenuto l'1,54% dei voti eleggendo un consigliere, il presidente del Progetto NordEst Mariangelo Foggiato.[4]

Il 18 agosto 2010 la corrente capeggiata da Bortolino Sartore e Giorgio Vido si è scissa ufficialmente dalla LVR e ha fondato la Liga Veneto Autonomo, della quale Sartore è stato nominato portavoce.[5]

Alle elezioni politiche del 2013 la Liga Veneta si presentò di nuovo al di fuori delle coalizioni, ma con risultati più modesti rispetto alle politiche precedenti (lo 0,74% al Senato su base regionale).

Leadership[modifica | modifica wikitesto]

Segretari Nazionali

Risultati elettorali[modifica | modifica wikitesto]

Voti % Seggi
Europee 1999 117.979 0,38 -
Politiche 2001 (Liga Fronte Veneto) Camera 74.353 0,20 -
Senato 138.134 0,41 -
Europee 2004 (All. Lombarda-Liga Fronte Veneto-PSdA-UfS) 159.098 0,49 -
Politiche 2006 (Liga Fronte Veneto) Camera 21.999 0,06 -
Senato 23.214 0,07 -
Politiche 2008 Camera 31.353 0,09 -
Senato 47.677 0,15 -
Politiche 2013 Camera 15.838 0,04 -
Senato 20.381 0,06 -

Note[modifica | modifica wikitesto]

  1. ^ a b c Ezio Toffano, Breve storia dell'autonomismo veneto, in http://www.raixevenete.net/documenti/doc47.asp
  2. ^ Il Giornale di Como, 7 dicembre 2007 [1]
  3. ^ (PDF)Comunicato stampa della Liga Veneta Repubblica
  4. ^ Ministero dell'Interno - Risultati elettorali della Regione Veneto
  5. ^ chisiamo

Collegamenti esterni[modifica | modifica wikitesto]