Domenico Comino

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Domenico Comino

Ministro per le Politiche Comunitarie
Durata mandato 10 maggio 1994 –
17 gennaio 1995
Presidente Silvio Berlusconi
Predecessore Livio Paladin
Successore Enrico Letta (dal 1998)
on. Domenico Comino
Bandiera italiana
Parlamento italiano
Camera dei deputati
Luogo nascita Morozzo
Data nascita 27 settembre 1955
Titolo di studio Laurea in scienze agrarie
Professione agronomo
Partito LN
Gruppo Lega Nord
Circoscrizione Piemonte 2
Regione Piemonte
Collegio Collegio Unico Nazionale, Cuneo
Pagina istituzionale

Domenico Comino (Morozzo, 27 settembre 1955) è un politico italiano, è stato Ministro per le Politiche dell'Unione Europea del primo Governo Berlusconi.

Biografia[modifica | modifica sorgente]

Laureato in scienze agrarie e docente in un istituto tecnico, inizia l'attività politica alla fine degli anni Ottanta nelle file della Lega Nord a Cuneo. Eletto deputato nel 1992 e nel 1994, assume l'incarico ministeriale, mantenendo posizioni critiche nei confronti di Forza Italia, in particolare nei confronti del Ministro degli Esteri Antonio Martino.

Nel 1993 è candidato alla carica di sindaco di Torino, ma al primo turno arriva terzo dietro a Diego Novelli e al futuro sindaco Valentino Castellani, e quindi non accede al ballottaggio. Ottiene comunque un buon risultato pari al 19.50% mentre la lista Lega Nord il 23.35% .Terminata l'esperienza di governo, nel 1994 assume la guida del gruppo parlamentare della Lega Nord alla Camera dei deputati dopo essere stato vice capogruppo dello stesso. Dal 1993 al 1994 è presidente della Lega Piemont.

Il 23 aprile 1995 è il candidato della Lega Nord per la Presidenza della Regione Piemonte ottiene circa l'11.1%

Dal 1996 al 1999 è segretario della Lega Piemont succedendo al fondatore Gipo Farassino.

Resta nel partito fino al 1999, quando, da segretario regionale del Piemonte e capogruppo, si scontra direttamente con Umberto Bossi sostenendo al Congresso di Varese la necessità di un'alleanza strategica con Forza Italia. Dopo aver detto di candidarsi segretario federale del partito viene definito "traditore", il "venduto", il "mangiabistecche berlusconiste", il dirigente che preferisce "le forchette" alla "spada di Alberto da Giussano" viene quindi espulso dal partito per tradimento[1], anche se un mese dopo circa Umberto Bossi seguirà proprio la via indicatagli. Dà vita a una formazione politica autonoma, denominata Autonomisti per l'Europa che non ottiene seggi politici.

Si ritira di conseguenza dalla scena politica dedicandosi all'insegnamento, dal quale proveniva.

Note[modifica | modifica sorgente]

  1. ^ Si presenta Comino, volano i pugni
Predecessore Ministro per le Politiche Comunitarie Successore Emblem of Italy.svg
Livio Paladin 10 maggio 1994 - 17 gennaio 1995 Enrico Letta (dal 1998)
Predecessore Capogruppo della Lega Nord alla Camera dei Deputati Successore Sun of the Alps.svg
Vito Gnutti 17 maggio 1996-22 dicembre 1999 Giancarlo Pagliarini

Collegamenti esterni[modifica | modifica sorgente]

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