Stefano Fassina

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Stefano Fassina
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Viceministro dell'Economia e delle Finanze
Durata mandato 3 maggio 2013 –
4 gennaio 2014
Presidente Enrico Letta
Successore Enrico Morando
on. Stefano Fassina
Bandiera italiana
Parlamento italiano
Camera dei deputati
Luogo nascita Roma
Data nascita 17 aprile 1966
Partito Partito Democratico
Legislatura XVII
Gruppo Partito Democratico
Coalizione Italia. Bene Comune
Circoscrizione Lazio 1
Pagina istituzionale

Stefano Fassina (Roma, 17 aprile 1966) è un economista e politico italiano, Deputato della Repubblica Italiana ed ex Viceministro dell'Economia e delle Finanze sotto il Ministro Fabrizio Saccomanni nel Governo Letta.

Biografia[modifica | modifica wikitesto]

Dal 1990 al '92 è segretario nazionale degli studenti universitari di Sinistra giovanile.

Laureato in discipline economiche e sociali alla Università Luigi Bocconi, con l'avvento di Prodi e de L'Ulivo al governo nel 1996 è consigliere economico del ministero delle Finanze, passando nel 1999 al dipartimento Affari economici della presidenza del Consiglio.

Già consulente della Banca di Sviluppo Inter-Americana, dal 2000 al 2005 è economista al Fondo Monetario Internazionale[1].

È editorialista de l'Unità e ha all'attivo numerose pubblicazioni di scienza economica anche in collaborazione con altri studiosi, fra i quali il più volte ministro Vincenzo Visco.[2]

Il 24 novembre 2009 è scelto come Responsabile nazionale Economia e Lavoro del Partito Democratico nella Segreteria nazionale del Neo Segretario Pierluigi Bersani. Nel 2010 è tra i fondatori della corrente dei cosiddetti "Giovani turchi", da cui prenderà tuttavia progressivamente le distanze, fino ad abbandonarla nel 2013.[3]

Deputato del PD (XVII legislatura)[modifica | modifica wikitesto]

Nel dicembre 2012 si candida, a Roma città, alle primarie del Partito Democratico indette per eleggere i candidati del partito al Parlamento italiano in vista delle Elezioni politiche italiane del 2013; Fassina ottiene il primo posto a Roma città con 11.762 preferenze[4]. L'8 gennaio 2013 la direzione nazionale del PD lo candida alla Camera dei Deputati nella posizione numero tre della lista PD nella circoscrizione Lazio I. Alle elezioni del 24 e 25 febbraio 2013 Fassina viene eletto deputato della Repubblica Italiana.

Viceministro dell'Economia e delle Finanze[modifica | modifica wikitesto]

Il 2 maggio 2013 è nominato viceministro dell'economia e delle finanze nel Governo Letta, unitamente a Luigi Casero e ai sottosegretari Pier Paolo Baretta ed Alberto Giorgetti.

Nell'ottobre 2013, minaccia le dimissioni[5] per non essere mai stato consultato dal ministro Saccomanni nella stesura della legge di stabiltà. Dopo un incontro con il premier Letta le dimissioni vengono ritirate.[6]

Il 4 gennaio 2014, in contrasto con la nuova linea del partito rappresentata dal segretario Matteo Renzi, presenta dimissioni irrevocabili lasciando l'incarico di viceministro dell'economia.[7] Durante la conferenza stampa al termine della riunione della segreteria del Partito Democratico, Renzi aveva risposto con una battuta al giornalista che gli aveva fatto una domanda sul rimpasto e sulle ripetute richiesta di chiarimento politico avanzate dal viceministro dell’Economia: il giornalista aveva pronunciato il nome di Fassina e Renzi lo aveva interrotto domandando: "Chi?".[8] Fassina ha commentato: «Le parole del segretario Renzi su di me confermano la valutazione politica che ho proposto in questi giorni: la delegazione del PD al governo va resa coerente con il risultato congressuale. Non c’è nulla di personale. Questione politica. Un dovere lasciare per chi, come me, ha sostenuto un’altra posizione».[8]

Note[modifica | modifica wikitesto]

  1. ^ Biografia di Stefano Fassina. URL consultato il 6 gennaio 2014.
  2. ^ Sinossi di "Governare il mercato". URL consultato il 6 gennaio 2014.
  3. ^ «Giovani turchi? Una fase superata» in Europa, 6 giugno 2013.
  4. ^ Candidati e risultati nella Circoscrizione di Roma Città. URL consultato il 6 gennaio 2014.
  5. ^ Fassina minaccia le dimissioni: «Io all'oscuro su testo Stabilità», 17 ottobre 2013. URL consultato il 6 gennaio 2014.
  6. ^ Stefano Fassina incontra Letta: rientrate le dimissioni. Ma il premier teme le reazioni della Cgil sulla legge di stabilità, 19 ottobre 2013. URL consultato il 6 gennaio 2014.
  7. ^ Governo: Fassina presenta dimissioni irrevocabili, repubblica.it, 4 gennaio 2014. URL consultato il 6 gennaio 2014.
  8. ^ a b Le dimissioni di Fassina, 5 gennaio 2014. URL consultato il 6 gennaio 2014.

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