Sergio Stanzani

Da Wikipedia, l'enciclopedia libera.
on. Sergio Stanzani Ghedini
Bandiera italiana
Parlamento italiano
Camera dei deputati
Luogo nascita Bologna
Data nascita 1º marzo 1923
Luogo morte Roma
Data morte 17 ottobre 2013
Titolo di studio Laurea di ingegneria
Professione dirigente d'azienda
Partito Partito Radicale
Legislatura IX, X
Gruppo Partito Radicale
Circoscrizione Genova (IX) e Bologna (X)
Collegio Liguria (IX) e Emilia Romagna (X)
Pagina istituzionale
sen. Sergio Stanzani Ghedini
Bandiera italiana
Parlamento italiano
Senato della Repubblica
Professione pensionato
Partito Forza Italia
Legislatura VIII, XII
Gruppo Misto, FI
Circoscrizione Lazio (VIII) e Veneto (XII)
Collegio Roma VIII (VIII Legislatura) e Verona Cittadella (XII)
Pagina istituzionale

Sergio Augusto Stanzani Ghedini, conosciuto generalmente come Sergio Stanzani (Bologna, 1º marzo 1923Roma, 17 ottobre 2013), è stato un politico e attivista italiano, presidente ed ex segretario del Partito Radicale Transnazionale nonché del comitato Non C'è Pace Senza Giustizia.

Ha fatto parte, in più occasioni, di entrambi i rami del parlamento italiano.

Biografia[modifica | modifica wikitesto]

Coniugato, con tre figli, si laurea in ingegneria presso l’Università di Bologna.

Non risponde alla chiamata della Repubblica Sociale Italiana e prende parte alla resistenza in Romagna, ove passa il fronte. Fin dal 1946 ha fatto parte degli organi dirigenti dell’Unione Goliardica Italiana (UGI), l’organizzazione laica degli studenti universitari fondata alla fine della Seconda guerra mondiale e che, insieme alle organizzazioni studentesche cattoliche e altre associazioni minori, formava l’Unione Nazionale Universitaria Rappresentativa Italiana (UNURI), costituita dai rappresentanti locali e nazionali degli studenti delle università italiane. È stato Presidente dell’Unuri nel 1952 e nel 1953.

Dirigente della Finmeccanica negli anni sessanta, è stato membro del Partito Liberale Italiano dal quale si dimise con la sinistra liberale per fondare il Partito Radicale. Ha preso parte alla rifondazione del Partito Radicale del quale ha supervisionato la stesura del nuovo statuto (1967).

Eletto al Senato nel 1979 ha fatto parte anche della Commissione Inquirente. Nel 1983 è stato rieletto alla Camera dei deputati e riconfermato nelle elezioni del 1987. Membro dell’Ufficio di Presidenza della Camera e della Commissione Parlamentare di Vigilanza per i Servizi Radiotelevisivi.

Si è occupato attivamente del settore televisivo sia in ambito locale e nazionale che in Parlamento. Nel gennaio del 1988 è stato eletto segretario del Partito Radicale al 34esimo Congresso di Bologna e successivamente confermato fino al 1993, e ne ha curato lo sviluppo in ambito transnazionale.[senza fonte] Eletto nuovamente al Senato nel 1994 sotto il simbolo del Polo delle Libertà nel collegio di Verona, è stato vice presidente del gruppo parlamentare di Forza Italia.

Dal 1997 è presidente del comitato Non C'è Pace Senza Giustizia, l’associazione Radicale costituita nel 1994 con l’obiettivo dell’istituzione della Corte Penale Internazionale per genocidio, crimini di guerra e crimini contro l'umanità. Durante il congresso del Partito Radicale Transnazionale tenutosi a Tirana (Albania) nel 2002, viene eletto presidente del partito, di cui è rimasto presidente fino alla sua morte.

Voci correlate[modifica | modifica wikitesto]

Collegamenti esterni[modifica | modifica wikitesto]

Predecessore Segretario del Partito Radicale Successore
Giovanni Negri 1988 - 1993 Emma Bonino