Magistrato alle Acque

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Magistrato alle Acque

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Stato bandiera Italia
Tipo
legislatura {{{numero_ di_anni}}}
Istituito 5 maggio 1907
Operativo dal
Ridenominato dal
Riformato dal
Riformato dal
Sede Venezia
Indirizzo Palazzo dei Dieci Savi
Sestiere San Polo, 19
Sito Internet http://www.magisacque.it/
Bilancio
Impiegati

Magistrato alle Acque è oggi il nome di un organo amministrativo della Repubblica Italiana deputato ai bacini idrici dell'Italia nord-orientale. In passato esso designava un organo dell'antica Repubblica di Venezia incaricato al controllo della laguna di Venezia.

Indice

[modifica] Il Magistrato alle Acque oggi

Il Magistrato alle Acque è un istituto decentrato del Ministero dei Lavori Pubblici istituito con la legge n. 257 del 5 maggio 1907, diretto da un presidente nominato dal Capo dello Stato sentito il Consiglio dei ministri. Esso ha sede a Venezia e si occupa della gestione, della sicurezza e della tutela del sistema idraulico nel Triveneto. Le sue competenze sono estese all'intero territorio della Regione Veneto, della Provincia di Mantova e, per quanto riguarda la costruzione di opere all'interno dei bacini idrici di interesse nazionale, anche alle province autonome di Trento e Bolzano e alla regione a statuto speciale del Friuli-Venezia Giulia.

Oltre che per le opere idrauliche, il magistrato alle acque è competente anche in materia di bonifica e disinquinamento della laguna di Venezia, in materia di regime dei porti e dei fari.

Il Palazzo dei Dieci Savi sede del Magistrato delle Acque nel Sestiere San Polo.

[modifica] Il Magistrato alle Acque nella Repubblica di Venezia

Quello di Magistrato alle Acque è il nome collettivo con cui si designano una serie di magistrature del governo della Repubblica di Venezia incaricate di sorvegliare e amministrare il regime idraulico del bacino della laguna veneta: Savi esecutori, Collegio, Esecutore aggiunto e Inquisitore aggiunto.

[modifica] Storia e funzioni

Nel 1501 vennero creati, con il compito di sostituzione nel governo delle acque lagunari del Consiglio dei Dieci, tre Savi esecutori, nominati dai Dieci, poi affiancati, nel 1505, da un Collegio di 15 senatori. Nel 1543 il Collegio crebbe a quaranta senatori, cui si aggiunsero anche gli Avogadori de Comùn, il Collegio dei Savi e la Serenissima Signoria. I membri del collegio presero quindi ad essere nominati per cooptazione dal collegio stesso, che risultò dunque svincolato dalle altre magistrature. Tale organo aveva l'obbligo di riunirsi settimanalmente su convocazione del Doge. Ai Savi e al Collegio si affiancava sin dall'inizio un Esecutore aggiunto nominato dai Dieci, che, a partire dal 1530, divenne anch'esso una magistratura collegiale composta di tre membri.

Nell'ambito della generale limitazione dei poteri del Consiglio dei Dieci, nel 1551 la nomina dei Savi venne attribuita al Senato; nel 1582, poi, il Maggior Consiglio sottrasse ai Dieci anche la nomina degli Esecutori, avocandola a sé.

Nel 1678 il Senato creò anche la nuova magistratura dell'Inquisitore aggiunto, incaricato di istruire i processi contro coloro che avessero arrecato danno al regime idraulico della laguna.

Al Magistrato alle Acque spettavano dunque autorità sulle opere di bonifica, scavo, manutenzione e irregimentazione nella laguna di Venezia e nel complesso di fiumi in essa sfocianti. L'estrema complessità e importanza di questa magistratura rifletteva il capitale interesse della Repubblica al mantenimento delle acque lagunari che garantivano la sopravvivenza della città e del suo sistema socio-economico, oltre a costituirne l'ultimo baluardo difensivo dalle minacce esterne.

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[modifica] Collegamenti esterni

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