Mario Tronti

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sen. Mario Tronti
Bandiera italiana
Parlamento italiano
Senato della Repubblica
Luogo nascita Roma
Data nascita 24 luglio 1931
Professione Professore universitario
Partito PDS, poi PD
Legislatura XI e XVII
Gruppo PDS (XI), PD (XVII)
Circoscrizione Lazio (XI), Lombardia (XVII)
Incarichi parlamentari

Membro della Commissione permanente Affari esteri ed emigrazione

Pagina istituzionale

Mario Tronti (Roma, 24 luglio 1931) è un filosofo e politico italiano, considerato uno dei principali fondatori dell'operaismo teorico degli anni sessanta.

Biografia[modifica | modifica sorgente]

Militante del Partito Comunista Italiano durante gli anni cinquanta, fu con Raniero Panzieri tra i fondatori della rivista Quaderni Rossi, da cui si separò nel 1963 per fondare la rivista Classe operaia, della quale fu il direttore. Questo percorso lo portò ad allontanarsi dal PCI, pur senza mai uscirne formalmente, e ad animare l'esperienza radicale dell'operaismo. Tale esperienza, che va considerata per molti versi la matrice della nuova sinistra degli anni sessanta, si caratterizzava per il fatto di mettere in discussione le tradizionali organizzazioni del movimento operaio (partito e sindacato) e di collegarsi direttamente, senza intermediazioni, alla classe in sé e alle lotte di fabbrica.

Influenzato filosoficamente dall'opera di Galvano Della Volpe, che lo aveva portato ad allontanarsi dal pensiero di Antonio Gramsci, o almeno dalla sua versione ufficiale promossa dal PCI togliattiano, Tronti si dedicò come studioso alla formulazione di un pensiero politico che, fondendo la teoria con la prassi, rinnovasse il marxismo tradizionale e contribuisse a riaprire la strada rivoluzionaria in Occidente. Di fronte all'irruzione dell'operaio-massa sulla scena delle società occidentali, l'operaismo di Tronti seppe proporre una analisi moderna delle relazioni di classe e soprattutto mettere l’accento sul fattore soggettivo, rivendicando la centralità politica della classe. Le sue idee, debitrici anche della visione di Ernst Jünger (v. "L'operaio", 1932), trovarono una sistemazione nel 1966, con la pubblicazione di Operai e capitale, un libro di forte impatto letterario (è stato inserito tra le 2250 opere del Dizionario delle opere della Letteratura Italiana Einaudi), che eserciterà un'influenza notevole sulla contestazione giovanile e più in generale sull'ondata di mobilitazione che ebbe inizio negli anni immediatamente successivi.

Fu proprio la sconfitta della spontaneità operaia e dell'ondata di mobilitazione, colta anticipatamente da Tronti e non invece da altri operaisti come Toni Negri (di qui la rottura tra loro, avvenuta nel 1967-1968), a indurlo a spostare la sua riflessione sul "problema del politico", ovvero della direzione e della mediazione politica. Ebbe inizio da qui la teorizzazione trontiana dell'"autonomia del politico", cioè la ricerca di una teoria politica realista che, in un'originale commistione di Karl Marx e Carl Schmitt[1], fosse capace di colmare i limiti della soggettività sociale. Si trattò di una fase più intellettuale che politica dell'esperienza di Tronti, il quale si dedicò prevalentemente all'insegnamento (Filosofia morale e poi Filosofia politica) presso l'ateneo senese e all'attività pubblicistica, fondando tra l'altro nel 1981 l'influente rivista Laboratorio politico. Riavvicinatosi al PCI di Enrico Berlinguer, in questo periodo Tronti fu finalmente riabilitato dal gruppo dirigente del partito, entrando a far parte più volte del Comitato centrale.

Alle elezioni del 1992 fu eletto al Senato della Repubblica (XI legislatura) nelle liste del Partito Democratico della Sinistra. Negli anni successivi, non avendo condiviso le trasformazioni post-comuniste del partito, e dopo aver lasciato la docenza universitaria, la sua riflessione filosofica ha assunto toni pessimistici, concentrandosi sulla fine della politica moderna e sulla critica della democrazia. Nel 2004 è stato eletto presidente della Fondazione CRS (Centro per la Riforma dello Stato) - Archivio Pietro Ingrao. Alle elezioni del 2013 è stato di nuovo eletto al Senato (XVII legislatura) nelle liste del Partito Democratico per la Lombardia[2].

Curiosità[modifica | modifica sorgente]

Mario Tronti è lo zio di Renato Zero: è infatti il figlio di Nicola Tronti, la cui sorella Renata è la nonna del cantautore[3].

Note[modifica | modifica sorgente]

  1. ^ "Ne La politica al tramonto, Einaudi, 1998, un capitolo porta il titolo «Karl und Carl», per sottolineare, anche qui allusivamente, la necessità di completare Marx con Schmitt", Mario Tronti, Autobiografia filosofica, in Storia della filosofia, 14, Filosofi italiani contemporanei, Le Grandi Opere del Corriere della Sera, Bompiani, Milano 2008
  2. ^ Intervista a Mario Tronti sul Messaggero del 10 gennaio 2013
  3. ^ Le piume, le fidanzate, lo zio comunista. I 60 anni di Renato Zero | Altri Mondi

Bibliografia[modifica | modifica sorgente]

  • Mario Alcaro, Dellavolpismo e nuova sinistra, Dedalo, Bari, 1977;
  • Costanzo Preve, La teoria in pezzi. La dissoluzione del paradigma teorico operaista in Italia (1976-1983). Dedalo, 1984;
  • Romolo Gobbi, Com'eri bella, classe operaia. Storia fatti e misfatti dell'operaismo italiano, Longanesi, Milano, 1989;
  • Rita di Leo, Per una storia di Classe Operaia, in «Bailamme», n. 26, giugno 2000;
  • Sandro Mezzadra, Operaismo, in R. Esposito e C. Galli (a cura di), Enciclopedia del pensiero politico. Autori, concetti, dottrine, Laterza, Roma-Bari, 2000;
  • Basso C., Gozzini C. e Sguazzino D. (a cura di), Bibliografia delle opere e degli scritti di Mario Tronti, Dipartimento di Filosofia-Università degli Studi di Siena, Siena, 2001;
  • Alfonso Berardinelli, Stili dell'estremismo. Critica del pensiero essenziale, Editori Riuniti, Roma, 2001;
  • Maria Turchetto, De l’ouvrier masse à l’entrepreneurialité commune: la trajectoire déconcertante de l’opéraïsme italien, in J. Bidet e E. Kouvélakis (a cura di), Dictionnaire Marx contemporain, PUF, Paris, 2001;
  • Borio G., Pozzi F., Roggero G., Futuro anteriore: dai Quaderni rossi ai movimenti globali. Ricchezze e limiti dell'operaismo italiano, DeriveApprodi, Roma, 2002;
  • Steve Wright, Storming Heaven. Class Composition and Struggle in Italian Autonomist Marxism, Pluto Press, London, 2002.
  • Cristina Corradi, Storia dei marxismi in Italia, Manifestolibri, Roma, 2005 (pp. 222-234)
  • AA.VV., Gli operaisti, Derive Approdi, Roma, 2005
  • Antonio Peduzzi, Lo spirito della politica e il suo destino. L'autonomia del politico, il suo tempo, Ediesse-Crs, Roma, 2006;
  • Antonio Peduzzi, A Cartagine poscia io venni - incubi sulla teoria marxista, Arduino Sacco editore, Roma, 2011;
  • Michele Filippini, Mario Tronti e l'operaismo politico degli anni Sessanta, EuroPhilosophie, 2011.

Voci correlate[modifica | modifica sorgente]

Opere[modifica | modifica sorgente]

  • Tra materialismo dialettico e filosofia della prassi. Gramsci e Labriola, in A. Caracciolo e G. Scalia (a cura di), La città futura. Saggi sulla figura e il pensiero di Antonio Gramsci, Feltrinelli, Milano, 1959;
  • (a cura di), Scritti inediti di economia politica di Marx, Editori Riuniti, Roma, 1963;
  • Operai e capitale, Einaudi, Torino, 1966 (DeriveApprodi, Roma, 2006);
  • Hegel politico, Istituto dell'Enciclopedia italiana, Roma, 1975;
  • Sull'autonomia del politico, Feltrinelli, Milano, 1977;
  • Stato e rivoluzione in Inghilterra, Il Saggiatore, Milano, 1977;
  • (con G. Napolitano, A. Accornero e M. Cacciari), Operaismo e centralità operaia, Editori Riuniti, Roma, 1978;
  • (a cura di), Il politico. Antologia di testi del pensiero politico. 1: Da Machiavelli a Cromwell, Feltrinelli, Milano, 1979;
  • Soggetti, crisi, potere (a cura di A. Piazzi e A. De Martinis), Cappelli, Bologna, 1980;
  • Il tempo della politica, Editori Riuniti, Roma, 1980;
  • Con le spalle al futuro. Per un altro dizionario politico, Editori Riuniti, Roma, 1992;
  • Berlinguer. Il Principe disarmato, Edizioni Sisifo, Roma, 1994;
  • La politica al tramonto, Einaudi, Torino, 1998;
  • Rileggendo "La libertà comunista", in G. Liguori (a cura di), Galvano Della Volpe. Un altro marxismo, Edizioni Fahrenheit 451, Roma, 2000;
  • (cura con P. Favilli), Classe operaia. Le identità: storia e prospettiva, Angeli, Milano, 2001;
  • Cenni di Castella, Edizioni Cadmo, Fiesole (FI), 2001;
  • Per la critica della democrazia politica, in M. Tari (a cura di), Guerra e democrazia, ManifestoLibri, Roma, 2005;
  • (con contributi di AA.VV. sul pensiero di Tronti), Politica e destino, Sossella editore, Roma, 2006;
  • Teologia e politica al crocevia della storia (con Massimo Cacciari), AlboVersorio, Milano, 2007.

Altri progetti[modifica | modifica sorgente]


Collegamenti esterni[modifica | modifica sorgente]

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