Achille Variati

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Achille Variati
Variatisindaco.jpg

Sindaco di Vicenza
In carica
Inizio mandato 29 aprile 2008[1]
Predecessore Enrico Hüllweck

Durata mandato 7 maggio 1990 –
8 maggio 1995
Predecessore Antonio Corazzin
Successore Marino Quaresimin

Consigliere regionale del Veneto
Durata mandato 25 giugno 1995 –
29 aprile 2008

Dati generali
Partito politico Partito Democratico dal 2007
In precedenza:
Democrazia Cristiana(1980-1995),
Partito Popolare (1995-2000)
Democrazia è Libertà - La Margherita (2000-2007),
Alma mater Università degli Studi di Padova
Firma Firma di Achille Variati

Achille Variati (Vicenza, 19 gennaio 1953) è un politico italiano, attuale sindaco di Vicenza (carica già ricoperta nel quinquennio 1990-1995).
In passato è stato anche consigliere regionale del Veneto dal 1995 al 2008.

Biografia[modifica | modifica sorgente]

Nato nel quartiere San Bortolo a Vicenza, figlio di Ferruccio, artigiano decoratore edile e di Erminia, casalinga. Si diploma all'Istituto Fogazzaro di Vicenza, consegue la parifica liceale e successivamente si laurea in matematica all’Università degli Studi di Padova. Dopo gli studi inizia a lavorare alla Banca Cattolica del Veneto come tecnico informatico. Successivamente diventa capo progetto dell'area crediti finanziari e responsabile del marketing per le procedure innovative del gruppo Banco Ambrosiano Veneto e poi direttore di Itacard srl, società per le carte di credito del sistema bancario.

Carriera politica[modifica | modifica sorgente]

Alla fine degli anni settanta entra a far parte della Democrazia Cristiana, nel 1980 viene eletto in consiglio comunale a Vicenza e diventa segretario cittadino del partito nel 1983. Nel 1985 viene rieletto consigliere e diventa capogruppo della Democrazia Cristiana.

Nel 1990 si ricandida come consigliere comunale capolista della Democrazia Cristiana, ricevendo il più alto numero di preferenze cosa che gli consente (secondo la legge in vigore fino al 1993) di diventare sindaco di Vicenza a 37 anni.

Sindaco di Vicenza (1990-1995)[modifica | modifica sorgente]

Gli anni della prima giunta Variati sono quelli che vedono Vicenza protagonista di alcuni grandi eventi che portano la città alla ribalta nazionale: nel maggio del 1991, Vicenza ospita l’Adunata nazionale degli Alpini. Nel capoluogo, per l’occasione, si contano 300 000 presenze di alpini giunti da tutta Italia.

Il 7 e 8 settembre papa Giovanni Paolo II arriva in visita alla città, incontrando i vicentini in Piazza dei Signori, e visitando l'Ospedale San Bortolo e il Teatro Olimpico. Infine celebra una messa affollatissima nel Parco Querini.

Gli anni della prima giunta Variati sono anche gli anni in cui, a livello nazionale, esplode Tangentopoli. Nel 1992 il sindaco, di fronte al rischio che alcuni tra gli assessori non fossero completamente affidabili, si dimette, costringendo la giunta a fare altrettanto. In consiglio comunale ottiene la fiducia di una nuova maggioranza politica, che ai voti della Democrazia Cristiana e del Partito Socialista Italiano unisce i voti dell’allora Partito Democratico della Sinistra e dei Verdi. Con qualche anno di anticipo sui tempi della politica nazionale, si sperimenta a Vicenza un embrione anticipatore di quell’alleanza che sarebbe diventata più tardi L'Ulivo.

Consigliere regionale (1995-2008)[modifica | modifica sorgente]

Una volta scaduto il mandato da sindaco, Variati si candida a Consigliere regionale a Venezia, nel 1995 nelle liste del Partito Popolare, nel 2000 in quella di Massimo Cacciari - Insieme per il Veneto, nel 2005 nella lista La Margherita.

Durante la settima legislatura, è stato capogruppo de La Margherita e vice presidente della Commissione Statuto.

Nell'ottava legislatura, è stato vice presidente del Consiglio Regionale e ha poi guidato da capogruppo il Partito Democratico.

Sindaco di Vicenza (dal 2008)[modifica | modifica sorgente]

Nelle prime settimane del 2008, il nome di Achille Variati inizia a circolare tra quelli dei possibili candidati a sindaco di Vicenza per le elezioni amministrative del 13 e 14 aprile. La sua candidatura viene ufficializzata il 23 febbraio 2008, dal piazzale della Vittoria di Monte Berico. Dopo uno svantaggio al primo turno di circa otto punti percentuale sulla candidata de Il Popolo della Libertà (Amalia Sartori), riesce a recuperare vincendo al ballottaggio con il 50,48%. La nuova giunta entra ufficialmente in carica il 13 maggio 2008, composta di 10 assessori, 8 eletti direttamente dai cittadini e due "tecnici" di provenienza extraconsiliare. Per la prima volta nella storia della città il ruolo di vicesindaco viene affidato a una donna, la trentaquattrenne Alessandra Moretti.
Il primo problema che Variati si trova ad affrontare è quello della costruzione della base militare statunitense all'aeroporto Dal Molin (progetto che ha spaccato in due la città) concordato dal secondo governo Berlusconi con gli Stati Uniti e al quale il Governo Prodi non si è opposto. La precedente giunta di centrodestra, in un acceso consiglio comunale blindato, aveva dato parere favorevole alla costruzione della base, anche se vincolato da 5 punti. La nuova giunta di Variati approva un nuovo ordine del giorno che elimina il precedente e propone un referendum per metà settembre 2008 per conoscere la posizione dei vicentini sulla questione; il referendum viene bloccato, quattro giorni prima del suo svolgimento, dal Consiglio di Stato che accoglie il ricorso della presidenza del Consiglio dei Ministri e del Ministero della Difesa contro l'ordinanza del Tar del Veneto.
Nei primi giorni di novembre del 2010 la città viene colpita da un'alluvione. Variati sarà il secondo sindaco (dopo Giorgio Sala nel 1966) ad affrontare una simile situazione. Grazie all'aiuto anche degli "angeli del fango di Vicenza" (i più di 2000 volontari che hanno prestato il loro aiuto alla città nei giorni successivi all'alluvione), la città esce dall'emergenza in poco tempo.
Nel dicembre del 2010 viene licenziato il nuovo Piano di Assetto del Territorio (PAT) di Vicenza, che ridisegna l'assetto territoriale della città; quest'ultimo viene integrato nel febbraio del 2013 dal Piano degli Interventi (PI), che da esecuzione alle idee inserite nel PAT.
Gli ultimi anni di questo mandato sono contraddistinti da numerose emergenze idrologiche (a cui fa seguito la creazione di un apposito piano di emergenza) ma anche dalla riapertura della Basilica Palladiana, dopo un restauro durato 5 anni.

Alle elezioni amministrative del 26-27 maggio 2013 viene riconfermato sindaco di Vicenza con il 53,47% dei consensi distanziando la principale concorrente (l'ex presidente della provincia Manuela Dal Lago, per la coalizione di centrodestra) di circa 26 punti percentuali. È la prima volta, nella storia dell'elezione diretta del sindaco della città, che un candidato vince già al primo turno senza dover ricorrere al ballottaggio.
La nuova giunta entra ufficialmente in carica il 1 giugno 2013, composta di 9 assessori, 5 uomini e 4 donne. Due sono gli assessori della vecchia giunta che rimangono in questo secondo mandato. Per il ruolo di vicesindaco viene scelto il trentaquattrenne Jacopo Bulgarini d'Elci.

Note[modifica | modifica sorgente]

  1. ^ rieletto per un secondo mandato consecutivo il 27 maggio 2013.

Voci correlate[modifica | modifica sorgente]

Collegamenti esterni[modifica | modifica sorgente]


Predecessore Sindaco di Vicenza Successore Vicenza-Stemma.png
Antonio Corazzin 1990 - 1995 Marino Quaresimin I
Enrico Hüllweck dal 29 aprile 2008 in carica II