California Proposition 8

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Proposition 8 (Proposizione 8) è il nome dato al referendum tenutosi in California il 4 novembre 2008 in cui si chiedeva l'abolizione del diritto al matrimonio fra persone dello stesso sesso, introdotto da una sentenza della Corte Suprema della California del 15 maggio 2008.

La proposizione chiedeva inoltre di inserire un emendamento nella costituzione della California per affermare che lo Stato riconosce come valido solo il matrimonio tra un uomo e una donna.

Al referendum il 52,1%[1] degli aventi diritto ha votato a favore della proposizione, provocando così l'abolizione di fatto del diritto di matrimonio per le coppie dello stesso sesso e limitando l'accesso al matrimonio solo a coppie formate da un uomo e una donna, con decorrenza dal 5 novembre 2008.

In seguito all'approvazione della Proposition 8 è stata presentato un nuovo ricorso alla Corte Suprema della California perché dichiarasse illegale il referendum. Secondo le organizzazioni a favore del matrimonio fra persone dello stesso sesso infatti il diritto di sposarsi è inalienabile ed essenzialmente appartenente ad ogni essere umano, e in quanto tale non può essere messo ai voti né annullato da un referendum. Il 26 maggio 2009 la Corte ha confermato la validità del referendum.

Nell'agosto 2010 la sentenza del tribunale di Los Angeles ha bocciato la proposizione ritenendola «discriminatoria». È dunque passata all'esame della Corte Suprema di Washington, il tribunale di ultima istanza negli Stati Uniti d'America[2].

Nel febbraio 2012, la Corte federale del North-California, in attesa della sentenza della Corte Suprema, dichiara la Proposition 8 incostituzionale[3].

Voci correlate[modifica | modifica wikitesto]

Note[modifica | modifica wikitesto]

  1. ^ Repubblica.it del 5 novembre 2008
  2. ^ Corriere della sera.it del 4 agosto 2010
  3. ^ California Ban on Gay Marriage Is Struck Down - NYTimes.com

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