Dialogo

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Il termine dialogo (dal greco dià, "attraverso" e logos, "discorso") indica il confronto verbale tra due o più persone, mezzo utile per esprimere sentimenti diversi e discutere idee non necessariamente contrapposte.

Come pratica sociale, modello ideologico e forma letteraria, il dialogo appare caratteristico di società a larga facilità di comunicazione. Al tempo stesso, il dialogo è forma espressiva funzionale a culture prevalentemente orali, e la sua stessa utilizzazione come scrittura è una traccia manifesta di una situazione di oralità.
La letteratura utilizza in numerosi modi il dialogo: nell'epica e nella narrativa, sia in versi che in prosa, il narratore può inserire nel suo racconto i dialoghi tra i personaggi attraverso l'uso del discorso diretto e anche i testi teatrali si basano sul susseguirsi di dialoghi.
"Il dialogo, come afferma Giulio Ferroni,[1]costituisce anche un genere letterario specifico, che può essere dedicato ai più vari problemi di ordine filosofico, scientifico, morale, politico: la trattazione teorica si svolge attraverso dialoghi in prosa tra personaggi diversi, reali o fittizi, ambientati spesso in luoghi particolari e definiti". Per risalire al modello «classico» di questo genere si deve andare ai dialoghi filosofici di Platone anche se nelle letterature antiche e nelle letterature moderne ci sono stati altri tipi di dialogo e svolgimenti diversi.
Bisogna intanto distinguere tra i «dialoghi diegetici», nei quali a presentare la situazione del dialogo è la voce dell'autore che, come accade nella narrativa, introduce volta per volta i discorsi dei personaggi, e i «dialoghi mimetici» dove sono le didascalie ad introdurre i discorsi dei personaggi che vengono quindi riprodotti in modo diretto come accade nel testo teatrale.
Lo studioso russo Michael Bachtin ha riconosciuto in molti generi letterari il risultato di un dialogo tra forme, generi e linguaggi differenti e afferma esserci nella tradizione della letteratura europea il dominio del dialogismo, cioè dell'intreccio continuo tra più voci, fra tracce di discorsi differenti, nessuno dei quali viene ad imporsi in maniera assoluta e definitiva. Bachtin sostiene che questa tradizione avrebbe un'essenziale manifestazione nel carnevale e troverebbe la sua forma moderna nel romanzo, genere dialogico, che si svolge in modo polifonico, in cui ogni discorso subisce la suggestione di altri, senza il prevalere di una voce dominante.[2]


In generale, il dialogo è fenomeno tipico della cultura cittadina; in questa prospettiva si contrappone al racconto monologo, prodotto di culture di tipo contadino-popolare o comunque a sociologia poco sviluppata.

Note[modifica | modifica wikitesto]

  1. ^ Giulio Ferroni, Il dialogo. Scambi e paesaggi della parola, Selerio, Palermo 1985
  2. ^ Giulio Ferroni, op. cit.

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