Terranova da Sibari

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Terranova da Sibari
comune
Terranova da Sibari – Stemma
Dati amministrativi
Stato bandiera Italia
Regione Calabria – stemma Calabria
Provincia Cosenza – stemma Cosenza
Sindaco Eugenio Veltri (lista civica) dal 14/06/2004
Territorio
Coordinate 39°39′0″N 16°20′0″E / 39.65°N 16.33333°E / 39.65; 16.33333 (Terranova da Sibari)Coordinate: 39°39′0″N 16°20′0″E / 39.65°N 16.33333°E / 39.65; 16.33333 (Terranova da Sibari)
Altitudine 313 m s.l.m.
Superficie 43,06 km²
Abitanti 5 261[1] (31-12-2010)
Densità 122,18 ab./km²
Comuni confinanti Corigliano Calabro, San Demetrio Corone, Spezzano Albanese, Tarsia
Altre informazioni
Cod. postale 87010
Prefisso 0981
Fuso orario UTC+1
Codice ISTAT 078146
Cod. catastale L124
Targa CS
Cl. sismica zona 2 (sismicità media)
Nome abitanti terranovesi
Patrono san Francesco di Paola
Giorno festivo Seconda domenica di maggio
Localizzazione
Terranova da Sibari è posizionata in Italia
Terranova da Sibari
Posizione del comune di Terranova da Sibari all'interno della provincia di Cosenza
Posizione del comune di Terranova da Sibari all'interno della provincia di Cosenza
Sito istituzionale
« Non credo che esista in nessuna parte del mondo qualcosa di più bello della pianura ove fu Sibari. Vi è riunita ogni bellezza in una volta: la ridente verzura dei dintorni di Napoli, la vastità dei più maestosi paesaggi alpestri, il sole ed il mare della Grecia »

Terranova da Sibari (Terranova da Sibbari in dialetto locale e in calabrese) è un comune italiano di 5.241 abitanti[2] della provincia di Cosenza in Calabria.

Indice

[modifica] Geografia fisica

È situato su una collina tra il fiume Crati e le estreme propaggini della Sila greca a circa 20 km dalla costa ionica, dalla quale si può osservare il suggestivo panorama del massiccio del Pollino e la vasta Piana di Sibari. Il territorio del comune risulta compreso tra i 19 e i 367 metri sul livello del mare. L'escursione altimetrica complessiva risulta essere pari a 348 metri [3].

[modifica] Storia

Il meteorite di Terranova

Terranova da Sibari è famosa, anche alle cronache mondiali, per il particolare e altresì raro episodio della caduta di un meteorite[4] dal peso di 3,5 kg (di cui purtroppo non si sono conservati frammenti o campioni, per questa ragione è per molti da ritenersi un caso di meteorite dubbia o pseudometeorite) verificatosi nel mese di luglio dell'anno 1755 come riportano diversi documenti tra cui anche il prestigioso Catalogo delle meteoriti edito dall'Università di Cambridge.

Già conosciuta con il nome di Terranova del Vallo e poi di Terranova di Calabria Citra, affonda le sue radici nella civiltà Magno-Greca. Fondata dai superstiti di Thurii, sarebbe stata distrutta in seguito alla guerra con Croton.

L'attuale nome, assunto dopo l'unità d'Italia, viene fatto derivare da quello delle due antiche città di Thurium e Sybaris, da cui Thurium Novum a Sibari (Terranova da Sibari). Richiama la vicenda che condusse, col sostegno di Pericle nel 444/43 a.C., alla fondazione di Thurii dai vincitori nella guerra civile sibarita.

Sede arcivescovile, Terranova da Sibari diede alla luce tra i suoi abitanti due futuri papi, San Telesforo (famiglia originaria della Grecia, fu papa dal 125 al 136) e San Dionisio (che nacque a Thurio e fu pontefice dal 259 al 268).

Terranova da Sibari è conosciuta per il suo castello feudale (privato), mai restaurato, che conferisce una particolare importanza al centro storico.Nel castello di Terranova il 21 novembre 1478, colto da malore per aver mangiato funghi rivelatisi velenosi, morì Enrico d'Aragona, figlio spurio di Ferrante d'Aragona e marchese di Gerace, la cui fine fu cantata da Joanni Maurello.

[modifica] L'origine del nome

La prima parte del nome ha una chiara origine, deriva dall'unione di "terra" e "nova" riferendosi ad un nuovo insediamento. La specifica risale al 1864 e richiama il nome dell'antica città greca di Sybaris[5].

[modifica] Monumenti e luoghi d'interesse

Il patrimonio storico-artistico di Terranova segna una serie di complesse vicende che la rendono cittadina preziosa e ricca di opere d’arte. Di particolare interesse è la fontana principale del paese, Torre Acquanova, che ha alla base una lunga vasca con rivestimento a mattoncini e tre canali per l'acqua. Sopra si eleva una torre con orologio a base quadrata che reca una lapide marmorea con la scritta: "Auspice Francesco De Angelis il Municipio alla cittadinanza plaudente donava le acque nel maggio 1892". Il nome "Acquanova" le è stato dato per ricordare che esisteva prima di questa data un altro acquedotto la cui condotta idrica era disposta su una serie di archi.

Di particolare rilievo le otto chiese sparse tra il centro storico e le zone ad esso adiacenti:

  • la chiesa del Convento di Sant'Antonio, (fondata nel 1542 dai Minori Osservanti) con cappella del Santo, altare marmoreo seicentesco, e con pala barocca;
  • la chiesa di San Nicola di Bari, (del 1600) il cui nome è legato al miracoloso ritrovamento di un antico crocifisso a dimensione umana di origini medievali. Presenta la facciata decorata con un busto, in pietra, di S. Nicola con all'esterno i rosoni di tipo cinquecentesco;
  • la chiesa di San Francesco di Paola (del 1701), eretta per volere del principe Spinelli e legata al loro mecenatismo religioso ed artistico che, conserva una tela del XVI sec. e con all'interno il ciborio ligneo del '600 a pianta ottagonale;
  • la chiesa del Purgatorio;
  • la chiesa dell'Annunziata; edificata con l'annesso convento degli Agostiniani, conserva vari dipinti, fra cui un San Vincenzo Ferreri di Saverio Ricci del 1740; una Crocifissione del 700; un sant'Agostino elemosiniere del 1700; una Madonna della Cintura o Sacra Cintola tra i santi Agostino e Monica e una Madonna del Buon Consiglio del 1700;
  • la chiesa di San Pietro, sorta in epoca medievale e costituita da un invaso a navata unica e da un campanile con monofore. La piccola chiesa custodisce opere di eccezionale rilevanza storico-artistica a cominciare dalla nicchia con la Madonna e il bambino, di probabile fattura locale quattrocentesca, la cupola affrescata, le statue della Madonna del Rosario, della Madonna del Soccorso risalenti al Settecento, la statua dell’Ecce Homo e di San Pietro e altre opere meritevoli di attenzioni;
  • la chiesa del Soccorso quest'ultima di recente restauro.
  • la chiesetta della Madonna delle Grazie

[modifica] Il castello feudale

Si trova al centro del paese. Probabilmente fu edificato intorno al 1100 con scopi difensivi. Il primo principe che vi ebbe dimora fu Boimondo di Tarsia (1160). Passò poi ai Ruffo, a Maso Barrese, ai Sanseverino (sotto la titolarità del filoangioino Girolamo, che per aver partecipato alla congiura dei Baroni fu chiuso in un sacco e gettato in mare a Napoli, vi morì il principe Errico D'Aragona) e, infine, agli Spinelli. Il castello, di cui è rimasta soltanto la struttura esterna, ha una pianta quadrata come quella della torre centrale sopraelevata. In origine era circondato da un fossato profondo e vi si accedeva per mezzo di un ponte levatoio. Oggi è di proprietà privata ed è in parte abitato (al pianterreno ha ospitato anche un ristorante e un pub). Gli ultimi feudatari, la famiglia Spinelli, nella prima metà del XVII secolo ingrandirono e arricchirono il maniero. Vi annetterono, infatti, una dimora principesca (il cosiddetto Palazzo del Principe che ha conservato un loggiato, suggestivi giardini pensili e l'imponente portale d'accesso con motivi a bugne e una decorazione a ventaglio sotto l'arco a tutto sesto) e un teatro di cui si può ancora ammirare la facciata monumentale in cui si apre un artistico portale, con arco a tutto sesto, impreziosito da colonne, capitelli corinzi, nicchie, mascheroni e trabeazioni di ispirazione rinascimentale. Nel teatro, che sorge tra il castello e il succitato palazzo (insieme formano un angolo), si davano rappresentazioni per allietare gli illustri ospiti del feudatario. Tra questi pare anche Carlo III di Spagna, anche noto come Carlo di Borbone, re di Napoli (Madrid, 1716 – Madrid, 1788), durante un suo soggiorno terranovese di tre giorni nell'anno 1735.

[modifica] Società

[modifica] Evoluzione demografica

Abitanti censiti

[modifica] Etnie e minoranze straniere

Di seguito sono riportati gruppi di cittadini stranieri residenti nel comune[6]:

Pos. Cittadinanza Popolazione
1 bandiera Bulgaria 82
2 bandiera Romania 50
3 bandiera Albania 14
4 bandiera Marocco 9
5 bandiera Lituania 2
5 bandiera Svizzera 2
7 bandiera Germania 1
7 bandiera Polonia 1
7 bandiera Ucraina 1
7 bandiera Serbia 1
7 bandiera Tunisia 1
7 bandiera Madagascar 1
7 bandiera Argentina 1
7 bandiera Venezuela 1


I cittadini stranieri risultano quindi 167, ovvero il 3,2% della popolazione.

[modifica] Cultura

[modifica] Media

[modifica] Cinema

A Terranova da Sibari furono girate alcune scene del film Il brigante Musolino di Mario Camerini (1950), ispirato alla storia del brigante calabrese Giuseppe Musolino. L'opera vide, come interpreti principali, la partecipazione di Silvana Mangano e Amedeo Nazzari, ma anche di molti cittadini terranovesi come comparse. È inoltre possibile riconoscere alcuni scorci del centro storico e della chiesa di Sant'Antonio.

[modifica] Musica

Terranova può vantare una tradizione bandistica ed orchestrale quasi centennale. Risalgono infatti al primo ventennio del secolo scorso le prime formazioni musicali. Nel 1924 il prete Don Tobia Di Pace (1882-1965) presidente della “Cassa Rurale e Artigiana di Terranova da Sibari” (Oggi BCCBanca di Credito Cooperativo dei Due Mari di Calabria), conosce alla festa di Sant'Antonio da Padova il maestro Antonio Armentano (1883 – 1954) diplomatosi all'accademia musicaleS. Cecilia di Napoli”, nativo di Tarsia e venuto per l'occasione a suonare con la sua banda a Terranova. Venne così proposto al maestro Armentano di formare una banda musicale proprio a Terranova, iniziarono così le lezioni con i ragazzi del Convento dando vita così alla prima banda musicale città di Terranova da Sibari. Nel corso degli anni '40 e '50 si va a delineare il primo vero e proprio gruppo bandistico che poteva vantare oltre 100 elementi autoctoni di cui 60 attivi. Attualmente la tradizione viene portata avanti dalla Associazione musicale e culturale della Banda Musicale Armonia [7] di Terranova da Sibari.

[modifica] Cucina

Tipica terranovese è la "lagana ceci e finocchio" ovvero tagliatelle ceci e finocchio selvatico della zona, piatto questo che viene preparato in occasione della festività di San Giuseppe, ricorrente annualmente il 19 marzo.

Vecchiarelle, Turdiddri e Cannaricoli sono invece dolci natalizi di antica tradizione calabra, molto conosciuti e diffusi su tutto il territorio regionale.

Di lunga tradizione contadina terranovese è anche l'allevamento e la lavorazione delle carni del maiale la preparazione di salami ed altri insaccati. Non è tipica del posto la preparazione della famosa 'Nduja calabra, che è invece prodotta prevalentemente nella zona di Spilinga (VV) ed in altri paesini del vibonese e catanzarese.

Molto rinomati, specie perché primizie, sono gli agrumi (arance, limoni, mandarini e clementine) coltivati nel territorio terranovese in prossimità delle sponde del fiume Crati. E’ da segnalare anche una vasta produzione di olio di oliva extravergine.

Numerosi sono stati i provvedimenti negli ultimi anni in favore della diffusione di tali prodotti sul territorio nazionale.

[modifica] Personalità legate a Terranova da Sibari

[modifica] Città Gemellate

[modifica] Curiosità

  • A Terranova da Sibari ha avuto diffusione, anche se in misura minore e sino poi ad estinguersi nei primi anni '80, anche la tradizione dei cosiddetti “Vattienti” (flagellanti), molto diffusa invece nelle cittadine di Nocera Tirinese e Verbicaro. La Passione vivente rimane tutt'oggi, la più significativa manifestazione folk-sacra che Terranova da Sibari abbia creato negli ultimi 40 anni, e che si svolge durante la Settimana Santa ed in particolare il venerdì e sabato santo. Nel 1977 la Manifestazione della Passione di Gesù, viene organizzata dalla Pro Loco per cedere il passo poi a partire dal 1978 e fino al 1995, al Gruppo Folk Sacro del “Venerdì Santo” anche con contaminazioni e contributi del Gruppo Religioso facente parte della Gioventù Francescana [8].
  • In data 07/11/2011, in occasione della prima visita a Terranova da Sibari ed ai suoi parenti terranovesi, è stata conferita a Diego Milito la cittadinanza onoraria terranovese. Evento questo che ha attirato una folta presenza di tifosi e simpatizzanti accorsi dai molti paesi limitrofi e anche l'attenzione dei principali massmedia nazionali [9].

[modifica] Amministrazione

Sindaco: Eugenio Veltri (lista civica) dal 14/06/2004

[modifica] Sport

Gli sport più praticati e seguiti dalla cittadinanza sono in primis la pallamano e il calcio. In particolar modo la squadra di pallamano maschile ha militato per diversi anni in seria B riscuotendo diversi successi su tutto il territorio nazionale.

[modifica] Pallamano

Amatori Pallamano (AP) Terranova Handball, con direttore sportivo Brajkovic, è la squadra maschile fondata nel 1980 e militante in serie B, mentre Girls Terranova da Sibari è la squadra femminile.

[modifica] Calcio

Nel Terranova da Sibari ha militato anche Franco Gattuso, padre del più noto Rino, attuale centrocampista del club AC Milan. All'epoca (anni '70[senza fonte]) la squadra si posizionava in prima categoria[senza fonte].

[modifica] Note

  1. ^ Dato Istat - Popolazione residente al 31 dicembre 2010.
  2. ^ Dato Istat al 30/11/2010.
  3. ^ Escursione Altimetrica
  4. ^ Caduta Meteorite
  5. ^ Terranova da Sibari su Comuni-Italiani.it
  6. ^ Residenti stranieri al 31 dicembre 2009. ISTAT. URL consultato il 22 aprile 2011.
  7. ^ Sito Associazione Musicale Armonia
  8. ^ Sito Associazione Culturale Gruppo Folk-Sacro Venerdì Santo
  9. ^ Notizia pubblicata sul sito dell'ANSA

[modifica] Collegamenti esterni

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