Belmonte Calabro

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Belmonte Calabro
Panorama di Belmonte Calabro
Belmonte Calabro - Stemma
Stato: bandiera Italia
Regione: Calabria
Provincia: stemma Cosenza
Coordinate: 39°10′0″N 16°5′0″E / 39.16667, 16.08333Coordinate: 39°10′0″N 16°5′0″E / 39.16667, 16.08333
Altitudine: 262 m s.l.m.
Superficie: 23,89 km²
Abitanti:
2.269 2007
Densità: 94 ab./km²
Frazioni: Annunziata, Marina di Belmonte, Salice, Santa Barbara, Spineto, Vadi 
Comuni contigui: Amantea, Lago, Longobardi, Mendicino, San Pietro in Amantea
CAP: 87033
Pref. telefonico: 0982
Codice ISTAT: 07801
Codice catasto: A762 
Nome abitanti: belmontesi 
Santo patrono: Santa Maria Assunta 
Giorno festivo: 15 agosto 
Comune
Posizione del comune nell'Italia
Sito istituzionale
Portale:Portali Visita il Portale Italia
(LA)
« Bellimontum oppidum est, in tumulo situm, a loci amoenitate dictum, miliario a mari repositum, abest a Fligidio m.p. VI. Hic marmor nascitur. Sunt horti nemorosi citrorum, limonum, et maleorum aureorum»
(IT)
« Belmonte è una fortezza, così detto per l'amenità del sito, posto su un colle, ad un miglio dal mare, lontano sei miglia da Monte Cocuzzo. Qui c'è il marmo. Ci sono coltivazioni di cetrioli, limoni e pomodori. »
(Gabriele Barrio, De antiquitate et situ Calabriae, 1571.)

Belmonte Calabro (IPA: belmònte kàlabro[1][2], conosciuta semplicemente come Belmonte, Bellimontis in latino, Bellimunti in dialetto belmontese) è un comune italiano di 2227 abitanti[3], della provincia di Cosenza, in Calabria.

Il paese, situato circa quattro chilometri nell'entroterra in posizione panoramica su una collina che domina un vasto tratto di mar Tirreno, venne fondato dagli Angioini nella seconda metà del Duecento. Il feudo fu governato dai Cossa, dai Di Tarsia, dai Ravaschieri, dai Pinelli ed infine dai Pignatelli. Nel 1619 venne creato il titolo di principe di Belmonte, soppresso solo dalla costituzione repubblicana del 1948.
Oggi il comune è interessato dal fenomeno del turismo balneare estivo, che rappresenta la principale industria del territorio, accanto al tradizionale settore primario legato all'allevamento.

Indice

[modifica] Geografia fisica

[modifica] Clima

[senza fonte]

Mese Mesi Stagioni Anno
Gen Feb Mar Apr Mag Giu Lug Ago Set Ott Nov Dic Inv Pri Est Aut
T. max. mediaC) 14,9 14,0 15,5 - - - - - - - - - -0,3 5,2 0 0 3,7
T. mediaC) 12,0 10,8 12,6 - - - - - - - - - -0,4 4,2 0 0 2,9
T. min. mediaC) 9,4 8,0 9,8 - - - - - - - - -0,5 3,3 0 0 2,3
Precipitazioni (mm) 79,5 14,7 81,0 - - - - - - - - - 94,2 81 0 0 175,2
Giorni di pioggia (≥ 1 mm) 11 2 5 - - - - - - - - - 13 5 0 0 18
Umidità relativa (%) - - - - - - - - - - - - 0 0 0 0 0
Eliofania assoluta (ore al giorno) - - - - - - - - - - - - 0 0 0 0 0
Vento (direzione-m/s) ESE
8,4
ESE
8,6
ESE
6,8
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0,1 2,3 0 0 2

[modifica] Territorio

[modifica] Idrografia

Per approfondire, vedi la voce Verre (fiume).

Nel territorio belmontese scorrono diversi corsi d'acqua a carattere torrentizio alimentati dalle cime della Catena Costiera e soprattutto dal vicino Monte Cocuzzo. Questi torrenti sono aridi d'estate ed hanno una discreta portata nel periodo invernale. L'unica corso d'acqua abbastanza stabile è il fiume Verre, che delimita il confine comunale tra Belmonte ed Amantea.

Da nord a sud i torrenti che attraversano in direzione est-ovest il comune di Belmonte sono:

  • Torrente Santa Croce, corso d'acqua che delimita il confine tra Longobardi e Belmonte, di lunghezza relativamente considerevole, che si origina dalle falde di Monte Cocuzzo: la Strada Statale 18 Tirrena Inferiore sottopassa il corso d'acqua con una galleria subalvea;
  • Torrente Santa Barbara, corso d'acqua che si origina da sorgenti situate presso le località Santa Barbara e Campo di Mare ed è sottopassato dalla Strada Statale 18 Tirrena Inferiore con un'altra galleria subalvea;
  • Torrente San Martino, corso d'acqua che si origina sopra Piane, a circa 400 m s.l.m. e arriva al mare sovrappassando la Strada Statale 18 Tirrena Inferiore che passa attraverso una galleria subalvea;
  • Torrente Cozzino, corso d'acqua che si origina presso la località Petrone, 500 m s.l.m. e scorre verso il mar Tirreno scavando profondi canyon;
  • Torrente Peopaio, corso d'acqua che si origina da due vene idriche presso Cozzo Varallo e nel suo corso scava profondi canyon nella terra argillosa;
  • Fiume Verre, importante corso d'acqua nel territorio, si origina da Monte Cocuzzo a circa 1000 m s.l.m. e scava una vallata ricca di canyon di paesaggi naturalistici suggestivi, anticamente principali fonte di alimentazione di numerosi mulini e mole.

[modifica] Orografia

Per approfondire, vedi la voce Catena Costiera.

Il comune di Belmonte Calabro si estende fino alle pendici di Monte Cocuzzo (1947 m s.l.m.), la cui cima appartiene al comune di Mendicino, mentre le pendici sono divise tra i comuni di Fiumefreddo Bruzio, Longobardi, Lago e Belmonte. La massima cima presente nel territorio belmontese è Cozzo Serralto (1129 m s.l.m.), montagna situata ai piedi del Cocuzzo, sopra alla località Capo Fiume (1075 m s.l.m.) da cui si origina il fiume Verre. Un'altra cima che supera i 1000 metri è la Pietra del Corvo (1038 m s.l.m.), che segna il confine con il comune di Lago.

Il restante territorio belmontese non è affatto caratterizzato da basse altitudine, ma da una notevole asperità del terreno: la località Campo, presso cui si trova il rimboschimento della Pineta Casilini, è situata a 623 m s.l.m.; la Sellina, caratteristica altura formata da due "gobbe", è situata a 566 m s.l.m. -la gobba più alta- e 525 m s.l.m. -l'altra gobba-. La località Palombelli è situata a 514 m s.l.m., la stessa altitudine della località Cava. Le due località antistanti di Salice e Spineto, separate solo da un vallone, sono situate rispettivamente a 460 m s.l.m. e 444 m s.l.m.. Vadi, ultima località di Belmonte verso Lago, è situata a 463 m s.l.m. su un panoramico terrazzo naturale verso il mare in lontananza. La località di Buda, in vista del mare, è situata tuttavia a 411 m s.l.m.; Santa Barbara è dislocata su due terrazzamenti naturali, con la poarte "di sotto" a 288 m s.l.m. e la parte "di sopra" a circa 400 m s.l.m.. La località Annunziata è posta a 397 m s.l.m.; il centro storico è a circa 300 m s.l.m., mentre l'antistante Cozzo Varallo, separato solo dal Vallone della Porta, è a 345 m s.l.m.. Lo stadio comunale in località Oliveto, lungo il fiume Verre, è a 107 m s.l.m.; il sovrastante monumento a Michele Bianchi in località Bastia è invece a 146 m s.l.m.. Tutte le località anticamente sede di torri costiere sono situate sui 100 metri di altitudine: Acquicella è a 175 m s.l.m., ai confini con Amantea; Viglia, il cui toponimo lascerebbe supporre la presenza di un antico posto di guardia, è a 181 m s.l.m.. Infine, scendendo verso il mar Tirreno e la Marina di Belmonte -collocata a circa 5 m s.l.m.- le altitudine scendono: la località Campo di Mare è a 75 m s.l.m., mentre Cuoco e Regastili sono a circa 80 m s.l.m..

[modifica] Storia

Per approfondire, vedi la voce Storia di Belmonte.

[modifica] Età antica

Le origini del nome

Il toponimo Belmonte deriva secondo l'ipotesi più accreditata dal nome del maresciallo del Regno di Napoli Drogone di Beaumont che nel 1270 fondò il castello.[4] Altre fonti invece lo farebbero derivare dal sito su cui sorge l'abitato, appunto un "monte", "bello" per via della posizione dominante sia sul mar Tirreno che sulla vallata del fiume Verre.

L'attributo Calabro venne aggiunto prima con delibera del Consiglio comunale del 1 novembre 1862 e successivamente con Regio Decreto 4 gennaio 1863[5], per la necessità di distinguere il paese da altre località italiane omonime, quali Belmonte Castello (FR), Belmonte del Sannio (IS), Belmonte in Sabina (RI), Belmonte Mezzagno (PA), Belmonte Piceno (AP).

Il sito dell'attuale abitato di Belmonte non fu in età antica, stando ai resti pervenuti ai giorni nostri, sede di alcun abitato pre-romano o romano. Tuttavia, nel vasto territorio belmontese sono state attestate presenze antiche, anche collegate a stabilimenti di coloni Greci nella zona. Il territorio belmontese era incluso all'epoca della colonizzazione greca e poi in età romana nel territorio della città di Clampetia, identificata o nel territorio di Fiumefreddo Bruzio o, secondo l'ipotesi più diffusa, nel territorio di Amantea.

In località Cuoco è stato attestato sorgesse in età pre-romana e poi romana un piccolo villaggio, stazione di posta sulla via Traianea. Presso quest'area è venuta alla luce negli ultimi anni del XX secolo una necropoli risalente all'incirca al II secolo a.C..[6] Il reperto più interessante è rappresentato da un'anfora d'argilla alta 1.05 metri, conservata oggi presso il Museo Archeologico Nazionale della Sibaritide a Sibari, in comune di Cassano allo Ionio, contenente lo scheletro di un bambino di diciotto mesi inumato secondo il rituale funerario punico dell' enkytrismos[7], introdotto dunque attraverso legami commerciali con Cartagine. Questi legami con altre zone del mar Mediterraneo sono anche testimoniati dai ripostigli di Belmonte Calabro, vasi di terracotta rinvenuti in località Serra nel 1935 contenenti in tutto ventitré monete provenienti dalle zecche di Locri, Crotone e Cartagine risalenti grosso modo all'età della seconda guerra punica.[8]

In località Regastili, poco lontano dalla località Cuoco, sorgeva secondo alcune ipotesi un tempietto pagano o un'antica officina. Il toponimo Regastili infatti deriverebbe[9] o dal greco antico εργαστηριον ("ergasterion", "officina, fabbrica") o dalla corruzione del greco antico δεκα στιλους ("dieci colonne"), nomi che farebbero pensare comunque ad una costruzione antica presente nel sito, di cui fino ad oggi non si è trovata traccia.

La località Annunziata è anche denominata Greci, il che sarebbe giustificabile con la presenza di un antico tempio dedicato alla dea Venere, su cui sarebbe sorta con l'avvento del Cristianesimo l'attuale Chiesa dell'Annunziata, che sarebbe uno dei primi luoghi di culto cristiani della zona.

[modifica] Medioevo

Dopo la caduta dell'Impero Romano, nell'846 i Saraceni conquistarono la città bizantina di Nepetia, collocata nel sito dell'attuale Amantea e il cui territorio comprendeva anche quello di Belmonte, e ne rimasero padroni dopo aver creato un Emirato fino all'885 quando i Bizantini al comando di Niceforo Foca il vecchio riconquistarono la città.

I primi abitati attestati nel territorio belmontese in età medioevale sono i casali di Santa Barbara, corrispondente con molta probabilità all'attuale frazione omonima, e Tinga, corrispondente probabilmente alle località attuali di Annunziata e Serra. Nel casale di Santa Barbara c'erano due chiese, Santa Barbara e San Pietro, menzionate per la prima volta nel 1097, quando il duca di Puglia e Calabria Ruggero Borsa concesse queste chiese in beneficio all'abbazia benedettina della SS. Trinità di Mileto. In seguito nel giugno 1202 Riccardo vescovo di Tropea concesse le stesse chiese all'abbazia florense di Fontelaurato di Fiumefreddo.[10]

Durante il tentativo di Corradino di Svevia di conquistare il regno di Napoli, la città fortificata di Amantea, poiché si era ribellata agli Angioini, venne assediata e conquistata da questi ultimi nel 1269. Per mantenere sotto controllo la città irrequieta, Carlo I d'Angiò ordinò al maresciallo Drogone de Beaumont di costruire un castello di proprietà demaniale in territorio amanteano. Nacque così, tra il 1270 ed il 1271, Belmonte.

Dall'inizio del XIV secolo il castello di Belmonte vene infeudato ad alcuni esponenti della nobiltà napoletana. Tra il 1305 ed il 1338 fu sottoposto alla famiglia Mastroiodice o Mastrogiudice, tra il 1338 ed il 1367 ai Cossa o Salvacossa, dal 1367 al 1443 alla famiglia Sacchi. Negli stessi periodi, i casali di Santa Barbara e Tinga avevano una loro successione feudale, fino a che non scomparvero e vennero unificati anche loro nel territorio di Belmonte.

Un diploma della regina di Napoli Giovanna I di Napoli risalente al 1345 delimitò il territorio di Belmonte separandolo da quello di Amantea, sancendo de iure l'autonomia del primo paese dalla città costiera.

[modifica] I Di Tarsia (1443 - 1578)

La famiglia Di Tarsia entrò in possesso del castello e dei suoi casali nel 1443 e lo mantenne fino al 1578 tra alterne vicende.

Il 15 luglio 1562 viene posata la prima pietra del convento dei Padri Carmelitani, su un terreno donato appositamente dal barone Tiberio Di Tarsia e da sua moglie Ippolita Carafa.[11]

La signoria dei Di Tarsia si interrompe momentaneamente quando Tiberio Di Tarsia vende il feudo a Camillo Sersale per la somma di 15.000 ducati, con diritto di retrovendita dopo dieci anni.[12] Nel 1570 Tiberio morì a Napoli senza eredi legittimi, e lasciò i suoi beni al nipote Cola Francesco Di Tarsia, che aveva dei precedenti con la giustizia spagnola. Il Demanio nel frattempo recquisì Belmonte e gli altri feudi ai Di Tarsia, in forza del testamente di Galeazzo Di Tarsia che sanciva, in assenza di figli maschi di Tiberio, che i suoi beni sarebbero stati donati alla Corona.[13]

[modifica] Età moderna

[modifica] Età contemporanea

[modifica] Il secondo dopoguerra

Nell'agosto 1974 iniziarono i lavori di costruzione del nuovo -ed attuale- Municipio: per realizzare l'edificio, venne fatta saltare l'antica "praca" -l'ingresso- del Castello, simile a quella ancora oggi conservata davanti al Castello della Valle a Fiumefreddo Bruzio. Da quell'anno, ogni terzo sabato di agosto, si tiene la sagra della pasta col piecoro, noto evento di degustazione gastronomica organizzato dal Comune e dalla Pro Loco.

[modifica] Simboli

Lo stemma è così descritto dallo Statuto Comunale:

« Due torri laterali su due colline e con al centro una palma su una collina. Nella parte superiore è situata una corona. »
(Statuto Comunale di Belmonte Calabro.[14])

[modifica] Monumenti e luoghi d'interesse

[modifica] Chiese e conventi

Per approfondire, vedi la voce Chiese di Belmonte.

[modifica] Palazzi e ville

  • Palazzo Pignatelli; costruito all'inizio del XVIII secolo dal principe Antonio Pignatelli sulla principale arteria del centro storico, l'attuale via IV Novembre. Sono pregevoli gli affreschi del salone, opera del pittore settecentesco Baldassare Buontempo. Diversi terrazzi rivolti a settentrione sono stati in seguito chiusi. Il palazzo, sequestrato al tempo dei francesi, tanto che fu anche loro quartier generale dopo la presa del paese a seguito dell'assedio di Belmonte del 1806. Venne acquistato da ultimo dalla famiglia Del Giudice.[18]

Nel centro storico ci sono poi almeno otto abitazioni appartenenti o appartenute a storiche famiglie belmontesi dotate di feritoie: queste sono Casa Guercio, Casa Bassareo, Casa Osséo, Casa Cuvelli, Casa Giuliani, Casa Aloisio, Casa Barone, Casa Bossio.

[modifica] Castelli e fortificazioni

Una veduta di San Pietro in Amantea dalle campagne belmontesi.

Belmonte nasce essenzialmente da un complesso fortificato, rappresentato dal Castello di Belmonte|Castello, di fondazione angioina, e dalla successiva espansione della cerchia muraria. Il sistema fortificato del paese era composto da:

  • Mura di cinta; edificate dopo il XIII secolo in seguito all'espansione dell'abitato sul colle, oggi ne restano alcuni spezzoni. Alcuni tratti non presentavano cerchia muraria, ma solo le pareti delle case: ogni casa eleggeva, in caso d'emergenza, un capitano a guerra che aveva il compito di coordinare la difesa di quel tratto della cerchia. Nel perimetro murato c'erano almeno cinque torrioni, sia rivolti verso la valle del fiume Verre sia verso il Vallone della Porta. Uno, il torrione oggi riadibito a belvedere antistante Palazzo Ravaschieri della Torre, è chiamato 'A Turra, a causa del fatto che è la torre più in vista del paese, che caratterizza l'immagine del paese stesso visto dalla Marina di Belmonte. Un tratto della cerchia era anche, ed è ancora, chiamato 'u Muraglio, ed è collocato nel'area dell'abitato denominata 'u Diestru. Quattro erano le porte che davano accesso al paese:
  • Porta di Mare; accesso del paese dal mare, era situata sull'antico tracciato stradale che saliva lungo il colle della torre di Bastia e la località Paganelli, e che oggi è ridotto ad un sentierello.
  • Porta del Vallone; attualmente murata e ridotta a sostruzione dei giardini di Palazzo Barone-Del Giudice, durante alcuni lavori negli anni '70 vi venne rinvenuta praticamente un'intera armeria risalente all'epoca dell'assedio di Belmonte del 1806.
  • Porta di Terra; rasa al suolo con l'espansione orro-novecentesca del paese, dava accesso agli antichi sentieri per i conventi suburbani e per le frazioni montane, oltre che per il fontanile pubblico situato presso la Chiesa dell'Immacolata Concezione.

Una piccola posterla verso la vallata si apriva presso 'u Muragliu nell'area de 'u Diestru.

Le torri costiere venne istituite in Calabria, come in altri luoghi, per la necessità di difendere le coste e i loro abitanti dalle frequenti incursioni e da attacchi militari soprattutto da parte dei Saraceni. Il vicerè spagnolo del regno di Napoli don Pedro de Toledo nel 1550 inviò il marchese Fabrizio Pignatelli sulle coste calabresi con il compito di far costruire torri difensive sulla costa, a distanza uguale e visibili l'una con l'altra.[20] A quest'epoca all'incirca risalgono le due torri costiere presenti nel territorio belmontese:

  • Torre di Verri; deve il suo nome ala corruzione del toponimo del fiume Verre, che scorre proprio sotto l'altura su cui sorge la torre, ai confini con il territorio di Amantea.

Anche il Palazzo del Rivellino della Marina di Belmonte nacque come torre costiera edificata nel 1576 ed in seguito tramutata in edificio residenziale e commerciale.

[modifica] Fontane e monumenti

  • Monumento ai Caduti.
  • Calvario.

[modifica] Ambiente

Aree verdi che interessano il comune di Belmonte Calabro

[modifica] Società

[modifica] Evoluzione demografica

Evoluzione storica della popolazione residente
1276 820[21]
1372 790[21]
1450 860[21]
1532 990[21]
1561 1415[21]
1601 1640[21]
1650 1270[22]
1698 1600[22]
1753 1888[22]
1767 3255[22]
1797 3042[22]
1815 2513[23]
1825 2924[23]
1849 3689[23]
1861 3645[23]
1901 4589[23]
1931 4704[23]
1951 4343[23]
1982 3087[24]
1985 3054[24]
1991 3087[24]
1992 3125[25]
1995 3066[25]
2001 3053[25]
2002 3017[26]
2003 3008[27]
2004 2994[28]
2005 2878[29]
2006 2511[30]
2007 2269[31]
2008 2227[32]

Abitanti censiti


Belmonte ha avuto un'evoluzione demografica molto massiccia tra Settecento ed Ottocento, tanto che per un periodo relativamente lungo la vicina, ed attualmente molto più popolosa, cittadina di Amantea, contò meno abitanti di Belmonte stessa.[22] Anche nel corso dell'Ottocento e agli inizi del Novecento, nonostante alcune epidemie verificatesi, come la spagnola del 1918, che uccise quarantotto belmontesi,[23] la crescita demografica fu netta. Non incise sostanzialmente negativamente neanche l'emigrazione verso l'America e l'Europa del Nord, che pure era un fenomeno che si verificava anche a Belmonte e nelle sue campagne. Attualmente, si assiste ad un fenomeno generale di regresso della popolazione, che è diminuita secondo i dati ISTAT in maniera impressionante, riducendosi di circa mille unità solo nel quadriennio 2003-2008.

[modifica] Nazionalità

Al 31 dicembre 2007 risultavano residenti nel territorio comunale 34 cittadini stranieri[33], provenienti dalle seguenti località (tra parentesi lo stesso dato riferito al 31 dicembre 2006[34]):

Evoluzione storica della popolazione straniera residente
2003 20[35]
2004 26[36]
2005 32[37]
2006 17[38]
2007 16[34]
2008 34[33]

La popolazione straniera residente nel comune di Belmonte al 31 dicembre 2007 risultava ammontare a 34 individui, di cui 8 maschi e 26 femmine:[33] un dato in crescita in all'anno precedente, quando si avevano solo 16 stranieri di cui 2 maschi e 14 femmine.[34] Gli iscritti ai registri dell'anagrafe comunale nel corso del 2007 sono stati 23, di cui 1 iscritto da altro comune e 22 iscritti direttamente dall'estero;[33] per contro, i cancellati dall'anagrafe sono stati 5, di cui 3 per trasferimento in altri comuni e 2 per trasferimento all'estero.[33] I minorenni stranieri risultavano essere 4, e nessuno di essi nato in Italia.[33] I nuclei familiari composti almeno da uno straniero sono 27: le famiglie con un capofamiglia straniero invece sono solo 19.[33]

[modifica] Lingue e dialetti

Per approfondire, vedi la voce Dialetti calabresi.

Accanto alla lingua italiana, a Belmonte è nel suo territorio è parlato il dialetto belmontese, facente parte dei dialetti calabresi influenzati in parte dal dialetto napoletano in parte da quello siciliano.

[modifica] Religione

Belmonte Calabro è inclusa nell'Arcidiocesi di Cosenza-Bisignano, e sotto-raggruppata nella Forania Marina. Tutto il territorio comunale è incluso in un'unica parrocchia, quella della Collegiata di Santa Maria Assunta. La sua estensione è di 23.89 km2 e la sua popolazione di circa 2000 anime.

A partire dal XVII secolo e fino a 1807, erano presenti a Belmonte due istituti religiosi maschili, il Convento dei Padri Carmelitani, che assolveva anche all'istruzione dei ragazzi, e quello dei Padri Cappuccini. In precedenza, altre comunità monastiche risulta avessero monasteri in alcune chiese rurali, ma questi insediamenti monastici gradualmente scomparirono. Numerose erano anche le Confraternite e spesso ingenti i patrimoni della Chiesa cattolica, in parte ceduti con l'istituzione della Giunta di Cassa Sacra nel 1784 e con l'abolizione degli ordini religiosi nel 1806 da parte di Gioacchino Murat.

[modifica] Folclore

Veduta del Convento dei Cappuccini e del paese: si notano il campanile e la cupola della Collegiata e gli Scogli di Isca.

[modifica] Feste e sagre

  • Sagra degli ziti con la carne di pecora; si festeggia il 16 agosto a partire dal 1974, nel giorno della demolizione dello sperone roccioso che occupava il sito dell'attuale Municipio.
  • Sagra del pomodoro e della bruschetta; si festeggia nella prima settimana di agosto nella località di Santa Barbara.

[modifica] Eventi

  • Premio Letterario Galeazzo di Tarsia.

[modifica] Enti e associazioni

  • Confraternita del Santissimo Sacramento.
  • Associazione Teatrale "I Cacaturnisi".

[modifica] Cultura

La località Marina di Belmonte.

[modifica] Istruzione

[modifica] Scuole

Garantire l'istruzione pubblica obbligatoria e renderla accessibile a tutti è stata una grande battaglia combattuta in tutte le zone rurali del Sud Italia, ed anche nelle numerose località montane di Belmonte. Negli anni Cinquanta del XX secolo, in molte località era presente una scuola elementare gestita da una maestra. Con il progressivo spopolamento delle campagne, queste scuole rurali sono state chiuse e l'istruzione primaria è oggi concentrata in due plessi efficienti, uno localizzato nella Marina di Belmonte, e uno presso il centro storico. La direzione didattica di Belmonte è la stessa che gestisce anche le scuole primarie di Longobardi e Fiumefreddo Bruzio.

Non esistono scuole secondarie di secondo grado nel territorio comunale: gli istituti superiori più vicini sono ad Amantea (liceo scientifico, istituto tecnico e istituto professionale) e a Paola (liceo classico e istituto alberghiero). Fino agli anni Sessanta, i ragazzi che volessero accedere all'istruzione secondaria non obbligatoria dovevano recarsi a Cosenza.

[modifica] Biblioteche

Nel 2002, dopo il completamento dei restauri ai locali del Castello, è stata inaugurata in alcune sale del complesso la Biblioteca Comunale "Galeazzo di Tarsia", piccola biblioteca dotata di pubblicazioni enciclopediche e di carattere locale.

[modifica] Musei

Con il completamento dei restauri ai locali ricavati nell'area del Castello nel 2002, in quattro sale al piano terra è stato inaugurato Il Museo della Civiltà Contadina, che raccoglie interessanti reperti di un passato agreste alla fine non così remoto, vestiti tipici, strumenti da lavoro e tavole riepilogative sul territorio belmontese. All'interno di una sala del Museo, è possibile vedere attraverso un apposito pavimento in vetro trasparente una delle antiche cisterne annesse al Castello.

[modifica] Cucina

  • Fichi secchi del Tirreno Cosentino: la prima ditta a produrli è sorta nel 1910 a Belmonte, e da allora sono una specialità culinaria della gastronomia regionale.

[modifica] Personalità legate a Belmonte

  • Galeazzo di Tarsia (Napoli 1520 - Belmonte Calabro 1553). Poeta rinascimentale nonché signore di Belmonte, conobbe Vittoria Colonna. Fu letterato raffinato ma feudatario prepotente, tanto che venne esiliato a Lipari e poi forzato in domicilio coatto a Napoli.
  • Padre Giacinto da Belmonte (Belmonte Calabro 1839 - Acri 1899). Religioso cappuccino, trovò la vocazione e partì dalle montagne della frazione di Santa Barbara per imboccare una strada che lo portò fino a Roma, al servizio di papa Gregorio XVI, e poi ad Acri, quale fondatore del santuario del Beato Angelo.
  • Michele Bianchi (Belmonte Calabro 1889 - Roma 1930). Quadrumviro della marcia su Roma, ministro del Regno col dicastero dei Lavori Pubblici, molte delle strade e delle opere pubbliche della Calabria sono dovute a lui, che fu anche l'unico dei quadrumviri ad avere una tomba monumentale.

[modifica] Geografia antropica

[modifica] Urbanistica

Il Castello venne fondato tra il 1270 ed il 1271 sulla sommità dell'altura dell'attuale centro storico, in posizione dominante sulla pianura costiera ma anche sulla vallata interna del fiume Verre e sulla via interna per Lago. L'abitato iniziò a sorgere in seguito, sicuramente dopo il censimento angioino del 1276, come appendice del Castello.

Il centro del nascente borgo era, si suppone, l'attuale zona denominata 'u Burgiu, gravitante attorno all'antica chiesa del Purgatorio, primo luogo di culto del paese, e all'antica via d'accesso che passava sotto la torre di Bastia. Questo primo abitato era situato un po' più a valle della fortificazione, raggiungibile attraverso l'attuale via IV Novembre.

Fu proprio quella la linea di sviluppo successiva dell'abitato, che alla fine del XVIII secolo coprì l'intera superficie edificabile dell'altura. Gli edifici più importanti, dalla Collegiata di Santa Maria Assunta al Palazzo Baronale, passando per Palazzo Pignatelli, Palazzo Barone-Del Giudice e Palazzo Ravaschieri della Torre, vennero edificati lungo la direttrice di via IV Novembre, anche se molte residenze importanti anche dal punto di vista architettonico sono dislocate nei punto più interni della rete urbanistica, che seguì uno sviluppo che ricorda da vicino le città vecchie del mondo islamico.

Nel 1562 venne fondato il Convento del Carmine, fuori dalle mura paesane circa mezzo chilometro, e nel 1611 iniziò la fondazione del Convento dei Cappuccini, distante circa un chilometro dal paese, seguito nel 1622 dalla più vicina Chiesa dell'Immacolata Concezione, prossima ad un frequentato fontanile. Questi edifici religiosi vennero costruiti lungo la strada che conduceva alla frazione Annunziata e alle altre località sparse del territorio, oltre che a Lago.

Nel corso del XIX secolo l'espansione urbana coprì l'area gravitante attorno all'attuale piazza John Fitzgerald Kennedy, tra le mura del Castello, bombardato durante l'assedio di Belmonte del 1806 dai francesi e definitivamente distrutto dal terremoto del 1908, e la Chiesa dell'Immacolata Concezione. Durante il XX secolo, a partire dagli anni '60, si sono iniziate a moltiplicare le costruzioni tra la località Serra e il Convento dei Cappuccini. Inoltre, l'espansione urbana ha riguardato molto di più la località Marina di Belmonte, favorita dalla Strada Statale 18 Tirrena Inferiore e dalla Ferrovia Tirrenica Meridionale.

[modifica] Suddivisioni storiche

Il centro storico di Belmonte, che è oggi uno dei più vasti centro storici della zona, pur se in gran parte abbandonato, è storicamente suddiviso in tre zone:

  • 'U Mancu; corrispondente alla parte sinistra (mancu in dialetto belmontese significa "sinistro" dell'abitato, con affaccio verso il Vallone della Porta: vi sorgono varie case appartenute a importanti famiglie belmontesi e Palazzo Pignatelli: il "confine" con 'u Diestru è grossomodo sancito dall'attuale via IV Novembre.
  • 'U Diestru; corrispondente alla parte destra (diestru in dialetto belmontese significa "destro") dell'abitato, si affaccia sulla vallata del fiume Verre: probabilmente la parte anticamente più popolosa del borgo, vi sorgono alcune residenze appartenute a famiglie importanti.

[modifica] Frazioni

Il comune di Belmonte ha numerose località abitate dislocate nei 2300 ettari di territorio, in buona parte montagnoso. Tutte queste località sono oggi sostanzialmente isolate e in buona parte disabitate, e collocate in zone montuose, eccezion fatta per la vitale Marina di Belmonte. Almeno una delle località di Belmonte, Santa Barbara, esiste da prima della fondazione di Belmonte stessa.

Acquicella; situata al confine con il comune di Amantea lungo l'antico tracciato della Strada Statale 18 Tirrena Inferiore, solo una parte di questa località ricade in territorio belmontese, ed esattamente la parte posta sulla sinistra del fiume Verre.

Annunziata; situata a nord del centro storico, è una località piuttosto antica ed importante di Belmonte, situata nell'area probabilmente dell'antico casale di Tinga. Abitata già dal tempo della colonizzazione greca, la Chiesa dell'Annunziata è forse uno dei luoghi di culto cristiani più antichi della zona. Posta ad un'altitudine 384 m s.l.m., conta oggi circa 141 abitanti.[39]

Bastia.

Buda; situata a 377 m s.l.m. sulla sommità di un'altura panoramica sul mar Tirreno, presso l'antico tracciato della Strada Statale 18 Tirrena Inferiore per Longobardi, conta oggi circa 67 abitanti.[40]

Marina di Belmonte; situata sulla costa del mar Tirreno, lungo le direttrici della Strada Statale 18 Tirrena Inferiore e della Ferrovia Tirrenica Meridionale, è il centro più vitale del comune anche se il più recente. Vi sorgono il seicentesco Palazzo del Rivellino, la sede Riserva Marina Naturale WWF Scogli di Isca e la chiesa di San Pasquale di Baylon. Posta ad un'altitudine di 10 m s.l.m., conta oggi circa 690 abitanti.[41]

Palombelli.

Petrone.

Regastili.

Salice.

Santa Barbara; situata nell'entroterra, è uno dei due casali precedenti la fondazione del castello di Belmonte stesso. Anticamente suddivisa in due zone, San Pietro e Santa Barbara, oggi è un centro abitato di 235 abitanti circa[42] posto a 300 m s.l.m.

Spineto.

Vadi; situato su un colle a oriente del centro storico di Belmonte, fronteggia quest'ultimo. Collocato in prossimità del valico della strada per Lago, oggi conta circa 395 abitanti[43] ed è a 425 m s.l.m.

[modifica] Infrastrutture e trasporti

[modifica] Strade

Strade statali

L'unica strada statale che attraversa il territorio belmontese è la Strada Statale 18 Tirrena Inferiore. La strada moderna è un'opera recente che attraversa la pianura prossima al mare, attraversando la località Marina di Belmonte correndo parallelamente alla Ferrovia Tirrenica Meridionale. L'antico tracciato invece, ricalcando la Via Consolare Salerno-Reggio Calabria aperta dai Borboni e la romana via Traiana, costeggia i fianchi delle montagne a mezza costa, ed è oggi una strada provinciale.

Strade provinciali

[modifica] Ferrovie

La spiaggia sabbiosa di Belmonte.
Per approfondire, vedi la voce Stazione di Belmonte Calabro.

L'unica linea ferroviaria che attraversa il territorio belmontese è la Ferrovia Tirrenica Meridionale. Questa è una delle linee ferroviarie più importanti in Europa, poiché su di essa scorre la quasi totalità del traffico ferroviario tra il Sud ed il Nord Italia. È stata edificata tra il 1885 ed il 1895 dalla Società per le Strade Ferrate del Mediterraneo. Sulla ferrovia, in territorio di Belmonte c'è la stazione di Belmonte Calabro.

[modifica] Porti

Sulla spiaggia di Belmonte da vari secoli attraccano comodamente imbarcazioni di piccola dimensione e feluche, riposte fino alla fine del XVIII secolo nel Palazzo del Rivellino in località Marina di Belmonte. Attualmente, è stato ricavato un piccolo porticciolo per piccole barche da pesca in un'insenatura alla fine del Lungomare Sud. I porti turistici più grandi di riferimento restano tuttavia quello di Amantea, in località Campora San Giovanni, e Cetraro.

[modifica] Amministrazione

Sindaco: Luigi Provenzano (Lista Civica Primavera) dal 30/05/2006 (1º mandato)
Centralino del comune: 0982 400207
Posta elettronica: belmonte_calabro@tiscali.it

[modifica] Amministrazioni precedenti

Per approfondire, vedi le voci Signorie a Belmonte e Principe di Belmonte.
Periodo Primo Cittadino Partito Carica Note
1994 1998 Michele Scialis Lista Civica (centrosinistra) Sindaco
1998 2006 Francesco Bruno Lista Civica (centrodestra) Sindaco
2006 in carica Luigi Provenzano Lista Civica (centrosinistra) Sindaco

[modifica] Sport

[modifica] Calcio

L'unica società calcistica del territorio belmontese, attualmente militante in Seconda Categoria, è l'Inter Boys Belmonte Calabro, squadra affiliata all'A.S. Interlogos Campus Calabria di Spezzano Albanese,[44] una delle scuole estive di Inter Campus facenti capo al Football Club Internazionale Milano.

[modifica] Impianti sportivi

[modifica] Note

  1. ^ Dizionario di ortografia e pronunzia - Belmonte URL consultato il 25-01-2009.
  2. ^ Dizionario di ortografia e pronunzia - Calabro URL consultato il 25 -01-2009.
  3. ^ Dati ISTAT (01-01-2008) URL consultato il 25-01-2009.
  4. ^ Gabriele Turchi, Storia di Belmonte, p. 20.
  5. ^ Gabriele Turchi, Storia di Belmonte, p. 164.
  6. ^ Gabriele Turchi, Storia di Belmonte, pp. 16-17.
  7. ^ In greco antico εγχυτρισμος, dal verbo εγχυτριζω ("raccogliere in un'urna le ossa bruciate dei morti"). Gabriele Turchi, Storia di Belmonte, p. 17.
  8. ^ Le monete sono attualmente custodite nel Gabinetto Numismatico del Museo Nazionale Romano di Roma. Gabriele Turchi, Storia di Belmonte, pp. 17-18.
  9. ^ Gabriele Turchi, Storia di Belmonte, p. 17.
  10. ^ Gabriele Turchi, Storia di Belmonte, p. 19.
  11. ^ Gabriele Turchi, Storia di Belmonte, p. 52.
  12. ^ Gabriele Turchi, Storia di Belmonte, p. 52.
  13. ^ Gabriele Turchi, Storia di Belmonte, p. 52.
  14. ^ Araldicacivica.it - Belmonte Calabro
  15. ^ Gabriele Turchi, Storia di Belmonte, p. 117.
  16. ^ Gabriele Turchi, Storia di Belmonte, p. 118-119.
  17. ^ Gabriele Turchi, Storia di Belmonte, p. 118.
  18. ^ Gabriele Turchi, Storia di Belmonte, p. 117-118.
  19. ^ Gabriele Turchi, Storia di Belmonte, pp. 115-117.
  20. ^ Gabriele Turchi, Storia di Belmonte, pp. 119-120.
  21. ^ a b c d e f Gabriele Turchi, op. cit., p. 57.
  22. ^ a b c d e f Gabriele Turchi, op. cit., p. 137.
  23. ^ a b c d e f g h Gabriele Turchi, op. cit., p. 169.
  24. ^ a b c Dati ISTAT - Istituto Superiore di Sanità (1981-1991) URL consultato il 29-03-2009
  25. ^ a b c Dati ISTAT (1991-2001) URL consultato il 29-03-2009
  26. ^ Dati ISTAT (31-12-2002) URL consultato il 25-01-2009
  27. ^ Dati ISTAT (31-12-2003) URL consultato il 25-01-2009
  28. ^ Dati ISTAT (31-12-2004) URL consultato il 25-01-2009
  29. ^ Dati ISTAT (31-12-2005) URL consultato il 25-01-2009
  30. ^ Dati ISTAT (31-12-2006) URL consultato il 25-01-2009
  31. ^ Dati ISTAT (31-12-2007) URL consultato il 25-01-2009
  32. ^ Dati ISTAT (01-01-2008) URL consultato il 25-01-2009
  33. ^ a b c d e f g h i j k Dati ISTAT sulla popolazione straniera residente per sesso e cittadinanza (31-12-2007) URL consultato il 29-03-2009
  34. ^ a b c d e f g Dati ISTAT sulla popolazione straniera residente per sesso e cittadinanza (31-12-2006) URL consultato il 29-03-2009
  35. ^ Dati ISTAT sulla popolazione straniera residente per sesso e cittadinanza (31-12-2002) URL consultato il 29-03-2009]
  36. ^ Dati ISTAT sulla popolazione straniera residente per sesso e cittadinanza (31-12-2003) URL consultato il 29-03-2009]
  37. ^ Dati ISTAT sulla popolazione straniera residente per sesso e cittadinanza (31-12-2004) URL consultato il 29-03-2009]
  38. ^ Dati ISTAT sulla popolazione straniera residente per sesso e cittadinanza (31-12-2005) URL consultato il 29-03-2009]
  39. ^ Dati ISTAT 2001 [1]
  40. ^ Dati ISTAT 2001 [2]
  41. ^ Dati ISTAT 2001 [3]
  42. ^ Dati ISTAT 2001 [4]
  43. ^ Dati ISTAT 2001 [5]
  44. ^ Inter Campus - Scuole estive URL consultato il 16-05-2009

[modifica] Bibliografia

[modifica] Altri progetti

[modifica] Collegamenti esterni

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