Campora San Giovanni
| Campora San Giovanni frazione |
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Veduta del paese visto dalla località Augurato con la vegetazione locale |
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| Dati amministrativi | |||||
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| Coordinate | 39°4′5″N 16°5′38″E / 39.06806°N 16.09389°ECoordinate: 39°4′5″N 16°5′38″E / 39.06806°N 16.09389°E | ||||
| Altitudine | 55 m s.l.m. | ||||
| Superficie | 6,2 km² | ||||
| Abitanti | 7 340 (2009) | ||||
| Densità | 1 183,87 ab./km² | ||||
| Altre informazioni | |||||
| Cod. postale | 87032 | ||||
| Prefisso | 0982 | ||||
| Fuso orario | UTC+1 | ||||
| Nome abitanti | camporesi | ||||
| Patrono | San Francesco di Paola (patrono principale); vi sono poi san Giovanni Battista (24 giugno) e santa Filomena (25 settembre) | ||||
| Localizzazione | |||||
Campora San Giovanni (Campura San Giuvanni o Campura Santu Janni, nella grafia antica in dialetto camporese) è una frazione del comune di Amantea, in provincia di Cosenza, al confine con la provincia di Catanzaro.
Indice |
[modifica] Geografia fisica ed antropica
Campora si affaccia sul litorale tirrenico e si è sviluppata a partire dagli anni cinquanta su di un piccolo pianoro che domina un'area pianeggiante adiacente la spiaggia. Il paese è contornato da una collina adibita a viticoltura ed olivicoltura di buona qualità.
Questa collina, altresì, digrada dolcemente verso il paese, offrendo un colpo d'occhio suggestivo: alla sinistra il golfo di Lamezia Terme mentre, dritto sulla linea dell'orizzonte, nelle giornate terse si scorge nel mare il vulcano Stromboli col suo pennacchio di fumo.
Dal porto di Campora si possono raggiungere in breve tempo le Isole Eolie.
[modifica] Clima
| Mese | Mesi | Stagioni | Anno | ||||||||||||||
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| Gen | Feb | Mar | Apr | Mag | Giu | Lug | Ago | Set | Ott | Nov | Dic | Inv | Pri | Est | Aut | ||
| T. max. media (°C) | 13,4 | 13,8 | 15,6 | 18,1 | 22,0 | 25,8 | 28,4 | 29,0 | 26,4 | 22,2 | 18,3 | 15,2 | 14,1 | 18,6 | 27,7 | 22,3 | 20,7 |
| T. min. media (°C) | 7,6 | 7,3 | 8,5 | 10,6 | 13,7 | 17,8 | 20,5 | 20,8 | 18,4 | 14,8 | 11,8 | 9,1 | 8 | 10,9 | 19,7 | 15 | 13,4 |
| Precipitazioni (mm) | 116 | 73 | 100 | 63 | 54 | 21 | 13 | 20 | 61 | 75 | 137 | 171 | 360 | 217 | 54 | 273 | 904 |
| Giorni di pioggia (≥ 1 mm) | 11 | 8 | 11 | 7 | 4 | 2 | 1 | 2 | 4 | 7 | 9 | 12 | 31 | 22 | 5 | 20 | 78 |
- Classificazione climatica: C (10 ore di accensione giornaliera dal 15 novembre al 31 marzo).[1]
[modifica] Territorio
Secondo la "Carta Geologica d'Italia" redatta dal Servizio Geologico d'Italia[2] il territorio camporese è formato nell'entroterra da arenaria (tipologia di suolo m2a) ed argilla (tipologia di suolo m2), mentre la zona costiera su cui sorge il centro abitato è formata da terreno alluvionale (tipologia di suolo a).[2] Nella parte più vicina al fiume Oliva si trova un terrazzo marino (tipologia di suolo q)[2] formato da un accumulo di sedimenti marini[3] situato ad uno o due chilometri dall'attuale linea di costa, che indica grossomodo l'antica linea costiera.
- Classificazione sismica: zona 1 (sismicità alta).[1][4]
[modifica] Idrografia
I confini del territorio camporese sono segnati da due corsi d'acqua importanti: il fiume Oliva a nord ed il fiume Torbido a sud. L'Oliva prende questo nome in territorio di Aiello Calabro, ma la sua vena principale il fiume Grande, nasce ancora più all'interno, presso Grimaldi. Il Torbido invece si trova circa due chilometri a nord del Savuto, e nasce dall'unione di diversi piccoli corsi d'acqua nel territorio di Cleto. Il territorio è inoltre attraversato da altri due corsi d'acqua a carattere torrentizio, il fosso delle Sciodde e la vena di Garretta, che sfociano a mare rispettivamente a nord e a sud del centro abitato.[5]
[modifica] Orografia
L'altitudine del centro abitato di Campora è inclusa tra i 13 m s.l.m. di piazza San Francesco di Paola ed i 33 del chilometro 1 di corso Italia; torre San Giovanni si trova a 13 m s.l.m., mentre la ferrovia Tirrenica Meridionale corre attorno ai 3 m s.l.m.[5] Per quanto riguarda le principali contrade del territorio, la più alta è Mirabelli a 215 m s.l.m.: seguono Villanova a 184, Marano a 165, Carratelli a 108, Augurato a 94, Cozza a 42, Principessa a 27.[5] Il punto più alto del territorio camporese è posto a circa 301 m s.l.m. intorno al chilometro 6 della strada provinciale 108, presso la località Salice, ai confini con Serra d'Aiello e Cleto.[5]
[modifica] Suddivisioni storiche
Il territorio di Campora San Giovanni è suddiviso nelle seguenti contrade:
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[modifica] Storia
| Per approfondire, vedi la voce Storia di Amantea. |
| Le origini del nome |
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Il toponimo "Campora San Giovanni" deriverebbe dal latino "Campus" (campo, accampamento) con i suffissi -ris, -ras. San Giovanni deriva da San Giovanni Battista, protettore della vicina Nocera Terinese, per via di un'antica cappella di Santu Janni (San Giovanni in dialetto antico). Anche le contrade hanno nomi che traggono origine sia da vecchi proprietari che da particolari caratteristiche del territorio:
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[modifica] Storia antica
Nell'antichità, la zona era sede di due cittadine della Magna Grecia:
- Temesa ((GRC) Τεμεσα), alleata di Sibari. Corrisponde più o meno alle attuali contrade di Carratelli e Imbelli; proprio a Imbelli, al confine con Serra d'Aiello, sono stati ritrovati reperti di costruzioni greco-antiche;
- un poco più distante, la cittadina di Klethe ((GRC) Κλεθε), che si trova nelle vicinanze dell'attuale Principessa, al confine con Savuto di Cleto, era abitata dalla principessa (da cui il nome della contrada) Amazonia, alleata dei Crotoniani, nemici dunque dei Sibaritidi.
Vittime anche di incursioni piratesche, le due cittadine rivali vennero distrutte e le popolazioni fuggirono sui monti costruendo rocche. Non è da sottovalutare il fatto che il territorio è da sempre stato soggetto a conquiste e numerose volte utilizzato quale luogo d'accampamento da diverse popolazioni. Nel corso dei secoli il territorio ha visto passare tra gli altri Fenici, Greci, Romani, vari popoli barbarici, Arabi e Normanni.
[modifica] Medioevo
Del Medioevo nel territorio camporese rimangono poche tracce. La zona fu sede anche dello sbarco dell'emiro Mohammad Abdul al-Zimzim, che da lì procedette all'invasione di Amantea (allora Clampetia). L'epoca araba durò ben poco, fino all'arrivo dei Bizantini, sostituiti dai Normanni qualche secolo più tardi. Coi Normanni iniziarono le prime fortificazioni di posti di controllo, ovvero torrette di guardia: una è posta nelle frazione confinante di Coreca; l'altra viene chiamata localmente "U Turriune", si trova presso la località Fravitte e non è lontana dal centro del paese con vista sul mare. Con l'arrivo degli Angioini e successivamente degli Aragonesi, quindi sotto il Regno di Napoli, il territorio perde importanza, passa in parte alla vicina Amantea e alle zone collinari limitrofe. Ha lasciato l'impronta anche un angolo di cultura ebraica del tutto scomparsa dal 1492, anno della scoperta delle Americhe e anno in cui a seguito della Reconquista, il re di Spagna Ferdinando il Cattolico, ordinava l'espulsione o conversione degli Ebrei da tutti i territori della Corona Unita di Castiglia e Aragona.
[modifica] Storia moderna
Dopo un periodo di buio storico, intorno al 1600-1700 inizia una rivalutazione del territorio grazie a dei nobili possidenti terrieri, in gran parte di Amantea ma con origini delle varie zone della Corona di Napoli. Di fatti, parte delle contrade attuali posseggono i nomi dei vecchi proprietari terrieri. Nel 1730 il marchese Francesco Maria Cozza, nobile di origini siciliane, parente del pittore omonimo, fece costruire su un terreno, che oggi è la frazione che prende il suo nome, un setificio con annessa coltivazione dei bachi da seta, più una cappelletta dedicata a San Giovanni Battista (in dialetto antico Santu Janni). Il setificio fu anche sede della massoneria e, se pur per breve tempo, nella vicina Augurato vi furono tracce del passaggio di architettura settecentesca, per via dello scultore locale Vincenzo Torchia, di Nocera Terinese. Nel 1756 inspiegabilmente il setificio pose fine alla sua attività e la zona piombò nel buio per 130 anni.
[modifica] Storia recente
Il nucleo dell'attuale Campora era suddiviso fino al 1876 tra i comuni di Amantea, Aiello Calabro e Nocera Terinese. Nel 1877 iniziarono le prime ondate migratorie dai paesi limitrofi (Cleto, Nocera Terinese, Aiello Calabro, Belmonte Calabro, Lago, Longobardi, San Mango d'Aquino), ma arrivarono anche genti provenienti dalla Baviera e dall'Impero Austroungarico, alcuni come commercianti o nobili caduti in disgrazia. Si trattava comunque di pochi casi. Fra di essi c'era il barone Johann-Paschalis von Tief (che nel 1858 italianizzò il suo nome in Pasquale Chieffa Sr.), un nobile di origini tirolesi che tentò di riacquistare la fortuna persa dai suoi avi. Lavorando nella viticoltura nella zona del Savuto, riuscì a far fortuna e a formare il primo nucleo di Campora San Giovanni, grazie anche all'aiuto dei due maggiori possidenti terrieri dell'epoca: i marchesi Cavallo e Mauri.
Nei venti anni a seguire, iniziarono le nuove ondate migratorie dai monti alla marina. Nel 1898 Amantea acquistò dai suoi vicini il territorio di Campora San Giovanni; la popolazione partecipò attivamente alla Prima guerra mondiale. Negli anni del Fascismo, il territorio ebbe nuove bonifiche.
Allo scoppio della seconda guerra mondiale, molti camporesi partirono di nuovo per servire la patria. Nel 1943 il paese venne bombardato dagli alleati, ne restano ancora tracce nella zona di Augurato, e 50 camporesi furono uccisi dai nazisti durante la loro ritirata, per dimostrare quale fosse la fine destinata ai traditori. Campora ha avuto un solo partigiano: Angelo Vadacchino, che lottò nei pressi di Firenze e fu confinato a Prato, riuscendo a farsi liberare facendosi passare per mentecatto. Come in tutti i luoghi d'Italia fra gli anni cinquanta e gli anni ottanta del Novecento molti camporesi emigrarono in cerca di fortuna, dal Nord Italia al Venezuela e alla Nuova Zelanda: si stima che partirono almeno 5.000 persone in meno di 30 anni.
Negli anni ottanta del Novecento iniziò il boom economico di Campora San Giovanni, che continuò per quasi un quindicennio, sia con lo sviluppo di strutture alberghiero-marittime, sia con il boom della cipolla rossa delle varie cooperative agricole. Dal crollo del Muro di Berlino si è assistito all'arrivo di nuove ondate migratorie dall'Europa Orientale, da dove proviene la manovalanza per l'agricoltura (donne) e per il settore edilizio (uomini); recente è l'arrivo di piccole comunità cinesi, arabo-maghrebine e indiane.
[modifica] Monumenti e luoghi di interesse
Una torre di notevoli dimensioni risalente al XIV secolo è l'unica costruzione di valore storico. La parte superiore della torre è adornata da mensole di coronamento. Tale torre viene denominata nel dialetto locale U Turriune.
La Chiesa di Santa Filomena ad Augurato con la relativa Funtana du Peshcaru. La chiesa di Sant'Anna a Mirabelli dove vengono custoditi dei Messali del 1600.
Di recente realizzazione sono invece il porto (2002) e la piazza "San Francesco da Paola" (2003), dedicata all'omonimo santo patrono che viene festeggiato dal 1º al 3 settembre. Nell'ambito di questa festa, che richiama fedeli dai paesi circostanti, si svolge una processione dove viene portata in spalla la statua del santo lungo le vie del paese (talvolta anche con un carro ornato di fiori e ex voto).
La chiesa principale è dedicata a San Pietro Apostolo (1956). La Curia ha deciso di costruire una nuova chiesa a causa dell'aumento della popolazione. Il 12 giugno 2010 alla presenza dell'arcivescovo di Cosenza-Bisignano, mons. Salvatore Nunnari, e di altre autorità locali viene finalmente inaugurata la nuova chiesa di San Pietro Apostolo.
[modifica] Cucina locale
Come tutta la cucina calabrese, deriva dall'origine contadina e marinara. Essa va dai piatti semplici e poveri a dolci di vera e propria bravura pasticciera, con un massiccio uso di insaccati e di carne suina.
[modifica] Cucina contadina
La cucina contadina consta di svariati piatti e qui vengono citati alcuni tra i più usati:
- Coria (o Frittule) 'ccu fasuli e cipulle: cotica di maiale con fagioli e cipolle rosse.
- Frittata i Carunevale: è d'uso che nel martedì grasso ogni famiglia camporese faccia una frittata di spaghetti con ricotta fresca e salsiccia, questo perché dal giorno successivo (Mercoledì delle Ceneri) inizia il periodo di Quaresima, che sconsiglia l'uso della carne.
- Patate 'ccu pipe e mulinciane: patate fritte con peperoni e melanzane, talvolta con l'aggiunta di cotiche o carne di maiale a stocchi.
- Minestra e fasuli: erbe dell'orto o armatiche lessate e fatte soffriggere con fagioli, talvolta anche condite con peperoncino.
- Mulinciane e pummaduari: sono le melanzane sott'olio con l'aggiunta dei pomodori freschi (piatto tipicamente estivo, molto rinfrescante).
- Spezzatinu: è lo spezzatino di maiale con patate a stocchi e condite con sugo di pomodoro, tipico della festa patronale.
- Pitticelle, sono delle paste fritte di farina a forma piatta, talvolta condite con l'aggiunta di fiori di zucca o fettine di zucchine, oppure olive sott'olio.
[modifica] Cucina marinara
- Pasta 'mbiancu e baccalà: è la pasta con il baccalà deliscato, fatta bollire e condita con l'aggiunta di olio d'oliva. Questo piatto è tipico dei tempi liturgici in cui la religione prescrive l'astinenza dalle carni (Avvento, vigilia di Natale, Mercoledì delle Ceneri, Venerdì Santo, vigilia di Pentecoste, vigilia dell'Assunzione)
- Baccalà e patate vullute: è il baccalà bollito nel sugo di pomodoro con patate tagliate a tocchi grossi.
- Alici fritte: sono le alici piccole fatte friggere nell'olio e insaporite con limone (o arancia).
- Alici sutt'uaglio: sono le alici messe sott'olio, si mangiano con una fettina di pane condita con origano e pomodorini a tocchi.
- Alici 'mpipate: sono le alici messe nella salsa di peperoni e peperoncini, anche queste si mangiano con il pane.
[modifica] Dolci
Anche i dolci sono presenti nella cucina tipica camporese.
- Cuzzupa: è un dolce tipico pasquale che può essere semplice o condito, oppure con un uovo di gallina al centro.
- Bucchinotti o Buccunotti: tipici della tradizione calabrese, essi possono essere sia con marmellata d'uva o con cacao e uvetta.
- Pani i castagna: è un dolce simile al castagnaccio, ma di dimensione più piccole e più spesso, è condito con pinoli, uvetta, noci e nocciole.
- Turdilli: fritti, tipici del periodo natalizio hanno la forma di una spirale (o di una treccia) e sono immersi nel miele.
[modifica] Vino
Degni di nota sono i vini locali generalmente rossi (i bianchi sono un'eccezione), sono alla base del pasto camporese, i più pregiati sono il Savuto e il Gallo.
[modifica] Dialetto
| Per approfondire, vedi la voce Dialetti calabresi. |
Il dialetto locale non è altro che l'incontro tra i vari dialetti calabresi; ha perso l'originalità nel corso degli anni, da quando si sono aggiunti altri vocaboli che gli ex emigranti e gli immigrati hanno portato come contributo linguistico.
[modifica] Folklore
Come in tutti gli angoli di Calabria, il folklore è presente nella tradizione del territorio, dalle tarantelle nella festa patronale alle feste minori e ai Cuntaturi, che sarebbero come bardi che narrano di storie di vita rurale. È tutt'oggi tradizione che i Cuntaturi vengano scelti da bambini dagli anziani locali tra i fanciulli più vispi e vivaci: infatti essi devono rappresentare la memoria collettiva per il futuro.
Vi sono nel posto anche delle leggende su persone realmente esistite; queste narrano qualche volta storie di furbizia nascosta in un'indole sempliciotta, o qualche altra di pazzi del paese che erano lo zimbello locale, ma che alla fine dei conti risultavano essere persone su cui fare affidamento quando non c'erano alternative.
[modifica] Economia
Le risorse principali sono l'agricoltura e il turismo. Sin dagli anni cinquanta del XX secolo si sviluppa la coltura della cipolla rossa di Tropea, ormai apprezzata su tutto il territorio nazionale, ma con un buon mercato anche all'estero. Negli ultimi vent'anni l'esportazione di questo prodotto, insieme ad altre attività commerciali, ha fornito un significativo impulso all'economia locale. Tali attività sono facilitate dalla felice posizione geografica del paese che è ben servito da infrastrutture di trasporto: la ferrovia, la SS 18, l'Autostrada Salerno-Reggio Calabria (a 8 km) ed il vicino aeroporto di Lamezia Terme (a 25 km).
[modifica] Personalità legate a Campora San Giovanni
- Fabrizio Filippo, attore e sceneggiatore canadese naturalizzato statunitense.
- Fabian Mazzei, attore e sceneggiatore argentino natualizzato spagnolo, conosciuto come Horatio nella serie televisiva "Un Paso Adelante", i genitori erano della contrada Marinella.
- Matteo Mazzuca, scrittore, autore della saga L'Ultimo Pirata per Mondadori, entrambi i genitori sono originari di Campora san Giovanni.
- Jérôme Ruggiero, stilista italiano nato in Belgio, il padre Bonaventura era della contrada Cozza.
- Angelo Vadacchino, partigiano, contadino e attivista politico, chiamato dai camporesi "Mastr'Angelo" (1890-1976).
[modifica] Note
- ^ a b Comuni-Italiani.it - Amantea. URL consultato il 22-07-2009.
- ^ a b c Servizio Geologico d'Italia - Carta Geologica d'Italia, foglio n° 236 (Cosenza). URL consultato il 22-07-2009.
- ^ Giovanni Palmentola. Terrazzi marini, in Istituto Geografico Militare, Atlante dei tipi geografici, n° 33 pp. 205-207. URL consultato il 22-07-2009.
- ^ Classificazione sismicità comuni in ordine alfabetico (2006). Protezione Civile. URL consultato il 22-06-2009.
- ^ a b c d Istituto Geografico Militare, Carta Topografica d'Italia 1:25.000, foglio n° 568 III (Nocera Terinese).
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