Lamezia Terme

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Lamezia Terme
comune
Lamezia Terme – Stemma Lamezia Terme – Bandiera
Scorcio di Lamezia dalla collina del Soccorso
Scorcio di Lamezia dalla collina del Soccorso
Localizzazione
Stato Italia Italia
Regione Coat of arms of Calabria.svg Calabria
Provincia Provincia di Catanzaro-Stemma.png Catanzaro
Amministrazione
Sindaco Giovanni Speranza (Centro-sinistra) dal 12/04/2010 (2º mandato consecutivo)
Territorio
Coordinate 38°58′00″N 16°18′00″E / 38.966667°N 16.3°E38.966667; 16.3 (Lamezia Terme)Coordinate: 38°58′00″N 16°18′00″E / 38.966667°N 16.3°E38.966667; 16.3 (Lamezia Terme)
Altitudine 216 m s.l.m.
Superficie 162,43 km²
Abitanti 70 409[1] (30-11-2013)
Densità 433,47 ab./km²
Frazioni vedi sezione
Comuni confinanti Conflenti, Curinga, Falerna, Feroleto Antico, Gizzeria, Maida, Martirano Lombardo, Nocera Terinese, Platania, San Pietro a Maida, Serrastretta
Altre informazioni
Cod. postale 88046
Prefisso 0968
Fuso orario UTC+1
Codice ISTAT 079160
Cod. catastale M208
Targa CZ
Cl. sismica zona 1 (sismicità alta)
Nome abitanti lametini
Patrono Santi Pietro e Paolo
Giorno festivo 29 giugno
Cartografia
Mappa di localizzazione: Italia
Lamezia Terme
Posizione del comune di Lamezia Terme all'interno della provincia di Catanzaro
Posizione del comune di Lamezia Terme all'interno della provincia di Catanzaro
Sito istituzionale

Lamezia Terme (IPA: [laˈmɛʦʦjatɛrme]) o più comunemente Lamezia, è un comune italiano di 70 409 abitanti[1] della provincia di Catanzaro in Calabria.

È il terzo comune della regione per popolazione[2], dopo Reggio Calabria e Catanzaro, e con i suoi 162,43 km² di estensione, è al settimo posto per superficie[3].

Lamezia è una delle più giovani città italiane, fu costituita il 4 gennaio 1968 dall'unione amministrativa dei comuni di Nicastro, Sambiase e Sant'Eufemia Lamezia[4]. La città della piana ha una notevole importanza dal punto di vista agricolo, commerciale, industriale e infrastrutturale per la sua posizione centrale nella regione e il suo territorio pianeggiante. Infatti, è sede del principale aeroporto della Calabria e uno dei primi del Mezzogiorno per traffico passeggeri, di una stazione ferroviaria tra le più importanti della ferrovia Tirrenica Meridionale e di uno svincolo autostradale. Vanta una vivace e rinomata coltivazione dell'olivo da cui si produce l'olio Lametia DOP e della vite da cui si ricavano i vini Lamezia DOC.

La città prende il nome dal fiume Amato, un tempo chiamato Lametos, che l'attraversa nella sua parte più periferica. Questo nome fu originariamente dato solo all'ex comune di Sant'Eufemia Lamezia. Con l'unione amministrativa del 1968, si è scelto il nome di Lamezia per l'intera città, a cui è stato aggiunto Terme, per via delle terme di Caronte che si trovano nell'omonima frazione nei pressi dell'ex-comune di Sambiase.

Per effetto ed a seguito del DPR 21 luglio 1972, il Comune di Lamezia Terme ha diritto, nei suoi atti ufficiali, di fregiarsi del titolo di Città.

Geografia fisica[modifica | modifica sorgente]

Exquisite-kfind.png Per approfondire, vedi Piana di Sant'Eufemia, Golfo di Sant'Eufemia, Monte Mancuso, Amato (fiume) e Costa dei Feaci.
Piana e golfo di Lamezia
Veduta della piana di Sant'Eufemia
Veduta del golfo di Sant'Eufemia

Territorio[modifica | modifica sorgente]

Il territorio comunale di Lamezia Terme comprende 8 km della costa dei Feaci sul golfo di Sant'Eufemia, una parte della piana lametina e delle zone collinari e montuose che si estendono fino al monte Mancuso. La città della piana si trova indicativamente a metà strada fra la costa tirrenica e l'Appennino calabro ed è posizionata all'estremità occidentale dell'istmo di Marcellinara, la striscia di terra più stretta della penisola italiana, dove il Tirreno dista in linea d'aria circa 30 km dallo Ionio.

Fra i principali corsi d'acqua del territorio troviamo il fiume Amato, che nei millenni ha formato la piana di Sant'Eufemia, e alcuni dei suoi affluenti, i torrenti Cantagalli, Piazza e Canne. Inoltre troviamo il torrente Bagni, famoso per le acque sulfuree delle terme di Caronte e nella cui piana alluvionale giacciono le rovine dell'antica città greca di Terina, e il torrente Zinnavo che segna il confine naturale con il comune di Gizzeria.

Clima[modifica | modifica sorgente]

Exquisite-kfind.png Per approfondire, vedi Stazione meteorologica di Lamezia Terme.

Il clima di Lamezia Terme è come per gran parte delle città mediterranee, in generale mite, con sbalzi contenuti fra inverno ed estate. Tuttavia, non manca qualche punta continentale, probabilmente favorita dalla relativa distanza dal mare della stazione meteorologica di riferimento, situata presso l'aeroporto. I valori più bassi sono di pochi gradi sotto lo zero e si riscontrano in presenza di avvenzioni di aria fredda, provenienti da nord-est (dicembre 1988, febbraio 1992, dicembre 2001, febbraio 2008) e di fenomeni moderati di inversione termica. Per contro, i più elevati, prossimi o di poco superiori ai 40 °C, si verificano in presenza di ondate di calore di origine africana (luglio 2005, giugno 2007, agosto 2007).

LAMEZIA TERME Mesi Stagioni Anno
Gen Feb Mar Apr Mag Giu Lug Ago Set Ott Nov Dic Inv Pri Est Aut
T. max. mediaC) 13,8 14,2 15,9 17,8 21,9 25,9 28,6 29,2 26,9 23,0 18,6 15,2 14,4 18,5 27,9 22,8 20,9
T. min. mediaC) 5,7 5,5 7,0 8,7 12,1 15,6 18,1 18,1 15,6 12,9 9,4 6,6 5,9 9,3 17,3 12,6 11,3
Precipitazioni (mm) 92 105 91 68 45 18 17 15 39 103 111 120 317 204 50 253 824
Giorni di pioggia 10 10 8 9 5 3 2 2 5 8 10 11 31 22 7 23 83
Umidità relativa media (%) 76 74 75 77 76 76 75 77 75 75 76 76 75,3 76 76 75,3 75,7
Eliofania assoluta (ore al giorno) 3,5 4,5 5,2 6,0 7,6 9,2 10,0 9,5 7,8 6,0 4,6 3,7 3,9 6,3 9,6 6,1 6,5
Vento (direzione-m/s) W
4,9
W
4,7
W
4,8
W
5,0
W
4,5
W
4,4
W
4,3
W
4,2
W
4,1
E
4,1
E
4,2
W
4,8
4,8 4,8 4,3 4,1 4,5

Storia[modifica | modifica sorgente]

Vedute panoramiche di Lamezia Terme
Notturno di Lamezia Terme con le Isole Eolie
Monte Etna visto dalla collina del Soccorso di Lamezia
Lamezia Terme con lo sfondo del monte Reventino
Rione San Teodoro e castello Normanno-Svevo

Lamezia Terme è formalmente un agglomerato abbastanza recente, il comune è stato costituito il 4 gennaio 1968 dall'unione amministrativa di tre centri abitati, che, prima di tale data, costituivano comuni a sé stanti (Nicastro, Sambiase e Sant'Eufemia Lamezia)[4], e che oggi sono considerati dei veri e propri quartieri. La storia di Lamezia Terme comprende quindi, quelle dei tre ex comuni, i quali territori erano abitati anche molti secoli prima che questi centri sorgessero. Esistono reperti archeologici che testimoniano la presenza nel suo territorio di comunità del periodo italico e del periodo Magno-Greco.

Nel Medioevo nacquero due dei tre insediamenti che compongono l'attuale Lamezia Terme, abbastanza diversi tra loro ma di fatto complementari. Nicastro a vocazione prevalentemente commerciale e Sambiase a vocazione agricola, mentre l'attuale insediamento di Sant'Eufemia Lamezia ha origine più recente, essendo sorto con un gruppo di case intorno alla stazione ferroviaria principale, che in precedenza avevano costituito la sede del consorzio di bonifica delle paludi. Tuttavia il toponimo di Sant'Eufemia deriva da un altro insediamento di origine medievale poco distante, collocato intorno all'antica abbazia di Sant'Eufemia, nella zona attualmente denominata Sent'Eufemia Vetere.

La fusione proposta dal Sen. Arturo Perugini, nacque dall'esigenza di creare un agglomerato urbano forte e capace di sfruttare al meglio le risorse messe a disposizione dal territorio comunale. La proposta di legge Perugini di unire i comuni non costituiva di certo una novità, circa quarant'anni prima, infatti, era già stata pensata da un altro parlamentare nicastrese il Sen. Salvatore Renda. Questi era spinto dall'onda delle politiche di popolamento delle campagne operate durante il regime dittatoriale fascista. Dello stesso periodo (1927) è la costituzione della Grande Reggio che univa 14 piccoli comuni soprattutto delle aree collinari. L'idea era addirittura di fare di Nicastro una provincia. La legge riguardava l'unione dei comuni di Nicastro e di Sambiase, non essendo ancora stato istituito il comune di Sant'Eufemia Lamezia. Quest'ultimo comune, infatti, sarà fondato per volontà del regime fascista attorno al preesistente nucleo ferroviario denominato "Sant'Eufemia Biforcazione", con la legge 8 aprile 1935 n. 639. Ma le pretese e le ambizioni mosse nel 1927 dal sen. Renda non furono accolte dagli amministratori del comune di Sambiase che non vollero rinunciare alla propria autonomia e soprattutto ricadere sotto la denominazione di nicastresi.

I discorsi fatti da Perugini saranno sempre richiamati nel corso degli anni successivi fino ai giorni nostri. Lamezia è stata raccontata e sarà raccontata come Perugini l'aveva pensata, un grande centro di servizi e la città cerniera della Calabria, in una dimensione di straordinaria attualità. Perugini ha inseguito per tutta la vita la realizzazione del sogno di una grande città, la "Grande Lamezia", la "Brasilia della Calabria", che non solo doveva contribuire a sviluppare il territorio lametino, ma grandezza del sogno, la regione intera. Anche Giovanni Renda come ultimo sindaco di Sambiase, guidò con forte convinzione il comune verso l'unità municipale con Nicastro e Sant'Eufemia Lamezia per la fondazione della nuova città di Lamezia Terme.

Nella seduta del 18 ottobre 1967, la I Commissione permanente (Affari della Presidenza del Consiglio e dell'Interno) del Senato della Repubblica, approva la "Costituzione del Comune di Lamezia Terme, in provincia di Catanzaro", grazie alla proposta di legge dell'On. Salvatore Foderaro, congiunta a quella di iniziativa del Sen. Arturo Perugini. Mercoledì 20 dicembre 1967 la Camera dei deputati approva la legge così come era stata concepita da Perugini e diventa Legge 4 gennaio 1968 n°6 di cui all'art. 1 dice testualmente: "I comuni di Nicastro, Sambiase e Sant'Eufemia Lamezia in provincia di Catanzaro sono riuniti in un unico Comune con la denominazione di Lamezia Terme".

Il decreto di attuazione della legge istitutiva del nuovo comune previde la nomina di un commissario prefettizio e il 15 novembre 1968 i sindaci dei tre comuni operarono le consegne al rappresentante dello Stato alla guida della Città. Il suo mandato sarebbe dovuto durare solo per un semestre, ma si protrasse fino alla primavera del 1970, poiché il Governo decise che le prime elezioni del nuovo comune si sarebbero dovute tenere nella tornata elettorale nazionale del giugno 1970, quando per la prima volta si sarebbero anche tenute le elezioni per la Regione Calabria, istituita in quel periodo. Il primo sindaco di Lamezia Terme fu Arturo Perugini che si insediò il 28 settembre 1970.

Nel 1991 e nel 2002 il consiglio comunale di Lamezia Terme è stato sciolto per infiltrazioni mafiose con decreto[6] del presidente della Repubblica, le indagini effettuate dalle commissioni d'accesso agli atti presso il comune riscontrarono l'inquinamento della pubblica amministrazione da parte della 'Ndrangheta grazie ai collegamenti con alcuni amministratori locali.

Il 15 gennaio 2009, per la prima volta, un capo dello Stato è ospite nella città della piana, fa visita in città il presidente della Repubblica Giorgio Napolitano, in occasione del quarantennale della fondazione di Lamezia Terme.

Il 5 dicembre 2010 Lamezia vive uno degli eventi più incresciosi dalla sua fondazione, sulla SS 18 all'altezza di località Marinella, un'auto piomba su un gruppo di ciclisti. Moriranno otto persone di cui sette sul colpo e una qualche settimana dopo. L'autore del fatto è condannato, nel 2013 ad otto anni di reclusione.

Il 9 ottobre 2011 la città accoglie papa Benedetto XVI in occasione della sua visita pastorale a Lamezia Terme e a Serra San Bruno. Nell'area industriale lametina il Papa celebra la santa messa, al termine della quale si reca nel centro della città e viene ospitato nella curia vescovile dal vescovo Luigi Antonio Cantafora.

Il 12 settembre 2013, nell'area industriale della città lametina, esplode un silos dell'impresa Ilsap Biopro di Latina, specializzata nella trasformazione di oli combustibili. L'esplosione provoca la morte immediata, per ustioni sul 95% del corpo, di due saldatori e il ferimento con il successivo decesso di un altro operaio.

Breve storia dei tre ex comuni[modifica | modifica sorgente]

Exquisite-kfind.png Per approfondire, vedi Nicastro, Sambiase e Sant'Eufemia Lamezia.
  • Nicastro: la sua storia ha inizio in epoca bizantina tra il IX e il X secolo, con la costruzione dell'avamposto militare Neo Castrum, da cui il quartiere odierno prende il nome. In epoca Normanna, su una struttura preesistente, venne edificato il castello, a protezione della ricca piana. In epoca Sveva, vi soggiornò anche l'imperatore Federico II, e il castello venne anche utilizzato come prigione per il figlio ribelle di quest'ultimo, il principe Enrico, detto lo Sciancato. È stata in passato e lo è tuttora sede di importanti attività commerciali e centro culturale di notevole importanza. Secondo una tradizione locale, Nicastro, il quartiere più popoloso di Lamezia, sarebbe una delle città più antiche d'Italia fondata da Askenaz, pronipote di Noè, che dall'Armenia si sarebbe spostato in Calabria e fu abitata da Ausoni ed Enotri. La città è stata identificata anche con l'antica Numistro o Numistra, per questo motivo la via principale della città è stata chiamata Corso Numistrano. Altri hanno identificato Nicastro con Lissania, città fondata agli inizi dell'era cristiana[7]. Gli storiografi contemporanei tendono a escludere queste ipotesi collocando la fondazione[8] verso l'VIII secolo d.C.
  • Sambiase: nasce verso il IX secolo, intorno al monastero di San Biagio, santo dal cui nome deriva, per successive trasformazioni linguistiche, quello del quartiere odierno della città. Numerose nel corso degli anni le chiese costruite all'interno della città. Delle tredici originarie, però, ne restano in piedi soltanto cinque, mentre le altre sono andate distrutte o trasformate dai cittadini dell'epoca, in abitazioni o negozi commerciali. Già prima in epoca romana con il nome di Due Torri, Sambiase era conosciuta come meta turistica, per le terme, chiamate allora Aquae Angae di origini magno-greche. Durante il periodo ellenico nel sud Italia e nell'attuale territorio di Lamezia Terme precisamente a Sambiase si insediarono la cittadella di Melea e parte della città di Terina. Di questa civiltà sono rimaste poche tracce, solo un mosaico di una villa greca nella Chiesa B. V. del Carmine, delle monete terinesi a Caronte e il tesoretto di Acquafredda (entrambe frazioni di Lamezia Terme), conservate nel museo archeologico lametino.

Monumenti e luoghi d'interesse[modifica | modifica sorgente]

Architetture religiose[modifica | modifica sorgente]

Exquisite-kfind.png Per approfondire, vedi Cattedrale dei Santi Pietro e Paolo (Lamezia Terme), Chiesa madre (Sambiase) e Chiesa del Carmine (Lamezia Terme).
Chiese di Lamezia Terme
Cattedrale dei Santi Pietro e Paolo
Chiesa Matrice
Chiesa San Francesco di Paola
Chiesa dell'Annunziata
Chiesa dell'Immacolata
  • Cattedrale dei SS. Pietro e Paolo: fu fondata dalla Contessa Eremburga intorno al 1100, in stile normanno, più volte danneggiata dai terremoti, andò completamente distrutta col terremoto del 1638, fu ricostruita ancora più grande, in stile barocco, dal vescovo Giovan Tommaso Perrone, con ampliamento dell'edificio, portato a termine nel 1642. All'interno si possono ammirare una pala d'altare nella Cappella del SS. Sacramento rappresentante la cena del Signore ed eseguita dal pittore Francesco Colelli nel 1762 oltre ad una croce processionale del XVIII secolo e a dei busti dorati dei SS. Pietro e Paolo;
  • Chiesa San Pancrazio (Matrice): fu distrutta dal terremoto del 1638, ma fu riedificata poco dopo. È a tre navate, ha nove altari ed ha una cupola con pregevoli lavori in stucco. Vi si conservano numerosi affreschi e opere attribuite al Pallone e a Mattia Preti, opere trafugate negli anni da ladri. Nel coro si possono ammirare quattro affreschi del Pallone, che sono, il Profeta Davide, il Cenacolo, San Pancrazio e la Madonna col bambino;
  • Chiesa San Francesco di Paola: la chiesa di San Francesco, che non era l'attuale, fu sostituita alla chiesa della Madonna dei malati verso la metà del Quattrocento. Venne donata dal suo fondatore, Giovanni De Sinatoris, ai Padri Minimi di San Francesco di Paola. Il terremoto del 1638 la distrusse completamente e fu poi ricostruita con le offerte dei cittadini. I Minimi vi rimasero fino al 1866, anno in cui dovettero abbandonarlo a causa delle continue soppressioni, per poi ritornarvi occasionalmente fino al 1955, anno in cui la chiesa di San Francesco è diventata parrocchia con i Minimi;
  • Chiesa della Veterana: è la chiesa della Madonna delle Grazie e risale al 1601. Fu costruita perché la Madonna apparve in sogno alla figlia di Federico II dicendole che aveva il desiderio di vedere edificata una chiesa sul colle. È chiamata veterana perché dopo la distruzione della cattedrale è la chiesa più antica del quartiere Nicastro. Da rilevare al suo interno una tela raffigurante la Madonna con ai suoi piedi la principessa della leggenda. Vi era inoltre un'opera di grande valore eseguita da Francesco Colelli, solo che è stata trafugata e il pittore Giorgio Pinna l'ha riprodotta e collocata al posto dell'originale;
  • Chiesa San Teodoro: fu eretta nel XIV secolo, presenta un orologio, collocato sul campanile, del 1840. Sembra sia l'unico di questo tipo ancora funzionante. Al suo interno si può apprezzare un organo del 1600 e l'altare maggiore costruito in stile barocco e datato 1861;
  • Chiesa San Domenico: conserva numerosi affreschi ed il quadro di San Domenico, che ha una cornice barocca ad intaglio dorata del 1647. Vi è inoltre un ostensorio in argento fuso e sbalzato, databile alla prima metà dell'Ottocento. Di notevole pregio è l'organo del Settecento, in legno con decorazione dorata. Di pregevole fattura, tra la prima e la seconda arcata, si può ammirare la Grotta della Madonna di Lourdes mentre di fronte vi è un altarino dedicato al SS. Ecce Homo;
  • Chiesa B. V. del Carmine: da un Bollario Carmelitano risulta che Mons. Antonio Facchinetti, poi Papa Innocenzo IX, fondò nel 1566 il Convento del Carmine in un luogo ove ricadevano i ruderi di una piccola chiesa dedicata a S. Giovanni, appartenuta ai Benedettini di S. Eufemia, e presso il sito bizantino di S. Blasio. La chiesa venne rimaneggiata alla fine del Settecento con la costituzione della volta e del parato a stucchi che all'interno comprende i dipinti murari e all'esterno contorna le finestre della parete destra. Nel 1809 con decreto fu affidata ai Padri Minimi che vi officiarono fino al 1886, quando per l'incameramento al Demanio dei beni conventuali, voluto dallo Stato Unitario, questi religiosi dovettero andarsene. Nel 1887 lo Stato consegnò il complesso edilizio all'amministrazione comunale che utilizzò parte del convento adibendolo a carcere mentre la chiesa fu riaperta al culto;
  • Chiesa dell'Annunziata: in questa chiesa c'era già, nel 1601, una congregazione religiosa sotto il titolo di S. Giovanni, al quale Santo era intitolata prima la chiesa stessa. Poi la congregazione edificò una propria cappella nella Chiesa Matrice e la chiesa passò al nome dell'Annunziata;
  • Chiesa dell'Immacolata: di stile barocco con un'unica navata, fu fondata da una congregazione religiosa, ma non si sa precisamente in quale anno;
  • Santuario Sant'Antonio di Padova: la chiesa di Sant'Antonio, officiata dai minori cappuccini, ha annesso il convento, costruito dopo il terremoto del 1638. La chiesa, inizialmente ad una sola navata, conserva all'interno, sopra l'altare maggiore una grande tela con la Madonna degli Angeli, San Francesco d'Assisi e Innocenza III. La chiesa è denominata Santa Maria degli Angeli, in seguito vi fu costruita una navata progettata come cappella, dedicata a Sant'Antonio. Di notevole valore è il quadro di Sant'Antonio datato 1664, opera del pittore Giacomo Stefanone. Nella navata dedicata a Sant'Antonio vi è un dipinto di Andrea Cefaly raffigurante l'Immacolata;
  • Santuario Madonna della Spina: la tradizione vuole che un contadino, andando nel bosco a fare legna, ebbe la visione di una "donna bellissima" che lo invitava a roncare lo spineto che si conserva ancora appoggiato al muro della chiesa della Spina. Eseguito l'ordine, l'uomo vide comparire un dipinto parietale che raffigurava una Madonna con Bambino. Avendo fatto quanto richiesto, la signora gli fece dono di una moneta d'oro con la quale per più settimane provvide alle necessità della famiglia. In seguito all’evento miracoloso in quel sito si costruì una chiesetta, intitolata a Santa Maria detta la Bella;
  • Santuario Madonna del Soccorso;
  • Santuario Madonna di Porto Salvo.

Architetture civili[modifica | modifica sorgente]

Architetture militari[modifica | modifica sorgente]

Exquisite-kfind.png Per approfondire, vedi Bastione di Malta.
Simbolo della Città di Lamezia Terme
Bastione di Malta
  • Bastione di Malta: la costruzione della torre risale intorno al 1550, quando per fronteggiare le continue scorrerie dei saraceni riorganizzate sotto bandiera ottomanna, che minacciavano la sicurezza e i commerci delle città rivierasche, il viceré di Napoli Don Pedro di Toledo, per ordine della corona spagnola, impose alle comunità il rafforzamento a loro spese del sistema di difesa costiera già esistente. Il Bastione di Malta compare nello stemma della Città di Lamezia Terme, in una forma stilizzata;
  • Ruderi del castello Normanno-Svevo: fu fatto costruire verso la metà dell'XI secolo dai Normanni per difendere la piana di Sant'Eufemia dagli eventuali incursori. Successivamente fu fatto ampliare da Federico II, all'interno vi furono costruite anche delle caserme che poi vennero adibite a carcere. Fu fortemente danneggiato dal terremoto del 1638;
  • Ruderi della porta di Sant'Antonio: secondo alcune testimonianze questa rappresentava la porta d'ingresso dell'ex comune di Nicastro. In parte distrutta, rimangono visibili solo i due grandi pilastri a pianta quadrata.

Altro[modifica | modifica sorgente]

Centro commerciale naturale di Lamezia Terme
Notturno di corso Giovanni Nicotera
  • Corso Numistrano;
  • Corso Giovanni Nicotera;
  • Corso Vittorio Emanuele;
  • Piazza 5 dicembre (ex piazza Diaz);
  • Piazza della Repubblica;
  • Piazza Italia;
  • Piazza Giuseppe Mazzini (ex piazza D'Armi);
  • Piazza Mercato Nuovo;
  • Piazza Mercato Vecchio;
  • Piazza Botticelli;
  • Piazza Pietro Ardito;
  • Piazza Francesco Fiorentino;
  • Piazza Giuseppe Garibaldi;
  • Piazza Santa Maria Maggiore;
  • Piazza San Giovanni;
  • Piazzetta San Domenico;
  • Piazzetta San Nicola;
  • Via Eroi di Sapri;
  • Via Sen. Arturo Perugini;
  • Via XX settembre;
  • Via delle Terme;
  • Via del Mare;
  • Via del Progresso;
  • Via Guglielmo Marconi;
  • Via Giuseppe Garibaldi;
  • Lungomare e giardino litoraneo;
  • Villetta comunale di corso Numistrano;
  • Villa di piazza Garibaldi;
  • Giardino "Adelchi Argada";
  • Obelisco della Madonnina in piazza Pietro Ardito;
  • Monumento ai caduti in guerra di Nicastro su corso Numistrano;
  • Monumento ai caduti in guerra di Sambiase in piazza 5 dicembre;
  • Lapide ai caduti in guerra sulla facciata dell'ex municipio di Sant'Eufemia Lamezia;
  • Busto del Sen. Arturo Perugini in piazza della Repubblica;
  • Busto di Francesco Fiorentino nell'omonima piazza;
  • Busto di Giovanni Nicotera su corso Vittorio Emanuele;
  • Statua di Federico II di Svevia in via Garibaldi;
  • Statua della sirena Ligea su corso Numistrano;
  • Statua di San Francesco in piazza Fiorentino;
  • Statua di San Nicola nell'omonima piazzetta;
  • Statua di Sant'Eufemia di Calcedonia in piazza Italia.
  • Fontana a zampillo nella villetta comunale di corso Numistrano;
  • Fontana a zampillo in piazza Mazzini;
  • Fontana del satiro e della ninfa in piazza 5 dicembre;
  • Ponte Niola nel rione San Teodoro sottostante al castello Normanno-Svevo.

Siti archeologici[modifica | modifica sorgente]

Exquisite-kfind.png Per approfondire, vedi Terina.
  • Grotte del monte Sant'Elia: la presenza umana sul territorio lametino molto probabilmente ci riconduce al periodo neolitico. Questo grazie al materiale protostorico ritrovato nelle grotte del monte Sant'Elia. Tra il 1914 ed il 1923, Paolo Orsi nel svolgere a più riprese la ricognizione in questo territorio in particolare nell'area carsica del monte Sant'Elia ebbe il modo di registrare nel suo taccuino il ritrovamento ed il recupero da parte dei carabinieri di materiali fittili protostorici riferibili secondo il suo giudizio all'età neolitica;
  • Ruderi della città greca di Terina: la città fu fondata nel VI secolo a.C. dai Crotoniati, che intendevano estendere così il loro dominio sul mar Tirreno e garantirsi il completo controllo dell'istmo di Marcellinara, assicurato già, sulla costa ionica, dalla città di Skylletion. Fra il V e il IV secolo a.C. cadde, come molte città greche della Calabria, sotto il dominio dei Siracusani finché, nel III secolo a.C. venne conquistata dai Bruzi. Nel 272 a.C., con la fine della guerra contro Taranto, cadde sotto l'autorità di Roma. Venne infine distrutta da Annibale nel 203 a.C. perché non aveva voluto schierarsi al fianco dei cartaginesi;
  • Ruderi dell'abbazia benedettina di Santa Maria: l'abbazia fu fondata da Roberto il Guiscardo nell'XI secolo nell'area di un precedente monastero bizantino, a Sant'Eufemia, ed è espressione, insieme al vicino castello Normanno-Svevo, di alcuni tra i più importanti aspetti della conquista normanna. Del complesso rimangono ruderi che permettono una lettura di massima della sua articolazione interna, caratterizzata dai resti della chiesa e dell'area del chiostro. Della chiesa sono visibili il prospetto principale con i resti delle due torri campanarie, la divisione interna in tre navate illuminate da una serie di finestre ad arco, e parte dell'area presbiteriale con il transetto, che culminava ad est con le tre absidi. La tecnica costruttiva è già nota in altri monumenti normanni, così come l'impiego di elementi architettonici di spoglio di età romana rientra nella tradizione normanna di sottolineare la grandezza della monarchia utilizzando i materiali dell'Impero romano;
  • Ruderi delle mura secolari: secondo le teorie che fondano la storia della tecnologia delle costruzioni, l'accostamento e la sedimentazione (fase naturale) di grossi cocci di pietra, superficialmente elementari e ruvide, quindi non lavorate, caratterizzano il primo periodo della cultura architettonica della Grecia antica. Secondo il Borrello queste ed altre mura derivano da un famoso villaggio della Magna Grecia, Melea. A questa affermazione è contrapposta però una serie di studi recentemente eseguiti sulle antiche mura e su tabule romane compresa la peuntigeriana, che affermano il passaggio della strada romana Popilia che collegava Reggio Calabria a Capua, dalle mura, quindi di maggiore rilevanza storica;
  • Ruderi del monastero di San Costantino: in località San Sidero è presente un antico monastero basiliano con annessa cappella dedicata alla B. V. del Carmine. È di proprietà del barone Nicotera.

Aree naturali[modifica | modifica sorgente]

  • Parco e Giardino Botanico "Comuni": il giardino botanico, realizzato a partire dal 1972, comprende una varietà di piante che supera le mille specie. È in atto un progetto con lo scopo di recuperare un'area di particolare valenza ambientale e renderla fruibile anche attraverso la creazione di strutture utili a educare i cittadini al rispetto della natura;
  • Parco "Mitoio": a nord dell'abitato delle terme di Caronte, in un'oasi naturalistica di 250 ettari, è stato recuperato un anfiteatro con 2.500 posti consentendo così a tutti i cittadini di godere di una splendida macchia mediterranea;
  • Parco urbano "San Pietro Lametino": il parco urbano è un grande polmone verde di circa 15.000 realizzato dall'amministrazione comunale nel 2006 nel cuore della frazione di San Pietro Lametino. L'impostazione progettuale ha puntato all'utilizzazione della risorsa ambientale come elemento strategico della riqualificazione urbana attraverso il recupero di un'area degradata;
  • Parco fluviale "Felice Mastroianni";
  • Parco "Peppino Impastato";
  • Parco urbano "Madonna del Soccorso".

Società[modifica | modifica sorgente]

Evoluzione demografica[modifica | modifica sorgente]

Abitanti censiti[9]

Nota: il diagramma si riferisce alla città di Lamezia Terme solo a partire dal 1971. I dati precedenti sono riferiti alla somma della popolazione dei singoli tre comuni di Nicastro, Sambiase e Sant'Eufemia Lamezia.

Etnie e minoranze straniere[modifica | modifica sorgente]

I cittadini stranieri residenti a Lamezia Terme sono 3.318[10], così suddivisi per nazionalità (sono indicati solo i dati superiori alle 50 unità):

Nazionalità Residenti
Marocco Marocco 1.000
Romania Romania 919
Ucraina Ucraina 511
Cina Cina 237
Polonia Polonia 123
India India 78
Bulgaria Bulgaria 60
Bangladesh Bangladesh 59

Lingue e dialetti[modifica | modifica sorgente]

Exquisite-kfind.png Per approfondire, vedi Dialetti calabresi.

Sul calabrese meridionale si sono sviluppati un tipo di dialetto ed una parlata molto particolari, che presentano alcune analogie e similitudini con la lingua siciliana (definita infatti "Lingua Calabro-Sicula") e con quella napoletana. Sul dialetto della zona di Lamezia Terme sono tuttavia molto presenti, ancora, le influenze arbëreshë degli antichi insediamenti degli albanesi di Calabria, giunti in regione durante il Medioevo. Una frazione di Lamezia Terme, Zangarona, era un importante centro arberesco, e proprio a ridosso della città sorge infatti Vena di Maida, il più meridionale dei centri arbereschi della regione.

Tradizioni e folclore[modifica | modifica sorgente]

Feste in onore dei Santi

  • 1, 2, 3 febbraio: festa in onore di San Biagio, nel quartiere Sambiase;
  • 31 maggio, 1, 2 giugno: festa in onore di San Francesco di Paola, nel quartiere Sambiase;
  • 12, 13, 14 giugno: festa in onore di Sant'Antonio di Padova, nel quartiere Nicastro;
  • 27, 28, 29 giugno: festa in onore dei Santi Pietro e Paolo, patroni di Lamezia Terme;
  • Durante la seconda settimana di luglio, nel quartiere Sant'Eufemia Lamezia, si celebra la festa patronale che inizia il giovedì con l'accoglienza delle reliquie del Santo Patrono della Calabria provenienti da Sambiase. In processione le reliquie e una statua lignea di San Francesco di Paola che viene custodita nella piccola chiesa omonima, raggiungono la moderna parrocchia San Giovanni Battista dove iniziano le celebrazioni con il Solenne Triduo. La domenica, infine, dopo la celebrazione serale della Santa Messa e l'offerta del cero da parte del Sindaco di Lamezia Terme, sono portate in processione per le strade del quartiere le reliquie di Sant'Eufemia di Calcedonia, le reliquie di San Francesco di Paola e la statua del Santo paolano. Il solenne rito è un tripudio di preghiere, canti e gesti di devozione. I quattro giorni della festa, che si svolgono in piazza Italia, sono caratterizzati da importanti spettacoli e da una apprezzata sagra di beneficenza.

Fiere

  • Fieragricola di Lamezia Terme, cinque giorni tra la fine di gennaio e l'inizio di febbraio in concomitanza con la festa di San Biagio;
  • Fiera di San Biagio, dall'1 al 3 febbraio;
  • Fiera di San Francesco di Paola, dal 31 maggio al 2 giugno;
  • Fiera di Sant'Antonio di Padova, dal 12 al 14 giugno;
  • Fiera dei Santi Pietro e Paolo, dal 27 al 29 giugno.

Istituzioni, enti e associazioni[modifica | modifica sorgente]

Cultura[modifica | modifica sorgente]

Istruzione[modifica | modifica sorgente]

Biblioteche[modifica | modifica sorgente]

Exquisite-kfind.png Per approfondire, vedi Biblioteca comunale di Lamezia Terme.
  • Biblioteca Comunale: fu fondata nel 1897 inglobando i fondi librari dei conventi dei Domenicani e dei Cappuccini che aggiunti a titoli moderni e ad una sezione interamente dedicata alla Calabria e alla stessa città, raggiunge attualmente i 25.000 volumi; fa parte della biblioteca la Casa del Libro Antico che conserva e valorizza oltre 2.500 libri stampati dall'inizio del XVI secolo nei vari centri italiani (Venezia, Roma, Napoli) ed europei (Lione, Anversa, Parigi) ove fiorì l'arte tipografica, alcune opere manoscritte dello stesso periodo e frammenti di codici manoscritti greci (probabile datazione XI sec.) e latini (databili XIV-XV sec.) recuperati quali maculature, insieme a una serie di testimonianze archivistiche. La collezione libraria e documentaria raccolta, comprende opere di teologia, filosofia, patrologia, storia ecclesiastica ed esegesi, insieme a raccolte omiletiche, agiografiche, canoniche e bullari, ed è costituita soprattutto da fondi librari provenienti dai conventi dei Cappuccini e dei Domenicani di Nicastro e in piccola parte dalla biblioteca dei Frati Minimi di Sambiase. Importante è poi la presenza di alcuni testi più antichi sui quali si trovano annotazioni a margine apposte di proprio pugno di Tommaso Campanella. Inoltre tra il materiale conservato si trovano esemplari stampati dai celebri torchi di Manuzio, Giunta, Gioito, Froben e Platin.

Ricerca[modifica | modifica sorgente]

  • Centro di Ricerca Agroalimentare della Calabria.

Scuole[modifica | modifica sorgente]

  • Oltre cento scuole[11] di cui numerose scuole dell'infanzia, primarie e secondarie di I grado e dieci scuole secondarie di II grado.

Università[modifica | modifica sorgente]

Musei[modifica | modifica sorgente]

Exquisite-kfind.png Per approfondire, vedi Museo archeologico lametino.
  • Museo archeologico lametino: il museo accoglie numerosi reperti rinvenuti in diversi siti della piana lametina attraverso i quali è possibile seguire le dinamiche storiche del territorio dal paleolitico fino all'età tardo-medioevale, suddivise in tre sezioni che rappresentano la preistoria, l'ètà classica e il medioevo. Nella sezione preistorica, sono esposti reperti del paleolitico calabrese (consistente il nucleo di strumenti provenienti da Casella di Maida, 700.000-500.000 anni fa) e del Neolitico lametino (Casella di Maida, Acconia, Palazzo). La sezione classica offre al visitatore l'opportunità di ammirare i materiali recuperati presso il villaggio di Sant'Eufemia Vetere ed ascrivibili all'abitato di Terina della seconda metà del IV secolo a.C. Tra i reperti spicca la cosiddetta hydria di Cerzeto (380-370 a.C), un grande vaso a figure rosse con scena di gineceo. La sezione medievale raccoglie il frutto degli scavi effettuati negli anni novanta nel castello Normanno-Svevo di Lamezia Terme;
  • Museo diocesano: il museo diocesano con i suoi reperti contribuisce a documentare le vicende della diocesi di Lamezia Terme. Il più antico oggetto conservato nel museo è un cofanetto in avorio dipinto del XII secolo di bottega arabo-sicula. Vanno segnalati poi, tra quelli più significativi dal punto di vista storico artistico, i bracci reliquiari di San Giovanni Battista e di Santo Stefano protomartire, collegati alla storia secolare dell'ordine dei Cavalieri di Malta e del baliaggio di S. Eufemia, databili nel XV secolo e di provenienza mediorientale. Altri oggetti preziosi sono: uno scrigno seicentesco in madreperla, il bacolo vescovile del 1655 del vescovo Perrone e due croci astili del '700. Inoltre vengono conservati nel museo, la scultura quattrocentesca della Madonna delle Grazie di Domenico Gagini, le statue lignee dell'Annunciazione, il busto di San Martino del XVI secolo, il grande dipinto su tavola della Madonna tra San Luca e Santo Stefano (detto Pala della Veterana), la tela di San Francesco d'Assisi attribuita a Mattia Preti e quella dell'Assunta della scuola del Maratta. Assai significativi sono i dipinti del pittore Francesco Colelli, che abbracciano un arco di 20 anni dal 1762 al 1782;
  • Ecomuseo "Luogo della Memoria": ll luogo della memoria si sostanzia in un interno di casa lametina con oggetti delle arti e dei mestieri che tanto ci dice della vita dei calabresi di un tempo. Quasi mille oggetti propri dell'arredo familiare sono riuniti per gruppi tematici in sette stanze (stanza da letto, cucina, lavori agricoli, artigianato) e una piccola biblioteca;
  • Parco Letterario "Franco Costabile": l'associazione si propone, oltre all'organizzazione annuale del premio intitolato a Franco Costabile, anche come luogo di incontro e di aggregazione nel nome di interessi culturali, assolvendo alla funzione sociale di maturazione e crescita umana e civile dell'ambiente lametino e calabrese, e si propone inoltre di ampliare la conoscenza della poesia, della cultura letteraria e artistica, del rapporto tra società e cultura attraverso attività quali concorsi letterari ed artistici, convegni, conferenze, proiezioni etc. nonché attività editoriali.

Media[modifica | modifica sorgente]

Radio[modifica | modifica sorgente]

  • Radio Enne Lamezia;
  • Radio Italia Anni 60;
  • Radio Italianissima;
  • Radio Juke Box;
  • Radio News 24;
  • Radio Ricordi;
  • Radio Simpatia.

Stampa[modifica | modifica sorgente]

Testate locali

  • Il Lametino;
  • Storicittà;
  • Reportage;
  • Lamezia Nuova;
  • LameziaClick.

Redazioni locali

Cinema[modifica | modifica sorgente]

  • Lamezia Terme è la città in cui vive l'avvocato Santelia, interpretato da Carlo Delle Piane, del film Regalo di Natale e La rivincita di Natale, nel secondo film si vedono alcune immagini del quartiere Nicastro e della stazione e dell'aeroporto di Lamezia Terme;
  • A Lamezia sono state girate alcune scene del film Qualunquemente con Antonio Albanese nei panni del candidato sindaco Cetto La Qualunque;
  • La città di Lamezia Terme viene nominata anche in altri film, tra cui una puntata della serie La dottoressa Giò e ultimo fra tutti Ex di Fausto Brizzi, città dove si terrebbe un importante convegno sulla ricostruzione delle unghie.

Televisione[modifica | modifica sorgente]

  • Calabria TV;
  • City One;
  • Esse TV;
  • ST Television;
  • Viva Voce TV.

Musica[modifica | modifica sorgente]

  • Nel periodo delle festività del mese di giugno, prende il via la manifestazione denominata "giugno Lametino", durante la quale si esibiscono moltissimi volti noti del panorama musicale italiano;
  • "Lamezia Jazz", rassegna organizzata dal comune in collaborazione con l'associazione musicale Bequadro di Lamezia Terme.

Cucina[modifica | modifica sorgente]

La cucina di Lamezia Terme, creativa e ricca di sapori corposi, utilizza gli ottimi prodotti agroalimentari coltivati in loco; ortaggi, frutta e olio sono infatti tra le colture principali della zona.

Molto utilizzato il pesce che viene cucinato al vapore o grigliato, e condito con deliziose salse a base di verdure in agrodolce; particolarmente buoni i "surici", piccoli pesci di forma piatta, dalla carne soda e bianchissima, che si pescano con facilità lungo la costa lametina, nei fondali bassi e sabbiosi, soprattutto nel mese di agosto. Da non perdere le anguille e le trote che, abbondanti nei fiumi della zona, vengono preparate secondo ricette tradizionali.

Eccezionali e lavorati ancora secondo metodi artigianali i salumi e i latticini, piuttosto diffusa anche la produzione delle castagne, in particolare dei marroni, con i quali si preparano ottimi dolci. Di alta qualità è il vino Lamezia rosso, un pregiato rosso dal bouquet intenso e avvolgente, con un sapore corposo e vellutato.

La gastronomia tradizionale è legata ad un mondo contadino ormai scomparso, che esprimeva la propria semplicità anche attraverso le abitudini culinarie. Si conservano ancora oggi le buone ricette di un tempo che riuscivano a trasformare i prodotti della terra in piatti semplici, ma dal gusto unico e inconfondibile. Il visitatore rimane affascinato dalla maestria e dalla naturalezza, con la quale le massaie preparano speciali primi piatti di pasta fresca rigorosamente lavorata in casa condita con innumerevoli varietà di sughi. Il più delle volte si tratta di sughi a base di carne di manzo, vitello, maiale, agnello, cotti con cura in un passato di pomodoro e condito con un ottimo olio d'oliva, il tutto è insaporito da un ottimo peperoncino piccante.

Il pane accompagna tutte le pietanze, è lievitato naturalmente, cotto nel forno a legna e il più delle volte viene prodotto in casa, conservando le antiche tecniche di lievitazione e lavorazione. Inoltre vi è la presenza di prodotti conservati sott'olio (pomodori e melanzane), sottaceto e fichi secchi imbottiti (i crucetti). Tra i dolci caratteristici locali: la cuzzupa pasquale, la pignolata e le grispelle dolci.

Persone legate a Lamezia Terme[modifica | modifica sorgente]

  • Alessandra Lucchino (Lamezia Terme, 1984), schermitrice;
  • Antonella Mazza (Lamezia Terme, 1974), bassista e contrabbassista;
  • Antonio Ferraro (Lamezia Terme, 1973), pallavolista;
  • Antonio Marasco (Nicastro, 1896 – Firenze, 1975), pittore, scultore e scrittore appartenente alla corrente artistica del futurismo;
  • Arturo Perugini (Nicastro, 1919 - Roma, 1983), avvocato, politico e fondatore della città di Lamezia Terme;
  • Carlo Carlei (Nicastro, 1960), regista e sceneggiatore;
  • Carlo Rambaldi (Vigarano Mainarda, 1925 – Lamezia Terme, 2012), pittore, scultore e creatore di effetti speciali per il cinema;
  • Danilo Pileggi (Nicastro, 1958), allenatore di calcio ed ex calciatore;
  • Dario Galli (Nicastro, 1914 – Catanzaro, 1977), poeta;
  • Felice Natalino (Lamezia Terme, 1992), calciatore dell'Inter;
  • Francesco Fiorentino (Sambiase, 1834 – Napoli, 1884), filosofo e storico della filosofia;
  • Francesco Stocco (Decollatura, 1806 – Nicastro, 1880), patriota e generale garibaldino;
  • Franco Costabile (Sambiase, 1924 – Roma, 1965), poeta;
  • Giovanni Nicotera (Sambiase, 1828 – Vico Equense, 1894), patriota e politico;
  • Guido D'Ippolito (Nicastro, 1892 – Altamura, 1933), pilota automobilistico della nascente Scuderia Ferrari;
  • Pietro Ardito (Nicastro, 1833 – 1889), prete e critico letterario;
  • Pietro De Sensi (Nicastro, 1966), allenatore di calcio ed ex calciatore;
  • Sebastiano Guzzi (Martirano, 1890 – Lamezia Terme, 1968), direttore di banda e compositore.

Eventi[modifica | modifica sorgente]

  • "Il Sabato del Villaggio" (gennaio-giugno): incontri tra letteratura e filosofia con personalità della cultura italiana e internazionale;
  • "Trame, Festival dei Libri sulle Mafie" (giugno): festival letterario che si occupa della discussione e presentazione di libri dedicati alle mafie;
  • "Premio Nazionale Anthurium d'Argento" (fine luglio-inizio settembre): istituito dallo stesso Centro Studi. La Cerimonia di consegna dei Premi e Riconoscimenti ha luogo nel Parco Naturale delle Terme Caronte. Ha lo scopo di diffondere il culto dei valori morali, civili, sociali, culturali e religiosi;
  • "Concorsi A.M.A. Calabria": Concorso Internazionale Pianistico, Concorso Nazionale di Musica, Concorso Nazionale Bandistico, Concorso Nazionale di Musica per le Scuole e Concorso Nazionale Corale;
  • "Stagione Teatrale": vengono rappresentate opere messe in scena dai più noti attori e dalla compagnie più famose d'Italia. La stagione teatrale comprende il Teatro di Prosa, il Teatro Ragazzi e il Ricrii Teatro;
  • "Cinema e Cinema": manifestazione organizzata da Arci Lamezia Terme nei mesi estivi, durante la quale vengono proiettati alcuni dei film d'autore più belli e in voga nel periodo;
  • "Teatro Magna Graecia": manifestazione con la messa in scena di spettacoli teatrali, per lo più della mitologia classica, nella cornice dell'abbazia benedettina;
  • "Lamezia Wine Fest" (fine dicembre): manifestazione itinerante sul vino. L'intento dell'organizzazione è formare ed informare gli amanti della bevanda del Dio Bacco con seminari, incontri e degustazioni. Si svolge nell'elegante e storica cornice di Palazzo Nicotera;
  • "Color Fest" (agosto): festival di musica indipendente che si svolge presso l'Anfiteatro del Parco Mitoio, adiacente alle Terme Caronte.

Geografia antropica[modifica | modifica sorgente]

Centri storici di Lamezia Terme
Centro storico di Nicastro
Centro strorico di Sambiase

Urbanistica[modifica | modifica sorgente]

Exquisite-kfind.png Per approfondire, vedi Area Polifunzionale Integrata di Lamezia Terme.

Il più grosso agglomerato della città è il quartiere Nicastro, ormai collegato senza soluzioni di continuità con il quartiere Sambiase, quest'ultimo dista circa 7 km dal quartiere Sant'Eufemia Lamezia. È in fase di realizzazione la cosiddetta Area Polifunzionale Integrata di Lamezia Terme ("Piano API"), con la quale si costituirà un nuovo quartiere nel territorio compreso tra la periferia ovest di Nicastro, la periferia a nord di Capizzaglie, la periferia sud di Sambiase e la periferia ad est di Savutano. Si cercerà di dare alla città un'identità ed una struttura pressoché unitaria. Tra i progetti previsti dal piano si ricordano tra gli altri: la realizzazione della Concattedrale di San Benedetto, la realizzazione della stazione metropolitana di quartiere che si andrà ad aggiungere alle quattro stazioni già presenti in città, la realizzazione di un'autostazione attrezzata e la realizzazione di abitazioni e alloggi che abbiano un basso impatto energetico ambientale e che siano il più possibile moderni e funzionali.

Suddivisioni storiche[modifica | modifica sorgente]

Quartieri storici, rioni e contrade

  • Bella, Belvedere, Bosco Amatello, Cafaldo, Cafarone, Calia, Calvario, Capizzaglie, Carrà, Craparizza, Donna Mazza, Felicetta, Lagani, Lamezia Golfo-Ginepri, Magolà, Marinella, Miraglia, Misà, Palazzo, Patelli, Razionale, Richetti, San Francesco, San Nicola, San Teodoro, Santa Lucia, Savutano, Scinà, Spanò, Timpone, Torre, Trempa.

Frazioni[modifica | modifica sorgente]

Exquisite-kfind.png Per approfondire, vedi Fronti (Lamezia Terme).
  • Situata in collina, a circa 600 m s.l.m. vi è la frazione Fronti, la più popolosa del comune di Lamezia Terme. Dalla posizione panoramica in cui si trova, domina la piana lametina e il golfo di Sant'Eufemia, lasciandosi alle spalle boschi tipici mediterranei;
  • Particolarmente importanti le frazioni San Pietro Lametino, poiché sede dell'area industriale di Lamezia e Caronte per le omonime terme;
  • Importanti dal punto di vista storico sono le frazioni Zangarona (zona Arbëreshë) e Sant'Eufemia Vetere, antica sede del feudo dei Cavalieri di Malta, dal 1638 alla sua scomparsa risalente agli inizi del 1800;
  • Da ricordare anche le frazioni: Acquadauzano, Acquafredda, Annunziata, Bucolia, Cantarelle, Caria, Crozzano, Fantomazzo, Gabella, Miglierina, Mitoio, Piano Luppino, San Minà, San Sidero, Sant'Ermia, Santa Maria, Serra, Serra Castagna, Sorbello, Telara, Vallericciardo Inferiore, Vallericciardo Superiore, Vonio.

Economia[modifica | modifica sorgente]

Agricoltura[modifica | modifica sorgente]

Exquisite-kfind.png Per approfondire, vedi Lametia (olio).

Come molte località della Calabria, Lamezia Terme ha una tradizione agricola radicata, soprattutto nel quartiere Sambiase, noto per la produzione di diverse varietà di colture tipicamente mediterranee. Le produzioni più diffuse nel comune sono:

Industria[modifica | modifica sorgente]

L'area industriale "Papa Benedetto XVI" occupa una superficie di circa 1.100 ha ed è la più grande del Mezzogiorno dopo quella di Bagnoli.

Servizi[modifica | modifica sorgente]

Il commercio è una delle attività principali della città infatti nelle svariate vie cittadine ricadono moltissime attività commerciali di diverso tipo, tante da far nascere un centro commerciale naturale. Inoltre è presente nel comune confinante di Maida in località Comuni Condomini, un noto centro commerciale chiamato "Due Mari". Questo centro conta 110 negozi, un ipermercato Carrefour, un centro divertimenti Casimò e un cinema multisala della catena The Space con 5 sale.

Turismo[modifica | modifica sorgente]

Exquisite-kfind.png Per approfondire, vedi Terme di Caronte.

Nei pressi del quartiere Sambiase e più precisamente nella frazione Caronte, sono situate le omonime terme, conosciute dai bruzi, greci, romani, bizantini, normanni e dagli ispanico-francesi. Le fonti termali di Caronte esistono sin dall'antichità, grandi personaggi della storia italiana e soprattutto della storia europea classica e medievale tra i quali l'imperatore romano Antonino Pio, Roberto il Guiscardo e probabilmente suo fratello Ruggero. L'archeologo Paolo Orsi ribadisce testualmente: "le terme di Sambiase furono conosciute anche nell'antichità per i loro effetti salutari, e tutto induce a credere s'abbiano a identificare con le Aquae Angae di cui vi è anche un ricordo nella bella monetazione terinese". Le acque solfuree della sorgente Caronte hanno proprietà terapeutiche adatte a diverse patologie anche per la loro giusta temperatura, circa 39 °C, che consente di utilizzarle senza alcun intervento.

Infrastrutture e trasporti[modifica | modifica sorgente]

Principali infrastrutture e trasporti a Lamezia Terme
Autostrada A3
Stazione di Lamezia Terme Centrale
Aeroporto di Lamezia Terme

Strade[modifica | modifica sorgente]

Exquisite-kfind.png Per approfondire, vedi Autostrada A3 (Italia), Strada statale 18 Tirrena Inferiore e Strada statale 280 dei Due Mari.

La rete stradale periferica di Lamezia Terme funge da collegamento fra l'Autostrada A3 (Salerno-Reggio Calabria) e la SS 280 che porta fino a Catanzaro. La città è servita dall'uscita autostradale di Lamezia Terme e da tre uscite sulla SS 280, Lamezia Terme Sud, Lamezia Terme Est e Lamezia Terme Ovest. Quest'ultima, con lo snodo per l'aeroporto e il quartiere Sant'Eufemia Lamezia, rappresenta il termine tirrenico della SS 280.

Da Lamezia passa un'altra arteria viaria importante per la regione Calabria, la SS 18 che percorre tutta la costa tirrenica da Salerno a Reggio Calabria.

Il sistema viario cittadino presenta eccellenze come l'area delimitata a ovest da via Savutano, seguendo via sen. Arturo Perugini e via sen. Armando Scarpino, confinante a est con via del Progresso, dove si è realizzato un comodo raccordo tra i quartieri Sambiase e Nicastro.

Ferrovie[modifica | modifica sorgente]

Exquisite-kfind.png Per approfondire, vedi Stazione di Lamezia Terme Centrale, Ferrovia Tirrenica Meridionale e Ferrovia Lamezia Terme-Catanzaro Lido.

Per quel che concerne il trasporto su rotaia, la stazione di Lamezia Terme Centrale è il principale scalo merci ed uno dei più importanti scali passeggeri della regione. È sede di terminal per auto al seguito sul treno. La stazione è capolinea della tratta Veloce Roma Termini-Lamezia Terme Centrale. I treni Frecciargento che percorrono questa tratta, proseguono in realtà la loro corsa fino a Reggio Calabria Centrale, perdendo però il loro status di Treni ES*Fast.

Si trova sulla ferrovia Tirrenica Meridionale e da qui si dirama la linea Lamezia Terme-Catanzaro Lido, dove avviene la connessione con la ferrovia Jonica. Fornisce collegamenti verso la Sicilia sia in direzione Vibo Valentia, Gioia Tauro, Palmi, Reggio Calabria sia in direzione Locri, Siderno, Melito Porto Salvo. È collegata verso Nord con Paola-Cosenza, Battipaglia, Salerno, Napoli, Roma, Torino, Milano e verso est con le città di Catanzaro e Crotone.

La città dispone di tre stazioni secondarie: Lamezia Terme Nicastro, Lamezia Terme Sambiase e Lamezia Terme San Pietro Lametino (in realtà San Pietro a Maida-Maida, ma di fatto situata all'entrata della frazione San Pietro Lametino e quindi sul territorio comunale di Lamezia Terme).

Aeroporti[modifica | modifica sorgente]

Exquisite-kfind.png Per approfondire, vedi Aeroporto di Lamezia Terme.

Lamezia Terme è sede del principale aeroporto calabrese, costruito nel giugno del 1976. Attualmente lo scalo lametino, gestito da un'impresa mista pubblico/privata (S.A.CAL. S.p.A.), funziona con collegamenti di linea sia per voli nazionali che per voli internazionali e con collegamenti charter organizzati dai tour operator per voli intercontinentali.

Accanto al sedime aeroportuale (collegata alla pista tramite un raccordo) sono ubicate le strutture del 2º Reggimento "Sirio" dell'AVES, equipaggiato con elicotteri Agusta-Bell AB-212.

Mobilità urbana[modifica | modifica sorgente]

La società Lamezia Multiservizi S.p.A. gestisce il trasporto pubblico[12] su gomma con 18 linee urbane, si occupa inoltre del trasporto in navetta tra la stazione centrale e l'aeroporto.

Amministrazione[modifica | modifica sorgente]

Periodo Primo cittadino Partito Carica Note
18 aprile 2005 12 aprile 2010 Giovanni Speranza Centro-sinistra Sindaco
12 aprile 2010 in carica Giovanni Speranza Centro-sinistra Sindaco

Sport[modifica | modifica sorgente]

Calcio[modifica | modifica sorgente]

Exquisite-kfind.png Per approfondire, vedi Vigor Lamezia.
Principali squadre cittadine di calcio
Vigor Lamezia allo Stadio San Vito nella stagione 2008-2009
Logo del Sambiase Lamezia
  • Vigor Lamezia: nel 1919 Carlo Pietro Baccari fondò l'Unione Sportiva Vigor Nicastro che iniziò l'attività locale nel 1920, e vincendo sempre, fu soprannominata il tifone. Venne chiamata Vigor per voler simboleggiare l'incrollabile fede e speranza nel gioco del calcio dei giovani, che la componevano con forza, vigore e coraggio. Cambiò nome dopo la costituzione del comune di Lamezia Terme, in modo da rappresentare la nuova città. I colori della squadra sono il bianco e il verde, il primo venne scelto per sottolineare la massima lealtà che animava i giocatori, il secondo per significare la speranza di far sempre meglio e conquistare vette sempre più alte. Milita in Lega Pro Seconda Divisione (2013-2014);
  • Sambiase Lamezia: venne fondato nel 1962, i colori della squadra sono il giallo e il rosso. Milita in Eccellenza Calabria (2013-2014);
  • Promosport Lamezia Terme: i colori della squadra sono il bianco e il verde. Milita in Promozione Calabria (2013-2014);
  • Nicastro: i colori della squadra sono il bianco e l'azzurro. Milita in Prima Categoria Calabria (2013-2014);
  • Fronti: i colori della squadra sono il bianco e il rosso. Milita in Prima Categoria Calabria (2013-2014);
  • Fortitudo Lamezia, Real Savutano e Oratorio Frassati in Seconda Categoria Calabria (2013-2014);
  • Excalibur Fronti e San Pietro Lametino in Terza Categoria Calabria (2013-2014).

Pallavolo[modifica | modifica sorgente]

Pallavolo maschile

  • Fusion Volley Ilsap Lamezia: i colori della squadra sono il giallo e il blu. Milita in Serie B1 (2013-2014);
  • Next Atlas Volley Raffaele Lamezia: i colori della squadra sono il giallo e il blu. Milita in Serie B2 (2013-2014).

Pallavolo femminile

  • Volleyball Yamamay Lamezia in Serie C (2013-2014).

Basket[modifica | modifica sorgente]

  • Nuova Virtus Basket Gabriele Rettura Lamezia: i colori della squadra sono il bianco e il rosso. Milita in Serie C regionale (2013-2014).

Beach soccer[modifica | modifica sorgente]

  • Lamezia Terme Beach Soccer: i colori della squadra sono il bianco e il verde. Milita in Serie A (2013).

Calcio a 5[modifica | modifica sorgente]

  • Lamezia Soccer in Serie D (2013-2014).

Pallamano[modifica | modifica sorgente]

Pallamano femminile

  • Pallamano Lamezia in Serie B (2013-2014).

Altro[modifica | modifica sorgente]

  • Il Circolo Scherma Lametino, che guadagna numerosi successi, ha lanciato atleti ed arbitri eccellenti nel mondo della scherma nazionale e internazionale;
  • Il Racing Team Lamezia organizza la cronoscalata del Reventino, gara valevole per il CIVM e il Challenge FIA;
  • La Nuoto Lamezia e la Rari Nantes Lamezia, società che vantano numerosi successi in tutta Italia;
  • La Libertas Lamezia e la Violettaclub Lamezia, società di atletica leggera;
  • L'Associazione Sportiva Pattinaggio Lamezia, reduce da ottimi risultati in Italia e in Europa;
  • Circolo Tennis Lamezia, Circolo Tennis Lamezia Boys e Tennis Club Dopolavoro Ferroviario;
  • Dioscuri Lamezia Rugby.

Impianti sportivi[modifica | modifica sorgente]

  • Stadio Guido D'Ippolito (5.842 posti);
  • Impianto sportivo Gianni Renda (1.095 posti);
  • Campo sportivo Rocco Riga;
  • Campo sportivo Remo Provenzano;
  • Campo sportivo di Fronti;
  • Palazzetto dello Sport Alfio Sparti (circa 2.000 posti);
  • Palestra Saverio Gatti;
  • Palestra scuola Agraria Savutano;
  • Piscina comunale;
  • Piscina dei Campioni - Marinella;
  • Campi da tennis - Magolà;
  • Campi da tennis - Lamezia Boys;
  • Campi da tennis - Dopolavoro Ferroviario.

Curiosità[modifica | modifica sorgente]

Exquisite-kfind.png Per approfondire, vedi Lametini (montagne sottomarine).
  • In mezzo al mar Tirreno di fronte a Lamezia, sorgono due piccoli vulcani sottomarini attivi, denominati Lametini, che giacciono, assieme ad Alcione, 20 km a sud di quest'ultimo, nel settore orientale dell'arco Eoliano, alla profondità di circa 2.000 m, sulla piattaforma prospiciente le coste calabresi delimitata a nord dal complesso vulcanico Palinuro, col satellite Glabro, e a sud dall'Isola di Stromboli;
  • La cantautrice statunitense Alicia Keys, nome d'arte di Alicia Augello-Cook, è figlia di Teresa Augello, un avvocato di origini italiane, la cui famiglia dei bisnonni, Giuseppe Zaffina e Rosa Scardamaglia, emigrò dall'allora comune di Sambiase;
  • La famiglia del politico Oscar Luigi Scalfaro è originaria di Sambiase;
  • La proteina Nicastrina, anche conosciuta come NCSTN, deriva il suo nome dal quartiere Nicastro, riflettendo il fatto che il morbo di Alzheimer fu descritto nel 1963 dopo aver studiato i discendenti di una estesa famiglia originaria di Nicastro che fu affetta largamente dal morbo. Alla Casa del Libro Antico sono infatti conservati cinque fascicoli contenenti certificati di nascita, matrimonio e morte appartenuti alla più antica parrocchia di Lamezia Terme, quella di San Teodoro, situata nel centro storico di quello che era una volta il comune di Nicastro, che si sono rivelati d'importanza fondamentale negli studi sul morbo di Alzheimer come strumento di ricerca e studio delle famiglie e dei loro discendenti colpiti da questa malattia.

Note[modifica | modifica sorgente]

  1. ^ a b Dato Istat al 30/11/2013
  2. ^ Comuni calabresi per popolazione
  3. ^ Comuni calabresi per superficie
  4. ^ a b Legge 4 gennaio 1968, n. 6, in materia di "Costituzione del comune di Lamezia Terme, in provincia di Catanzaro."
  5. ^ Classificazione sismica dei comuni italiani
  6. ^ Decreti di scioglimento dei due consigli comunali
  7. ^ Le notizie leggendarie sulla fondazione di Nicastro sono, secondo Bonacci, riportate da alcuni storici del Seicento e del Settecento, ripresi a loro volta senza critica fino alla fine dell'Ottocento, tra le tante fonti su queste leggende vale la pena citare le più autorevoli e cioè P. Giovanni Fiore da Cropani, Della Calabria Illustrata e Gabriele Barrio, De Antiquitate et Situ Calabriae, ed. Aceti, Roma, 1737, pagina 127.
  8. ^ P. Bonacci, S. Teodoro il Rione più antico di Nicastro, Fratelli Gigliotti editori, 1971.
  9. ^ Statistiche I.Stat - ISTAT;  URL consultato in data 28-12-2012.
  10. ^ Dato Istat al 31/12/2010
  11. ^ Scuole di Lamezia Terme per tipologia
  12. ^ Linee urbane della città di Lamezia Terme

Bibliografia[modifica | modifica sorgente]

  • Antonio Cannone, "Quelli che...Lamezia", 2008 Gigliotti Editore
  • Antonio Cannone, "La Calabria tra etnie, religione, artigianato e turismo". Film documentario 1999, (EdiData-Video produzioni)
  • D. A.Rocca, Le Terme Caronte nel tempo. Approfondimento degli studi eseguiti nel XIX secolo, con idrologia minerale della Calabria dell'epoca
  • V. Villella, Scheria, La Terra dei Feaci, 2004.
  • P. Bonacci, S. Teodoro il Rione più antico di Nicastro, Fratelli Gigliotti editori, 1971.
  • E. Borrello, Sambiase - Ricerche per la storia della città e del suo territorio, Stab. tip. Carmelo Cappotto, Roma 1948.
  • G. De Sensi Sestito, Tra L'Amato E Il Savuto – Terina e il lametino nel contesto dell'Italia antica, Società antiche, Rubbettino Editore, 1999, .
  • G. De Sensi Sestito, Tra L'Amato E Il Savuto – Studi sul lametino antico e tardo-antico, Società antiche, Rubbettino Editore, 1999
  • E. Iannazzo, La storia del Bastione, 1995.
  • E. Iannazzo, Olivi e monumenti lametini, 1978.
  • E. Iannazzo, Restauro del Bastione di Malta, 1981.
  • F. Masci, Lamezia, Rubettino Editore, 2002, ISBN 88-498-0231-5.
  • F. Mazza, Lamezia Terme, Storia Cultura Economia, Le città della Calabria, Rubettino Editore, 2001, ISBN 88-498-0256-0.
  • Giacinto Montesanti, Storia di Nicastro dalle origini fino ai giorni nostri, Tip. Bevilacqua, Nicastro, 1930.
  • P. Francesco Russo La Diocesi di Nicastro, C.A.M. Napoli 1958.
  • A. Trapuzzano, Storia di Gizzeria con cenni storici su Lametia, S. Eufemia, Terina e Tempsa e abbazia di S. Eufemia, Tip. Junior, 1977.
  • Gabriele Barrio, De Antiquitate et Situ Calabriae, ed. Aceti, Roma, 1737.
  • P. Giovanni Fiore da Cropani, Della Calabria Illustrata, 3 tomi, Napoli, 1691, ISBN 88-7284-831-8 (tomo 1), ISBN 88-7284-977-2 (tomo 2), ISBN 88-498-0196-3 (tomo 3).
  • D. Giacinto Colelli, Tre Memorie Veterane di Nicastro, manoscritto, 1600 circa
  • Pasquale Giuliani, Memorie Storiche della Città di Nicastro, Stab. Tip. Vittorio Nicotera, 1893.
  • F. Lenormant, la Magna Grecia, Parigi, 1881.
  • Giovanni Maruca, Raccolta di notizie storiche sulla città di Nicastro, Cosenza, 1870 circa
  • Giuseppe Antonio Scaramuzzino, Memorie Istoriche riguardanti la Città di Nicastro, 1803.
  • D. Ivone Spada, Cenni storici sulla città di Nicastro, manoscritto, 1700 circa

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