Rosa da Viterbo

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Santa Rosa da Viterbo
Santa Rosa da Viterbo

Religiosa

Nascita 1233
Morte 6 marzo 1251
Venerato da Chiesa cattolica
Canonizzazione 1457
Santuario principale Santuario di Santa Rosa a Viterbo
Ricorrenza 4 settembre
Attributi Corona di rose in capo
Patrono di Viterbo, Gioventù Francescana, fiorai, ragazze.

Rosa da Viterbo (Viterbo, 1233Viterbo, 6 marzo 1252) fu una religiosa italiana; è venerata come santa dalla Chiesa cattolica.

Indice

[modifica] Biografia

Vergine, nacque a Viterbo nel 1233 da Giovanni e Caterina, Rosa desiderava entrare nelle Clarisse, che la respinsero a causa della sua salute precaria. Dopo una guarigione miracolosa entrò nel terz'ordine francescano. Predicò accanitamente contro i catari, aizzati da Federico II contro il Papa, e prese una forte posizione in difesa del pontefice nella lotta fra Guelfi e ghibellini. Fu mandata in esilio con la sua famiglia per ordine del podestà di Viterbo[1] e si rifugiò prima a Soriano nel Cimino, poi a Vitorchiano. In un'occasione rimase miracolosamente incolume tra le fiamme. Predisse la morte dell'imperatore Federico II e quando questa avvenne, tornò a Viterbo.

[modifica] Canonizzazione

Il processo di canonizzazione iniziò l'anno stesso della morte e fu poi ripreso e portato a termine nel 1457, sotto papa Callisto III.

[modifica] Il culto a Viterbo

« Quale grande risposta d'amore troviamo in quella meravigliosa giovinetta che fu la vostra santa Rosa! Essa, pur nella mutazione dei tempi, si presenta ancor oggi come modello per le ragazze e per le giovani, invitandole a comprendere a fondo, nella loro vita, l'assoluto di Dio in una piena donazione d'amore al di là di ogni rispetto umano! »
(Papa Giovanni Paolo II, Omelia durante la visita pastorale a Viterbo, 27 maggio 1984)

A Viterbo, città di cui è patrona, le è dedicata una grande festa il 3 settembre di ogni anno che rievoca la traslazione del corpo di Santa Rosa avvenuta nel 1258; la sera del 3 settembre viene trasportata in processione, sulle spalle di cento robusti portatori, denominati Facchini, la Macchina di Santa Rosa, un campanile illuminato rinnovato ogni 5 anni, con un'altezza di 28 metri e del peso di circa 50 quintali, sormontato dalla statua della santa.

A Viterbo e nei dintorni si trovano numerose raffigurazioni di Santa Rosa, per lo più in abiti dell'ordine francescano e con una corona di rose sul capo.

[modifica] Il corpo

Il corpo, sepolto direttamente nella terra (senza bara), fu ritrovato integro nel 1258 e traslato, per disposizione di papa Alessandro IV, nella Chiesa di Santa Maria delle Rose in Viterbo, ove oggi sorge il Santuario della santa.[1]

Nel corso degli anni non vennero mai prese particolari precauzioni per la sua conservazione, ma anzi, durante il Rinascimento era permesso ai fedeli toccare la santa attraverso una piccola apertura praticata sull'urna.

Nel 1921 fu eseguita una prima ricognizione durante la quale venne estratto il cuore ancora integro che venne riposto in un reliquiario d'argento.

Nel 1996 una nuova ricognizione ha permesso di effettuare una serie di indagini scientifiche, dalle quali è emerso che santa Rosa aveva un'età compresa tra i 18 e i 20 anni al momento del decesso. Inoltre era affetta da una rara patologia, la sindrome di Cantrell[2], caratterizzata da una mancanza congenita dello sterno, che normalmente porta a morte durante la primissima infanzia. Sul braccio sinistro è stata rilevata una cicatrice, compatibile con una ferita che le fonti storiche riferiscono Rosa abbia subìto durante l'assedio delle truppe di Federico II alla città di Viterbo.[3]

Santa Rosa inoltre doveva avere un'altezza di circa 1,55 m, occhi blu e capelli scuri. Questi dati e quelli tratti dalle radiografie del cranio, hanno permesso di effettuare una ricostruzione grafica del volto.

[modifica] Opere musicali ispirate alla Santa

A tale personaggio s'ipirano i due oratori: Santa Rosa di Viterbo, musica di Francesco Monti, in prima esecuzione ad Ancona per la festa di San Ciriaco nel 1726; Santa Rosa di Viterbo del sacro ordine di San Francesco, a 5 voci, musica di Alessandro Melani, eseguito la prima volta in Firenze alla Congregazione dell'Oratorio di San Filippo Neri nel 1693. La prima esecuzione moderna di quest'ultimo, curato in forma corrente da Saverio Franchi e Massimo Scapin, si diede nella Basilica Cattedrale di Viterbo durante il "Festival barocco" del 2000, nell'interpretazione dell'Orchestra da Camera della Scuola Musicale Comunale di Viterbo, direttore Massimo Scapin.

[modifica] Bibliografia

  • P. Ignace BEAUFAYS (O.F.M), Sante Rose de Viterbe: Propagandiste de L'A.C., Bruxelles, Ed. du Chant D’Oiseau, 1937.
  • Frei Urbano PLENS, Santa Rosa de Viterbo, Cadernos Franciscanos: ano VI, n. 1, fascículo 29, Belo Horizonte, 1980.
  • Clarisse del Monastero di Santa Rosa, Santuario di Santa Rosa, Viterbo, s.d.
  • Francesco Mecucci, Viterbo, Ed. laborintus GRAPHICS & EDITORS, Viterbo, 2004
  • Giovanni Faperdue, "La Santa dei Viterbesi", Grotte di Castro (Viterbo),2002

[modifica] Note

  1. ^ a b Francesco Mecucci, Viterbo, pag. 99
  2. ^ Cause of death of Italian saint uncovered, BBC News
  3. ^ Vita di Santa Rosa dal sito Facchini di santa Rosa

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