Gineceo

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Gineceo nell'Antica Grecia era la parte interna della casa, riservata alle donne. Rispecchia la condizione subalterna della donna greca che doveva essere controllata dal marito che deteneva pieno diritto giuridico su di essa. Viene utilizzato scherzosamente per riferirsi a un luogo dove si trovano radunate molte donne.

In epoca tardoantica il termine passò a designare manifatture tessili, di proprietà dello Stato o anche, poi, della Chiesa, a cui era addetto personale prevalentemente femminile (come ancor oggi accade nelle fabbriche tessili).

Una Ciclopedia napoletana del 1751 ne dà la seguente definizione:

« GINECEO, tra gli Antichi, era l'appartamento per le donne o un luogo separato nella parte interiore della casa, dove si ritiravano le donne, impiegandosi a filare lontane dagli uomini.


Sotto gli Imperatori Romani vi era uno stabilimento particolare intorno a' ginecei, essendo una specie di manifattorie esercitate principalmente dalle donne per far panni, fornimenti &c per la famiglia dell'Imperatore. Si fa menzione di questi ginecei nel Codice Teodosiano, e Giustinianeo, ed in diversi altri Autori; ad imitazione de' quali, diverse delle manifattorie moderne, particolarmente quelle di sete, dove il numero delle donne, e delle donzelle associate forma un corpo, son chiamate gynecea.
GINECIARIO era un lavoratore impiegato nel gineceo.
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