Montepaone

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Montepaone
comune
Montepaone – Stemma
Montepaone – Veduta
Dati amministrativi
Stato bandiera Italia
Regione Calabria – stemma Calabria
Provincia Catanzaro – stemma Catanzaro
Sindaco Francesco Froio (lista civica) dal 16/05/2011
Territorio
Coordinate 38°43′0″N 16°30′0″E / 38.71667°N 16.5°E / 38.71667; 16.5 (Montepaone)Coordinate: 38°43′0″N 16°30′0″E / 38.71667°N 16.5°E / 38.71667; 16.5 (Montepaone)
Altitudine 367 m s.l.m.
Superficie 16,9 km²
Abitanti 4 900[1] (31-12-2010)
Densità 289,94 ab./km²
Frazioni Frabotto Mannesì, Montepaone Lido, Paparo, Sant'Angelo, Timponello
Comuni confinanti Centrache, Gasperina, Montauro, Palermiti, Petrizzi, Soverato
Altre informazioni
Cod. postale 88060
Prefisso 0967
Fuso orario UTC+1
Codice ISTAT 079081
Cod. catastale F586
Targa CZ
Cl. sismica zona 2 (sismicità media)
Cl. climatica zona D, 1 431 GG[2]
Nome abitanti montepaonesi
Patrono San Felice

San Giovanni Battista (Patrono della Parrocchia di Montepaone Lido)

Localizzazione
Montepaone è posizionata in Italia
Montepaone
Posizione del comune di Montepaone all'interno della provincia di Catanzaro
Posizione del comune di Montepaone all'interno della provincia di Catanzaro
Sito istituzionale

Montepaone è un comune di 4.802 abitanti della provincia di Catanzaro.

Il suo nome deriva dal latino Mons Pavonis, cioè Monte del Pavone, probabilmente perché un tempo, come si racconta, si allevavano i pavoni.

Indice

[modifica] Geografia

Arroccato come un vecchio castello medievale sulla cima di una collina, s'affaccia sullo scenario limpido del mar Jonio tra Copanello e Soverato.

È riconoscibile a distanza dai due campanili paralleli ed alti della Chiesa Parrocchiale.

[modifica] Clima

Il clima del comune di Montepaone è di tipo mediterraneo con inverni miti ed estati calde. Il vento prevalente è lo scirocco.

Mese Gen Feb Mar Apr Mag Giu Lug Ago Set Ott Nov Dic
Temperature massime (°C) 13° 13° 15° 19° 24° 28° 31° 31° 28° 22° 17° 14°
Temperature minime (°C) 12° 16° 18° 19° 16° 12°
Precipitazioni (mm) 46 53 63 36 34 27 27 25 36 60 71 73

[modifica] Storia

[modifica] Dalle origini al medioevo

È parere degli gli storici calabresi che Montepaone sorse sulle rovine dell'antica Aurunco. Si narra che Montepaone sorgesse nell'odierna Contrada Runci, a metà strada tra l'attuale centro e Montepaone Lido; proprio qui si trovano degli antichi ruderi del monastero di San Nicola.

Non si sa con certezza quale sia la data di fondazione di Aurunco ma si formulano alcune ipotesi che vogliono Aurunco fondata dalla popolazione degli Aurunci laziali arrivati fin qui e stanziatisi nella piana compresa tra Montepaone Lido e Pietragrande, accanto alla piana di Sajnaro o Sanguinario (confinante, a sud, con il torrente Beltrame). Qui si affrontarono, in una sanguinosa battaglia, Annibale e i consoli romani Marco Claudio Marcello e Tito Quinzio Crispino durante la seconda guerra punica.

Lo storico Giovanni Domenico Tassone ci porta notizia di un documento nel quale si parla dei beni attribuiti alla Certosa di Serra San Bruno e afferma che:

"Quel casale, ossia la terra di Monte Pavone, un tempo Arunco fu dato in successione e che in seguito gli abitanti si trasferirono in un luogo più elevato per difendersi dalle incursioni dei Turchi".

Altre testimonianze ci vengono dalle scritture dello storico cappuccino Giovanni Fiore da Cropani che scrive: "Un uomo vecchio, qual vantava un'età d'anni cento fece una deposizione al Regio Fisco nella quale affermava che l'oggidì Monte Pavone fosse l'antico Arunco".

Di Montepaone con il suo nome attuale si comincia ad avere notizia a partire dall'anno 1094 quando il conte Ruggero il Normanno cedette alla Certosa di San Bruno tre villaggi: Arunco - l'odierno Montepaone, Montauro ed Olibano - l'odierna Gasperina.

Colonna d'Annibale

Da questo momento in poi si sentirà parlare sempre di Montepaone e non più di Aurunco o Monte Pavone.

Interessante per determinare la veridicità della storia di Annibale, potrebbe essere il ritrovamento, nell'ottobre 1951 dopo un'alluvione, in una voragine apertasi nel letto del fiume Grizzo, una grande anfora d'argilla contenente un teschio umano appartenente ad un uomo importante ucciso in battaglia e decorato all'onore militare. Gli storici del periodo pensarono che il teschio fosse quello del console Marcello.

Naturalmente è difficile stabilire quale sia la verità a tutti gli effetti; sappiamo però che i soldati romani chiamavano il fiume Grizzo Milites (soldati) perché qui erano rimasti uccisi molti loro compagni, chissà se fra questi non ci fosse anche il console Marcello.

A Montepaone Lido si conserva ancora oggi, sulla ex S.S. 106, la parte di una colonna che testimonia la battaglia avvenuta.

[modifica] Era moderna

veduta di Montepaone Lido
ampia visuale notturna

Nel 1594 Montepaone subì un'incursione da parte dei Saraceni di Sinan Bascià Cicala che, convertitosi all'Islam, mise a ferro e fuoco molti paesi sulla costa ionica. Si racconta che i Saraceni, oltre a commettere razzie e distruggere tutto, rubarono la campana della chiesa matrice, ma quando la nave salpò a poche centinaia di metri dalla riva affondò. Ricordati, non solo dai Montepaonesi, sono i terremoti del 5 novembre 1659 e del 5 febbraio 1783. Dopo entrambi i terremoti il paese ne uscì con gravi danni calcolati allora in 3000 ducati.

Durante il terribile terremoto dell'8 marzo 1783 si verificò anche un maremoto, che durò tutta la notte, seguito da una scossa sentita su tutto il litorale; a Montepaone non ci furono né vittime né danni, pare che la popolazione avesse fatto voto alla Madonna Immacolata ed ancora oggi, l'8 marzo, si festeggia la Madre di Gesù.

Nel 1799 ci fu la breve parentesi della Repubblica Partenopea e Montepaone venne dichiarata Comune nel Cantone di Catanzaro. Nel 1975 iniziò lo sviluppo della frazione Montepaone Lido (allora chiamata Muscettola), ad opera di cinque famiglie provenienti dai comuni limitrofi di Montauro e Gasperina, attirate dalla possibilità di creare facilmente attività economiche grazie alla facilità di scambi data dalla creazione della nuova stazione ferroviaria di Montauro (oggi stazione di Montepaone)

[modifica] Monumenti e luoghi di interesse

Albero della Libertà

La chiesa parrocchiale, intitolata a Maria S.S. Immacolata, rifatta dopo il 1783, conserva una tela del Seicento, raffigurante la Madonna del Rosario attribuita ad Ippolito Borghese, arredi sacri ed ostensori in argento del settecento.

Piazza Immacolata, invece, rappresenta per Montepaone Centro il principale luogo d'incontro; a renderla particolarmente suggestiva e significativa c'è "L'Olmo", un albero che per i montepaonesi ha un enorme valenza storico-sociale: esso rappresenta L'Albero della Libertà, l'emblema del passaggio dalla tirannia alla presa di coscienza collettiva dei diritti civili; dalla sottomissione all'affermazione della volontà popolare e della libertà di pensiero.

Fu piantato nel 1799 non solo in Piazza Immacolata ma anche in altre vie, a testimonianza dell'adesione della municipalità montepaonese alla Repubblica Partenopea. Per negligenza ed incuria degli altri esemplari oggi non c'è traccia. Come non vi è segno delle fontane in ghisa che rappresentavano, un tempo il punto d'incontro per le donne che vi andavano a riempire d'acqua le "brocche".

Chiesa Montepaone Lido

Il Pavone e l'Olmo, a giusta ragione, sono gli emblemi del paese.

Il 9 luglio 2008, a causa di una forte tempesta di vento, un grande ramo dell'Albero della Libertà di Montepaone si è spezzato: questo ha causato un immenso danno all'Olmo che sta ormai perdendo tutta la sua vitalità. Il 14 dicembre 2008, un'altra forte tempesta di vento ha quasi completamente distrutto la pianta.

[modifica] Evoluzione demografica

Abitanti censiti

[modifica] Cultura

Tra le più famose personalità a cui Montepaone diede i natali si ricordano:

  • Saverio Mattei
  • Gregorio Mattei, figlio di Saverio Mattei, giacobino e protagonista della Rivoluzione Partenopea;
  • Luigi Rossi, cugino di Gregorio Mattei, poeta, morto a sacrificio della patria in Piazza Mercato (Napoli);
  • San Basilio Scamardì, di famiglia nobile e monaco dell'ordine di san Basilio;
  • Fra Serafino, Arcivescovo di Otranto;
  • Francesco Antonio Spadea, Vescovo di Aquino e Pontecorvo;
  • Mario Squillace, prete, giornalista e scrittore.

[modifica] Eventi

  • Montepaone superiore - Festa di Gesù Bambino - visita delle famiglie con la statua del Bambinello - 1º gennaio
  • Montepaone superiore - 8 marzo - festa votiva dell'Immacolata Concezione che si celebra dal 1783
  • Montepaone superiore - Venerdì Santo - al mattino: processione per le vie del paese con la statua dell'Ecce Homo, processione "'a la storta" con la Croce, Gesù morto('a Naca) e la Vergine Addolorata;
  • Montepaone superiore - Festa di San Felice Martire - prima domenica di agosto
  • Montepaone superiore - Festa di San Francesco da Paola - seconda domenica di agosto
  • Montepaone Lido - Festa di San Giovanni Battista - 22, 23, 24 giugno
  • Montepaone Lido - Cronoscalate e Slalom Montepaone-Montauro settembre - ottobre
  • Montepaone Lido - Maratona "CORRISEMPRE" - seconda metà di agosto

[modifica] Cucina

Prodotti tipici della cucina locale sono:

  • le "cuzzupe", dolci pasquali
  • le "pittinepite, in italiano nepitelle, dolci pasquali;
  • le "zeppole", mangiate nel giorno di santa Lucia e di san Giuseppe;
  • le "mastazzole" ovvero i Mostaccioli;
  • la "cupeta", tipico torrone montepaonese, ormai di produzione anche in vari panifici e laboratori artigiani delle zone limitrofe.
  • i "fichi secchi", ovvero i fichi essiccati.

[modifica] Geografia antropica

Panorama di Montepaone Lido

[modifica] Frazioni

[modifica] Montepaone Lido

A circa 7 km, verso il litorale ionico, si incontra la moderna e ridente Montepaone Lido.

Fino a circa 30 anni fa era una piccolissima frazione composta da una stazione ferroviaria, un bar, un negozietto di generi alimentari, pochissime case ed una chiesetta, fatta costruire nel 1928 da Giovanni Catuogno, giunto da Napoli per amministrare il latifondo.

Oggi, fornita di ufficio postale, banca e delegazione municipale, è diventata un centro turistico dotato di valide attrezzature alberghiere e ricettive che, nel periodo estivo, attira un gran numero di turisti italiani e stranieri.

[modifica] Economia

Lo studio delle attività produttive e delle antiche tecniche artigiane assegna ai montepaonesi la sapiente arte di intrecciare il vimini per creare il tipico cestino detto Crivu e di confezionare un torrone tipico ed esclusivo: la Cupeta, composto di sesamo, miele, farina e vino cotto.

Da non dimenticare, poi l'arte del ricamo, tradizionalmente diffusa per preparare la "dote" cioè il corredo, e l'arte della tessitura. Le donne di Montepaone erano infatti abili filatrici e tessitrici, per le viuzze strette, a qualcuno, sembra ancora di percepire il suono del telaio.

La seta veniva prodotta in loco perché, un tempo, vi si allevava il baco, anche il lino era un filato molto usato.

Le attività produttive principali, dunque, sono: l'agricoltura, l'artigianato, l'allevamento, la pesca. Il turismo resta comunque la principale fonte economica per Montepaone.

[modifica] Amministrazione

Sindaco: Francesco Froio (lista civica) dal 16/05/2011 (1º mandato)


[modifica] Galleria fotografica

[modifica] Note

  1. ^ Dato Istat - Popolazione residente al 31 dicembre 2010.
  2. ^ D.P.R. 26 agosto 1993 n. 412 in efficienzaenergetica.acs.enea.it. URL consultato il 27 settembre 2009.

[modifica] Bibliografia

  • Giovanna Vecchio, progetto didattico Viaggio tra Arte e Natura alla scoperta delle proprie radici, anno 2002, CD multimediale copyright 2004 L'A.R.C.A. codice catalogo S.I.A.E.GV01; pagina facebook:L’A.R.C.A.libera;
  • Mario Squillace, Il giornale di Montepaone, in Comunità nuova, Anno VII, nn. 13-14, 17 luglio 1988;
  • Francesco Pitaro, Montepaone, una storia e una leggenda, Calabria Letteraria Editrice, 1991
  • Francesco Pitaro, Saverio Mattei, poeta e giurista calabrese del XVIII secolo, Editrice L'altra Calabria, 1995
  • Francesco Pitaro, Montepaone in archivio, Daniele Editore, 1997
  • Francesco Pitaro, Luigi Rossi e Gregorio Mattei, martiri della Repubblica partenopea, Edizioni L'Orsa maggiore, 1999;
  • Francesco Pitaro, La Calabria e la Repubblica napoletana, SeriTipografica, 2000;
  • Francesco Pitaro, Sorella Carità, suor Salvatorina del Divin Cuore Casadonte, SeriTipografica, 2005.

[modifica] Altri progetti

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