Hydria

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Hydria a figure rosse di produzione apula (IV secolo a.c) esposta nel Museu d'Arqueologia de Catalunya di Barcellona

L'hydria è un vaso greco utilizzato principalmente per trasportare acqua, ma anche come urna cineraria o come contenitore per le votazioni.

Storia e descrizione[modifica | modifica sorgente]

Ha il collo distinto dal corpo e tre manici: i due orizzontali, posti a 180° l'uno dall'altro dove il corpo è più largo, servivano per il sollevamento e il trasporto del recipiente; il terzo è verticale, si trova fra collo e corpo, a 90° dagli agli altri due serviva per versare l'acqua. Diffusa tra i ceramografi a figure nere e a figure rosse con le sue ampie pareti divenne ottimo supporto per rappresentazioni mitologiche che spesso in ambito greco riflettevano obblighi morali e sociali; allo stesso modo sono frequenti le scene tratte dalla vita quotidiana spesso connesse al tema della raccolta dell'acqua e delle fontane pubbliche.

La forma sembra essere originaria di Creta e se ne conoscono esemplari al di fuori dell'isola a partire dalla fine dell'VIII secolo a.C. La forma più antica aveva corpo globulare, spalla tonda e collo svasato e sembra essere stata importata in Attica da Corinto all'inizio del VI secolo a.C. In Attica alla metà del secolo viene rimodellata e dotata di una spalla piatta, come avviene nello stesso periodo per l'anfora. Alla fine del VI secolo a.C. si diffonde tra i ceramografi a figure rosse una variante con collo più stretto e profilo continuo che viene chiamata kalpis. L'hydria tende ad assumere una forma più stretta e allungata nel IV secolo a.C. Una versione con collo distinto si ha in epoca ellenistica nella ceramica di Hadra.

Il termine usato per designare questa forma vascolare è ben attestato dalle fonti (ad esempio sul vaso François, nella scena dell'agguato a Troilo), così come il termine kalpis.

Verso la metà del V secolo a.C., sono state create da artigiani greci hydriai di bronzo, alcune delle quali decorate con figure molto dettagliate.

Bibliografia[modifica | modifica sorgente]

  • Andrea Gorys, Wörterbuch der Archäologie, München, DTV, 1997. ISBN 3-423-32504-6
  • Robert Manuel Cook, Greek Painted Pottery, London ; New York, Routledge, 1997, pp. 213-214, ISBN 0415138604.

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Collegamenti esterni[modifica | modifica sorgente]

  • The Perseus Project, Hydria in Perseus Encyclopedia. URL consultato il 27 gennaio 2013.
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