Forme ceramiche greche
La tipologia delle forme ceramiche greche si occupa delle diverse forme di vasi presenti nella ceramica greca, le quali subirono una continua evoluzione dall'epoca minoica a quella ellenistica.
Le forme esistenti tra l'inizio del VII e la fine del IV secolo sono relativamente limitate e mantengono per l'intero periodo un aspetto molto simile, con solo piccole varianti. Le medesime forme di contenitori dovettero probabilmente essere realizzate anche in altri materiali, oltre alla ceramica, ma questa si è maggiormente conservata nel tempo.
La ricerca archeologica ha tentato di attribuire alle forme ceramiche conosciute i nomi provenienti dalle fonti greche.[1]. Le fonti antiche tuttavia sono costituite principalmente dall'opera di lessicografi come Ateneo di Naucrati e Giulio Polluce, che descrivono anche vasi a loro sconosciuti, risultando contradditori e confusi.
Un aiuto è stato offerto da alcune iscrizioni, come quella che etichetta l'idria dipinta sul Vaso François, o quella rinvenuta su una kylix e che riporta il nome dell'oggetto ("Io sono la kylix dipinta dell'amabile Phl(i)itò")[2], mentre le raffigurazioni dell'uso di alcuni vasi nella stessa pittura vascolare, hanno fornito un aiuto all'interpretazione. I nomi delle forme vascolari, tuttavia, sono in gran parte una convenzione utilizzata negli studi archeologici, piuttosto che un dato storico accertato.
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[modifica] Nomenclatura delle parti del vaso
Un vaso si compone di diverse parti, che possono assumere diverse forme, caratterizzando i diversi tipi di vaso e le loro varianti. Queste parti hanno un'origine funzionale, ma le forme che possono assumere dipendono anche da motivi estetici e decorativi.
Queste parti, non sempre tutte presenti nelle diverse forme ceramiche, sono l'orlo, il collo, le anse, la spalla e la pancia (che insieme formano il corpo) e il piede (che a volte può essere rialzato su uno stelo).
[modifica] Forme ceramiche
Le forme ceramiche si dividono in forme chiuse (il diametro dell'apertura è inferiore al diametro massimo del corpo del vaso) o aperte (quando invece corrisponde ad esso).
Possono inoltre essere suddivise a seconda del loro uso (vasi per trasporto e conservazione, tra i quali alcuni con uso prevalentemente rituale, vasi per mescolare, recipienti per versare, coppe e tazze, vasellame da mensa, contenitori per toilette)
[modifica] Vasi per trasporto e conservazione
- Trasporto e conservazione
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- vasi rituali
[modifica] Anfora
| Per approfondire, vedi la voce Anfora. |
L'anfora (in greco amphorèus) è caratterizzata da un corpo che si restringe inferiormente, con collo più stretto e due anse impostate sul collo e sulla spalla. Erano destinate a contenere liquidi o granaglie.
Se ne distinguono diverse tipologie:
- Anfore "standard", con profilo tra spalla e collo che segue una linea continua
- Anfora "B"
- Anfora "A"
- Anfora "C"
- Anfore a collo distinto
- con corpo di tipo ovoide
- con corpo di tipo globulare
- panatenaica
- nicostenica
- tirrenica
- nolana
Un'anfora di piccole dimensioni prendeva il nome di anforisco.
[modifica] Idria
L'idria (nome greco hydria) era un vaso utilizzato per contenere e versare liquidi, principalmente acqua. Presenta un'ampia pancia e una spalla quasi orizzontale, collo più stretto e un orlo svasato e piatto. La più evidente caratteristica è la presenza di tre anse impostate tra pancia e spalla: due simmetriche più corte per il trasporto e una che arriva al collo per versare.
Nell'evoluzione successiva la linea del collo prosegue nella spalla e nella pancia senza soluzione di continuità e l'idria assume una forma più globulare, prendendo anche il nome di kalpis.
[modifica] Pelike
La pelike è un vaso simile all'anfora, ma più ampio nella parte inferiore del corpo. Forma diffusa tra la fine del VI secolo a.C. e in uso fino al IV secolo a.C.
[modifica] Stamnos
| Per approfondire, vedi la voce Stamnos. |
Lo stamnos era un recipiente con il corpo simile a quello di un'anfora, con collo corto e largo e due piccole anse impostate nel punto di maggiore larghezza; spesso dotato di coperchio.
[modifica] Pithos
Il pithos è un grande vaso per immagazzinaggio. Il nome è stato utilizzato per i contenitori rinvenuti nei magazzini dei palazzi reali minoici, di forma all'incirca cilindrica. Esemplari decorati hanno spesso la forma di anfore con largo collo.
[modifica] Loutrophoros
Il loutrophoros era un contenitore utilizzato nelle cerimonie nuziali e funebri per contenere l'acqua. Presentava un collo altissimo e due anse. La forma era già presente nell'VIII secolo a.C., ma il termine utilizzato per definirla è moderno, mentre nell'antichità indicava probabilmente il portatore d'acqua.
Dato il collegamento con i rituali funebri, a partire dal tardo V secolo a.C. ne furono realizzati esemplari in marmo utilizzati come segnacolo tombale.
[modifica] Lebes gamikos
La lebes gamikos era un contenitore rituale utilizzato per l'acqua nelle cerimonie nuziali. Ha corpo tondeggiante e alto piede, oppure veniva appoggiata su un sostegno. Era dotata di coperchio.
[modifica] Vasi per mescolare
[modifica] Cratere
| Per approfondire, vedi la voce Cratere (vaso). |
Il cratere era un grande vaso utilizzato per mescolare vino e acqua nel simposio, durante il quale era collocato al centro della stanza. Vi si attingeva poi il vino miscelato che veniva quindi versato nelle coppe degli ospiti.
Presenta un corpo tondeggiante, con corte anse per il trasporto e una larga imboccatura. Se ne conoscono numerose varianti. Le forme più antiche presentano forma simile allo skyphos, una coppa per bere, e sono conosciute già in epoca micenea.
È conosciuto in diverse varianti:
- Cratere "a colonnette" (in greco kelébe)
- Cratere "a volute"
- Cratere "a calice"
- Cratere "a campana"
[modifica] Dinos
Il dinos (nell'antichità probabilmente chiamato lebes) era un vaso utilizzato per mescolare l'acqua al vino. Presenta un corpo globulare che si assottiglia verso il fondo, privo di anse, e un'ampia imboccatura priva di collo e di orlo. Il fondo è arrotondato e rende necessaria la presenza di un separato sostegno cilindrico. Come il cratere serviva a mescolare acqua e vino nel banchetto.
[modifica] Psykter
Lo psykter era un recipiente utilizzato tra la fine del VI e gli inizi del V secolo a.C. con il corpo a fungo e con ampio collo, che riempito di neve o di acqua gelata era immerso nel cratere per raffreddare il vino contenuto.
[modifica] Kalathos
Kalathos (Κὰλαθος) secondo alcune fonti indica un "paniere" (Artist., Lys., 579), secondo altre uno psykter o tazza (Esichio). Per convenzione si dà questo nome ad un tipo di cratere piuttosto raro, a pareti verticali e piccole prese sotto la bocca (V sec.).
[modifica] Vasi per versare
[modifica] Olpe
| Per approfondire, vedi la voce Olpe (vaso). |
L'olpe era una brocca, con corpo allungato e imboccatura rotonda, diffusa nella ceramica corinzia, derivante da prototipi metallici (le due rotelle presenti all'attaccatura dell'ansa rappresentano le borchie necessarie al fissaggio).
[modifica] Oinochoe
| Per approfondire, vedi la voce Oinochoe. |
L'oinochoe è una brocca utilizzata per mescere il vino prelevato dai crateri. Forma diffusissima dall'epoca più antica, presenta un corpo tondeggiante, più o meno ,allungato e un collo svasato, dotato di un'unica ansa, a volte rialzata oltre l'orlo, con orlo quasi sempre trilobato o a becco.
Un'oinochoe più bassa e panciuta era chiamata in antico chous ed era utilizzata in particolare durante le Antesterie, festa ateniese in onore di Dioniso.
[modifica] Lagynos
Il lagynos era una brocca con corpo espanso, spalla distinta e uno stretto e lungo collo con piccolo orlo.
[modifica] Epichysis
L'epichisis è una brocca di forma particolare: presenta il corpo cilindrico, con pareti più o meno concave, con piede ampio e sporgente. Il passaggio tra pancia e spalla è segnato da una sporgenza ad anello . Al di sopra presenta uno stretto collo allungato, con beccuccio ad imboccatura sottile e un'ansa a nastro rialzata. Si trova in particolare nella ceramica italiota.
[modifica] Coppe e tazze per bere
[modifica] Kylix
| Per approfondire, vedi la voce Kylix. |
La kylix, spesso indicata in italiano con il termine "coppa", che però può essere utilizzato anche per le altre forme di questa sezione, aveva corpo espanso e poco profondo, con due piccole anse impostate poco sotto l'orlo e quasi orizzontali, sostenuta da un piede in genere con alto stelo.
Se ne conoscono diverse varianti, che si succedono nel tempo:
- "Coppa dei comasti"
- "Coppa di Siana"
- "Coppe dei "Piccoli Maestri"
- Lip-Cup
- Band-Cup
- Droop-Cup
- "Coppa A"
- "Coppe a occhioni".
- "Coppa B"
- "Coppa C"
[modifica] Kantharos
| Per approfondire, vedi la voce Kantharos. |
Il kantharos (esiste anche il termine italianizzato di "cantaro") era una coppa per bere caratterizzata da due alte anse che si estendono in altezza oltre l'orlo, spesso rialzato su un piede con stelo.
[modifica] Skyphos
| Per approfondire, vedi la voce Skyphos. |
Lo skyphos era una tazza di piccole dimensioni, con breve labbro, vasca profonda ed anse orizzontali od oblique, impostate appena sotto l'orlo. Si differenza dalla forma di Kotyle in quanto quest'ultima non presenta labbro.
[modifica] Kothon
Il kothon[3] era una meno frequente forma di coppa, con basso corpo rigonfio e orlo rientrante, dotata di un'unica ansa ad anello affiancata da due sporgenze. In alcuni casi appare privo di ansa e con piede su corto stelo.
[modifica] Kyathos
Il kyathos era una tazza svasata con unica lunga ansa a nastro, utilizzata come attingitoio. Più comune in ambito etrusco ed utilizzato in particolare tra la fine del VI e gli inizi del V secolo a.C.
[modifica] Rhyton
| Per approfondire, vedi la voce Rhyton. |
Di antica origine, a forma di corno e spesso con forme plastiche era un vaso per bere o per libagioni rituali.
[modifica] Contenitori per toilette
- Contenitori per oli profumati
- Scatole e contenitori per unguenti
[modifica] Lekythos
| Per approfondire, vedi la voce Lekythos. |
La lekythos aveva corpo allungato, stretto collo con un'unica ansa e ampio orlo svasato. Era utilizzato per versare l'olio ed era utilizzato dagli atleti e nelle cerimonie funebri.
In conseguenza del prevalente uso funerario, furono eseguite anche lekythoi in marmo con rilievi, spesso utilizzate come segnacoli di tombe.
[modifica] Ariballo
| Per approfondire, vedi la voce Ariballo. |
L'ariballo (in greco aryballos) era un piccolo vaso con corpo globulare o piriforme e un'unica ansa.
Era utilizzato per contenere olii profumati e veniva utilizzato dagli atleti durante i loro allenamenti: le raffigurazioni vascolari lo mostrano appeso con un laccio al polso del proprietario o ad un gancio.
[modifica] Alabastron
L'alabastron è un piccolo vaso con stretto collo ed orlo piatto e ampio. Il corpo è allungato o globulare, spesso senza distinzione tra spalla e pancia e spesso a fondo arrotondato: era infatti destinato ad essere sospeso mediante fori ricavati in piccole bozze appena sporgenti, mentre era privo di vere e proprie anse.
Nell'Egitto antico fu inizialmente intagliato nell'alabastro. Divenne comune nella ceramica greca a partire dal VII secolo a.C., prima a Corinto e poi ad Atene.
Ne esisteva una variante corinzia con corpo globulare (alabastron globulare).
[modifica] Askos
L'askos era un piccolo vaso con corpo appiattito e collo cilindrico con orlo piatto, non simmetrico rispetto al corpo e in alcuni casi doppio, dotato di una sola ansa. Era utilizzato per conservare e versare l'olio nelle lampade. Il termine è di uso moderno (in greco significa "otre per vino").
[modifica] Lydion
Il lydion presentava un corpo arrotondato con un ampio orlo a disco e un alto piede. La forma è nata in Lidia in Asia Minore, ed è rara nella ceramica attica (a figure nere).
[modifica] Pisside
| Per approfondire, vedi la voce Pyxis (vaso). |
La pisside (in greco pyxis) era una scatola cilindrica, che poteva assumere diverse forme: quella più diffusa aveva pareti convesse, con piede distinto, spesso a tripode, ed era dotata di un coperchio. In uso particolarmente nel corso del V secolo a.C.
[modifica] Lekanis
La lekanis era un contenitore a forma di bassa ciotola, dotato di due anse e di coperchio.
[modifica] Exaleiptron
L'exaleiptron era un contenitore per unguenti, con un corpo cilindrico e piatto con apertura più stretta, chiusa da un coperchio; è rialzato da tre sostegni che proseguono il corpo oppure presenta un piede centrale, rialzato su uno stelo relativamente alto. Simile a quest'ultima forma è il plemochoe, che presenta un orlo rientrante simile a quello del kothon, una coppa per bere.
[modifica] Altre forme
[modifica] Epinetron
L'epinetron era un oggetto utilizzato durante la tessitura. Aveva la forma di un mezzo cilindro, leggermente svasato, aperto ad un'estremità e chiuso all'altra da un cerchio completo. Veniva posto sul ginocchio per proteggere le vesti.
[modifica] Kernos
Il kernos è un contenitore costituito da più recipienti uguali di varia forma, uniti tra loro e sostenuti da un unico piede. Diffuso già in epoca preistorica aveva in genere funzioni di culto, per la presentazione di offerte.
[modifica] Phiale
| Per approfondire, vedi la voce phiale. |
La phiale era un vaso circolare dai bordi bassi come la kylix, ma differenza di quest'ultima non aveva né piede né manici. Veniva usata per la libagione.
[modifica] Note
- ^ Il primo fu Theodor Panofka, con il suo libro Recherches sur les veritables noms des vases grecs, del 1829, ricavato dalla catalogazione dei vasi greci del Museo Nazionale di Napoli.
- ^ Kylix del British Museum a Londra, inventario B450.
- ^ Scheda e altra scheda su esemplari di kothon (Ure Museum dell'Università di Reading); Schede su un kothon dal Perseus Project.
[modifica] Altri progetti
Commons contiene file multimediali su Forme ceramiche greche
[modifica] Collegamenti esterni
- Nomi e forme di vasi attici ((PDF)) della sezione didattica della Soprintendenza archeologica della Toscana sul sito del Comune di Firenze.
- (EN) Forme dei vasi greci (The Beazkey Archive)
- (EN) Lista di vasi greci
- (EN) Forme dei vasi greci (Corpus Vasorum Antiquorum)
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