Riserva naturale I Giganti della Sila
| Riserva naturale I Giganti della Sila | |
|---|---|
| Tipo di area | Riserva Naturale Guidata e Bioenergetica |
| Codifica EUAP | EUAP0046 |
| Stati | |
| Regioni | |
| Province | |
| Comuni | Spezzano della Sila |
| Superficie a terra | 5,44 ha |
| Provvedimenti istitutivi | D.M. n. 426 del 21.07.87 |
| Gestore | ex A.S.F.D. |
| Sito istituzionale | |
La Riserva naturale I Giganti della Sila, nota anche come Riserva naturale del Fallistro dal nome della località in cui si trova, è un'area naturale protetta statale istituita nel 1987 in Calabria, nella provincia di Cosenza[1]. Quest'area protetta è nota in quanto ospita i famosi "Giganti della Sila" o "Giganti di Fallistro", pini larici ultracentenari di dimensioni maestose, i cui tronchi formano un perfetto colonnato naturale. Tali tronchi possono innalzarsi fino a 45 metri di altezza e avere un diametro alla base di circa due metri, tanto da essere spesso paragonati per dimensioni alle sequoie nordamericane (che però raggiungono dimensioni quasi doppie in altezza e diametri di oltre 10 metri). I pini presenti nella riserva sono 56. Oltre al pino laricio sono presenti anche meli selvatici, faggi, castagni, pioppi tremuli e aceri montani.
Indice |
Storia [modifica]
Il nome "Sila" deriva da un'espressione osca equivalente al latino "silva", ossia "selva", "bosco". I Romani chiamavano l'area della Sila, compreso l'altopiano delle Serre e l’Aspromonte, "Silva brutia", da cui deriva il nome attuale[2][3].
La riserva è quindi l'ultimo residuo dell'antica foresta silana, presente fino agli inizi del Novecento, e che venne poi in gran parte tagliata dapprima con l'Unità d'Italia, quando venne sacrificata per rifornire di legname pregiato il giovane Regno, e poi nell'immediato secondo dopoguerra, come pegno da pagare agli alleati britannici e americani, per aver liberato il paese.
Secondo alcuni studi effettuati su campioni di legno, parte della riserva risalirebbe invece agli anni 1620-1650[3].
Territorio [modifica]
La riserva occupa una superficie di 5,44 ha su un leggero pendio ad un'altitudine media di 1.420 m s.l.m., esposto a nord-ovest e a sud-est, all'interno del Parco nazionale della Sila[3][4].
Fauna [modifica]
La fauna è quella tipica delle zone silane e appenniniche. Nella riserva ci si può imbattere nello scoiattolo nero calabrese (Sciurus vulgaris) e nella volpe appenninica (Vulpes vulpes). Vi è anche la presenza di rapaci quale la poiana, il gheppio e altri. Nella riserva vivono varie specie di picidi come il picchio rosso maggiore, il picchio rosso mezzano e il raro picchio nero. Non è esclusa la presenza del cinghiale nella foresta, ma solo nel periodo autunnale-invernale, quando l’accesso ai visitatori non è consentito.[5]
Flora [modifica]
La Riserva è sostanzialmente una pineta di Pino Laricio (Pinus nigra var. calabrica), impiantata, secondo alcuni studiosi, nella prima metà del 1600, da un nobile proprietario terriero che edificò lì vicino la propria dimora estiva, con annesso una filanda. Tale proprietario terriero decise di abbellire l’area intorno la dimora realizzando una sorta di orto botanico, impiantando varie specie di piante autoctone, tipiche dell’area silana. Ad oggi quello che rimane nella Riserva, sono 56 piante di Pino Laricio di cui 4 caduti per maltempo, dei meli selvatici, di pioppi neri e degli aceri di montagna. 7 degli aceri sono esemplari centenari e si collocano ai margini della riserva[4].
I "Giganti di Fallistro" [modifica]
Tutte i 56 "giganti" presenti nella Riserva sono ultra secolari, fino ai 350 anni, mentre altre piante, sempre presenti nella Riserva, hanno circa 150 anni. Recentemente sono nati in maniera spontanea altri Pini Larici di età inferiore ai 30 anni[3].
Accesso e strutture ricettive [modifica]
La Riserva non è aperta tutto l’anno. Il suo accesso è programmato solo nel periodo estivo da giugno, fino a metà autunno, fine di ottobre. La Riserva può essere percorsa soltanto a piedi, attraversando un percorso obbligato. Sono esclusi al suo interno l’uso di biciclette e ciclomotori. Un ampio parcheggio all’ingresso della Riserva consente comodamente di raggiungerla con autovetture e autobus. Naturalmente sono previsti i classici obblighi da osservare in un’area boschiva. Tutte le 56 piante sono state catalogate dal Corpo Forestale dello Stato, che ha realizzato e installato in prossimità di ogni piante, tabelle informative sulle piante stesse, nella quale viene indicata l’altezza e l’età della pianta, la specie e il diametro del tronco.
Gestione [modifica]
La riserva è attualmente gestita dal Corpo Forestale dello Stato - Ufficio Amministrazione di Cosenza. All'interno della riserva la sorveglianza è affidata al personale C.F.S. del Comando Stazione Forestale di Camigliatello Silano[4].
Note [modifica]
- ^ Fonte: Ministero dell'Ambiente.
- ^ Fonte Calabria Turismo.
- ^ a b c d Fonte: Assessorato al Turismo della Calabria
- ^ a b c www.jblasa.com
- ^ Fonte: SilaOnline.
Bibliografia [modifica]
Voci correlate [modifica]
Collegamenti esterni [modifica]
- Riserva naturale I Giganti della Sila su Parks.it, il portale dei parchi italiani
- Riserva naturale I Giganti della Sila su www.agraria.org
- La riserva sul sito dell'Assessorato al Turismo della Calabria