Nicotera

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Nicotera
comune
Nicotera – Stemma Nicotera – Bandiera
Nicotera – Veduta
Localizzazione
Stato Italia Italia
Regione Coat of arms of Calabria.svg Calabria
Provincia Provincia di Vibo Valentia-Stemma.png Vibo Valentia
Amministrazione
Sindaco Francesco Pagano (Patto per la Legalità) dal 29/10/2012
Territorio
Coordinate 38°33′00″N 15°56′00″E / 38.55°N 15.933333°E38.55; 15.933333 (Nicotera)Coordinate: 38°33′00″N 15°56′00″E / 38.55°N 15.933333°E38.55; 15.933333 (Nicotera)
Altitudine 220 m s.l.m.
Superficie 28,25 km²
Abitanti 6 445[1] (31-10-2012)
Densità 228,14 ab./km²
Frazioni Badia di Nicotera, Comèrconi, Marina, Preìtoni
Comuni confinanti Candidoni (RC), Joppolo, Limbadi, Rosarno (RC), Spilinga
Altre informazioni
Cod. postale 89844
Prefisso 0963
Fuso orario UTC+1
Codice ISTAT 102025
Cod. catastale F893
Targa VV
Cl. sismica zona 1 (sismicità alta)
Nome abitanti nicoteresi
Patrono san Giuseppe; santa Maria Assunta
Giorno festivo 19 marzo; 15 agosto
Cartografia
Mappa di localizzazione: Italia
Nicotera
Posizione del comune di Nicotera nella provincia di Vibo Valentia
Posizione del comune di Nicotera nella provincia di Vibo Valentia
Sito istituzionale

Nicotera ([ni'kotera], Ncòtra in calabrese[2], dal greco antico Nikòptera, Νικόπτερα) è un comune italiano di 6.445 abitanti[3] della provincia di Vibo Valentia in Calabria.

Storia[modifica | modifica wikitesto]

Centro abitato di Nicotera Marina

In antichità si credeva che Nicotera sorgesse sul luogo dell’antica Medma, tesi confutata dopo l'inizio degli scavi del 1912, diretti da Paolo Orsi, a Rosarno (RC). Oggi l’abitato gode di uno splendido paesaggio, comprendente Nicotera Marina, Monte Sant'Elia di Palmi, lo stretto di Messina, l’Aspromonte e le isole Eolie. Un vero e proprio terrazzo sul mare dal quale poter ammirare uno dei più suggestivi paesaggi che la Calabria offre. Col nome attuale che significa “Segno della vittoria”, essa è già nota nel IV secolo. Questo fu uno dei periodi più drammatici per Nicotera a causa delle numerose incursioni saracene che spinsero gli abitanti a ritirarsi sull’alto nel sito ove oggi sorge la cittadina.

Nel 1065 Roberto il Guiscardo la potenziò e la fortificò così la cittadina poté risorgere attorno al castello che egli fece costruire. Roberto il Guiscardo era infatti alla ricerca di un approdo marittimo per i collegamenti con la Sicilia dove si stava combattendo per allontanare gli arabi dall’isola. La nuova città, ricostruita seguendo schemi tipicamente normanni, risplende ora di nuovo fascino: il Castello e la Cattedrale rappresentano il cuore della città e da qui si ripartiscono le strade che portano ai diversi quartieri. Fu nuovamente distrutta e quindi ricostruita da Roberto d'Altavilla.

Fu distrutta ancora una volta e poi ricostruita nel 1074 da Re Tamin d’Africa e nel 1085 dalle truppe di Benevert. Seguì un’ennesima ricostruzione da parte del Conte Ruggero di Lauria, che ne potenziò il porto. È ancora attaccata e distrutta dagli Almoravidi guidati da Ibn-MaiMun. Il figlio di Ruggero, Ruggero II la ricostruì nel 1122. Dopo le numerose distruzioni e ricostruzioni Nicotera viene conquistata da Federico II. Grazie a quest’ultimo la città raggiunge il suo massimo splendore. Fu inoltre istituito un importante cantiere per la costruzione della flotta imperiale. Per potenziare il sistema economico Federico II fece giungere a Nicotera gli Ebrei, abili economisti, per incrementare l’attività economica e finanziaria della città. Inoltre fece costruire un apposito quartiere dove far alloggiare gli Ebrei detto “Giudecca”. La città fu poi resa agli Angioini, ma ancora una volta i cittadini furono costretti ad abbandonare le loro abitazioni quando nel 1638 fu saccheggiata dai Turcheschi. Durante il quattordicesimo e il XV secolo sottostette al dominio dei Ruffo e dei Marzano. Nel 1496 passò alla famiglia di Gennaro che nel 1555 vi ebbe incardinato il titolo di Conte. Per successione nel 1585 ritornò in casa Ruffo fino alla distruzione della feudalità riconducibile al 1806. La cittadina fu nuovamente danneggiata dal terremoto del 1783. L’ordinamento amministrativo che i francesi disposero il 19 gennaio 1807 faceva di Nicotera una Sede di Governo. Il 4 maggio 1811 fu emanato un decreto che poneva Nicotera a capo di uno dei primi circondari comprendenti i villaggi di Caroniti, Preitoni, Comerconi, Badia, Joppolo, Coccorino, Mottafilocastro, Limbadi, Mandaradoni, Caroni, S.Nicola, Spilinga, Panaja, Carciadi e Rosarno. Un nuovo ordinamento dato dai Borboni il 1º maggio 1816 confermava Nicotera nella condizione precedente ma, attribuiva Spilinga e le sue frazioni al circondario di Tropea. Il centro di Nicotera era diviso in vari quartieri e comprendeva: Santa Chiara, Baglio e Porta Grande dove vivevano i borghesi, i cittadini più in vista occupavano invece la zona pianeggiante, mentre il quartiere S.Nicola ospitava i commercianti. Nella storia nicoterese spiccano nomi di storici, poeti ed intellettuali, che hanno fatto la storia della cittadina rendendola famosa in tutto il meridione. Il castello, costruito nel 1763 da E. Sintes per il Conte di Sinopoli Falcone Ruffo, sul luogo dell’antico edificio svevo-angioino, è costruzione esteriormente integra con tre torri quadrilatere angolari, porte e finestre in granito. Completamente ricostruita dal Sintes nel 1785 è la cattedrale di origine medievale oggi ulteriormente restaurata e dedicata a Santa Maria Assunta. All’interno sono conservati frammenti tombali del XV secolo, un altare con marmi policromi, una statua attribuita ad Antonello Gagini raffigurante la Madonna delle Grazie; un Crocifisso ligneo di scuola napoletana del cinquecento attribuito ad Angelo Laudano; una cattedra episcopale ad intagli; preziosi arredi sacri tra i quali un balocco cinquecentesco e paramenti settecenteschi. A pochi metri dalla chiesa vi è una torre campanaria quadrata. Nel vecchio centro della cittadina sono frequenti balconi a pancia e tulipani in ferro battuto, con mensole di granito, opere del Settecento. Il centro ufologico nazionale italiano riporta i dati relativi all'avvistamento di un oggetto misterioso caduto al largo di Nicotera Marina il 17 novembre 1960, alle ore 9,45. Del caso si interessò la Marina militare con l'invio di due corvette sul luogo del presunto avvistamento e caduta dell'oggetto misterioso in mare. I servizi segreti del tempo si interessarono del caso, unitamente all'Agenzia Governativa degli Stati Uniti, furono sentiti i testimoni dell'accadimento. Oggi Nicotera, che si regge prevalentemente sul turismo, sulla pesca e su piccole attività commerciali, vive un momento di forte crisi politico-istituzionale e di identità socio-culturare a cui si aggiunge una costante emigrazione che sta spopolando la cittadina.

Scioglimento Consiglio comunale[modifica | modifica wikitesto]

Nel 2005 e nel 2010 il civico consesso è stato sciolto con decreto del presidente della Repubblica per infiltrazioni mafiose (d.lgs. 267/2000 art. 143). Nicotera come il resto della Calabria soffre del problema 'Ndrangheta: l'esistenza di alcune 'ndrine (quali il clan Mancuso) sul territorio comunale ha comportato anche l'inquinamento della Pubblica Amministrazione a tutto svantaggio del tessuto culturale-sociale-economico della cittadina. La permeabilità dell'ente locale alla 'ndrangheta è stata possibile grazie ai collegamenti diretti e indiretti di alcuni amministratori locali e alcuni dipendenti comunali con soggetti mafiosi, legami che hanno consentito a quest'ultimi di esercitare il predominio in particolare sui settori degli appalti pubblici, delle autorizzazioni e delle concessioni.[4].

Monumenti[modifica | modifica wikitesto]

Cattedrale[modifica | modifica wikitesto]

La Cattedrale, di epoca barocca, comprende molte opere d'arte tra cui, nella navata destra un pregevole crocifisso e, a destra del presbiterio, nella cappella, la Madonna di Antonello Gagini. Dal piazzale si ha una splendida veduta sul golfo e sulla pianura di Rosarno.

Exquisite-kfind.png Per approfondire, vedi Cattedrale di Nicotera.

Castello[modifica | modifica wikitesto]

Exquisite-kfind.png Per approfondire, vedi Castello Ruffo di Nicotera.

Il castello è invece sede del Museo Archeologico che contiene reperti, provenienti principalmente da tombe, appartenenti al Paleolitico, al Neolitico, nonché bronzi, ceramiche e vasi di terracotta di età greca e romana.

Sport[modifica | modifica wikitesto]

  • La principale squadra di calcio della città è S.S.D. Nicotera che milita nel girone F calabrese di 2ª Categoria.

Evoluzione demografica[modifica | modifica wikitesto]

Abitanti censiti[5]

Etnie e minoranze straniere[modifica | modifica wikitesto]

Secondo i dati ISTAT al 31 dicembre 2010[6] i cittadini stranieri residenti erano 234 persone. Le nazionalità maggiormente rappresentate in base alla loro percentuale sul totale della popolazione residente erano:

Eventi[modifica | modifica wikitesto]

La statua lignea dell'Immacolata di Nicotera Marina

Sicuramente uno degli eventi più suggestivi ed importanti di Nicotera e più precisamente di Nicotera Marina è la processione a mare della statua dell'Immacolata Concezione che si svolge ogni anno l'8 di dicembre in coincidenza con la festa della Vergine. I pescatori di Nicotera Marina, portando in spalla la statua lignea della Vergine ed immergendosi in mare fin oltre la cintola, compiono tutto il tragitto che la statua stessa fece quando fu recuperata dalle acque qualche secolo fa, quando non esisteva ancora il paese.

Amministrazione[modifica | modifica wikitesto]

Nel 2010 il Consiglio dei Ministri delibera lo scioglimento del Comune di Nicotera per infiltrazioni mafiose e ad ottobre 2012 ci sono state nuove elezioni[7].

Note[modifica | modifica wikitesto]

  1. ^ Dato Istat - Popolazione residente al 31 ottobre 2012.
  2. ^ AA. VV., Dizionario di toponomastica. Storia e significato dei nomi geografici italiani, Milano, GARZANTI, 1996, p. 441.
  3. ^ Dato Istat al 31-10-2012(dati Istat)
  4. ^ NICOTERA | Legautonomie Calabria
  5. ^ Statistiche I.Stat - ISTAT;  URL consultato in data 28-12-2012.
  6. ^ Statistiche demografiche ISTAT
  7. ^ Urne aperte fino alle 14:00 in quattro comuni calabresi: Borgia, Nicotera, Condofuri e San Procopio, 29 ottobre 2012. URL consultato il 20 novembre 2012.

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Collegamenti esterni[modifica | modifica wikitesto]