Francica

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Francica
comune
Francica – Stemma
Dati amministrativi
Stato Italia Italia
Regione Coat of arms of Calabria.svg Calabria
Provincia Provincia di Vibo Valentia-Stemma.png Vibo Valentia
Sindaco Vincenzo Cupi (lista civicaFrancica sempre) dal 07/05/2012
Territorio
Coordinate 38°37′00″N 16°06′00″E / 38.616667°N 16.1°E38.616667; 16.1 (Francica)Coordinate: 38°37′00″N 16°06′00″E / 38.616667°N 16.1°E38.616667; 16.1 (Francica)
Altitudine 322 m s.l.m.
Superficie 22 km²
Abitanti 1 695[1] (31-08-2011)
Densità 77,05 ab./km²
Frazioni Mutari
Comuni confinanti Gerocarne, Dinami, Mileto, San Costantino Calabro, San Gregorio d'Ippona, Stefanaconi, Vibo Valentia
Altre informazioni
Cod. postale 89851
Prefisso 0963
Fuso orario UTC+1
Codice ISTAT 102015
Cod. catastale D767
Targa VV
Cl. sismica zona 1 (sismicità alta)
Nome abitanti Francicoti
Patrono Sant'Antonio Abate
Giorno festivo 17 gennaio
Localizzazione
Mappa di localizzazione: Italia
Francica
Posizione del comune di Francica nella provincia di Vibo Valentia
Posizione del comune di Francica nella provincia di Vibo Valentia
Sito istituzionale

Francica (pronuncia Fràncica), è un comune di 1.695 abitanti della provincia di Vibo Valentia.

Storia[modifica | modifica sorgente]

Fu fondata a tempo dei Normanni che in Mileto, posta sul costone di fronte, avevano la loro capitale. Il nome deriva dal distaccamento dei Galli (o Franchi) lì acquartierato. Secondo lo storico Gabriele Barrio, nato a Francica verso il 1510 e dalle note di Tommaso Aceti, la cittadella fu il risultato di diversi villaggi che si erano arroccati per essere al sicuro dalle incursioni dei nemici. Nel 1500, in località Campo, la Lega Antifrancese (Spagna, Asburgo, Milano, Venezia) in una battaglia campale batte le truppe di Luigi XII e dal Trattato di Granada, che ne seguirà, tutto il Meridione di Italia passa alla Spagna. Già in questo periodo i villaggi limitrofi vengono abbandonati. Rimanevano, come testimonianza, le chiesette diroccate dei santi Teodoro, Paolo, Biagio, Andrea, Pietro, Giovanni e, presso la cittadella, della B. Maria consacrata dal Papa Callisto II nel 1120. Il fiume Scotopeto, oggi un ruscelletto, la divideva dal territorio di Mileto, il Mesima (o Medama) da quello di Soriano e il fiume Cocaracio da Hipponium (Vibo Valentia). Si trovavano in questo territorio i villaggi di Pinguado (o Pungadi, distrutto dal terremoto del 1908, dove sono ancora osservabili le mura perimetrali del campanile della vecchia chiesa), Mutario (oggi Mutari), Clamista, quasi pensile (oggi non se ne conosce l'antica ubicazione) Scassaris e Costantino (oggi San Costantino Calabro, comune a sé).
Il suo più illustre figlio è stato lo storico Gabriele Barrio che con il suo De antiquitate et situ Calabriae, 1571, costituisce una pietra miliare per la conoscenza storica della Calabria.

Evoluzione demografica[modifica | modifica sorgente]

Abitanti censiti[2]

Amministrazione[modifica | modifica sorgente]

Note[modifica | modifica sorgente]

  1. ^ Dato Istat - Popolazione residente al 31 agosto 2011.
  2. ^ Statistiche I.Stat - ISTAT;  URL consultato in data 28-12-2012.

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