Mileto (Italia)

Da Wikipedia, l'enciclopedia libera.
Mileto
comune
Mileto – Stemma
Mileto – Veduta
Localizzazione
Stato Italia Italia
Regione Coat of arms of Calabria.svg Calabria
Provincia Provincia di Vibo Valentia-Stemma.png Vibo Valentia
Amministrazione
Sindaco Domenico Antonio Crupi dal 26.05.2014
Territorio
Coordinate 38°37′00″N 16°04′00″E / 38.616667°N 16.066667°E38.616667; 16.066667 (Mileto)Coordinate: 38°37′00″N 16°04′00″E / 38.616667°N 16.066667°E38.616667; 16.066667 (Mileto)
Altitudine 365 m s.l.m.
Superficie 35,65 km²
Abitanti 6 809[1] (30-09-2012)
Densità 191 ab./km²
Frazioni Calabrò, Comparni, Paravati, San Giovanni
Comuni confinanti Candidoni (RC), Dinami, Filandari, Francica, Gerocarne, Jonadi, San Calogero, San Costantino Calabro, Serrata, Rosarno (RC)
Altre informazioni
Cod. postale 89852
Prefisso 0963
Fuso orario UTC+1
Codice ISTAT 102021
Cod. catastale F207
Targa VV
Cl. sismica zona 1 (sismicità alta)
Cl. climatica zona C, 1 241 GG[2]
Nome abitanti Miletesi
Patrono san Nicola di Bari
Giorno festivo 6 dicembre
Cartografia
Mappa di localizzazione: Italia
Mileto
Posizione del comune di Mileto nella provincia di Vibo Valentia
Posizione del comune di Mileto nella provincia di Vibo Valentia
Sito istituzionale

Mileto (Militu in calabrese, Miletos, Μίλητος in greco antico) è un comune di 6.809 abitanti[1] della provincia di Vibo Valentia, situata su una collina di forma allungata ad est del gruppo montuoso del Monte Poro ed a sud di Vibo Valentia.

Rinomata nella storia, Ruggero il Normanno della famiglia degli Altavilla di Normandia la eresse a sua residenza rendendola una dei centri più importanti non solo della Calabria ma dell'intera Europa; oggi conserva i resti di una cattedrale, fondata nel 1081, ed i resti dell'abbazia benedettina della SS. Trinità.

A un chilometro a sud di Mileto si trova la frazione Paravati, dove viveva Natuzza Evolo, divenuta famosa in tutt'Italia per una serie di presunti episodi paranormali (apparizioni e colloqui con Gesù Cristo, la Madonna, santi e defunti, la comparsa di stimmate ed altro), tanto da richiamare a Paravati migliaia di persone.

Storia[modifica | modifica wikitesto]

Le origini di Mileto, pur ricondotte dal Barrio - storico del '500 - al periodo greco, sono verosimilmente da riportarsi all'epoca bizantina quando la città, conquistata dai normanni, divenne capitale della contea di Ruggero I d'Altavilla. Sono comunque stati rinvenuti i resti di una villa romana del II secolo d.C., risalenti quindi a epoche precedenti.

La città è sede vescovile fin dall'XI secolo, quando proprio Ruggero I il Normanno ottenne la fondazione dell'episcopato da papa Gregorio VII. La diocesi di Mileto, venne fondata nel 1985 unificando le diocesi delle tre città indicate nell'attuale nome. La diocesi di Mileto fu la prima di rito latino nel meridione d'Italia, dopo che il rito greco-bizantino aveva sostituito il rito romano, acquisì notevole importanza nei secoli anche grazie alla sua vastità e ai privilegi fondativi di cui era portatrice.

Dopo il terremoto del 1783 che distrusse l'antica città, la nuova Mileto sorse a circa 2 chilometri ad ovest in una terra chiamata "Villa del vescovo".

Nel 1799 il cardinale Fabrizio Ruffo vi si fermò per radunare il suo esercito chiamato della "Santa Fede", e da qui si mosse per riportare Ferdinando IV di Borbone sul Regno di Napoli. Il 28 maggio 1807 la cittadina vide lo scontro tra l'esercito napoletano e quello francese che, agli ordini del generale Reynier, vinse la battaglia di Mileto conquistando il dominio della regione per circa un decennio.

Il 27 agosto 1860 a Mileto sosta Giuseppe Garibaldi prima di completare la sua impresa di conquista del Regno di Napoli.

Durante la Seconda Guerra Mondiale il 16 luglio 1943, Mileto fu attaccata da alcuni aerei americani che stavano scortando dei bombardieri di ritorno da Vibo. Nell'attacco persero la vita 39 civili in gran parte donne e bambini e la città di Mileto è stata perciò insignita della Medaglia di Bronzo al Valore Civile il 16 luglio 2008.

Scavi archeologici[modifica | modifica wikitesto]

L'area occupata dalla città antica appare oggi come una vasta congerie di ruderi. Le scarse risorse economiche disponibili, per le istituzioni preposte alla ricerca e alla tutela, non hanno consentito fino ad ora di portare avanti scavi archeologici e letture stratigrafiche degli alzati finalizzate alla comprensione ed allo sviluppo della città normanna e prima ancora dell'insediamento bizantino. Le campagne di scavo di tipo scientifico sono state poche e limitate a pochi giorni di intervento (nel 1995 e nel 1999 e in diversi periodi degli anni successivi). In precedenza Paolo Orsi, nel 1916, aveva condotto una breve campagna di scavo durante la quale era stato messo in luce il piano della basilica, che aveva evidenziato la presenza di marmi, colonne e capitelli e cornici decorate da ovoli e fogliame sparsi per tutta l'area circostante. L'area abbaziale, sulla base degli scavi recenti, risulta costruita su un banco di arenaria bianca che, relativamente alla parte indagata, non presenta tracce di costruzioni antecedenti. Sulla base dei materiali ritrovati è stato possibile stabilire che la pavimentazione dell'importante struttura era stata realizzata in porfido rosso e serpentino verde connessi sicuramente all'attività di spoglio di altri monumenti più antichi. Non sono molti i resti riconducibili alla fase romanica della chiesa, sia perché l'area indagata non è molto estesa ma anche per via del fatto che nell'area sono avvenuti molti cambiamenti. Nonostante la limitatezza del tempo è stato possibile incrementare la conoscenza su alcuni particolari aspetti scaturiti ad esempio dal recupero di diversi frammenti vitrei riconosciuti come i resti delle ampie vetrate di epoca normanna.

Interessanti i reperti ceramici anche se in massima parte si tratta frammenti recuperati genericamente nell'area e quindi decontestualizzati. Vanno ricordate le ceramiche dipinte a bande rosse con motivi decorativi costituiti da spirali oppure da onde, o ancora le cosiddette invetriate monocrome dipinte, che accanto a quelle acrome (prive di decorazione) e da fuoco costituiscono le classi più numerose. Al XII secolo sono riconducibili alcuni frammenti di ceramiche dipinte ed invetriate su ingobbio pertinenti a forme quali bacini, coppette troncoconiche ed emisferiche, apode (senza piede) o con piede ad anello. La decorazione è espressa da virgole in rosso alternate da filetti concentrici in nero manganese, oppure da puntini in rosso alternati da filetti lineari sempre in manganese. Anche i motivi zoomorfi (con soggetti animali) sono rappresentati insieme a quelli antropomorfi (figure umane) come ad esempio la coppetta con cavaliere e cavallo dove viene usato anche il colore blu.

Da evidenziare che negli ultimi anni per opera dell'archeologo Francesco Cuteri è ripresa, seppur lentamente, l'attività di scavo nel Parco archeologico, nel frattempo costituito. La maggiore attenzione è stata riservata al momento alla zona relativa all'antico episcopio e alla cattedrale posti all'interno del perimetro cittadino. Notevoli e altamente promettenti sono stati i ritrovamenti fatti nel corso degli ultimi dieci anni con campagne di scavo e sondaggio mirate anche se brevi.

Onorificenze[modifica | modifica wikitesto]

Medaglia di bronzo al Merito Civile - nastrino per uniforme ordinaria Medaglia di bronzo al Merito Civile
«Piccolo Centro, durante l'ultimo conflitto mondiale subiva un violento bombardamento che causava la morte di trentanove suoi concittadini, in maggioranza donne e bambini. Nobile esempio di spirito di sacrificio e di amor patrio.»
— 16 luglio 1943 - Mileto (VV)[3]

Monumenti e luoghi d'interesse[modifica | modifica wikitesto]

Società[modifica | modifica wikitesto]

Evoluzione demografica[modifica | modifica wikitesto]

Abitanti censiti[4]

Il comune di Mileto ha fatto registrare nel censimento del 1991 una popolazione pari a 7.492 abitanti. Nel censimento del 2001 ha fatto registrare una popolazione pari a 7.157 abitanti, mostrando quindi nel decennio 1991 - 2001 una variazione percentuale di abitanti pari al -4,47%.

Gli abitanti sono distribuiti in 2.435 nuclei familiari con una media per nucleo familiare di 2,94 componenti.

Etnie e minoranze straniere[modifica | modifica wikitesto]

Secondo i dati ISTAT al 31 dicembre 2010[5] i cittadini stranieri residenti erano 149 persone. Le nazionalità maggiormente rappresentate in base alla loro percentuale sul totale della popolazione residente erano:

Persone legate a Mileto[modifica | modifica wikitesto]

Infrastrutture e trasporti[modifica | modifica wikitesto]

Strade[modifica | modifica wikitesto]

  • Autostrada: uscita Mileto, Autostrada A3 Sa-Rc (Riaperto ad agosto 2009, rifatto totalmente e collegato con la nuova autostrada).

Ferrovie[modifica | modifica wikitesto]

  • Ferrovie dello Stato: stazione di Mileto, collegamento con Roma e la Calabria.
  • Bus: Ferrovia della Calabria (per Cosenza, Catanzaro, Vibo Valentia)
  • Altri bus (Vibo Valentia, Reggio Calabria)
  • Stazione FS Mileto: frazione Paravati

Amministrazione[modifica | modifica wikitesto]

Sede comunale[modifica | modifica wikitesto]

Corso Umberto I 177
C.A.P. 89852
Tel. 0963-338015
Fax. 0963-336499

Sport[modifica | modifica wikitesto]

Squadre di calcio[modifica | modifica wikitesto]

  • A.S.D. CALCIO MILETO

Impianti sportivi[modifica | modifica wikitesto]

  • Stadio Comunale
  • Campetto Calcetto (Zona Stazione Autobus)
  • Campo di calcio a 5 (Seminario vescovile)
  • FORO BOARIO MILETO campo di calcetto - campo di bocce

Note[modifica | modifica wikitesto]

  1. ^ a b Dato Istat - Popolazione residente al 30 settembre 2012.
  2. ^ Tabella dei gradi/giorno dei Comuni italiani raggruppati per Regione e Provincia (PDF) in Legge 26 agosto 1993, n. 412, allegato A, Ente per le Nuove Tecnologie, l'Energia e l'Ambiente, 1 marzo 2011, p. 151. URL consultato il 25 aprile 2012.
  3. ^ http://www.quirinale.it/elementi/DettaglioOnorificenze.aspx?decorato=222668
  4. ^ Statistiche I.Stat - ISTAT;  URL consultato in data 28-12-2012.
  5. ^ Statistiche demografiche ISTAT
  6. ^ Nicola Taccone Gallucci tra conservatorismo cattolico e impegno politico-sociale di Rocco Pititto

Bibliografia[modifica | modifica wikitesto]

  • P. Orsi, Reliquie classiche a Mileto Vecchio, in "Notizie degli scavi" 1921, pp. 485–488
  • G. Occhiato, La Trinità di Mileto nel romanico italiano, Cosenza 1994
  • AA.VV., Beni culturali a Mileto di Calabria, Oppido Mamertina 1982.
  • Ruggero I e la provincia Melitana, a cura di Giuseppe Occhiato, Soveria Mannelli 2001
  • S. Marino, Tra Longobardi e Normanni. Lo scavo di Mileto, in Scavi medievali in Italia 1994-1995: atti della prima Conferenza italiana di archeologia medievale (Cassino, 14-16 dicembre 1995), a cura di Stella Patitucci Uggeri, Roma 1998, pp. 85–92.
  • R. Fiorillo, P. Peduto, Saggi di scavo nella Mileto vecchia in Calabria (1995-1999), in II Congresso di archeologia medievale (Brescia, 28 settembre-1º ottobre 2000), a cura di G.P. Brogiolo, Firenze 2000, pp. 223–233.
  • G. Occhiato, Rapporti culturali e rispondenze architettoniche tra Calabria e Francia in età romanica: l'abbaziale normanna di S.Eufemia, in MEFRM, 93 (1981), pp. 565–603.

Altri progetti[modifica | modifica wikitesto]

Calabria Portale Calabria: accedi alle voci di Wikipedia che trattano di Calabria