Limbadi

Da Wikipedia, l'enciclopedia libera.
Limbadi
comune
Limbadi – Stemma Limbadi – Bandiera
Localizzazione
Stato Italia Italia
Regione Coat of arms of Calabria.svg Calabria
Provincia Provincia di Vibo Valentia-Stemma.png Vibo Valentia
Amministrazione
Sindaco Lucia Iannuzzi (Commissario prefettizio) dal 26/04/2014
Territorio
Coordinate 38°34′00″N 15°58′00″E / 38.566667°N 15.966667°E38.566667; 15.966667 (Limbadi)Coordinate: 38°34′00″N 15°58′00″E / 38.566667°N 15.966667°E38.566667; 15.966667 (Limbadi)
Altitudine 229 m s.l.m.
Superficie 28,90 km²
Abitanti 3 468[1] (30-11-2012)
Densità 120 ab./km²
Frazioni Badia di Limbadi, Caroni, Mandaradoni, Motta Filocastro, San Nicola De Legistis
Comuni confinanti Candidoni (RC), Nicotera, Rombiolo, San Calogero, Spilinga
Altre informazioni
Cod. postale 89844
Prefisso 0963
Fuso orario UTC+1
Codice ISTAT 102019
Cod. catastale E590
Targa VV
Cl. sismica zona 1 (sismicità alta)
Nome abitanti limbadesi
Patrono san Pantaleone
Giorno festivo 27 luglio
Cartografia
Mappa di localizzazione: Italia
Limbadi
Posizione del comune di Limbadi nella provincia di Vibo Valentia
Posizione del comune di Limbadi nella provincia di Vibo Valentia
Sito istituzionale

Limbadi (dal greco libàdion, λιβάδιον - pianura -) è un comune di 3.468 abitanti[1] della provincia di Vibo Valentia, in Calabria.

Ha una superficie di 28,90 km². Si trova a 29 km a sud-ovest dal capoluogo Vibo Valentia e sorge a 229 m sul versante meridionale del monte Poro. Il territorio del Comune di Limbadi comprende 5 frazioni: Badia di Limbadi, Caroni, Mandaradoni, Motta Filocastro e San Nicola De Legistis. L'economia è basata principalmente sull'agricoltura, numerose sono le aziende, a carattere familiare, in cui viene prodotto olio d'oliva di ottima qualità, vino rosso e agrumi. A Limbadi vi è uno stabilimento importante di liquori, tra i quali, il più celebre è il Vecchio Amaro del Capo.

Storia[modifica | modifica sorgente]

Distrutta in massima parte dal terremoto del 1783, venne subito ricostruita. Era una frazione di Motta Filocastro, ma la posizione geografica favorì una sua rapida espansione urbana fino a divenire il più grande centro abitato del comune. Divenne capoluogo del Comune nel 1830. Si trova nella diocesi di Mileto-Nicotera-Tropea. Negli anni del fascismo Limbadi è stata sede di confino politico e ha accolto circa 40 perseguitati del regime fascista.

Evoluzione demografica[modifica | modifica sorgente]

Nel censimento del 2001 ha fatto registrare una popolazione pari a 3.630 abitanti, mostrando quindi nel decennio 1991 - 2001 una variazione percentuale di abitanti pari al 0,08% (nel 1991 ha registrato una popolazione pari a 3.627 abitanti).

Abitanti censiti[2]

Società[modifica | modifica sorgente]

Scioglimento Consiglio comunale[modifica | modifica sorgente]

Nel 1983 il Consiglio comunale di Limbadi è stato sciolto per motivi di ordine pubblico dall'allora Presidente della Repubblica Sandro Pertini, il decreto presidenziale è stato emesso ad appena una settimana dalle elezioni perché risultò primo degli eletti Francesco Mancuso ('ndrina Mancuso) sorvegliato speciale di pubblica sicurezza e pregiudicato per i reati di Estorsione, porto e detenzione abusiva d'armi, associazione mafiosa, reati contro il patrimonio ed inoltre latitante al momento del voto, con il Mancuso risultarono eletti altri soggetti inseriti nell'organizzazione criminale 'ndranghetistica; Il prefetto di allora propose lo scioglimento (accolto dal Presidente Pertini) del civico consesso: per impedire una pesante ingerenza di organizzazioni malavitose nei meccanismi istituzionali del comune di Limbadi, con conseguenze gravissime in ogni settore della vita di quella comunità[3].

Etnie e minoranze straniere[modifica | modifica sorgente]

Secondo i dati ISTAT al 31 dicembre 2010[4] i cittadini stranieri residenti erano 234 persone. Le nazionalità maggiormente rappresentate in base alla loro percentuale sul totale della popolazione residente erano:

Ricorrenze[modifica | modifica sorgente]

  • Festa patronale: San Pantaleone, 27 luglio.
  • Fiera: 25 luglio;
  • Sagra del "Contadino", nella prima settimana di agosto.

Ville e palazzi[modifica | modifica sorgente]

  • Villa Cafaro
  • Palazzo Gabrielli
  • Palazzo Massara
  • Vignale

Chiese e altri edifici religiosi[modifica | modifica sorgente]

  • Santuario della Santa Croce
  • Chiesa di San Pantaleone
  • Chiesa di San Nicola (a San Nicola De Legistis)
  • Chiesa di Maria SS. della Neve (a Mandaradoni)
  • Chiesa di Maria SS. Addolorata
  • Chiesa dell'Immacolata (a Caroni)
  • Chiesa della Madonna della Romania (a Motta Filocastro)
  • Chiesa della Madonna del Carmelo, già del SS. Sacramento
  • Chiesa dei Sacri Cuori di Gesù e Maria (a Motta Filocastro)

Amministrazione[modifica | modifica sorgente]

Note[modifica | modifica sorgente]

  1. ^ a b Dato Istat - Popolazione residente al 30 novembre 2012.
  2. ^ Statistiche I.Stat - ISTAT;  URL consultato in data 28-12-2012.
  3. ^ http://www.autonomiecalabria.it/lac/wp-content/uploads/2011/06/limbadi.pdf
  4. ^ Statistiche demografiche ISTAT

Bibliografia[modifica | modifica sorgente]

  • Domenico Massara, Cenni su Limbadi e profili dei suoi figli migliori, Reggio Calabria, La procellaria, 1962.
  • Imperio Assisi, Saverio Di Pietro, Pasquale Barbalace, Salvatore Fioresta (a cura di), Limbadi (immagini e momenti storici) , Reggio Calabria, Falzea editore, 1982
  • Pantaleone Sergi, Confinati politici in un paese del Sud. I “villeggianti” di Limbadi. In: Ferdinando Cordova, Pantaleone Sergi (a cura di), Regione di confino: la Calabria, 1927-1943, Roma, Bulzoni, 2005
  • Umberto Zanotti Bianco, Antefissa da S. Nicola di Limbadi, in «Atti e memorie della Società Magna Grecia», II, 1958.

Altri progetti[modifica | modifica sorgente]