Factorum et dictorum memorabilium libri IX

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Factorum et dictorum memorabilium libri IX
Charles Le Brun - Suicídio de Catão de Útica.jpg
Suicidio di Catone l'Uticense, di Charles Le Brun, 1646 (Catone è elogiato da Valerio Massimo in uno dei suoi libri dell'opera)
Autore Valerio Massimo
1ª ed. originale 31 d.C.
Genere manuale
Sottogenere retorico-morale
Lingua originale latino

Il Factorum et dictorum memorabilium libri IX (Nove libri su fatti e cose varie da ricordare) rappresenta l'opera più significativa dello scrittore latino Valerio Massimo.

È divisa in nove libri, un repertorio di exempla positivi e negativi descritti attraverso il comportamento di personaggi noti racchiusi in 95 rubriche. L'opera presenta due sezioni: nella prima appare l'esemplificazione romana, nell'altra quella relativa ai popoli stranieri.

La prima parte è caratterizzata dall'esaltazione dell'esercito, delle istituzioni, delle virtù politiche e pratiche; nell'ultima parte si parla dei vizi, mentre nella prefazione trova posto l'apologia di Tiberio. Caratteristica fondamentale è l'elogio della tradizione repubblicana: Valerio Massimo elogia infatti Catone l'Uticense (che incarna il valore della libertas) e condanna invece Livio Druso, che ha seminato discordia nella res publica. Per Bruto e Cassio vi è una valutazione in parte positiva, in quanto incarnano le virtù catoniane, in parte negativa in quanto sono comunque degli assassini. Si elogiano i conservatori e si condannano i demagoghi.

Visti i numerosi esempi, sembra che quest'opera sia stata scritta per un pubblico non esageratamente colto. Le fonti sono Cicerone, Sallustio e Livio. Lo scopo dell'autore non sarebbe quello di competere con altri storici ma di fornire ad un pubblico colto una serie di indicazioni di carattere morale. Il paragone delle virtù romane e straniere va sicuramente a favore delle prime: i romani sono superiori sia dal punto di vista materiale che morale.

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