Tullo Ostilio

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Tullo Ostilio
Re di Roma
Regno 673 a.C. - 641 a.C.
?
641 a.C.
Predecessore Numa Pompilio
Successore Anco Marzio

Tullo Ostilio (lat. Tullus Hostilius; ?641 a.C.) è stato il terzo dei leggendari Re di Roma, appartenente alla Gens Hostilia, che dovrebbe essere ricompresa tra le cento gentes originarie ricordate da Tito Livio. Fu il successore di Numa Pompilio.

Le sue guerre vittoriose con Alba Longa, Fidene e Veio indicano le prime conquiste del territorio latino e il primo allargamento del dominio romano oltre le mura di Roma. Fu durante il suo regno che avvenne il combattimento fra Orazi e Curiazi, i rappresentanti di Roma e di Alba Longa. Si dice che morì colpito da un lampo come punizione per il suo orgoglio.

Indice

[modifica] Regno

Tullo Ostilio va considerato semplicemente come il duplicato di Romolo. Entrambi sono eletti fra i pastori, continuano la guerra contro Fidene e Veio, aumentano il numero dei cittadini, organizzano l'esercito e spariscono da terra in una tempesta. Poiché Romolo e Numa Pompilio rappresentano i Ramnes ed i Tities, così, per completare la lista dei quattro elementi tradizionali della nazione, Tullo è il rappresentante del Luceres ed Anco Marzio il fondatore della Plebe.

[modifica] Guerra e distruzione

[modifica] Distruzione di Alba Longa

L'evento distintivo di questo regno è la distruzione di Alba Longa, che può essere considerato come un fatto storico.

Tullo Ostilio sconfigge i Veienti in battaglia, affresco

Tullo Ostilio fu scelto dai senatori perché era un romano e perché suo nonno Osto Ostilio aveva combattuto con Romolo contro i Sabini. Dopo la morte di Numa Pompilio lo spirito di pace sembrò indebolirsi.

Secondo la tradizione, i rapporti amichevoli fra Romani e la popolazione di Alba Longa, nei colli vicino a Roma, si erano guastati ed erano sorte controversie perché la gente aveva cominciato ad effettuare incursioni nei campi ed orti altrui, rubandosi reciprocamente raccolti ed animali. La risposta del re romano alle lamentele degli Albani fu che l'inizio della lite era stato opera loro.

Gli eserciti delle due città si prepararono a combattere, ma la battaglia fu risolta dalla sfida tra gli Orazi e Curiazi, tre fratelli romani i primi e tre fratelli albani i secondi. Alba Longa fu sconfitta e assoggettata allo stato romano. Quando Alba Longa si rifiutò di aiutare Roma in un successivo conflitto, Ostilio fece dilaniare capi albani con due carri lanciati nelle opposte direzioni. Poi distrusse la città ne trasferì gli abitanti sul Celio.

[modifica] Guerra contro i Sabini

Tullo Ostilio si impegnò anche in una guerra contro i Sabini; fu durate il suo regno che fu costruita la Curia Hostilia, che divenne il luogo deputato alle riunioni dei senatori, che prima di allora si riunivano all'aperto, nell'area del Foro che in seguito sarebbe stata utilizzata per i Comizi.

[modifica] Morte e sepoltura

La leggenda dice che Tullo era così occupato con una guerra dopo un'altra che aveva trascurato ogni servizio verso le divinità. Una peste terribile si abbatté sui Romani. Anche Tullo ne fu colpito. Pregò Giove per avere il suo favore ed il suo aiuto. La risposta del dio fu un fulmine che venne giù dal cielo, bruciò il re e ridusse la sua casa in cenere.

Ciò fu visto dai Romani come un'indicazione di scegliere meglio il nuovo re, un re che seguisse l'esempio pacifico di Numa Pompilio e scelsero Anco Marzio, il nipote di Numa Pompilio.

[modifica] Voci correlate

Predecessore: Re di Roma Successore:
Numa Pompilio 673 a.C. - 641 a.C. Anco Marzio I
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