Contemplazione

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In religione la contemplazione è una pratica che affianca la preghiera e la meditazione, con le quali presenta punti di affinità.

La contemplazione nel Cristianesimo occidentale[modifica | modifica sorgente]

Exquisite-kfind.png Per approfondire, vedi Contemplazione cristiana.

Nel Cristianesimo occidentale la contemplazione è associata al misticismo ed è legata alle opere di mistici quali Santa Teresa d'Avila e San Giovanni della Croce. La contemplazione è tenuta in grande riguardo soprattutto nel Cristianesimo Cattolico, il cui grande teologo San Tommaso d'Aquino scrisse: "È necessario per il bene della comunità degli uomini che ci siano persone che si dedichino a una vita di contemplazione". Uno dei suoi discepoli, Josef Pieper, commentò: "Perché è la contemplazione che preserva, in seno alla comunità degli uomini, la verità che è al contempo priva di utilità e parametro di ogni possibile utilità; così è la contemplazione che mantiene il vero fine in vista, dando significato a ogni atto pratico della vita".

La contemplazione nel Cristianesimo ortodosso[modifica | modifica sorgente]

Nel cristianesimo orientale la contemplazione è sinonimo di visione divina e, in quanto tecnica, è espressa dalla tradizione ascetica dell'Esicasmo. L'esicasmo, o vita nella quiete, comporta la pratica dell'orazione monologica, ossia di un'orazione composta da una semplice frase. Questa preghiera è recitata prestando attenzione al significato delle parole e senz'alcun uso della fantasia in modo da fare in modo che anche i propri ritmi vitali, il respiro e il battito cardiaco, la esprimano. Con questa preghiera - che non implica assolutamente un'attività mentale di concentrazione - l'intelletto intuitivo non è occupato da nulla che lo distragga e, purificato, discende nel centro più profondo della persona (il cuore). L'unità tra mente e cuore ricrea nell'uomo lo stato edenico perso con la disobbedienza del peccato. A quel punto l'uomo può avere l'intuizione della presenza divina in sé. Il più grande difensore e diffusore della preghiera esicasta è stato Gregorio Palamas. Nel Cristianesimo ortodosso, la contemplazione non è dissociata dall'azione. Non esiste, dunque, la divisione occidentale tra vita attiva e vita contemplativa. I monaci possono vivere in monastero ma dedicarsi anche alla missione e alle opere di carità.

La contemplazione nelle altre religioni e dottrine filosofiche[modifica | modifica sorgente]

Pratiche ricollegabili alla contemplazione sono rintracciabili anche in altre tradizioni religiose, ad esempio nel Buddismo.

La contemplazione è anche una componente fondamentale della filosofia di Platone: nel sistema platonico attraverso la contemplazione l'anima può arrivare alla conoscenza della forma di Dio e di altre forme divine. Anche per Plotino, esponente del neoplatonismo, la contemplazione è la chiave per raggiungere l'Uno. Plotino afferma infatti nelle Enneadi che la più alta forma di contemplazione consiste nello sperimentare la visione di Dio, la Monade, o l'Uno. Il suo discepolo Porfirio ci tramanda che il maestro visse questa esperienza almeno quattro volte.

Contemplazione e meditazione[modifica | modifica sorgente]

Le parole "contemplazione" e "meditazione" talvolta hanno significato diametralmente opposto a seconda che compaiano in un contesto occidentale o orientale.

In Occidente la contemplazione è intesa solitamente come un rivolgere la mente (svuotata di ogni altro contenuto) a Dio (nel Cristianesimo) o al bene (nel neoplatonismo), laddove la meditazione può richiedere un preciso esercizio mentale volto alla visualizzazione di una scena religiosa o alla riflessione su di un passaggio biblico. In Oriente il significato dei due termini è capovolto.

Bibliografia[modifica | modifica sorgente]

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