Taranis

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Taranis, Haute-Marne, Francia.
Ruote celtiche chiamate Rouelles, associate al culto di Taranis. Migliaia di ruote simili sono state ritrovate nei santuari della Gallia Belgica, e datano dal 50 aC al 50 dC.

Nella mitologia celtica Taranis, o Taranus, era il dio del tuono venerato in Gallia e in Antica Britannia e citato, assieme a Esus e Toutatis, dal poeta romano Marco Anneo Lucano nel suo poema epico Pharsalia come una divinità celtica alla quale venivano fatti sacrifici.[1] Era associato, come il ciclope Bronte nella mitologia greca, con la ruota e potrebbe aver ricevuto dei sacrifici umani.

Generalità[modifica | modifica wikitesto]

Molte raffigurazioni di un dio barbuto con un fulmine in una mano e una ruota nell'altra sono state ritrovate presso i galli, dove questa divinità apparentemente era in relazione con Giove.[2] È verosimilmente connesso con l'anglosassone Þunor, il norreno Thor, il germanico Donar, Ambisagrus, l'irlandese Tuireann e il santo Culdee Taran. Il nome Taranis non è stato ancora scoperto dalle iscrizioni galliche, ma ne sono state trovate varianti simili, come Taranucno-, Taranuo-, e Taraino-.[3] Taranis veniva venerato anche nell'area piemontese come Dio del tuono, secondo la leggenda il rumore del tuono era prodotto dalla ruota del carro del dio. (Rùa dél trun)

Etimologia[modifica | modifica wikitesto]

Il lessico ricostruito del linguaggio Proto-Celtico, raccolto dall'Università del Galles [4] suggerisce che il nome è probabilmente derivato in sostanza dal Proto-Celtico *Toranos. Questa parola Proto-Celtica significa ‘tuono.' Al giorno d'oggi in gallese Taranu significa 'tuonare'.

Taranis, come personificazione del tuono, viene spesso identificato con divinità simili trovate in altri pantheon indoeuropei. Tra questi, Thor e il dio ittita Tarhun (vedi Teshub) contengono un corrispondente *tor- elemento. Anche la divinità tracia chiamata Zbel-thurdos o Zbel-Thiurdos contiene questo elemento (Lingua tracica - thurd(a) "spingere, schiantarsi"). Gli altri hanno etimologie diverse, ad esempio *Perkwunos, Bronte e Indra.

Fonti[modifica | modifica wikitesto]

  • Ellis, Peter Berresford, Dictionary of Celtic Mythology (Oxford Paperback Reference), Oxford University Press, (1994): ISBN 0-19-508961-8
  • MacKillop, James. Dictionary of Celtic Mythology. Oxford: Oxford University Press, 1998. ISBN 0-19-280120-1.
  • Wood, Juliette, The Celts: Life, Myth, and Art, Thorsons Publishers (2002): ISBN 0-00-764059-5

Note[modifica | modifica wikitesto]

  1. ^ M. Annaeus Lucanus. Pharsalia, Book I.
  2. ^ Paul-Marie Duval. 2002. Les Dieux de la Gaule. Paris, Éditions Payot.
  3. ^ Nicole Jufer & Thierry Luginbühl. 2001. Répertoire des dieux gaulois. Paris, Éditions Errance.
  4. ^ University of Wales

Collegamenti esterni[modifica | modifica wikitesto]