Colobraro

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Colobraro
Panorama di Colobraro
Colobraro - Stemma
Stato: bandiera Italia
Regione: Basilicata
Provincia: stemma Matera
Coordinate: 40°11′0″N 16°26′0″E / 40.18333, 16.43333Coordinate: 40°11′0″N 16°26′0″E / 40.18333, 16.43333
Altitudine: 666 m s.l.m.
Superficie: 65,91 km²
Abitanti:
1.424 12-2008
Densità: 24 ab./km²
Comuni contigui: Noepoli (PZ), Rotondella, Sant'Arcangelo (PZ), Senise (PZ), Tursi, Valsinni
CAP: 75021
Pref. telefonico: 0835
Codice ISTAT: 077006
Codice catasto: C888 
Class. sismica: zona 2 (sismicità medio-alta)
Nome abitanti: colobraresi 
Santo patrono: San Nicola 
Giorno festivo: 7 aprile 
Comune
Posizione del comune nell'Italia
Sito istituzionale
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Colobraro è un comune di 1.424 abitanti[1] della provincia di Matera. È un centro agricolo dell'Appennino lucano nella valle del fiume Sinni.

Indice

[modifica] Geografia

Sorge sulle pendici meridionali del Monte Calvario (777 m s.l.m.), arroccato su uno sprone dal quale domina da sinistra un ampio tratto della valle.
Il paese si trova nei pressi della Strada Statale 653 della Valle del Sinni (che collega Policoro a Lauria) e non lontano dal bacino artificiale formato dalla diga in terra (la più grande in Europa) costruita sul fiume Sinni tra la fine degli anni settanta e l'inizio degli anni ottanta in prossimita della "stretta di Monte Cotugno" e da cui prende il nome di Lago di Monte Cotugno.

[modifica] Storia

[modifica] Cenni storici ed artistici

Antico centro basiliano, appartenne alla Badia di Santa Maria di Cersosimo di cui seguì le sorti fino al secolo XII. Posseduto per breve tempo dal conte Bertaimo d'Andria, passò ai Conti di Chiaromonte e da questi, nel 1319, ai Sanseverino di Tricarico. Assegnato a metà del secolo XIV ai Poderico, fu successivamente dei Pignatelli, dei Carafa (principi dal 1617) ed infine dei Donnaperna. La parrocchiale conserva un trittico (Madonna col Bambino) del secolo XIV; nella chiesa dei Francescani vi sono ricchi altari in marmo policromo.

[modifica] Il "paese senza nome"

Nei paesi vicini, il paese è chiamato anche, in modo scaramantico più che dispregiativo, "Quel paese" (in dialetto lucano: Chillu paise); ciò a causa della presunta innominabilità della parola "Colobraro" per la credenza superstiziosa che la semplice evocazione del nome porti sfortuna. Pare accertato[2] che tale innominabilità risalga ad un aneddoto risalente a prima della seconda guerra mondiale. L'allora podestà (carica istituzionale equivalente a quella odierna di sindaco) don Biagio Virgilio, avvocato di grande cultura e persona molto nota alla fine di una sua affermazione avrebbe detto qualcosa del tipo: "Se non dico la verità, che possa cadere questo candelabro". A quanto pare in seguito il candelabro sarebbe caduto davvero.

Ovviamente tutto ciò fa parte solo della superstizione locale collegata al forte radicamento popolare del rito della magia. Ciò attiro il famoso antropologo Ernesto de Martino nel 1952 (dal 29 settembre al 29 ottobre) e successivamente nel 1954 (tra l'8 e il 14 agosto). Insomma una questione dell'antropologia e non della magia.

[modifica] Demografia

Abitanti censiti


[modifica] Cultura

La mostra contadina.

[modifica] La mostra di arte contadina

Dal 2007 nei locali delle ex scuole medie è aperta al pubblico la Mostra dell'Arte Contadina[3], organizzata per i primi due anni dalle scuole di Colobraro e aperta tutte le estati. La mostra è curata da Rocco Modarelli e Pasquale Troccoli. Sono esposti, inoltre, alcuni quadri dell'artista Luca Celano, le poesie di Antonio Bruno e le sculture di Nicola Iannarelli.

[modifica] La mostra Fotografica

La mostra fotogragfica è aperta nei locali delle ex scuole medie in cui sono contenute le fotografie storiche del paese.

[modifica] Amministrazione comunale

Sindaco: Andrea Bernardo (lista civica) dal 29/05/2007
Centralino del comune: 0835 841016
Posta elettronica: comunecolobraro@rete.basilicata.it

[modifica] Economia

Modeste le risorse agricole (frutta, foraggi, olive e uva) e dell'allevamento (ovini e lavorazione dei formaggi).

[modifica] Note

  1. ^ Bilancio demografico 2008. URL consultato il 03-03-2009.
  2. ^ Articolo de "La Stampa" su Colobraro paese senza nome.
  3. ^ Sito ufficiale della mostra contadina.

[modifica] Voci correlate

[modifica] Collegamenti esterni

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