Stigliano

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Stigliano
comune
Stigliano – Stemma
Stigliano – Veduta
Localizzazione
Stato Italia Italia
Regione Regione-Basilicata-Stemma.svg Basilicata
Provincia Provincia di Matera-Stemma.png Matera
Amministrazione
Sindaco Antonio Barisano (PD) dal 7-5-2012
Territorio
Coordinate 40°24′00″N 16°14′00″E / 40.4°N 16.233333°E40.4; 16.233333 (Stigliano)Coordinate: 40°24′00″N 16°14′00″E / 40.4°N 16.233333°E40.4; 16.233333 (Stigliano)
Altitudine 909 m s.l.m.
Superficie 209 km²
Abitanti 4 590[3] (31-12-2012)
Densità 21,96 ab./km²
Frazioni Calvera, Caputo, Carpinello, Gannano, Santo Spirito, Serra di Croce[1]
Comuni confinanti Accettura, Aliano, Cirigliano, Craco, Gorgoglione, Montalbano Jonico, San Mauro Forte, Sant'Arcangelo (PZ), Tursi[2]
Altre informazioni
Cod. postale 75018
Prefisso 0835
Fuso orario UTC+1
Codice ISTAT 077027
Cod. catastale I954
Targa MT
Cl. sismica zona 2 (sismicità media)
Cl. climatica zona E, 2 472 GG[4]
Nome abitanti stiglianesi
Patrono sant'Antonio di Padova
Giorno festivo 13 giugno
Cartografia
Mappa di localizzazione: Italia
Stigliano
Posizione del comune di Stigliano nella provincia di Matera
Posizione del comune di Stigliano nella provincia di Matera
Sito istituzionale

Stigliano è un comune italiano di 4.590 abitanti[3] della provincia di Matera in Basilicata.

Geografia[modifica | modifica sorgente]

Stigliano si trova a 909 m s.l.m. nella parte centro-occidentale della provincia al confine con la parte centro-orientale della provincia di Potenza. ed estende i suoi territori per 209 km².

Confina a nord con i comuni di Accettura (18 km) e San Mauro Forte (31 km), ad est con Craco (26 km) e Montalbano Jonico (47 km), a sud con i territori di Aliano (14 km), Sant'Arcangelo (PZ) (33 km) e Tursi (42 km), mentre ad ovest con Cirigliano (18 km) e Gorgoglione (20 km). Dista 79 km da Matera e 72 km dal capoluogo di regione Potenza. È sede della Comunità Montana Collina Materana.

Clima[modifica | modifica sorgente]

Exquisite-kfind.png Per approfondire, vedi Stazione meteorologica di Stigliano.

Secondo i dati medi del trentennio 1961-1990, la temperatura media del mese più freddo, gennaio, si attesta a +3,4 °C, mentre quella del mese più caldo, agosto, è di +22,2 °C[6].

STIGLIANO Mesi Stagioni Anno
Gen Feb Mar Apr Mag Giu Lug Ago Set Ott Nov Dic Inv Pri Est Aut
T. max. mediaC) 6,1 7,2 9,8 13,3 18,7 23,4 27,0 27,5 23,1 16,8 12,0 8,4 7,2 13,9 26,0 17,3 16,1
T. min. mediaC) 0,7 0,7 2,6 5,6 10,2 13,9 16,7 17,0 13,9 9,5 5,9 2,6 1,3 6,1 15,9 9,8 8,3

Storia[modifica | modifica sorgente]

Stigliano fu fondato dai Lucani; in seguito passò sotto i Greci di Metaponto. Il nome risale, forse, all'epoca romana: deriva probabilmente dalla famiglia degli Hostilius, della quale il paese era una delle proprietà. Il nome antico era quindi Hostiliusanus, da cui Ostigliano e quindi Stigliano.

Stigliano passò dopo le invasioni barbariche ai Longobardi, che lo posero nel Principato di Salerno. Nel 1070 fu donato al vescovo di Tricarico.

Nel 1269 andò a Carlo d'Angiò, che lo infeudò a Giacomo di Bosciniano nel 1274. Nel 1289 Carlo II lo affidò alla potentissima famiglia napoletana dei Carafa. Nel 1556 tutta la proprietà passò alla famiglia spagnola dei duca di Medina, che lo eresse a capoluogo della Basilicata.

Nel 1806 furono aboliti i privilegi feudali e Stigliano passò sotto l'amministrazione diretta del Regno di Napoli prima e del Regno delle Due Sicilie poi. Nel 1861 entrò nel Regno d'Italia. Fu occupata in seguito dai briganti di Carmine Crocco dopo uno scontro con il regio esercito, noto come battaglia di Acinello. Concluso il combattimento Crocco e José Borjès, vincitori, fecero il loro ingresso a Stigliano dove furono bene accolti da parte della popolazione. Un’altra parte degli abitanti della cittadina decise invece di scappare, Scortata dai resti del 62° fanteria e da guardie nazionali si diresse verso San Mauro. Lungo il tragitto i fuggitivi furono attaccati da un nucleo di “briganti” di ritorno da una ricognizione che, al comando del Caruso, raggiunse Crocco a Stigliano dopo aver fatto bottino. [8].

Negli anni del fascismo Stigliano fu un luogo di confino dei fascisti dissidenti, in quanto, trovandosi a quasi 1000 metri d'altitudine, era l'unico a sfuggire alla malaria.

Monumenti e luoghi d'interesse[modifica | modifica sorgente]

Architetture religiose[modifica | modifica sorgente]

Il convento di Sant'Antonio[modifica | modifica sorgente]

Il convento risale al XVII secolo, conserva un importante crocifisso ligneo, attribuito a padre Umile da Petralia, creatore di molte opere simili in zona. Tale effigie, secondo la tradizione popolare, si rese protagonista in passato di un prodigioso miracolo, attestato inoltre da una preziosa tavoletta lignea del tempo: liberò la cittadina dalla peste.

Il 1º ottobre 1656, secondo la leggenda, una luce luminosa e un rombo portentoso si abbatterono in chiesa avvolgendo l'imponente opera d'arte, nel momento in cui il volto del Cristo, fino ad allora chinato sulla parte sinistra, si spostò verso quella destra. Nello stesso attimo in cui avvenne questo prodigioso evento, Stigliano fu liberata dal terribile morbo che aveva decimato la popolazione a circa 1600 anime.

La chiesa vanta inoltre una facciata barocca del XVII secolo con un imponente campanile con cupola a carattere arabeggiante e due preziosi quadri del XVII secolo, attribuiti ad Antonio Stabile, uno dei quali raffigura la Vergine Maria col Bambino. Un altro dipinto risalente al XVIII secolo raffigurante l'Immacolata con Santo monaco è attribuito a Domenico Guarino. La Chiesa, che in origine era dedicata a Santa Maria la Nova, probabilmente della struttura attuale comprendeva soltanto la facciata. Il campanile, infatti, apparteneva al convento di Sant'Antonio che si trovava nella parte del paese tutt'oggi conosciuta con il nome di area di Sant' Antonio.

La Chiesa Madre[modifica | modifica sorgente]

La Chiesa Madre è dedicata a Santa Maria Assunta, presenta una facciata in stile barocco.

Essa può vantare numerose opere d'arte tra le quali spicca un sontuoso polittico del XVI secolo attribuito a Simone da Firenze, caratterizzato da una solenne statua della Vergine (Madonna del Polittico) e da dipinti con santi, angeli e Dio Padre. Esso apparteneva al convento di Sant'Antonio che fu distrutto nel XIX secolo così come una statua lignea di Sant'Anna con la Vergine e una Santa Lucia.

La struttura è caratterizzata da una splendida volta in legno dorato nella navata centrale e tante cupole nelle due navate laterali. Molto particolari sono il coro in legno intagliato, fatto rifare nel XIX secolo dall'arciprete Correale, e l'armadio ligneo della sacrestia costruito a spese dell'arciprete Tancredi. Interessante anche la statua della Vergine Assunta, di scuola veneta, conosciuta con il nome di Santa Maria della Neve, che fu donata alla chiesa nel 1522. Notevole la cripta, nella parte sottostante la chiesa, all'interno della quale venivano seppelliti i morti e dove, di recente, sono stati rinvenuti alcuni affreschi.

L'organo a canne della chiesa è stato costruito nel 1930 da Francesco Consoli[9]. A trasmissione pneumatico-tubolare, la sua consolle ha due tastiere di 61 note ciascuna ed pedaliera dritta di 27 note. Di seguito, la disposizione fonica:

Prima tastiera - Grand'Organo
Pieno 4 file
Decima quinta 2'
Duodecima 2.2/3'
Ottava 4'
Unda maris 8'
Dulciana 8'
Principale 8'
Tromba 8'
Seconda tastiera - Espressivo
Viola gamba 8'
Concerto viole 8'
Bordone 8'
Flauto 4'
Flautino 2'
Tremolo
Pedale
Subbasso 16'
Ottava 8'
Violoncello 8'

Architetture civili[modifica | modifica sorgente]

  • Il castello e parte della cinta muraria.
  • Il Palazzo Santo Spirito
  • Il Palazzo Formica
  • Il Palazzo Porcellini
  • Il Palazzo Vitale

Società[modifica | modifica sorgente]

Evoluzione demografica[modifica | modifica sorgente]

Abitanti censiti[10]

Si nota un netto calo della popolazione di Stigliano, che è arrivata dopo oltre un secolo a scendere fino a 4.951 abitanti (demoIstat 31-12-2008), perdendo circa 1000 abitanti ogni 10 anni.

Etnie[modifica | modifica sorgente]

Sebbene i valori siano ancora molto lontani dalla media italiana, gli stranieri regolari nel 2007 erano 71 (26 maschi e 45 femmine) pari al 1,41% della popolazione stiglianese[11].

Cultura[modifica | modifica sorgente]

Istruzione[modifica | modifica sorgente]

Museo contadino[modifica | modifica sorgente]

Molto del passato stiglianese lo si può ripercorrere toccando con mano suppellettili, arnesi domestici e da lavoro, costumi tradizionali e un magnifico frantoio in pietra raccolti e sistemati con cura da Rocco Derosa e Antonio Fanelli nel prezioso museo L'angolo della memoria. Spazio ubicato nel centro storico e aperto gratuitamente al pubblico, a cui si aggiunge anche una tipica casa contadina completamente restaurata e arredata e un Centro documentazione ricco di testi e immagini di interesse storico locale e regionale.

Media[modifica | modifica sorgente]

Cinema[modifica | modifica sorgente]

Pur se in modo del tutto marginale, Stigliano vanta una dignitosa presenza nel cinema. E questo grazie a registi come il grande Mario Camerini, Fabio Segatori e Domenico Ciruzzi i quali, tra pura fantasia e scene girate sul posto, restituiscono l’atmosfera passata e recente che da sempre caratterizza il paese e il suo territorio. Tuttavia, se da una parte Camerini per il suo I briganti italiani ricostruisce angoli di Stigliano e delle sue zone agresti in alcune aree della Campania e a Cinecittà, Segatori con Terra bruciata (1999) e Ciruzzi con il cortometraggio Sbraineff’ (1999) fissano su pellicola il paesaggio reale con le sue fiumare, palazzi e masserie.

Cucina[modifica | modifica sorgente]

I "dolci" (L' DOLC') (noti anche come sospiri) di Stigliano, tipici dolci preparati con crema pasticcera o al cioccolato e ricoperti di glassa.

Persone legate a Stigliano[modifica | modifica sorgente]

Eventi[modifica | modifica sorgente]

Dal 2009 nel mese di agosto si svolgono a Stigliano una serie di eventi che culminano con lo spettacolo La leggenda del drago. Si comincia con la Giostra di cavalli e cavalieri, torneo equestre tra i rappresentanti di nove comuni posti a cavallo tra le province di Matera e Potenza e situati nei territori appartenuti in passato al feudatario Eligio Della Marra e poi al principato di Stigliano[12]. Nei giorni successivi nel centro storico si tiene lo spettacolo La leggenda del drago, rappresentazione scenica all'aperto rievocativa dell'arcaico racconto locale secondo il quale un drago che nei pressi di un lago montano divorava persone e greggi fu affrontato ed ucciso dal signore del posto[13].

Economia[modifica | modifica sorgente]

Tutt'oggi, il prodotto tipico dell'economia stiglianese è la pasta, e la celebre farina del mulino, venduta in tutta la regione e oltre. Ancora rinomata è l'avanzata funzione svolta dal noto pastificio Sarubbi, ormai dismesso, che esportava i suoi prodotti addirittura in America.

Amministrazione[modifica | modifica sorgente]

Gemellaggi[modifica | modifica sorgente]

Stigliano è gemellata con:

Note[modifica | modifica sorgente]

  1. ^ dati Istat 2001
  2. ^ dati del ministero dell'ambiente
  3. ^ a b Bilancio demografico 2012, dati Istat.
  4. ^ Tabella dei gradi/giorno dei Comuni italiani raggruppati per Regione e Provincia (PDF) in Legge 26 agosto 1993, n. 412, allegato A, Ente per le Nuove Tecnologie, l'Energia e l'Ambiente, 1 marzo 2011, p. 151. URL consultato il 25 aprile 2012.
  5. ^ Classificazione sismica dei comuni lucani
  6. ^ Tabella climatica
  7. ^ Classificazioni climatiche dei comuni lucani
  8. ^ Io, Brigante - Con la controbiografia di Basilide Del Zio – supplemento a “Il Mattino” – Capone Editore/Edizioni del Grifo. Pag 68
  9. ^ L'organo a canne della Chiesa Madre
  10. ^ Statistiche I.Stat - ISTAT;  URL consultato in data 28-12-2012.
  11. ^ Statistiche ISTAT - 31 dicembre 2007. La presenza straniera a Stigliano
  12. ^ II edizione della Giostra di Cavalli e Cavalieri, Stiglianoeventi.org. URL consultato il 29-11-2011.
  13. ^ III edizione della Leggenda del Drago, Stiglianoeventi.org. URL consultato il 29-11-2011.

Bibliografia[modifica | modifica sorgente]

  • La scuola a Stigliano prima e dopo l'unità: 1822-1912. Benito Urago, Matera, Amministrazione provinciale, stampa 1992
  • Paesaggio agrario e rapporti sociali a Stigliano a meta del 18. secolo. Sebastiano Villani. - Napoli: Edizioni scientifiche italiane, 1984
  • Stigliano: nuove notizie storiche ed archeologiche con documenti inediti. Raccolte da Giuseppe Pennetti; e pubblicate a cura del Comune. - Napoli M. D'Auria, 1899
  • Stigliano: notizie storiche con 34 documenti inediti ed un'appendice su Aliano - Cirigliano - Gorgoglione. Giuseppe Pennetti. - Matera: BMG, stampa 1978
  • Stigliano sotto gli spagnuoli: storia locale derivata dall'esegesi documentaria per i secoli 16. e 17. : nelle appendici i documenti originali; alcuni documenti alianesi e alcuni capitoli e carte montalbanesi riguardanti la medesima epoca. Benito Urago; a cura dell'Amministrazione provinciale di Matera. - Matera: F.lli Montemurro, 1964
  • Borjés, José, La mia vita tra i briganti, Lacaita, Manduria, 1964.
  • Camilleri, Andrea, La bolla di componenda, Sellerio, Palermo, 1999.
  • Colangelo, Giuseppe, I sentieri del cinema - Guida per argomenti al primo secolo di film, La Vita Felice, Milano, 1997.
  • Colangelo, Giuseppe - Porro, Francesca, A zonzo per il materano - Guida ai tesori, ai sapori e ai set cinematografici di una terra tutta da scoprire, BaMa Edizioni, Milano, 2002.
  • Colangelo, Giuseppe, La Freccia di Mezzanotte, La Vita Felice, Milano, 2011.
  • Cutrufelli, Maria, R., L’unità d’Italia. Guerra contadina e nascita del sottosviluppo del Sud, Edizioni Bertani, Verona, 1974.
  • Gattia, Alarico, L’uomo del Sud, Edizioni Cepim, Milano, 1978.
  • Il Giorno, Milano, gennaio - febbraio, 1982.
  • Levi, Carlo, Cristo si è fermato a Eboli, Mursia, Milano, 1945.
  • Monti, Mario, I briganti Italiani, Longanesi, Milano, 1959.

Voci correlate[modifica | modifica sorgente]

Altri progetti[modifica | modifica sorgente]

Collegamenti esterni[modifica | modifica sorgente]

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