Castelmezzano

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Castelmezzano
comune
Castelmezzano – Stemma
Castelmezzano – Veduta
Dati amministrativi
Stato Italia Italia
Regione Regione-Basilicata-Stemma.svg Basilicata
Provincia Provincia di Potenza-Stemma.png Potenza
Sindaco Domenico Antonio Cavuoti (LC "La Ginestra" - Destra) dall'08/06/2009
Territorio
Coordinate 40°32′00″N 16°03′00″E / 40.533333°N 16.05°E40.533333; 16.05 (Castelmezzano)Coordinate: 40°32′00″N 16°03′00″E / 40.533333°N 16.05°E40.533333; 16.05 (Castelmezzano)
Altitudine 750[1] m s.l.m.
Superficie 33 km²
Abitanti 861[2] (31-12-2010)
Densità 26,09 ab./km²
Comuni confinanti Albano di Lucania, Anzi, Laurenzana, Pietrapertosa, Trivigno
Altre informazioni
Cod. postale 85010
Prefisso 0971
Fuso orario UTC+1
Codice ISTAT 076024
Cod. catastale C209
Targa PZ
Cl. sismica zona 2 (sismicità media)
Cl. climatica zona E, 2 273 GG[3]
Nome abitanti castelmezzanesi
Patrono San Rocco
Giorno festivo 18 e 19 agosto
Localizzazione
Mappa di localizzazione: Italia
Castelmezzano
Posizione del comune di Castelmezzano all'interno della provincia di Potenza
Posizione del comune di Castelmezzano all'interno della provincia di Potenza
Sito istituzionale

Castelmezzano è un comune di 873 abitanti della provincia di Potenza.

Nel 2007, la rivista americana "Budget Travel" definì Castelmezzano la migliore località del pianeta tra quelle di cui non si è mai sentito parlare, assieme a Caraiva (Brasile), Estacada (USA), Irgalem (Etiopia), Puerto Angel (Messico), la regione dello Jura (Francia), Jomsom (Nepal) e Sangkhlaburi (Thailandia)[4]. Inoltre fa parte del circuito dei "I borghi più belli d'Italia"[5].

Geografia[modifica | modifica sorgente]

Sorge a 830[1] m s.l.m. nel cuore delle Dolomiti Lucane poco distante dal Parco Naturale di Gallipoli Cognato. Situato nella parte centro-orientale della provincia confina con i comuni di: Pietrapertosa (10 km), Trivigno (13 km), Albano di Lucania (17 km), Laurenzana (18 km) e Anzi (21 km). Dista 36 km da Potenza e 81 km dall'altra provincia lucana di Matera.

Storia[modifica | modifica sorgente]

Le origini di Castelmezzano sono datate circa tra il VI ed il V secolo a.C., quando dei coloni greci penetrarono nella valle del Basento e fondarono un centro abitato chiamato Maudoro, cioè mondo d'oro. Nel X secolo d.C., le invasioni saracene costrinsero la popolazione locale a trovare una nuova stabilizzazione. Si narra che, durante l'esodo, un pastore chiamato Paolino scoprì un luogo adatto per trasferirsi, formato da rocce ripide dalle cui cime si potevano respingere gli invasori facendo rotolare massi di pietra.

Dopo l'occupazione longobarda, vi si insediarono i Normanni tra il XI ed il XIII secolo d.C. e vi costruirono un castello (di cui sono ancora visibili i resti delle mura e la gradinata scavata nella roccia che consentiva l’accesso al punto di vedetta più alto). Fu proprio dal nome del castello (Castrum Medianum, castello di mezzo) che ne derivò quello della cittadina, denominato così per via della sua posizione tra quelli di Pietrapertosa e di Albano). Con i Normanni, Castelmezzano visse un periodo di pace e di sviluppo, con gli Angioini conobbe un forte declino. Nel 1310, il comune venne affidato alla Diocesi di Potenza e nel 1324 a quella di Acerenza.

Con l'arrivo degli Aragonesi, tra il XIV ed il XVI secolo, numerosi proprietari terrieri ricevettero come feudo Castelmezzano, sebbene le condizioni economiche e sociali rimasero perlopiù invariate. Solamente con la nomina del barone Giovanni Antonio De Leonardis (la cui famiglia governo la cittadina dal 1580 al 1686), ci fu un certo sviluppo. Successivamente, passò per via nuziale ai De Lerma, ai quali rimase fino al nel 1805, anno in cui il feudalesimo era in estinzione nel sud Italia.

Nel XIX secolo, Castelmezzano fu toccata dal fenomeno del brigantaggio. Grazie proprio alla sua collocazione territoriale costituita da nascondigli naturali tra le rocce e vegetazioni rigogliose, fu un rifugio ideale per numerosi briganti. Alla fine del secolo, il comune subì un forte fenomeno migratorio, che spinse numerose famiglie a trasferirsi oltreoceano.

Luoghi di principale interesse[modifica | modifica sorgente]

Chiesa madre di Santa Maria dell'Olmo[modifica | modifica sorgente]

Incerta è la data della sua edificazione (si pensa all'inizio del XIII secolo) e, nel corso dei secoli, subì numerose modifiche. Fino alla metà dell'Ottocento, era composta da una navata, con quattro piccole cappelle laterali (quella di Gesù Cristo, Beneficenza, Purgatorio e Sant’Antonio) e diversi altari, di cui se ne contarono 7 già nel 1544. Dal 1853 vengono attuati lavori di consolidamento ma un terremoto avvenuto nel 1857, danneggiò l’edificio. Tuttavia i lavori proseguirono e la chiesa subì un massiccio intervento di riparazione e riedificazione. Nel 1870, l’arciprete don Michele Arcangelo Volini fece ampliare ulteriormente la navata centrale, ristrutturò la sagrestia, rifece il campanile e diede la forma alle due navate laterali. Agli inizi del Novecento, la chiesa fu adornata da vari altari in marmo, grazie al contributo degli emigranti castelmezzanesi degli Stati Uniti. L'edificio conserva opere come le statue di “Santa Maria dell’Olmo”, della “Madonna col bambino”, della “Madonna del Bosco-Regina Pura” e della “Madonna dell’Ascensione”. Vi sono tre quadri arricchiscono l’interno: quello delle “Anime purganti”, della “Madonna del Carmelo”, della “Sacra Famiglia” (o “Trinità Terrestre”), attribuita al pittore seicentesco Pietrafesa. Da menzionare anche le campane della chiesa: la più antica risale al 1666, la seconda al 1768, la terza al 1820, e la quarta al 1948.

Chiesa del Santo Sepolcro[modifica | modifica sorgente]

Una delle più antiche chiese di Castelmezzano, chiamata così già nel 1544 poiché seppellivano qui i defunti e forse perché già vi si svolgevano, come del resto avviene ancora oggi, le funzioni del Venerdì Santo. A giudicare dalla struttura architettonica interna, il monumento è forse di origini bizantine, per via dello spazio sacro diviso da un arco in due parti uguali, che formano la zona inviolabile della Iconostasi e l’area dell’assemblea dei fedeli (come nelle Chiese d’Oriente). La cappella risale, probabilmente, all’XI secolo e presenta tracce di culture orientali portate dagli occidentali durante la Prima Crociata. Altri ritengono invece che essa sia datata tra il IX ed il X secolo, cioè nel periodo in cui sorse il primo insediamento del paese. Tra il 1895 ed io 1896, l’arciprete don Michele Arcangelo Volini fece costruire il primo nucleo dell’attuale cimitero comunale. La chiesa del Santo Sepolcro custodisce la statua lignea della “Madonna dell’Ascensione” (XIV secolo), sulla quale circola una leggenda suggestiva. La statua fu ritrovata da due pescatori in riva al mare ed essa e domandò di essere condotta a Castelmezzano. I due arrivarono ove sorge l’attuale cappella, e qui la statua si appesantì tanto da non poter essere più spostata. Dopo la costruzione della cappella, si verificò un nuovo miracolo: la statua si arricchì di due marinaretti in preghiera, rassomiglianti ai due pescatori. Dal nome della statua prende il nome "La festa della Madonna dell’Ascensione", evento che si svolge annualmente durante l’ultima domenica di maggio.

Cappella della Madonna dell’Annunziata[modifica | modifica sorgente]

Forse costruita nel XVIII secolo, era ubicata nella parte più alta del centro abitato. Per questa ragione fu scelta il 14 agosto 1860 dai liberali del paese, i quali issarono la bandiera tricolore in onore dell'arrivo di Giuseppe Garibaldi. In tempi remoti, durante il 25 marzo, nella cappella si svolgeva il rito del “compare”. L'evento era costituito da giovani castelmezzanesi che sceglievano i loro compari di cresima, per poi girare mano nella mano attorno alla cappella, chiamandosi “compari” e rafforzando il loro rapporto d'amicizia. Questo uso non esiste più e la cappella ospita soltanto le celebrazioni per l’Annunziata.

Cappella di San Marco[modifica | modifica sorgente]

Venne chiamata così durante la visita pastorale del 1544 dell'arcivescovo di Acerenza e Matera Giovanni Michele Saraceni. La struttura viene anche denominata "cappella della Madonna delle Grazie", data la presenza al suo interno dell'antico quadro della Madonna delle Grazie. La cappella ospita anche la piccola statua della Madonna che viene portata durante la processione del 2 luglio. Anche la messa della Domenica delle Palme viene celebrata qui, con la benedizione dei rami d'ulivo decorati e la processione verso la chiesa madre.

Cappella di Santa Maria "Regina Coeli"[modifica | modifica sorgente]

Risale al 1603, in base ad un'iscrizione su un’acquasantiera in pietra custodita nella chiesa madre. Si pensa che la cappella sia stata costruita per fornire ospitalità ad un convento di Frati Carmelitani. Nel corso dei secoli, la cappella è stata restaurata con il contributo della comunità di Castelmezzano, stando ai documenti dell'archivio parrocchiale. La struttura è anche la prima tappa dei pellegrini che la notte del 15 agosto si recano a piedi verso Tolve, in devozione a San Rocco.

Società[modifica | modifica sorgente]

Evoluzione demografica[modifica | modifica sorgente]

Abitanti censiti[6]


Cultura[modifica | modifica sorgente]

Eventi e festività[modifica | modifica sorgente]

Volo dell'Angelo
  • Il Volo dell'Angelo - dedicato soprattutto al pubblico giovanile, il Volo dell'Angelo si svolge nel periodo estivo (tra giugno e settembre) e sta avendo una grande risonanza mediatica in tutta Italia. Legati da un'apposita imbracatura ed agganciati ad un robusto cavo d'acciaio, si parte sospesi in aria da Castelmezzano per arrivare a Pietrapertosa ad una velocità di circa 120 km/h e lo stesso procedimento si ripete per tornare da dove si è partiti. Nel lasso di tempo si ha la possibilità di osservare il suggestivo panorama delle Dolomiti lucane ad un'altezza di circa 1000 metri. Arrivati ai due borghi, si ha l'occasione di girare tra le abitazioni, di fare escursioni storico-naturalistiche, di degustare i prodotti locali e di godersi al meglio il panorama.
  • Festa di San Rocco - Il patrono di Castelmezzano, San Rocco, si festeggia il 19 agosto. In passato la ricorrenza avveniva il 16 agosto e, in seguito, si decise di spostare l'evento in data odierna per consentire alla banda locale di poter allietare i festeggiamenti dei paesi vicini.
  • Festa del maggio - Il 12 e 13 settembre, durante la festa di Sant'Antonio, si può assistere alla "Festa del maggio" o "Sposalizio degli alberi". Il punto saliente della manifestazione è un lungo tronco di cerro, scelto e tagliato con gli strumenti tradizionali dei boscaioli, per poi essere trasportato da coppie di buoi fino al paese. Giunti a destinazione, il tronco viene innalzato dopo aver "sposato" "la cima", un agrifoglio anch'esso trasportato in paese in spalla da giovani. Il maggio è così pronto per essere scalato da giovani robusti.
  • Sagra della Cuccia - si organizza il 13 dicembre, durante la festa di Santa Lucia. L'evento si tiene innanzi alla Chiesa Madre e viene cucinata, in un calderone, la "cuccia", un piatto a base di fave, grano, ceci e cicerchie che viene benedetto e, alla fine della Messa, distribuito a tutti i fedeli in segno di buon auspicio.

Feste patronali e religiose[modifica | modifica sorgente]

  • 1ª domenica di maggio: Festa in onore della Madonna del Bosco
  • Ascensione: Festa in onore della Madonna dell'Ascensione
  • Domenica di Corpus Domini: Processione del Santissimo Sacramento
  • 15 giugno: Festa in onore di San Vito Martire
  • 2 luglio: Festa in onore della Madonna delle Grazie
  • 7 agosto: Festa in onore di San Donato Vescovo e Martire
  • 16 agosto: Pellegrinaggio in onore di San Rocco a Tolve
  • 18 e 19 agosto: Solenni Festeggiamenti in onore di San Rocco Patrono di Castelmezzano
  • 11-13 settembre: Festa in onore di Sant'Antonio di Padova e della Madonna del Bosco
  • 1ª domenica di ottobre: Festa in onore di San Francesco,San Michele e della Addolorata
  • 13 dicembre: Festa in onore di Santa Lucia Vergine e Martire

Persone legate a Castelmezzano[modifica | modifica sorgente]

Amministrazione[modifica | modifica sorgente]

Note[modifica | modifica sorgente]

  1. ^ a b Legge 26 agosto 1993, n. 412, allegato A (PDF), 1º marzo 2011, p. 127. URL consultato il 31 gennaio 2012.
  2. ^ Dato Istat - Popolazione residente al 31 dicembre 2010.
  3. ^ Tabella dei gradi/giorno dei Comuni italiani raggruppati per Regione e Provincia in Legge 26 agosto 1993, n. 412, allegato A, Ente per le Nuove Tecnologie, l'Energia e l'Ambiente, 1 marzo 2011, p. 151. URL consultato il 25 aprile 2012.
  4. ^ Budget Travel, "The Best Places you've never heard of". URL consultato il 19 maggio 2008.
  5. ^ I Borghi più belli d'Italia. URL consultato il 1º settembre 2008.
  6. ^ Statistiche I.Stat - ISTAT;  URL consultato in data 28-12-2012.

Bibliografia[modifica | modifica sorgente]

  • AA. VV, Basilicata Atlante Turistico, Istituto Geografico De Agostini, 2006.
  • Giacomo Antonio Viccaro, Tra le Dolomiti Lucane, Castelmezzano, Edizioni Edipo, 1984.

Voci correlate[modifica | modifica sorgente]

Altri progetti[modifica | modifica sorgente]

Collegamenti esterni[modifica | modifica sorgente]

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