Tramutola

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Tramutola
comune
Tramutola – Stemma Tramutola – Bandiera
Localizzazione
Stato Italia Italia
Regione Regione-Basilicata-Stemma.svg Basilicata
Provincia Provincia di Potenza-Stemma.png Potenza
Amministrazione
Sindaco Ugo Salera (centrosinistra) dal 16/05/2011
Territorio
Coordinate 40°19′00″N 15°47′00″E / 40.316667°N 15.783333°E40.316667; 15.783333 (Tramutola)Coordinate: 40°19′00″N 15°47′00″E / 40.316667°N 15.783333°E40.316667; 15.783333 (Tramutola)
Altitudine 660 m s.l.m.
Superficie 36,48 km²
Abitanti 3 149[1] (01-01-2012)
Densità 86,32 ab./km²
Comuni confinanti Grumento Nova, Marsicovetere, Moliterno, Montesano sulla Marcellana (SA), Padula (SA), Paterno
Altre informazioni
Cod. postale 85057
Prefisso 0975
Fuso orario UTC+1
Codice ISTAT 076091
Cod. catastale L326
Targa PZ
Cl. sismica zona 1 (sismicità alta)
Nome abitanti tramutolesi
Patrono Madonna dei Miracoli
Giorno festivo 17 maggio
Cartografia
Mappa di localizzazione: Italia
Tramutola
Posizione del comune di Tramutola all'interno della provincia di Potenza
Posizione del comune di Tramutola all'interno della provincia di Potenza
Sito istituzionale

Tramutola (Tramùtëlë in dialetto lucano[2]) è un comune italiano di 3.149 abitanti della provincia di Potenza.

Storia[modifica | modifica sorgente]

Le origini di Tramutola non sono molto antiche e si ricollegano alla penetrazione nella zona dei monaci benedettini, anche se alcune teorie sostengono che un gruppo di rigettati dalla nascente civiltà Paternese ( provenienti dall'antica Civitas ) cercò protezione nella gola in cui è situato attualmente il paese. Nel 1144 un monaco della Badia di Cava, Giovanni di Marsico cappellano dell’ abate Falcone, che non aveva dimenticato le sue terre d'origine, attirò la simpatia di alcuni ricchi signori che donarono alla Badia di Cava la chiesa di San Pietro con annesso dormitorio e con tutti i suoi beni. La donazione fu poi perfezionata, come prevedeva l’usanza dei tempi, dal consenso del vescovo di Marsico Giovanni II.

Questi edifici, forse fondati dai basiliani avevano raggiunto una certa importanza, perché stazione di sosta sulla strada - o sarebbe meglio dire un tratture - che da Atena Lucana, attraverso Brienza, conduceva a Marsico. Per rinunciare ai suoi diritti, la diocesi marsicana ottenne una libbra di cera, una d'incenso ed un maiale all'anno.

La fama di santità che accompagnava i Benedettini cavensi e l’opera di bonifica compiuta in una terra contrassegnata da zone paludose - il nome Tramutola deriva da "terra motola", cioè ricca d'acqua - contribuirono ad allargare il nucleo abitato. La cura dei monaci favorì la coltura del gelso e l'allevamento del baco da seta che, con il lino e la canapa e una certa produzione tessile, furono per secoli i pilastri dell’economia locale. La dipendenza dall'abbazia di Cava consentì alla comunità tramutolese una certa protezione dalle prepotenze che altri paesi subivano da parte dei feudatari "laici".

L’abate di Cava, che fu insignito del titolo di Barone di Tramutola, esercitava il suo governo mediante un vicario per gli affari ecclesiastici, ed un "bajulo" per tutti gli aspetti fiscali e finanziari. I capi delle famiglie potevano far sentire la loro voce attraverso un parlamento che radunava due volte all'anno.

Affioramenti naturali di petrolio[modifica | modifica sorgente]

La presenza del petrolio nel comune era già nota nel passato, almeno dal periodo attorno la metà del secolo XIX, in quanto il geografo Amati ne segnala lo sfruttamento tramite di miniere di asfalto nel comune [3] [4], confermando quanto riportato negli "Annali del regno delle due Sicilie" che cita l'esposizione di campioni di asfalto di Marsico e Tramutola alla "pubblica esposizione di arti e manifattura del 1853"[5]

I suoi affioramenti naturali di petrolio[6] erano così descritti dal geologo Camillo Crema nel 1902:

« ... e consiste in una piccola sorgente di acqua mista a petrolio. Il petrolio viene emesso in piccola quantità, ma in modo continuo sotto forma di viscide filacciche che vengono trascinate dalla corrente impeciando le sponde del ruscello e sprigionando un acuto odore caratteristico. La sorgente emette anche talvolta delle bollicine gassose »
(Camillo Crema, Il petrolio nel territorio di Tramutola, Bollettino Societa' Geologica Italiana, 1902)

Successivamente, dopo un periodo di ricerche ed una perforazione eseguite all'inizio del secolo '900, l'Agip sfruttava nell'area il Campo petrolifero di Tramutola, con la perforazione di 47 pozzi dei quali 26 produttivi nel periodo 1936-1943. Il campo venne ufficialmente chiuso nel 1959, dopo la perforazione di un pozzo esplorativo profondo, Tramutola 45, nel 1958-1959[3].

Evoluzione demografica[modifica | modifica sorgente]

Abitanti censiti[7]

Manifestazioni[modifica | modifica sorgente]

  • Processione in barca per la Madonna miracolosa. La festa religiosa più solenne è collegata ad un avvenimento miracoloso. La tradizionale processione che si tiene il 17 maggio celebra infatti la Madonna dei Miracoli. In un altro 17 maggio, quello del 1853, la processione venne organizzata per invocare la pioggia, dopo che un periodo di siccità stava compromettendo la fertilità delle campagne. I testimoni presenti quel giorno giurarono di aver visto la statua della Madonna indietreggiare da sola, mentre i portatori "sentivansi sospingere indietro da una virtù sensibile". Questo fatto si ripete 5 volte, in 5 punti diversi del paese. Dopo la processione, quando la statua era già stata riposta in chiesa, sul suo petto apparve una fiammella di un acceso color rosso. Il pomeriggio del giorno seguente la pioggia, tanto invocata, fece finalmente la sua comparsa. Da quell'anno il 16, quando le strade del paese ospitano la fiera e il 17 maggio sono per Tramutola giorni di festa. L’ultima domenica di maggio, ancora nel nome della Madonna dei Miracoli, si svolge una particolare processione. La statua della Madonna è trasportata su una barca di rose, probabilmente a ricordare la devozione degli emigranti che a questo mezzo di trasporto affidavano le loro speranze per un futuro migliore.
  • Altre festività religiose sono quelle di Sant'Antonio, la domenica successiva il 13 giugno, e di San Rocco il 28 e 29 agosto. Suggestiva è anche la processione per la ricorrenza del Corpus Domini in giugno: il corteo avanza su un tappeto verde, composto di toglie verdi e petali di ginestre, mentre i lati della strada sono ornati con gli alberelli, collocati dagli abitanti dei diversi rioni.

Strade[modifica | modifica sorgente]

Strada Statale 276 Italia.svg dell'Alto Agri

Persone legate a Tramutola[modifica | modifica sorgente]

Amministrazione[modifica | modifica sorgente]

Curiosità[modifica | modifica sorgente]

Note[modifica | modifica sorgente]

  1. ^ Dato Istat - Popolazione residente al 1º gennaio 2012.
  2. ^ AA. VV., Dizionario di toponomastica. Storia e significato dei nomi geografici italiani, Torino, UTET, 1990, p. 663.
  3. ^ a b van Dijk, J.P., Affinito, V., Atena, R., Caputi, A., Cestari, A., D'Elia, S., Giancipoli, N., Lanzellotti, M., Lazzari, M., Orioli, N., and Picone, S. (2013); Cento Anni di Ricerca Petrolifera - L'Alta Val d'Agri (Basilicata, Italia meridionale). Atti del 1º Congresso dell’Ordine dei Geologi di Basilicata, “Ricerca, Sviluppo ed Utilizzo delle Fonti Fossili: Il Ruolo del Geologo”, Potenza, 30 novembre – 2 dicembre 2012, pp. 29-76.
  4. ^ vedi pag. 131 di Amato Amati, Elementi di geografia dell'Italia: Con cenni storici e statistici,, presso G. Gnocchi editore-librario, Milano, 1860
  5. ^ vedi pag. 35 in Della solenne pubblica esposizione di arti e manifattura del 1953, Annali civili del regno delle Due Sicilie, Volumi 50-52
  6. ^ Oggi ancora visibili all'interno nel torrente Rio Caolo o Cavolo
  7. ^ Statistiche I.Stat - ISTAT;  URL consultato in data 28-12-2012.

Voci correlate[modifica | modifica sorgente]

Collegamenti esterni[modifica | modifica sorgente]

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