Calvello

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Calvello
comune
Calvello – Stemma
Localizzazione
Stato Italia Italia
Regione Regione-Basilicata-Stemma.svg Basilicata
Provincia Provincia di Potenza-Stemma.png Potenza
Amministrazione
Sindaco Mario Domenico Antonio Gallicchio (lista civica) dal 29/05/2007
Territorio
Coordinate 40°29′00″N 15°51′00″E / 40.483333°N 15.85°E40.483333; 15.85 (Calvello)Coordinate: 40°29′00″N 15°51′00″E / 40.483333°N 15.85°E40.483333; 15.85 (Calvello)
Altitudine 730 m s.l.m.
Superficie 106,4[1] km²
Abitanti 1 943[2] (novembre 2014)
Densità 18,26 ab./km²
Comuni confinanti Abriola, Anzi, Laurenzana, Marsico Nuovo, Marsicovetere, Viggiano
Altre informazioni
Cod. postale 85010
Prefisso 0971
Fuso orario UTC+1
Codice ISTAT 076015
Cod. catastale B440
Targa PZ
Cl. sismica zona 1 (sismicità alta)
Nome abitanti calvellesi
Patrono san Nicola
Giorno festivo 6 dicembre
Cartografia
Mappa di localizzazione: Italia
Calvello
Calvello
Posizione del comune di Calvello all'interno della provincia di Potenza
Posizione del comune di Calvello all'interno della provincia di Potenza
Sito istituzionale

Calvello (Calvìdde in dialetto lucano) è un comune italiano di 1.943 abitanti [2] della provincia di Potenza in Basilicata, noto per la tradizionale produzione di ceramica artistica. Il nome deriva probabilmente dal latino caro et vellus (carne e lana).

Geografia fisica[modifica | modifica wikitesto]

Il comune sorge a 730 m s.l.m. nella parte centro-settentrionale della provincia. Dista circa 40 km da Potenza e circa 100 km dall'altro capoluogo lucano, Matera. Confina a nord con Abriola (5 km), a nordest con Anzi (8 km), ad est con Laurenzana (10.5 km), ad ovest e sudovest con Marsico Nuovo (11.3 km), a sud e sudest con Marsicovetere (11.3 km) e Viggiano (16 km)

Storia[modifica | modifica wikitesto]

La prima attestazione documentaria dell'abitato di Calvello risale al 1089, quando Normanno, XI conte di Marsico, dona a Rado, abate di S. Stefano in Marsico Nuovo, le chiese di S. Caterina "iuxta fluvium" e S. Nicola nei pressi del Castello.[3] "Da questo momento la crescita economica, sociale e culturale della comunità e lo stesso disegno urbano, nei suoi connotati morfologici, sarebbero stati condizionati, oltre che dalla orografia, anche dalla localizzazione dei due poli: l'uno, laico-feudale, a monte e l'altro, religioso, a valle"[4] La presenza benedettina si rafforza con la fondazione del priorato di S. Maria de Plano, intorno alla metà del XII secolo, dipendente da Marsico Nuovo, e la costruzione del cenobio di S. Pietro a Cellaria, a circa 6 km a sudest dal centro abitato, da parte dei monaci della Congregazione di S. Maria di Pulsano.[5] A quell'epoca il signore di Calvello era un tale Matteo esponente della famiglia normanna dei De Calvello (o De Calvellis), di cui conosciamo altri componenti quali il fratello di Matteo, Rogerius, i figli Guglielmo e Berardo e il nipote Rogerius, figlio di Guglielmo, quasi tutti legati a Calvello e alle due comunità monastiche a cui donarono chiese e proprietà terriere.[6] In età il signore di Calvello era Gentile de Petruro, possessore del castello che era uno dei 29 castra e domus regi della Basilicata dello Statutum de reparation castrorum emanato da Federico II intorno al 1240. Nell'ultimo trentennio del XIII secolo, con gli Angiò, a Calvello, così come in altre terra del regno meridionale, si succedono feudatari provenienti dalla Francia. Pertanto al de Petruro, a cui gli Angio', confiscarono tutte le proprietà, subentró Oddone de Fontaine nel 1270[7], e a questi, il figlio Enrico Bourguignon.[8] Nel passaggio epocale dal dominio svevo a quello angioino Calvello venne inizialmente iscritta nell'elenco di quei paesi fedeli alla parte sveva. Ciò comportò il pagamento di tributi speciali per il mantenimento dell'esercito regio impegnato a sedare le rivolte anti angioine. Ma la popolazione reagì ottenendo l'esenzione da tali tasse.[9]

Società[modifica | modifica wikitesto]

Evoluzione demografica[modifica | modifica wikitesto]

Abitanti censiti[10]


Persone legate a Cavello[modifica | modifica wikitesto]

Note[modifica | modifica wikitesto]

  1. ^ Dati di riferimento alla superficie
  2. ^ a b ISTAT, Bilancio demografico (provvisorio), maggio 2014.
  3. ^ Ughelli, Italia Sacra, t. VII, c.497
  4. ^ N. Masini, Calvello : dal castrum al palazzo, p. 9
  5. ^ N. Masini, Architettura monastica della Congregazione di S. Maria di Pulsano: il caso di S. Pietro a Cellaria a Calvello, pp. 41-54
  6. ^ E. Cuozzo (a cura di), Catalogus Baronum. Commentario, Roma 1984, p. 171
  7. ^ I registri della cancelleria angioina ricostruiti da Riccardo Filangieri con la collaborazione degli archivisti napoletani (da ora in poi RCA), VI (1270-71), p. 138
  8. ^ RCA, XIX (1277-78), p. 39, n. 143
  9. ^ R.C.A., I (1265-1269), p. 313; cfr. anche N. Masini, Calvello : dal castrum al palazzo cit.
  10. ^ Statistiche I.Stat - ISTAT;  URL consultato in data 28-12-2012.
  11. ^ Antonio Masini

Bibliografia[modifica | modifica wikitesto]

  • De Bonis L., Calvello: storia, arte, tradizioni, Giffoni Valle Piana (SA), Publigrifo, 1996.
  • Masini N., Calvello : dal castrum al palazzo, Collana dell'Istituto Internazionale di Studi Federiciani - Acta et Documenta, 2, Ed. ESI, Napoli, 1996.
  • Masini N., Architettura monastica della Congregazione di S. Maria di Pulsano: il caso di S. Pietro a Cellaria a Calvello, Bollettino Storico della Basilicata, 13 (1997), pp. 41-54
  • Tak H., South Italian Festivals: A Local History of Ritual and Change, Amsterdam University Press, 2000.
  • Ughelli F., Italia sacra sive de episcopis Italiae et insularum adiacentium, t. VII, Venetiis 1721, rist. anast. Bologna 1981.
  • Villano F., Calvello - gli anni del nostro Risorgimento, 2011

Voci correlate[modifica | modifica wikitesto]

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