Bella (Italia)

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Bella
comune
Bella – Stemma Bella – Bandiera
Localizzazione
Stato Italia Italia
Regione Regione-Basilicata-Stemma.svg Basilicata
Provincia Provincia di Potenza-Stemma.png Potenza
Amministrazione
Sindaco Michele Celentano (centrosinistra) dal 06/05/2012
Territorio
Coordinate 40°46′00″N 15°32′00″E / 40.766667°N 15.533333°E40.766667; 15.533333 (Bella)Coordinate: 40°46′00″N 15°32′00″E / 40.766667°N 15.533333°E40.766667; 15.533333 (Bella)
Altitudine 662 m s.l.m.
Superficie 99 km²
Abitanti 5 193[1] (31 dicembre 2012)
Densità 52,45 ab./km²
Frazioni Scalo Bella-Muro, Re Pupillo, San Cataldo, Sant'Antonio Casalini
Comuni confinanti Atella, Avigliano, Balvano, Baragiano, Muro Lucano, Ruoti, San Fele
Altre informazioni
Cod. postale 85051
Prefisso 0976
Fuso orario UTC+1
Codice ISTAT 076012
Cod. catastale A743
Targa PZ
Cl. sismica zona 1 (sismicità alta)
Nome abitanti Bellesi
Patrono San Giuseppe e San Pio Martire
Giorno festivo 19 marzo e 3ª Domenica di maggio
Cartografia
Mappa di localizzazione: Italia
Bella
Posizione del comune di Bella all'interno della provincia di Potenza
Posizione del comune di Bella all'interno della provincia di Potenza
Sito istituzionale

Bella (l'Abbégghie in dialetto lucano[2]) è un comune italiano di 5.193 abitanti della provincia di Potenza.

Geografia[modifica | modifica sorgente]

Sorge a 662 m s.l.m. nella parte nord-occidentale della provincia, sulle propaggini orientali dell'Appennino Lucano (versante adriatico), su una collina posta al centro di due fiumare e alle pendici dell'isolato Monte Santa Croce.

Confina con i comuni di: Muro Lucano (11 km), San Fele (15 km), Baragiano (16 km), Balvano (21 km), Ruoti (25 km), Atella (26 km) e Avigliano (27 km). Dista 46 km da Potenza e 144 km dall'altra provincia lucana Matera. Il territorio si estende per 99,6 km² e raggiunge la massima altitudine col Monte Santa Croce (m. 1425 slm) e la minima in corrispondenza dello frazione denominata Scalo Bella - Muro (m. 362 slm).

Storia[modifica | modifica sorgente]

1861 - Brigantaggio. Il 22 novembre Carmine Crocco, giunto a Bella, impose ai cittadini di pagare una grossa taglia e di fornire approvvigionamenti. Opposto un deciso rifiuto da parte delle autorità, il paese fu assalito dalle bande che, dopo numerose ore di combattimento, lo conquistarono in parte ma non riuscirono a sopraffare la resistenza dei cittadini arroccati nel castello feudale. Saccheggiato il possibile e perpetrati non pochi misfatti, Crocco si ritirò. [3] Il Consiglio Provinciale della Basilicata dell’11 gennaio 1862, nel considerare eroica la resistenza di Bella dichiarò: “Benemeriti della Patria…anche i cittadini di Bella…che con tanto coraggio e tanto patriottismo seppero difendere le mura dei padri loro.” [4]

Onorificenze[modifica | modifica sorgente]

Medaglia d'oro al Merito Civile - nastrino per uniforme ordinaria Medaglia d'oro al Merito Civile
«In occasione di un disastroso terremoto, con grande dignità, spirito di sacrificio ed impegno civile, affrontava la difficile opera di ricostruzione del proprio tessuto abitativo, nonché della rinascita del proprio futuro sociale, economico e produttivo. Mirabile esempio di valore civico ed altissimo senso di abnegazione.»
— Terremoto dell'Irpinia 23 novembre 1980

Persone legate a Bella[modifica | modifica sorgente]

Chiese[modifica | modifica sorgente]

  • Chiesa Madre di Santa Maria Assunta in Cielo (in fase di restauro e chiusa al culto).
  • Chiesa della Madonna delle Grazie.
  • Chiesa della Madonna del Carmine.
  • Chiesa di San Vincenzo Ferreri, conosciuta come Chiesa dei Morti.
  • Chiesa di Sant'Antonio (sita nella frazione di S.Antonio Casalini)
  • Chiesa di San Cataldo (San Cataldo Bagni)
  • Chiesa del Villaggio (P.zza E. Gianturco, San Cataldo)

Evoluzione demografica[modifica | modifica sorgente]

Abitanti censiti[5]


Infrastrutture e trasporti[modifica | modifica sorgente]

Bella è interessata dal percorso della Strada statale 381 e dalla Strada statale 7 (la Via Appia dei Romani), che collega le città di Roma e Brindisi, attraverso la Ciociaria, l'Irpinia, il Vulture-Melfese, la parte settentrionale del Salento fino al mar Adriatico e che presenta l'uscita dedicata di Bella-San Fele, nonché dalla E847 Sicignano - Potenza - Metaponto che la collega direttamente all'autostrada A3.

La viabilità locale è costituita dalle strade provinciali 14 e 92.

La stazione di Bella-Muro è ubicata sulla linea Salerno-Potenza, a servizio dei comuni di Bella e Muro Lucano.

Festività religiose[modifica | modifica sorgente]

  • 19 marzo: Festa in onore di San Giuseppe Patrono di Bella
  • 10 maggio: Festa in onore di San Cataldo Vescovo (San Cataldo)
  • 3ª Domenica di maggio: Festa in onore di San Pio Martire
  • 13 giugno: Festa in onore di Sant'Antonio da Padova (Sant'Antonio Casalini)
  • 7 e 8 luglio: Festa in onore di San Vito Martire e Sant'Antonio da Padova
  • 7 agosto: Festa in onore di San Donato Vescovo e Martire (San Cataldo)
  • 2ª Domenica di agosto: Festa in onore della Madonna del Carmine
  • 23 settembre: Festa in onore della Madonna del Carmine
  • 13 dicembre: Festa in onore di Santa Lucia Vergine e Martire (Bella-Muro)

Amministrazione[modifica | modifica sorgente]

Gemellaggi[modifica | modifica sorgente]

Cultura[modifica | modifica sorgente]

Bella ha dato i natali ad una delle prime radio libere della Lucania: Cooperativa Radio Bella, con sede in Via Mazzini. Fondata nel 1978, Radio Bella trasmise fino agli anni '90 sui 97,6 MHz, 99,5 MHz e 100,100 MHz coprendo i comuni di Bella, Ruoti, Baragiano, Picerno, Castelgrande, Muro Lucano, Buccino, S. Gregorio Magno, Tito, Satriano di Lucania, Sasso di Castalda.

Note[modifica | modifica sorgente]

  1. ^ Dato Istat - Popolazione residente al 31 dicembre 2012.
  2. ^ AA. VV., Dizionario di toponomastica. Storia e significato dei nomi geografici italiani, Milano, GARZANTI, 1996, p. 70.
  3. ^ Io, Brigante - Con la controbiografia di Basilide Del Zio –supplemento a “Il Mattino” – Capone Editore/Edizioni del Grifo. Pag.76
  4. ^ Basilide del Zio “Il Brigante Crocco e la sua autobiografia” – Ristampa dell’edizione di Melfi del 1903 – Arnaldo Forni Editore. Pag. 31
  5. ^ Statistiche I.Stat - ISTAT;  URL consultato in data 28-12-2012.

Voci correlate[modifica | modifica sorgente]

Collegamenti esterni[modifica | modifica sorgente]

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