Castelsaraceno

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Castelsaraceno
comune
Castelsaraceno – Stemma
Dati amministrativi
Stato Italia Italia
Regione Regione-Basilicata-Stemma.svg Basilicata
Provincia Provincia di Potenza-Stemma.png Potenza
Sindaco Rocco Rosano
Territorio
Coordinate 40°10′0″N 15°59′0″E / 40.16667°N 15.98333°E / 40.16667; 15.98333 (Castelsaraceno)Coordinate: 40°10′0″N 15°59′0″E / 40.16667°N 15.98333°E / 40.16667; 15.98333 (Castelsaraceno)
Altitudine 916 m s.l.m.
Superficie 74 km²
Abitanti 1 497[1] (31-12-2010)
Densità 20,23 ab./km²
Frazioni Bruscati, Frusci, Miraldo, Pié d'Alpi
Comuni confinanti Carbone, Latronico, Lauria, Moliterno, San Chirico Raparo, Sarconi, Spinoso
Altre informazioni
Cod. postale 85031
Prefisso 0973
Fuso orario UTC+1
Codice ISTAT 076025
Cod. catastale C271
Targa PZ
Cl. sismica zona 1 (sismicità alta)
Nome abitanti castellani
Patrono sant'Antonio di Padova
Giorno festivo 13 giugno
Localizzazione
Castelsaraceno è posizionata in Italia
Castelsaraceno
Posizione del comune di Castelsaraceno all'interno della provincia di Potenza
Posizione del comune di Castelsaraceno all'interno della provincia di Potenza
Sito istituzionale

Castelsaraceno (Castìeddë in dialetto lucano[2]) è un comune di 1.516 abitanti in provincia di Potenza.

Indice

Geografia [modifica]

Sorge a 916 m s.l.m. nella parte sud-occidentale della provincia. Ha una altimetria che va da un minimo di 702 m (Acqua di San Giovanni) ad un massimo di 1900 m (cima del monte Alpi). L'orizzonte di Castelsaraceno si allarga solo a nord-est verso un'ampia ed irregolare vallata; è limitato ad est da una linea orizzontale di serre, da cui emergono il Tuppetto ed il monte Asprella; a sud dal monte Alpi; poco più lontano dal monte Armizzone, seguito dall'Armizzoncello; verso ovest da Pietra Marina e da Castelveglio; a nord dal massiccio del Raparo, che protegge in parte il paese dai venti boreali. L'antico centro abitato è abbarbicato ad uno sperone roccioso "La Tempa", un'appendice del poggio Castelveglio (1152 m). La sua posizione rivela, con molte probabilità, l'esistenza di uno stanziamento saraceno; difatti si trova tra la convessità del torrente Racanello, dominata a nord dalla scoscesa balza del Monticello, ed il suo confluente di destra, torrente "Uaddone". Le abitazioni, strette l'una all'altra, sono appoggiate sulla roccia digradante e fanno un tutt'uno con essa. I segni della struttura urbana medievale sono evidenti solo nelle vie ripide e tortuose, nei vicoli ciechi, nei cosiddetti "supporti", nell'antico rudere chiamato Il Campanaro e nella toponomastica Vocca a porta, che lascia supporre l'esistenza di una porta d'ingresso alla fortezza.

Confina a nord-est con San Chirico Raparo (10 km), a est con Carbone (19 km), a sud con Latronico (26 km), a sud-ovest con Lauria (33 km), a nord-ovest con Moliterno (25 km) e con Sarconi (19 km), a nord con Spinoso (24 km). Dista 105 km da Potenza e 114 km dall'altra provincia lucana di Matera.

Storia [modifica]

Edificato nel 1031 dai Saraceni presso l'antica Planura come vedetta, fu distrutto tredici anni dopo da un terremoto. Dopo essere stato abbandonato dai Normanni, passò sotto il dominio dei Mango di San Chirico, che lo donarono nel 1086 agli Abati dell'Abbazia di San Michele Arcangelo. Nel XV secolo passò ai Carafa, subendo angherie e soprusi. In seguito fu dominio dei Sanseverino. Seguì le sorti di numerosi feudi finendo ai baroni Picinni Leopardi, signori del luogo.

Monumenti [modifica]

Tra le opere architettoniche degne di nota, meritano uno spazio particolare: il Palazzo baronale del XV secolo; la chiesa di Santo Spirito del XVI-XVII secolo, che conserva un trittico del pittore D'Amato appartenente alla Scuola Napoletana di Raffaello e un polittico su tela raffigurante San Leonardo del pittore Ippolito Borghese, la chiesa di San Rocco con al suo interno una pregiata statua lignea del Beato Stefano Seno, la chiesa di Santa Maria degli Angeli e il convento dei cappuccini in cui si conserva un artistico Cristo. Per finire, fuori dal paese, in località Mancusi sono i ruderi di un antico mulino ad acqua.

Cultura e Società [modifica]

Evoluzione demografica [modifica]

Abitanti censiti[3]


Conta 1675 abitanti (829 m. - 846 f.) di cui 80 (41 m. - 39 f.) nella contrada di Frusci, 164 (78 m.- 86 f.) nella contrada di Miraldo e 43 (20 m.- 23 f.) nelle frazioni di Abete Marina, Bruscate e Giordanello.

Religione [modifica]

Exquisite-kfind.png Per approfondire, vedi Diocesi di Tursi-Lagonegro.

Castelsaraceno appartiene alla diocesi di Tursi-Lagonegro.

Persone legate a Castelsaraceno [modifica]

Tradizioni e folklore [modifica]

Il rito della ndenna [modifica]

Il rito della 'ndenna si svolge in occasione della festa patronale di Sant'Antonio nelle prime tre domeniche di giugno.
Durante queste tre giornate vengono raccolte ed assemblate le componenti di un albero della Cuccagna chiamato dai Castellani "ndenna".

La prima domenica di giugno, in un bosco di alta montagna, viene scelto, tagliato e trasportato con l'ausilio di camion e furgoni un pino, chiamato successivamente "cunocchia" che rappresenterà al culmine della festa del Patrono la sommità dell'"ndenna".

La seconda Domenica viene localizzato e trasportato un albero di altezza non inferiore a 20 mt, dal bosco in località Favino, che viene prescelto per diventare poi l'"ndenna". In questa occasione, che da sola rappresenta uno dei momenti più significativi della festa di S.Antonio, viene effettuato il trasporto dell'albero a mezzo di mezzi meccanici che hanno sostitutito da alcuni anni l'utilizzo di "paricchi" di buoi che da tempo immemore avevano l'onore ed il compito di trasportate il prezioso carico nella piazza dedicata al Santo Patrono.

Nell'ultima domenica di festa vengono quindi assemblate la "cunocchia" e l'"ndenna" e quest'ultima, attraverso l'ausilio di sole forze umane, viene issata e fissata in un buco appositamente scavato ogni anno all'interno della piazza.

Culmine della festa, oltre ai riti religiosi ad essa legati in onore di S. Antonio, è la raccolta dei "tacchetti" che sono listarelle di legno legati ai rami della "cunocchia", su cui i fedeli del Santo dichiarano le proprie offerte, quasi sempre rappresentate dai prodotti dei campi o degli allevamenti della zona, ma qualche volta anche da beni di consumo quotidiano o di prodotti di elettronica come televisori o altro.

La raccolta vine effettuta con due modalità, quella dell'uso delle armi da fuoco (fucili) imbracciate dai cacciatori della zona e non solo e quella più attesa della scalata a forza di braccia da parte dei giovani del paese che a rischio della propria vita scalano la "ndenna" per raccogliere le offerte (tacchetti).

Quest'ultima modalità rappresenta il momento più emozionante ma anche conclusivo dell'antico rito dell'"ndenna", oggetto spesso di articoli e ricerche da parte degli studiosi delle antiche tradizioni popolari di questa parte d'Italia.

Aeroporti [modifica]

Gli aeroporti più vicini sono quelli di: Salerno-Pontecagnano, Lamezia Terme e Napoli Capodichino.

Amministrazione [modifica]

Note [modifica]

  1. ^ Dato Istat - Popolazione residente al 31 dicembre 2010.
  2. ^ AA. VV., Dizionario di toponomastica. Storia e significato dei nomi geografici italiani , Milano, GARZANTI, 1996, p. 175.
  3. ^ Statistiche I.Stat - ISTAT;  URL consultato in data 28-12-2012.

Voci correlate [modifica]

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