Armento

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Armento
Armento - Stemma
Stato: bandiera Italia
Regione: Basilicata
Provincia: stemma Potenza
Coordinate: 40°18′0″N 16°4′0″E / 40.3, 16.06667Coordinate: 40°18′0″N 16°4′0″E / 40.3, 16.06667
Altitudine: 710 m s.l.m.
Superficie: 58,4 km²
Abitanti:
711 ISTAT 31-03-08
Densità: 12 ab./km²
Comuni contigui: Corleto Perticara, Gallicchio, Guardia Perticara, Montemurro, San Chirico Raparo, San Martino d'Agri
CAP: 85010
Pref. telefonico: 0971
Codice ISTAT: 076005
Codice catasto: A415 
Class. sismica: zona 1 (sismicità elevata-catastrofica)
Nome abitanti: armentesi 
Santo patrono: Madonna della Stella 
Comune
Posizione del comune nell'Italia
Sito istituzionale
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Armento è un comune di 711 abitanti[1] della provincia di Potenza.

Indice

[modifica] Geografia

Il paese si trova in Val d'Agri ed è collegato alla Strada Statale 598 di Fondovalle dell'Agri. Il territorio comunale è compreso tra i 325 e i 1080 metri sul livello del mare, ma il paese si trova a 710 metri di altitudine. Dista 75 chilometri da Potenza.

[modifica] Storia

Abitato fin da tempi remoti (come dimostra la straordinaria quantità di ritrovamenti), Armento sorge sull'antica Galasa, città dei tempi della guerra di Troia, di cui si conosce ben poco. Furono rinvenuti i resti delle sue mura ed alcuni luoghi sacri alle divinità greche. Un'altra campagna di scavi ha portato alla luce una necropoli, oltre ad un gran numero di ceramiche conservate oggi nei musei di Policoro, Potenza, Napoli, Monaco di Baviera e Londra. A Monaco in particolare è conservata la corona d'oro di Critonio, con foglie e rami d'oro intrecciati, ritrovata in un sepolcro nel 1813. Del periodo romano sappiamo invece che il console Terenzio Lucano, reduce da Cartagine, venne a risiedere nel luogo chiamato Casale, e le rovine del suo palazzo sono tutt'ora visibili. Con l'arrivo dei monaci basiliani, che attorno all'Anno Mille si stanziarono in Val d'Agri, Armento riacquista importanza. Uno di questi monaci, San Luca di Demenna, sconfigge i Saraceni (che provenivano dal Vulture) nel luogo oggi chiamato Serra San Luca. Un altro monaco basiliano legato al paese è San Vitale, poi divenuto compatrono di Armento. Successivamente Armento segue la storia del Sud Italia, dominio svevo, angioino e spagnolo. Divenne con Montemurro feudo della sede episcopale di Tricarico. Nell'Ottocento seguì le vicende dei moti carbonari prima, e dell'insurrezione lucana poi, passando al Regno d'Italia. Oggi Armento è uno dei classici paesi del mezzogiorno, come gli altri della zona, che subisce la triste piaga dell'emigrazione.

[modifica] Monumenti e luoghi di interesse

[modifica] Architetture religiose

  • La chiesa madre, dedicata a San Luca abate, costruita nel 1957 in seguito al crollo dell'antica chiesa (risalente al 1040), avvenuto dieci anni prima. Conserva antiche statue di santi, oltre a un polittico di autore ignoto, e conserva le spoglie mortali del santo.
  • La cappella di San Vitale, con affreschi seicenteschi rappresentanti la vita e i miracoli del Santo, era in origine la cripta dell'antichissima chiesa madre. Conserva inoltre un mezzobusto ligneo del Seicento raffigurante San Francesco da Paola, oltre ad affreschi sulla crocifissione di Gesù.
  • Il santuario della Madonna della Stella, in località omonima, risale al Settecento.

[modifica] Società

[modifica] Evoluzione demografica

Abitanti censiti


[modifica] Cultura

[modifica] Personalità legate ad Armento

  • San Luca di Demenna, presbitero abate e santo
  • Filippo Racioppi, Professore di scuola superiore e pronipote del più famoso Giacomo Racioppi storico, politico ed economista italiano

[modifica] Amministrazione comunale

Sindaco: Franco Curto (lista civica) dal 14/06/2004
Centralino del comune: 0971 751271
Posta elettronica: non_disponibile

[modifica] Gemellaggi

[modifica] Note

  1. ^ Dato ISTAT al 30 marzo 2008.

[modifica] Bibliografia

  • Traina Giuseppe, San Vitale di Castronuovo e San Luca di Armento, Sac. Giuseppe Traina, 1907.
  • Alfonsina Russo Tagliente, Armento: archeologia di un centro indigeno (con prefazione di Dinu Adamesteanu, appendice di H. Di Giuseppe), Istituto Poligrafico e Zecca dello Stato-Libreria dello Stato, Roma 2000.

[modifica] Voci correlate

[modifica] Collegamenti esterni


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