Montemurro

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Montemurro
comune
Montemurro – Stemma Montemurro – Bandiera
Montemurro – Veduta
Localizzazione
Stato Italia Italia
Regione Regione-Basilicata-Stemma.svg Basilicata
Provincia Provincia di Potenza-Stemma.png Potenza
Amministrazione
Sindaco Senatro Di Leo (PD) dal 25/05/2014
Territorio
Coordinate 40°18′00″N 15°59′00″E / 40.3°N 15.983333°E40.3; 15.983333 (Montemurro)Coordinate: 40°18′00″N 15°59′00″E / 40.3°N 15.983333°E40.3; 15.983333 (Montemurro)
Altitudine 723 m s.l.m.
Superficie 56,87 km²
Abitanti 1 273[2] (novembre 2014)
Densità 22,38 ab./km²
Frazioni Le Piane
Comuni confinanti Armento, Corleto Perticara, Grumento Nova, San Martino d'Agri, Spinoso, Viggiano
Altre informazioni
Cod. postale 85053
Prefisso 0971
Fuso orario UTC+1
Codice ISTAT 076052
Cod. catastale F573
Targa PZ
Cl. sismica zona 1 (sismicità alta)
Cl. climatica zona E, 2 224 GG[3]
Nome abitanti montemurresi (munt'murris')
Patrono san Giorgio e san Maurizio (compatroni). san Rocco è glorioso protettore.[1]
Giorno festivo 23 aprile (san Giorgio) e 16-18 agosto (san Rocco)
Cartografia
Mappa di localizzazione: Italia
Montemurro
Posizione del comune di Montemurro all'interno della provincia di Potenza
Posizione del comune di Montemurro all'interno della provincia di Potenza
Sito istituzionale

Montemurro è un comune italiano di 1.273 abitanti[2] della provincia di Potenza, in Basilicata.

Geografia[modifica | modifica wikitesto]

Territorio[modifica | modifica wikitesto]

Il paese si trova in Val d'Agri (Basilicata) nei pressi del lago di Pietra del Pertusillo ed è collegato alla Strada statale 598 di Fondovalle dell'Agri.

Confina a nord (contrade Favaleto, Robotelle, Santo Jaso) con l'agro di Corleto Perticara; a nord - ovest (contrade Spineto, Cornaleta, Scalette, Casalaspro) col torrente Rifreddo (rivus frigidus, rio freddo), che segna il confine con Viggiano; ad ovest e sud - ovest (contrade Belliboschi, Bosco dell'Aspro, Vallarano) con lo stesso torrente, che segna stavolta il confine con Grumento Nova; a sud con Spinoso, il cui confine si perde ormai nel lago del Pertusillo ma che una volta era segnato dal fiume Agri (contrade Fornaci, Calcionari, Tarangelo, Falvella, Iozza, Pertusillo); a sud - est (contrade Cesinelle, Marcature, Fiume) con San Martino d'Agri, il cui confine è segnato dallo stesso fiume; ad est e nord - est (contrade Serra Cavallo, Forlito, Parete, Morroni, Tufara, Coste dell'Agresto) con Armento.

La zona più montuosa, genericamente chiamata Serra, si trova a nord, e le sue cime più rilevanti sono il Monte Agresto (1285 metri) e l'altopiano di Santo Jaso (che con i suoi 1299 metri risulta il punto più alto del territorio montemurrese); verso Armento invece troviamo numerose collinette tondeggianti, fra cui la Serra della Monache (1116 metri).

Clima[modifica | modifica wikitesto]

Storia[modifica | modifica wikitesto]

Le rovine di Montemurro dopo il terremoto del 16 dicembre 1857

Fu fondato intorno all'anno Mille a seguito delle continue incursioni saracene patite da Grumentum, che costrinsero gli abitanti ad abbandonare la città e a spargersi sulle alture circostanti, ove costruirono fortificazioni. Una di queste fu il Castrum Montis Murri (distrutto da un terremoto nel 1343), che sorgeva nell'attuale piazza Giacinto Albini, e dal quale derivò poi il nome del nuovo nucleo abitato. Risentì come tutta la regione delle influenze Normanne. Appartenne al feudo di Montescaglioso, della sede episcopale di Tricarico e fu dominio dei Sanseverino, dei Carafa e dei Montesano.

In tempi più recenti la sua storia si incrocia con quella dell'Unità d'Italia grazie alla figura di Giacinto Albini, suo illustre figlio. Questi fu l'artefice della cosiddetta insurrezione lucana, rivolta antiborbonica che interessò l'intera regione e che permise di "consegnare" a Garibaldi la Basilicata già liberata. In seguito all'Unità anche Montemurro fu interessato dal cosiddetto fenomeno del brigantaggio: l'ex pastore montemurrese Antonio Cotugno (alias Culopizzuto) aderì alla protesta antisabauda mettendosi a capo di una banda di briganti, anch'essi montemurresi.

Piazza Giacinto Albini prima del terremoto del 1857

Il paese venne quasi interamente raso al suolo dal terribile terremoto del 16 dicembre 1857, il cui epicentro fu localizzato proprio a Montemurro (questo triste evento ritardò di tre anni l'insurrezione lucana, e costrinse lo spostamento provvisorio della "base operativa" a Corleto Perticara); subì inoltre non pochi danni da una vasta frana abbattutasi sulla zona alta dell'abitato (quella scampata al terremoto del 1857) il 26 febbraio 1907, e dal terremoto dell'Irpinia del 1980. Queste tre gravi calamità naturali provocarono un'ampia emigrazione, in gran parte transoceanica, che decimò il numero di abitanti, condannando il paese alla stessa sorte di tutto il sud Italia. L'emigrazione infatti, mai completamente attenuatasi, è tuttora la piaga principale di Montemurro.

Evoluzione demografica[modifica | modifica wikitesto]

Abitanti censiti[5]

I dati sulla popolazione residente ci confermano un inarrestabile spopolamento, tipico delle zone rurali del Mezzogiorno, che non tende ad arrestarsi nemmeno negli anni più recenti[6]:

Anno 2002 2003 2004 2005 2006 2007 2008 (marzo)
Abitanti censiti 1.546 1.524 1.514 1.479 1.460 1.433 1.428

È significativo comunque riflettere su due dati:

  • Il primo periodo in cui si avverte una sensibile diminuzione della popolazione è quello successivo al terremoto del 1857, quando gli abitanti passarono dai 7500 del 1857 ai 3655 del 1861 in forza della morte di alcune migliaia di abitanti;
  • Anche nel decennio 1961-1971 si registra una considerevole diminuzione di abitanti (nell'ordine di circa mille unità), dopo trent'anni in cui la popolazione accennava ad aumentare, mostrando nei numeri di non risentire nemmeno della guerra così come invece risentì della fine dei lavori della diga del Pertusillo.[7]

Economia[modifica | modifica wikitesto]

Un tempo (fino al citato terremoto del 16 dicembre 1857) centro fiorente per la concia delle pelli e l'esportazione di cuoio, tessuti, funi e vasellame in ceramica, attualmente vede una accennata rinascita della coltura dell'ulivo e della conseguente produzione di olio, attività tuttavia non sufficienti a frenare la continua emigrazione.

La debole economia montemurrese viene trainata principalmente dalle numerose aziende boschive presenti sul territorio che, sebbene il paese sia ormai raggiunto dal metano, resistono alla modernità e all'impossibilità di avviare attività produttive più redditizie.

Nei pressi di Santo Jaso, sulla cosiddetta Serra di Montemurro, è sorto un grande parco eolico (opera della società bolzanina Energie SpA Energie S.p.A. AG: Home, che comprende 36 aerogeneratori e sviluppa una potenza complessiva di 29,1 MW; la produzione annua prevista è di circa 60 milioni di KWh; l'emissione di CO2 evitata è stimata nell'ordine di 30/35.000 t l'anno, pari a quanto assorbito da circa 7/10.000 ettari di bosco[8].

Monumenti e luoghi di interesse[modifica | modifica wikitesto]

Il lago del Pertusillo

Architetture religiose[modifica | modifica wikitesto]

  • Chiesa madre dedicata a San Giorgio, ora parrocchia di Santa Maria Assunta, un tempo appartenente al convento francescano di Sant'Antonio (1635), con interno a due navate.
  • Santuario di Maria Santissima di Servigliano, ricostruito sull'altopiano di Santo Jaso nel 1911 dalla popolazione di Montemurro e restaurato nel 2007. La chiesa originaria (già citata nel 1068 dal diploma di concessione di Roberto di Montefuscolo, conte di Montescaglioso, nipote di Roberto il Guiscardo, alla chiesa episcopale di Tricarico), si trovava in contrada Servigliano e fu distrutta dalla frana del 1907.
  • Chiesa di Santa Maria del Soccorso, annessa al cimitero, ricostruita a seguito del terremoto del 1857 poco distante dall'antico luogo, conserva un crocifisso del XV secolo.
  • Chiesa di San Rocco, a navata unica, ricostruita sulle fondamenta dell'antica chiesa del Seicento a seguito del terremoto del 1857.
  • Chiesa di San Domenico (sconsacrata), sorta sulle rovine del Convento dei domenicani del 1442, a sua volta sorto sulle rovine del castrum. Si trova nei pressi del municipio ed è stata oggetto di una rilevante opera di ristrutturazione che ha interessato tutta la piazza circostante (piazza Giacinto Albini), conclusasi con una cerimonia ufficiale il 19 agosto 2008.

Aree naturali[modifica | modifica wikitesto]

Monumenti del passato e Palazzi illustri[modifica | modifica wikitesto]

  • La torre campanaria, si trovava in piazza Giacinto Albini e fu demolita negli anni trenta senza un ben precisato motivo, sebbene fosse stata dichiarata monumento nazionale[9]
  • Palazzo Robilotta, elegante costruzione di fine 700, uno dei palazzi più grandi del paese, si trova a piazza Giacinto Albini.

Personaggi illustri[modifica | modifica wikitesto]

Cittadini onorari[modifica | modifica wikitesto]

Il comune di Montemurro ha finora concesso la cittadinanza onoraria a due importanti personalità legate al paese:

Sport[modifica | modifica wikitesto]

Calcio[modifica | modifica wikitesto]

La principale squadra di calcio della città è l' A.S. Montemurro che milita nel girone B lucano di 2° Categoria. I colori sociali sono: il giallo ed il blu.

Note[modifica | modifica wikitesto]

  1. ^ san Rocco venne eletto dai montemurresi glorioso protettore di Montemurro nel Seicento, a seguito di una epidemia di peste dalla quale furono liberati per intercessione del santo.
  2. ^ a b ISTAT, Bilancio demografico (provvisorio), maggio 2014.
  3. ^ Tabella dei gradi/giorno dei Comuni italiani raggruppati per Regione e Provincia (PDF) in Legge 26 agosto 1993, n. 412, allegato A, Ente per le Nuove Tecnologie, l'Energia e l'Ambiente, 1 marzo 2011, p. 151. URL consultato il 25 aprile 2012.
  4. ^ Classificazioni climatiche dei comuni lucani
  5. ^ Statistiche I.Stat - ISTAT;  URL consultato in data 28-12-2012.
  6. ^ Andamento demografico di Montemurro, sul periodico "Dietro Le Mura".
  7. ^ Vedi Turismo e occupazione su "Lago di Pietra del Pertusillo".
  8. ^ Fri-El Montemurro sul sito dell'Ansa.
  9. ^ A. Sanchirico e P. Lotito, opera citata in fonti bibliografiche.
  10. ^ Carlo Sellitto, primo caravaggesco napoletano, Napoli 1977; vedi anche A. Miraglia, Pittura del seicento in Basilicata: Carlo Sellitto.
  11. ^ Mostre in Napoli di questo artista sono state curate dal critico Philippe Daverio ([1]).

Bibliografia[modifica | modifica wikitesto]

  • Luigi Montesano, Capitolazioni o Leggi Statutarie di Montemurro, testo note e appunti, Tipografia Garramone e Marchesiello, Potenza, 1911.
  • Ulisse Prota - Giurleo, Pittori montemurresi del '600, Comune di Montemurro, 1952.
  • Camillo Padula, Un anno dopo, Agar Napoli, 1966.
  • Enrico Schiavone, Montemurro, notizie storiche, Società di Cultura per la Lucania, Napoli, 1966.
  • Maria Padula, Il vento portava le voci, storia di una ragazza lucana, IGEI, 1986.
  • Robert Mallet, Il terremoto Napoletano del 1857, a cura di Emanuela Guidoboni e Graziano Ferrari, SGA Bologna, 1987.
  • Enrico Schiavone, Montemurro perla dell'Alta Val d'Agri, Comune di Montemurro, 1990.
  • Antonio Sanchirico, Pasquale Lotito, Montemurro, il tempo e la memoria, Rocco Curto editore, 1994.
  • Giuseppe Tortora (a cura di), Le vespe d'oro, saggi e testimonianze su Leonardo Sinisgalli, Avagliano editore, 1995.
  • Mario Trufelli, L'erbavento, scritti vari 1952-1996, a cura di Antonio Sanchirico, Rocco Curto editore, 1997.
  • Gianni Lacorazza (a cura di), Me lo conceda il tempo, Rocco Curto editore, 1997.
  • Comune di Montemurro, Giuseppe Antonello Leone, topoi lithos poiesis, Litomuseum, Maratea, 1998.
  • Ugo Piscopo (a cura di), Maria Padula, la donna la pittrice la scrittrice, Consiglio Regionale della Basilicata, 1999.
  • Philippe Daverio, Il caso Giuseppe Antonello Leone, Edizione Oreste Genzini e Philippe Daverio, 2005.
  • Gianni Lacorazza, Meccanima, Civiltà delle Macchine negli anni di Leonardo Sinisgalli (1953 - 1958), Consiglio Regionale della Basilicata, 2005.
  • Antonio Sanchirico, La Basilicata, Montemurro e il dialetto, Dibuono edizioni, 2010.

Voci correlate[modifica | modifica wikitesto]

Altri progetti[modifica | modifica wikitesto]

Collegamenti esterni[modifica | modifica wikitesto]

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