Corleto Perticara

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Corleto Perticara
comune
Corleto Perticara – Stemma Corleto Perticara – Bandiera
Panorama
Panorama
Localizzazione
Stato Italia Italia
Regione Regione-Basilicata-Stemma.svg Basilicata
Provincia Provincia di Potenza-Stemma.png Potenza
Amministrazione
Sindaco Rosaria In Fiore Vicino (Partito Democratico) dal 30/03/2010
Territorio
Coordinate 40°23′00″N 16°03′00″E / 40.383333°N 16.05°E40.383333; 16.05 (Corleto Perticara)Coordinate: 40°23′00″N 16°03′00″E / 40.383333°N 16.05°E40.383333; 16.05 (Corleto Perticara)
Altitudine 757 m s.l.m.
Superficie 88,98 km²
Abitanti 2 599[1] (31-12-2012)
Densità 29,21 ab./km²
Comuni confinanti Armento, Gorgoglione (MT), Guardia Perticara, Laurenzana, Montemurro, Pietrapertosa, Viggiano
Altre informazioni
Cod. postale 85012
Prefisso 0971
Fuso orario UTC+1
Codice ISTAT 076029
Cod. catastale D010
Targa PZ
Cl. sismica zona 2 (sismicità media)
Nome abitanti corletani
Patrono San Rocco
Giorno festivo 16 agosto
Cartografia
Mappa di localizzazione: Italia
Corleto Perticara
Posizione del comune di Corleto Perticara all'interno della provincia di Potenza
Posizione del comune di Corleto Perticara all'interno della provincia di Potenza
Sito istituzionale

Corleto Perticara (Curléte in dialetto corletano) è un comune di 2.599 abitanti[2] in Provincia di Potenza.

I residenti sono distribuiti in 1256 nuclei familiari, con una media per ciascuno di essi di 2,13 componenti.

Geografia fisica[modifica | modifica sorgente]

Sorge a 757 m s.l.m. in Val d'Agri, nella parte centro-orientale della provincia al confine con la parte centro-occidentale della provincia di Matera, adagiato sulla dorsale interna dell'Appennino Lucano. Lambito dai torrenti Fiumarella, Cerreto, Favaleto e dal fiume Sauro a carattere torrentizio, rientra nella categoria altimetrica della montagna interna. Innumerevoli sono le sorgenti d'acqua, come ricco e vario appare il patrimonio boschivo, con la presenza di rigogliose foreste di cerri, faggi e abeti bianchi, fustaie di latifoglie con specie quercine, castagneti, noccioleti, fustaie di conifere e cedri. Di opposta bellezza sono gli aspri calanchi che si fanno largo verso sud-est, lì dove l'alternanza di formazioni calcareo-marnose e arenaceo-marnose cede decisamente il passo a formazioni mioceniche di argilloscisti grigi e rocce pelitiche.

Confina con i comuni di: Guardia Perticara (11 km), Armento (15 km), Gorgoglione (MT) (17 km), Laurenzana e Montemurro (18 km), Pietrapertosa (23 km) e Viggiano (30 km). Dista 54 km da Potenza e 102 km dall'altra provincia lucana di Matera.

Clima[modifica | modifica sorgente]

L'aria risulta secca e salubre, con una frequenza media annua delle precipitazioni compresa tra i 70 e gli 80 giorni.

Storia[modifica | modifica sorgente]

Sulle origini[modifica | modifica sorgente]

Della Terra di Corneto detto Perticara e della Guardia[modifica | modifica sorgente]
« Viene in competenza con altri celebri luoghi di questa Provincia di Lucania Corneto picciol Castello, non per altro che per alcuni notabili avvenimenti quivi accaduti. È questa Terra logata su di uno Colle, e ne' passati Secoli era Ella alquanto munita di Mura e Torri fabbricate all'antica: e giace fra le Terre della Guardia, e di Laurenzana.
Il primo avvenimento che quivi accadde fu circa l'anno 1194, in cui l'Imperador Errigo, detto l'Aspro, figlio dell'Imperador Federigo Barbarossa, perseguitando in questo Regno il Regal Sangue de' Normanni, e i di loro amici e fautori, supponendo tutto il Regno a se doversi, come Marito di Costanza Cugina di Guglielmo Re di Cicilia, e unica erede di quel Regno, inviò Rugiero Conte di Andria, ed Errigo Testa suoi Capitani nella Puglia e Basilicata, e quivi spopolarono molti luoghi; ma il furore delle di loro armi, non altrove che in questa Terra di Corneto fece la maggior stragge, imperocché restò affatto desolata, obbligati i Paesani a sloggiare dalla di loro Patria. [...] »
(Costantino Gatta, 1732[3].)
Mappa della Basilicata nel Regno di Napoli. XVII secolo.[4]

In assenza di una ricerca storica e archeologica metodica ed articolata sul territorio e date anche le scarse testimonianze documentarie quantomai rare, frammentarie e occasionali, non abbiamo notizie certe sulla storia antica di Corleto Perticara, le cui origini vengono fatte risalire al XII secolo.

Le origini del nome

Secondo lo storico Giacomo Racioppi il toponimo deriva dal latino cŏry̆lētum (bosco di nocciuoli); quanto a Perticara, si tratta di una specificazione ufficialmente assunta con il Regio Decreto 1196 del 4 gennaio 1863, che riprende il nome del Castrum dictum Perticarii, che gli eruditi facevano corrispondere ad una antica colonia romana chiamata Perticaria, il cui sito viene individuato nelle rovine sull'apice del rilievo tutto scosceso di Serra Perticara, prospiciente l'attuale centro abitato.

Il primo nucleo abitativo sorse attorno a un massiccio fortino posto in posizione strategica, la cui edificazione è ascritta ai Normanni, all'epoca della loro espansione nell'Italia meridionale. Di quella roccaforte, andata pressoché distrutta con i bombardamenti statunitensi durante la ritirata tedesca del 1943 e in seguito pesantemente rimaneggiata, perdurano soltanto tre arcate, qualche porzione di muro perimetrale e una profonda cisterna sotterranea interna. Sui suoi ruderi intorno al 1990 è stato edificato il Palazzo degli Uffici ove ha sede il nuovo Municipio che campeggia, come un tempo, sul paesaggio circostante. Dietro al castello feudale rimane un irto pendio, mentre tutto davanti ad esso era un profondo fossato con funzione difensiva contro le incursioni esterne: ancora oggi i corletani usano indicare la grande Piazza del Plebiscito, antistante il vecchio castello, come la Piazza del Fosso.

Via degli Insorti

La storia di Corleto Perticara, similmente a quella delle comunità intorno, è caratterizzata da un incessante processo di conquiste e colonizzazioni. Assoggettati nel corso dei secoli a più dominazioni, i corletani sono passati da un feudatario all'altro, senza mai consolidarsi in stabili strutture economiche, sociali e politiche: ai Normanni succedettero i Suebi, poi gli Angioini e gli Aragonesi; nel Cinquecento, sotto l'imperatore Carlo V, il feudo passò ai De Castella per diventare, a cavallo del Seicento, marchesato di Casa Costanzo. Nel 1659 passò quindi ai Riario, i quali conservarono il potere fino alla fine del sistema feudale.

Largo (Carmine e Tommaso) Senise

Negli anni successivi, del dominio borbonico, Corleto Perticara fu un attivo centro liberale e assunse una posizione di primo piano nell'insurrezione lucana contro quella dinastia, che dopo una lunga cospirazione fu dichiarata decaduta il 16 agosto 1860, in una gremita Piazza del Fosso rinominata quel giorno in Piazza del Plebiscito. La toponomastica del paese ci rammenta bene i giorni del Risorgimento: Via del Comitato (dalla sede degli insorti contro la dinastia borbonica), Via 16 agosto, Via Camillo Boldoni (colonnello cavouriano), Sopportico della Bandiera; e poi Via Giacinto Albini, Largo Senise, Corso Pietro Lacava, in riferimento ai patrioti protagonisti dell'insurrezione lucana antiborbonica.

Dopo il 1860, il fenomeno del brigantaggio postunitario attraversò anche Corleto Perticara; gli oppositori del processo di unificazione dell'Italia arruolarono tra le proprie truppe i corletani Leonardo Brigo, Maria Gallicchio, Pasquale Cavalcante, Vito Francolino.

Durante il secondo conflitto mondiale il paese venne gravemente danneggiato dai violenti bombardamenti aerei degli Statunitensi sui Tedeschi in fuga: il 60% delle abitazioni fu abbattuto, interrotti per lungo tempo i servizi elettrici ed idrici. Enorme fu lo sforzo umano ed economico per la ricostruzione del paese, ufficialmente terminata nel 1978.

Monumenti e luoghi d'interesse[modifica | modifica sorgente]

Luoghi di culto[modifica | modifica sorgente]

Chiesa Madre di Santa Maria Assunta
Cappella di Santa Domenica nel Rione Costa
  • Chiesa Matrice di Santa Maria Assunta, davanti alle ampie scalinate di Via Gorizia. Costruita nel Seicento su un impianto precedente, subì ingenti danni con i bombardamenti aerei della Seconda guerra mondiale. Presenta una facciata moderna a mattoncini in cotto a vista, impreziosita da tre rilievi in stucco, eseguiti nel 1966 dal pittore e scultore Sebastiano Paradiso, in occasione del suo restauro; posti nelle lunette a ogiva che sormontano i portali in pietra chiara, essi raffigurano San Francesco, la Madonna con cherubini e San Rocco. Degni di menzione i portoni in legno intarsiato. Il campanile, a due ordini, termina con una cupola arabeggiante. L'interno, a tre navate, conserva notevoli altari di marmi policromi, un coro intarsiato di scuola napoletana del Seicento, tele del Settecento e affreschi novecenteschi sul soffitto della navata centrale e nell'abside;
  • Chiesa Nuova di Sant'Antonio da Padova, dall'imponente facciata in pietra di Teggiano; fu edificata nel 1958 in Via Trento, nelle adiacenze di una vecchia chiesa del Convento completamente rasa al suolo nel corso della seconda grande guerra;
  • Cappella di Santa Domenica, la più antica del paese, nel cuore del Rione Costa dalle viuzze quantomai anguste;
  • Chiesa della Madonna di Saulo la cui festività ricorre la prima domenica di maggio e poi la prima domenica di settembre.

Monumenti[modifica | modifica sorgente]

  • Resti del Castello Normanno, ora Palazzo degli Uffici nonché sede municipale;
  • Fontana vecchia in Corso Pietro Lacava, tutta in pietra, con due abbeveratoi ai lati e volute sul frontone, che porta la seguente dicitura: I cittadini riconoscenti al Municipio che attuava un desiderio annoso di un fonte pubblico dedicano questa pietra dichiarandolo benemerito della patria - Corleto Perticara 22 ottobre 1863.

Luoghi naturali[modifica | modifica sorgente]

  • Fontane, sorgenti d'acqua, folto bosco di Sant'Elìa;
  • Località Pietra Iaccata: in un'area boschiva incontaminata lungo la Strada Statale 103 di Val d'Agri, una sorgente sgorga da una fenditura nella roccia a 1.100 m s.l.m.

Società[modifica | modifica sorgente]

Evoluzione demografica[modifica | modifica sorgente]

Abitanti censiti[5]

Cultura[modifica | modifica sorgente]

Istruzione[modifica | modifica sorgente]

Biblioteche[modifica | modifica sorgente]

La biblioteca comunale "Michele e Pietro Lacava" è sita in Via Zanardelli, nel centro del paese.

La "biblioteca del libro lucano" ha la sede in Via Nazionale, 159 www.bibliotecalucana.it

Scuole[modifica | modifica sorgente]

Il comune è dotato di una scuola materna pubblica, una scuola primaria (mentre erano due fino all'anno scolastico 2007/2008), una scuola secondaria di primo e una di secondo grado, l'istituto tecnico industriale statale A. Einstein, con sede centrale in Potenza.

Persone legate a Corleto Perticara[modifica | modifica sorgente]

Personaggi illustri ebbero i natali in Corleto Perticara, perlopiù legati al periodo storico del Risorgimento:

  • I fratelli Michele Lacava (1840-1896) e Pietro Lacava (1835-1912). «Dottore in medicina» il primo, «versatissimo nella storia, in archeologia, in economia politica, in credito popolare, in igiene, in opere pie e strade ferrate [...][6]»; uomo politico il secondo, più volte ministro del Regno d'Italia.
  • I fratelli Carmine Senise (1836-1918) e Tommaso Senise (1848-1920). Il primo, capo di Stato Maggiore delle forze insorte contro i Borbone e poi senatore del Regno d'Italia; il secondo, medico, fu prima deputato e poi — dal novembre del 1901 — senatore della monarchia sabauda.

Musei[modifica | modifica sorgente]

Nel 2004 è stato istituito il museo comunale "Michele Lacava" sito nella "Piazzetta del Risorgimento Lucano" presso lo storico ed ormai ex Castello Ducale, oggi Palazzo degli uffici già sede del municipio. Nel museo si può ammirare lo storico tricolore dei patrioti lucani, ovvero la prima bandiera d'Italia in terra lucana, come ricorda la lapide sita in Sottoportico della bandiera. La medesima bandiera, con sopra lo stemma di Corleto Perticara, fu protagonista dell' insurrezione lucana del 16 agosto 1860 e lo è stata anche nelle recenti rievocazioni storiche in occasione del 150° dell'unità d'Italia. Nel museo è inoltre conservato il "Fondo Lacava" composto dai libri dei fratelli Lacava in particolare di Pietro e della sua operato politico essendo stato più volte Ministro e Parlamentare. Vi sono anche importanti testimonianze della storia post-unitaria della regione, testimoniate dalle copie autentiche ed anastatiche dei principali giornali dell'epoca, uno su tutti "Il Lucano" del 1860. Il museo ospita fra l'altro la mostra "Quadri di civiltà" pannelli e fotografie sulla storia della regione, miniature di alcune importanti scoperte archeologiche in Lucania e varie mostre fotografiche.

Economia[modifica | modifica sorgente]

La vocazione produttiva tipica è costituita dall'attività agricola e zootecnica, mentre è molto basso il tasso di industrializzazione, con attività concentrate prevalentemente nel campo dell'edilizia, con la carpenteria metallica e in legno e con la produzione di calce e calcestruzzo, e nel campo dell'artigianato tradizionale, con la lavorazione della pietra, del legno e del ferro. La Statistica Murattiana (1811) del Regno di Napoli ci segnala che all'inizio del secolo romantico a Corleto Perticara si producevano ottimi vini, latticini, tele in lino per uso di camicie e lenzuola e legname da costruzione.

A fronte delle considerevoli risorse ambientali, ecologiche ed enogastronomiche naturalmente presenti sul territorio, il turismo ambientale rappresenta solo una potenzialità di sviluppo, così come è ancora tutta da valorizzare la ricchezza storico-archeologica.

Uno scenario affatto nuovo si è tuttavia aperto per la comunità di Corleto Perticara nel 1989, con la scoperta di un vasto giacimento petrolifero che si estende in superficie per circa 30.000 ettari di terreno boschivo a nord-est dell'abitato, ampiamente sfruttato già dal 2001 nella produzione di energia eolica. Sfumata negli anni immediatamente successivi l'ipotesi di un Parco Nazionale dell'Appennino Lucano che l'avrebbe attraversata, quest'area è rapidamente ricaduta al centro degli interessi strategici nel settore energetico nazionale. Alle 12:30 del 28 gennaio 2008 il comune nella persona del suo sindaco, avvocato Paolo Pietro Montano e Total Italia S.p.A. nella persona del suo amministratore delegato per il settore Esplorazione e Produzione, Dott. Lionel Levha, hanno siglato un Patto storico per la concessione dei diritti di superficie necessari alla realizzazione di un centro olio in località Tempa Rossa, a quattro Km in linea d'aria dal centro abitato, per un tempo pari a 99 anni. La coltivazione di idrocarburi, che a pieno regime comporterà l'estrazione di 50.000 barili di greggio al giorno, gas naturale per 250.000 m³, GPL per 267 tonnellate e zolfo per 60 tonnellate, avrà inizio entro l'anno 2011. Le riserve sono stimate intorno ai 420 milioni di barili equivalenti.

Questa nuova realtà ha posto senz'altro un'ipoteca sul futuro di Corleto Perticara per i prossimi cent'anni; data la sua portata epocale essa suscita, insieme, timore per l'impatto ambientale, paesaggistico, sociale e politico, ma anche speranza di riscatto per un territorio caratterizzato nel suo insieme da un immobilismo atavico e da un fragile tessuto socio-economico, falcidiato per decenni, sin dagli albori dello Stato unitario, dal fenomeno esiziale dell'emigrazione di massa.
Tra i corletani è indubbiamente diffusa la consapevolezza che il petrolio non è innocente e che per scongiurare lo scenario di una nuova cattedrale dell'industria estrattiva nel deserto di una società culturalmente impreparata, dall'economia agraria scarsamente monetizzata, urge un impegno politico collettivo realmente innovativo nel campo delle scelte strategiche, volto ad animare l'economia e ad articolarla sul territorio circostante, energico nel contrastare il funesto processo di declino demografico, la dissipazione delle risorse, le enfiagioni morbose nella pubblica amministrazione come nell'edilizia ablativa, per una Basilicata e un Mezzogiorno moderni, fondati sui diritti e sui doveri di ciascuno anziché sulla catena delle elargizioni clientelari di privilegi e favori senza fine.

L'oro nero in cifre[modifica | modifica sorgente]

  • 1 barile = 159 litri.
  • Il consorzio di sviluppo del progetto vede la partecipazione di Total – operatore del campo, con una partecipazione del 50% - Esso Italiana (25%) e Shell (25%).
  • L'area interessata è quella dell'Alto Sauro, mineralizzata ad olio pesante.
  • Il centro olio per la separazione e il trattamento degli idrocarburi estratti (greggio, gas metano, gas propano liquido, zolfo) è stato localizzato in località Tempa Rossa, 4 km a Nord Est dell'abitato di Corleto Perticara e si estende su una superficie di 190.000 m²
  • Il numero di pozzi già perforati è pari a 5, ai quali se ne aggiungerà un sesto, se la perforazione darà esito positivo.
  • La produzione massima stimata è di circa 50.000 barili di greggio al giorno.
  • La riserva è valutata in circa 420 milioni di barili equivalenti.

Trasporti[modifica | modifica sorgente]

  • Potenza è raggiungibile unicamente attraverso l'obsolescente SS 92 dell'Appennino Meridionale
  • La costa è raggiungibile prima con la Strada provinciale 2 Saurina fino al suo innesto, dopo 30 km, con la SS 598 di Fondo Valle dell'Agri e di lì proseguendo verso la SS 106 Jonica, in direzione Scanzano Jonico.

Amministrazione[modifica | modifica sorgente]

Periodo Primo cittadino Partito Carica Note
5 aprile 2005 30 marzo 2010 Pietro Paolo Montano Lista Civica Sindaco

Gemellaggi[modifica | modifica sorgente]

Galleria fotografica[modifica | modifica sorgente]

Note[modifica | modifica sorgente]

  1. ^ Dato Istat - Popolazione residente al 31 dicembre 2012.
  2. ^ Popolazione residente al 31/12/2012 - Dati ISTAT. URL consultato il 31 dicembre 2012.
  3. ^ Costantino Gatta, Della Terra di Corneto detto Perticara e della Guardia in Memorie topografico-storiche della provincia di Lucania, Napoli, Gennaro Muzio, 1732, pp. 347-351.Ristampa anastatica, Bologna, Forni, 1966, ISBN 978-88-271-0101-8.
  4. ^ Manoscritto cartaceo ad acquerello e tempera, conservato a Matera presso il Museo di Arte Medievale e Moderna della Basilicata; si tratta di un'elaborazione del rilevamento del Regno di Napoli di Nicola Antonio Stigliola (1546-1623) e Mario Cartaro (1540-1620) iniziato nel 1589 e terminato nel 1595. Corleto Perticara qui appare col nome di Cornito.
  5. ^ Statistiche I.Stat - ISTAT;  URL consultato in data 28-12-2012.
  6. ^ C. G. Gattini, Saggio di biblioteca basilicatese, Matera, Scintilla, 1908, p. 28.
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