Nemoli

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Nemoli
comune
Nemoli – Stemma Nemoli – Bandiera
Dati amministrativi
Stato bandiera Italia
Regione Basilicata – stemma Basilicata
Provincia Potenza – stemma Potenza
Sindaco Antonio Filardi (lista civica) dal 14/06/2004
Territorio
Coordinate 40°4′0″N 15°48′0″E / 40.06667°N 15.8°E / 40.06667; 15.8 (Nemoli)Coordinate: 40°4′0″N 15°48′0″E / 40.06667°N 15.8°E / 40.06667; 15.8 (Nemoli)
Altitudine 421 m s.l.m.
Superficie 19 km²
Abitanti 1 519[1] (31-12-2010)
Densità 79,95 ab./km²
Frazioni Lago Sirino, Varco Valle
Comuni confinanti Lagonegro, Lauria, Rivello, Trecchina
Altre informazioni
Cod. postale 85040
Prefisso 0973
Fuso orario UTC+1
Codice ISTAT 076054
Cod. catastale F866
Targa PZ
Cl. sismica zona 2 (sismicità media)
Cl. climatica zona D, 1674 GG[2]
Nome abitanti nemolesi
Patrono Madonna delle Grazie
Giorno festivo 2 luglio
Localizzazione
Nemoli è posizionata in Italia
Nemoli
Posizione del comune di Nemoli all'interno della provincia di Potenza
Posizione del comune di Nemoli all'interno della provincia di Potenza
Sito istituzionale

Nemoli è un piccolo comune lucano di 1.525 abitanti della provincia di Potenza. Il paese è posto tra i monti dell'appennino lucano; noto per il proprio artigianato tipico, che si basa sulla lavorazione del legno e del rame.

Indice

[modifica] Geografia

Nemoli si trova nella zona più a sud della provincia di Potenza. Il suo territorio si estende per 19,7 km². Posizionato al centro della valle del Noce è circondato, oltre che da questo, dai fiumi Sonante, Torbido e Pulcino, le cui acque alimentano gli acquedotti di più paesi della valle. Verso nord, nei pressi della vecchia stazione di Nemoli, a 788 metri sul livello del mare, si trova il lago Sirino (4–5 ettari).

Nemoli è circondata dai monti dell'Appennino Lucano: Serra Rotonda, Serra Lunga, il monte Coccovello (1505 metri), il Roccazzo (894 metri) e il monte Sirino (1907 metri) sono i rilievi principali.

Il territorio del comune di Nemoli si presenta una vegetazione varia, con la presenza di alberi da frutto, di ulivo, viti e con una vegetazione ricca di felci, ginestre, radure erbose e faggi maestosi, tra i quali si nascondono volpi, lepri, tassi, faine, ricci e il raro moscardino (piccolo scoiattolo). Inoltre spesso si può ammirare il volo di corvi imperiali, nibbi e poiane che sorvolano la vallata.

Nel nucleo principale del paese, dove si trovano le caratteristiche strettole e sopportici, si possono ammirare alcuni pregevoli portali sparsi per i vicoli e il loggiato di stile napoletano, del palazzo Filizzola del XVIII secolo oltre al monumento dedicato ai caduti realizzato in bronzo.

[modifica] Storia

Le prime tracce di insediamenti umani sul territorio di Nemoli risalgono al V secolo a.C., come testimoniano alcune statuine di bronzo ritrovate sul territorio e rappresentanti guerrieri e animali che fanno pensare alla passata esistenza di una stipe votiva e alla esistenza di una città di origine fenicia chiamata "Irie", i cui abitanti veneravano una divinità maschile. Il primo nucleo abitativo certo risale ai primi secoli dello scorso millennio. Durante il Medioevo Nemoli, allora chiamata "Il Bosco", dipese dapprima dalla città di Lauria, quale Grancia della Abbazia di San Filippo. Poi venne accorpata al territorio di Rivello, di cui costituiva uno dei tre casali insieme a San Costantino e Rotale. Nel 1650 vi si stabilì un folto gruppo di Valdesi, scacciati della vicina Calabria, che incrementò notevolmente la popolazione.

Durante il breve governo della Repubblica Partenopea del 1799, quando il comune era menzionato col nome de La Serra, rientrò nell'ordinamento amministrativo del dipartimento del Crati e, a livello più strettamente locale, del cantone di Lauria[3]. Nel 1806, per volontà di Giuseppe Bonaparte, si cominciò a costruire la strada consolare detta delle Calabrie: questa, che attraversava Bosco, portò benessere economico ed incremento demografico. In questi periodo numerosi erano gli opifici quali ferriere, ramiere e mulini. Inoltre, Bosco divenne luogo di ristoro per i carrettieri che vi transitavano. A partire dal 1824, vi furono numerose petizioni e esposti inoltrati alle autorità competenti e al Ministro Segretario di Stato degli Affari Interni che rivendicavano l'autonomia e la costituzione di un comune autonomo da Rivello, ma tutte ebbero risposta negativa, in parte dovuto al fatto che abitanti di Bosco e di Rivello costituivano un'unica e sola parrocchia. Solo un secolo più tardi, dopo che la Commissione degli Affari Ecclesiastici sottopose al Re il bisogno di avere una parrocchia separata, a seguito delle disposizioni vescovili per eliminare le tensioni tra i due abitati, gli abitanti di Bosco ebbero, l'11 ottobre 1938, finalmente una chiesa autonoma, con l'erezione a parrocchia della chiesa di Santa Maria delle Grazie.

Al paese venne imposto il cambio il nome da Bosco a Nemoli (nome derivato dal latino "Nemus Olim", ossia "una volta Bosco")con un apposito decreto borbonico appena dopo l'avvenuta distruzione dell'omonimo paese Bosco nel vicino Cilento incendiato e distrutto per essere insorto contro i Borboni nel 1828 [4].

Ma già in precedenza, approfittando di una visita del Re di Napoli Ferdinando II di Borbone del 10 aprile 1833, i Boschesi manifestarono presso palazzo Sanseverino, a Lauria -ove il Re era ospite- il loro desiderio di autonomia da Rivello e la loro richiesta di poter cambiare il nome del paese per differenziarlo da Bosco del Cilento, incendiato e distrutto per essere insorto contro i Borboni e da altri comuni con lo stesso nome.Il Re li convocò nella capitale, a Portici. Il 18 giugno 1833 la richiesta fu fatta formalmente da una delegazione a Napoli, e indicò tra le possibili alternative per il nome anche quella di Nemoli.[senza fonte]

Il giorno 8 dicembre 1833 dello stesso anno, con un suo decreto, Ferdinando II di Borbone ribattezzò il paese con il nome di Nemoli e concesse il diritto di costituirsi in comune autonomo da Rivello, con una propria amministrazione e di usare il nuovo nome a partire dal 1º gennaio 1834.

[modifica] Monumenti e luoghi d'interesse

  • Chiesa di Santa Maria delle Grazie - è del 1600, conserva un'edicola lignea sovrastante l'altare maggiore la quale conserva una statua della Madonna policroma risalente al 1300 in stile bizantino, l'acquasantiera di F. De Sicignano del 1512, una campanella del 1373 e lo stupendo rosone delle vetrate artistiche fiorentine.
  • Chiesa del lago Sirino - in questa chiesa si possono ammirare un rosone e altre effigi di scuola napoletana, un Cristo dei maestri artigiani di Ortisei e il gruppo ligneo della Santa Famiglia.
  • Chiesa di Santa Maria
  • Palazzo Filizzola

[modifica] Cultura e Società

[modifica] Evoluzione demografica

Abitanti censiti

[modifica] Folklore

[modifica] Sagra della Polenta

La Sagra della Polenta è una tradizione antichissima che si svolge il giorno di Carnevale, e che prende vita dalle offerte spontanee della popolazione che concorre alla sua organizzazione. Ogni anno occorrono circa 5 quintali di polenta, condita secondo una ricetta antica di secoli e con un sugo fatto con salsiccia, pancetta e pepe rosso macinato. La polenta viene offerta a tutti coloro che arrivano nel paese. Il tutto è accompagnato da vino paesano offerto dai produttori nemolesi.

[modifica] Falò di Natale

È tipica usanza nemolese accendere un grande fuoco la sera della vigilia di Natale al centro della piazza Umberto I. Il falò viene ravvivato e fatto ardere dai vari abitanti fino all'Epifania, e diventa il punto di ritrovo per residenti e non, che scaldandosi chiacchierano in attesa della santa Messa.

[modifica] Aeroporti

L'aeroporto più vicino raggiungibile da Nemoli è quello di Lamezia Terme.

[modifica] Fonti e Bibliografia

Siti di riferimento:

[modifica] Amministrazione

Sindaco: Antonio Filardi (lista civica) dal 14/06/2004

[modifica] Bibliografia

  • Luigi Ranieri, Basilicata, Unione tipografico-editrice torinese, 1972

[modifica] Note

  1. ^ Dato Istat - Popolazione residente al 31 dicembre 2010.
  2. ^ D.P.R. 26 agosto 1993 n. 412 in efficienzaenergetica.acs.enea.it. URL consultato il 27 settembre 2009.
  3. ^ Legge concernente la fissazione e la distribuzione del Dipartimento del Crati. Articolo IX in Carlo Colletta (a cura di), Proclami e sanzioni della Repubblica Napoletana, Napoli, Stamperia Dell'Iride, 1863, Pagina 45.
  4. ^ cfr pag 391 in L. Ranieri 1972,

[modifica] Voci correlate

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